sabato 23 luglio 2022

E quattro!

 


A volte succede

 


Agende Travagliate

 

Agendami tutto
di Marco Travaglio
Prima l’Area Draghi era il padiglione horror del luna park. Ora è una vasta zona acquitrinosa e putrescente che va dal Pd a Brunetta, da Renzi alla Gelmini, da Calenda a Giorgetti, e forse financo a Di Maio. B. non c’è, ma solo perché comprensibilmente vi si sottrae, tra lo stupore di vecchi e nuovi amici che “non lo riconoscono più” (frequentava la crème dei Mangano, Dell’Utri, Gelli, Craxi, Carboni, Previti, Cosentino, Cuffaro, poi s’è guastato). Il comune denominatore della compagnia della buona morte, oltre all’allergia per il popolo (populista per definizione), è l’Agenda Draghi, che non è la versione de luxe della Nazareno Gabrielli in pelle umana, ma il discorso ducesco del premier per il suicidio assistito in Senato. Il Pd l’ha preso al volo come “il nostro programma”, non avendone mai avuto uno, per la gioia dei militanti delle feste dell’Unità e delle case del popolo, che ora stracciano i poster di Berlinguer e ci appendono il banchiere. Incendiato il Campo Largo, la nuova ideona è l’“alto mare aperto”: beneaugurante citazione dell’Ulisse dantesco che varca le colonne d’Ercole e affoga con tutti i suoi compagni.
La soluzione più semplice sarebbe il partito di Draghi, ma Draghi non si candida. Peccato: se tutti gli italiani lo vogliono, prenderebbe il 100%. Tipo Ceausescu e Castro, ma senza brogli. Così si ripiega sull’Area Draghi e l’Agenda Draghi, cioè sugli abusi della credulità popolare: la gente crede di votare per lui e si ritrova Renzi, Brunetta e Di Maio. Come quando prenoti le vacanze in una suite da favola vista mare per le foto sul sito e ti ritrovi in una topaia vista fogna. Franceschini, dopo 17 mesi di frustate in Cdm, scopre il sadomasochismo e ne vuole ancora: “Alleanza larga nel nome di Draghi. Lui? Ne resterà fuori”. Tipo il tressette col morto. O le sedute spiritiche: ogni sera gli adepti della Banda Larga si troveranno attorno al tavolino a tre gambe, uniranno i mignoli e invocheranno lo spirito guida con la formula magica “Whatever it takes”. Ancora incerta la presenza di Di Maio, che in un mese è riuscito a rendersi meno affidabile di Renzi, ma sgomita per esserci: “L’agenda Draghi non deve cadere nella polvere, noi la prendiamo in carico” (parla al plurale maiestatico, come il divino Otelma). Strano, perché Draghi in Senato ha raso al suolo le due cose buone fatte da Di Maio in 36 anni di vita: Reddito di cittadinanza (“se non funziona è una cosa cattiva”) e dl Dignità (smantellato da Draghi, che alla richiesta di Conte di ripristinarlo non ha manco risposto). Eppure Di Maio adora l’Agenda Draghi che cancella l’Agenda Di Maio. Delle due l’una: o, nelle nuove vesti di pochette vivente di Draghi, è andato in estasi e non ha sentito nulla; o ha sentito tutto e ora si sta sul cazzo da solo.

Grande Amaca!

 

