giovedì 13 gennaio 2022

Solo su queste tristi lande

 


Da quale altra parte del globo, a parte le palesi dittature, può accadere che un magnate a cui concessero e tutt'ora concedono di detenere un enorme potere mediatico attraverso le "sue" televisioni ed i "suoi" giornali, decida, pur essendo pregiudicato, pagatore di tangenti alla mafia negli anni passati, fabbricatore di leggi per protezione, corruttore di parlamentari per i propri scopi, di correre per la carica più più alta dello stato, simbolo dell'unità nazionale, e di prepararsi a questa sfida comprando una pagina intera del "suo" giornale per lodarsi e autocelebrarsi? 

Risposta: probabilmente solo qui, in questa triste e sofferente terra italica! 

Ma leggiamo il brodino scritto su quell'opuscolo comico diretto da uno che un tempo è stato condannato perché strisciava ad minchiam la carta di credito di mamma Rai: 

1. Una persona buona e generosa - dipende da cosa s'intenda per buona e generosa. Se pensiamo al tornaconto allora ci può stare. Tutto quello che fa infatti, a parer mio, lo esegue solo per pulirsi la coscienza o per arrivare ad uno scopo. 

2. Il padre di cinque figli e nonno di quindici nipoti - e questo che ciufolo c'entra? I papà e i nonni italiani quindi avrebbero pure loro il lasciapassare per il Quirinale? Si è dimenticato delle minorenni e delle "cene eleganti". Perché?

3. Un amico di tutti, nemico di nessuno - Come no! Nemico di nessuno? Neanche di Biagi, di Santoro, di Luttazzi, quelli dell'editto bulgaro???

4. Tra i primi contribuenti italiani - e qui standing ovation! I conti esteri in paradisi fiscali, l'acquisto dei film per la casa madre e il conseguente nero; la guardia di finanza sempre di casa; l'evasione che gli costò il posto alla Camera! Che gran comico! 

5. Tra i primi imprenditori italiani per la creazione di posti di lavoro - ah si! Il famoso milione di posti di lavoro, tanto vero e reale al pari della parentela di Ruby con Mubarak! 

6- Il più giovane imprenditore italiano nominato Cavaliere del Lavoro - qualcuno ha tentato di levarglielo dopo la condanna. Senza naturalmente riuscirci.     

7. Un self-made man, un esempio per tutti gli italiani - Come no! Chissà come trovò i primi soldi per iniziare a costruire! Chissà da dove gli arrivò il malloppo ops.. il prestito! E come circuì la proprietaria della mega villa di Arcore, rimasta orfana, depredandola di tale ricchezza acquistata per spiccioli. A proposito: sapete vero come si chiamava l'avvocato della poveretta? No? Era Cesare Previti! Un esempio per tutti gli italiani.. ma và a ciapà i ratt!

8. L'inventore e costruttore delle città "sicure" con tre circuiti stradali differenziati - Vedasi il punto precedente. Riuscì a far deviare le rotte dell'aeroporto vicino a Milano 2, mandandole a disturbare interi paesini che persero la tranquillità. Un esempio. Davvero! 

9. Il primo editore d'Italia e il più liberale - Seconda sganasciata epica! Se non avesse pagato la tangentona miliardaria all'amico Cinghialone defunto, col caxxo che sarebbe diventato quel che è tutt’ora. E la legge Gasparri sulla telecomunicazione? E quel poveretto che ancora oggi attende le frequenze occupate da Rete 4? Il più liberale! Si, si! Come no! Vedasi come sopra lo stop a Biagi, Santoro e Luttazzi. E il Tg di Emilio! Sempre un esempio luminoso! 

10. Il fondatore della Tv commerciale italiana - Direi piuttosto il plagiatore dello spirito informativo mediatico. 

11. Il fondatore con Ennio Doris della "Banca del futuro" - Ho rispetto per il compianto Doris. Non mi capacito come abbia potuto convivere col diavolo. 

12. Il Presidente di Club che ha vinto di più nella storia del calcio mondiale - E qui mi fermo, perché col cuore non si scherza. M'addolora il fatto di essere stato usato per fini commerciali ed usurpatori. Ma i ragazzi... 

13. Parlamentare europeo in carica - lo ricordano ancora a Bruxelles quando diede del Kapo al tedesco all'opposizione. Lo ricordano come noi ricordiamo Scaramacai. 

14. Il fondatore del centrodestra liberale, cristiano, europeista e garantista - Ennesimo tripudio! Liberale per lui e gli adepti; cristiano per Testa a Pera Ruini; europeista assieme a Bossi, integerrimo amatore delle beltà dell’Unione. E garantista. Molto garantista, vedasi le leggi confezionate per le sue malefatte. 