Il signor Foglia di fico
DI MICHELE SERRA
Berlusconi, esaurito il tour delle sue ville, forse indirà il prossimo vertice della destra italiana (chiamarlo centrodestra è un oltraggio all’aritmetica) su un dirigibile o su un piroscafo, tanto per sentirsi sempre e comunque il magnanimo anfitrione. Ma il suo viale del tramonto — uno dei più lunghi mai visti nella storia, nemmeno Wanda Osiris e Joséphine Baker riuscirono a esibirsi così oltre la scadenza naturale — lo ha già ridotto, anche ben prima di questa tornata elettorale, al ruolo di amico ricco che pensa all’ospitalità e al ristoro, con zero voce in capitolo su tutto il resto.
Non si sa se per educazione o per maleducazione, il Salvini e la Meloni continuano ad approfittare di questo imbarazzante protettorato, che di per sé fa slittare di un paio di epoche all’indietro la loro avventura politica: e però fornisce a quei due un’imprevista foglia di fico “moderata” con la quale agghindare la coazione più a destra mai vista al mondo.
È uno spettacolo al quale siamo abituati, ma non per questo è meno incredibile: una fascista civilizzata e un incivile fascistizzato, con la benedizione di un miliardario in pensione che trent’anni fa fece finta, votatissimo, credutissimo, di essere un leader politico, si candidano al governo della Repubblica, nella quale, accidentalmente, abitiamo anche noi altri.
Dentro la coalizione la postura è totalmente trumpista, tacitamente putinista, ma c’è l’amico Silvio e tanto basta per figurare abusivamente, in tutti i telegiornali, come “centrodestra” o addirittura come “moderati”.
Qualche liberale tardivamente in fuga (Gelmini, Brunetta, forse Carfagna) non basta a salvare l’onore. Mi chiedevo da tempo che vantaggio porta essere di sinistra.
Beh, almeno uno: non votare per la destra.

venerdì 22 luglio 2022

Fantastico!



Mentre spergiurava di voler tenere a galla il Dragone, aveva già pronto il logo!!! Al suo confronto è più affidabile un peto su mutanda bianca dopo una maxi ingurgitata di 3 kg di yogurt alla frutta! Che pagliaccio!

Augurio



A ‘sto giro auguro di cuore, a chi ci casca, una no stop diarroica quinquennale!

Cosa auspico?

 

Estate sana e malsana, caldo e marosi dimenticati per concentraci sul nostro futuro. Quale futuro? 

Personalmente sogno una politica sana pronta a sminuzzare gli enormi macigni che ci portiamo dietro da troppo tempo: evasione, certezza della pena, lotta alla disparità sociale. 

Un programma così semplice e nello stesso tempo impensabile nell'attuazione, dovrebbe essere un faro per le compagini cosiddette di sinistra. Ma la sinistra non esiste più. Hai voglia di presentarti come modello, come riformista, come difensore dei deboli. Al momento solo confetti per asini. 

Chi si avvicina di più a questi ideali, a mio parere, è il Movimento Cinque Stelle, l'unico, a memoria d'uomo, ad aver concretizzato delle proposte serie, valide, anche se migliorabili, che hanno aiutato i più deboli. E la lotta si è accesa, con i grandi poteri impegnati a ridicolizzare, attraverso i media di proprietà, coloro che hanno scelto di agevolare coloro che sono in difficoltà. 

Se dovessi definire il mio paese non avrei esitazione a dire che vivo in un luogo di merda. Perché non riesco a digerire le eclatanti deformazioni frutto di decenni di politica invereconda. E mi spiego, invitandovi a meditare: 

In Italia i furbi pagano le loro negligenze? Avete mai letto da qualche parte che coloro che hanno defraudato la spesa comune siano finiti in galera? 

Avete mai sentito per caso di manigoldi intrallazzatori col denaro pubblico che dopo un processo serio e veloce, abbiano trascorso qualche anno in prigione? 

Sapete che ancor oggi ci sono migliaia di persone che vengono pagati 3 euro all'ora per spaccarsi la schiena raccogliendo i prodotti della terra?

Siete a conoscenza del fatto che famiglie intere devono mangiare alle mense della carità perché non hanno abbastanza soldi per arrivare a fine mese? 

Comprendete che gli sciacalli che approfittano di pandemie, guerre, crisi ambientali siano moltissimi in circolazione? 

Vi rendete conto che basta avere un buon consulente ed un buon avvocato per sfangare qualsiasi problema legato alla giustizia e di vivere alla grande sbeffeggiando il prossimo? 

Siete consapevoli del fatto che in questo periodo tutti gli hotel a svariate stelle, i ristorantoni da 100 e passa euro pro capite sono stracolmi? 

Avete consapevolezza che attorno a noi vi siano migliaia di persone in ruoli costruiti ad hoc nell'immensa burocrazia che auto alimenta il sistema, pagati con lordi annui superiori ai centomila euro? 

E allora scusate il francesismo: non è un paese di merda questo?