15. Il più votato parlamentare italiano con più di 200 milioni di voti -  Tale e quale al suo amico Putin. 

16. Il presidente del Consiglio che ha governato più a lungo nella storia della Repubblica - Bunga Bunga al nostro longevo sovrano e ai suoi innumerevoli sudditi. (ad esempio Tajani) 

17. Il presidente del Consiglio che in solo sei mesi ha ridato una casa ai terremotati dell'Aquila (2009) - A questo giro non rispondo, per decenza e rispetto dei terremotati. Per la sua smodata fame di auto incensamento, fece spostare il G7 dalla Maddalena, sperperando una quantità di denari pubblici che solo Bertolaso, allora a capo della Protezione Civile, fu in grado di sperperare. Per il resto fatevi un giretto da quelle parti. Ma non dite a quelli del luogo di essere suo amico. Mi raccomando! 

18.  Il presidente del Consiglio che mise fine alla Guerra Fredda realizzando l'accordo di Pratica del mare tra George Bush e Vladimir Putin (2002) - Scusate ma debbo prendere un ansiolitico. E mi è venuto persino l'affanno. E mi sono slogato la mandibola! Eccezionale! Un ometto eccezionale! 

19. Il leader occidentale più apprezzato e più applaudito (8 minuti) nella storia del Congresso americano. - Dopo questa mi sono pure imbragato con un mega pannolone! E mi si sono inaridite le ghiandole lacrimali! 

20. L'italiano più competente nella politica internazionale, ascoltato e apprezzato, autorevole e umano, capace di intessere e coltivare le amicizie personale più profonde con i più importanti leaders mondiali - Standing ovation! Mi sovviene al proposito "la culona inchiavabile", la stessa che fece attendere sull'uscio del summit, probabilmente perché intento a telefonare a qualche epico bagascione; e poi il baciamano a Gheddafi, la barzelletta della mela al sapore di culo. Ed infine la risata tra Angela e Sarkosy che disse tutto a tutti! Veramente un leader unico e che fece tanto bene alla nazione! 

21. E soprattutto l'eroe della libertà che, con grande sprezzo del pericolo, è sceso in campo nel '94 per evitare a tutti noi un regime autoritario e illiberale.Come tutti i fuochi d'artificio che si rispettino, ecco il gran finale! L'erotomane scese in campo solo per un motivo: salvare le sue aziende dall'imminente tracollo finanziario. Trovando allocchi in enorme quantità, riuscì nell'intento alla grande! Vien da chiedersi il motivo per cui in un'occasione Forza Italia prese la maggioranza in Sicilia! Chissà come mai... 

Ed infine, scusate il francesismo, ma rispondo d'impeto alla domanda finale che il Minzo ci propone: 

e quindi, chi come lui? Stokkkazzo!!!!       

  

Grande Antò!

 

Bunga Bunga, la voluttà di Lega e Fratelli d’Italia

di Antonio Padellaro

Il premio supermasochista dell’anno viene assegnato, in forma collettiva, alla piazza torinese No-vax sferzata dalla tramontana che assiste senza battere ciglio (in molti casi congelati) al discorso del professor Ugo Mattei, uno dei leader del movimento. Basato non sui microchip che notoriamente vengono iniettati col vaccino per tenerci sotto controllo. E neppure circostanziato sui dimostrati effetti terapeutici anti-Covid della candeggina inoculata, che risulta essere anche un straordinario antidoto all’ossido di grafene con cui Big Pharma cerca di avvelenarci. No, ai cinquemila eroi, rigidi come stoccafissi norvegesi contati dall’illustre studioso (cinquecento secondo la Questura) è stata somministrata una dotta lezione di diritto costituzionale comparato sulle violazioni della dittatura sanitaria e sulla conseguente istituzione di un Cln per organizzare la nuova resistenza al nazivaccinismo. Vivo compiacimento tra gli assiderati.

Mentre il premio Tafazzi, dedicato all’autolesionismo compulsivo, vede come vincitori, ex aequo, Matteo Salvini e Giorgia Meloni che non riescono a sottrarsi, forse con una certa voluttà, ai desideri di un anziano frequentatore di bunga bunga sempre più deciso a farsi eleggere al Quirinale estorcendogli i voti (un po’ come l’avvenente bielorussa con i bancomat del principe di Linguaglossa).

Infine, menzione speciale Famolo Strano al professor Matteo Bassetti, fortemente determinato a rivoluzionare i palinsesti televisivi con una proposta rivoluzionaria. Basta dunque con i tg e i talk show che da due anni a questa parte affrontano l’argomento pandemia, uffa che noia, sempre con le medesima scaletta, i medesimi servizi, i medesimi pareri, le medesime polemiche. Ragion per cui l’infettivologo di successo propone di rivoluzionare i bollettino quotidiano dei contagi “con un report ogni 2-3 giorni ma commentato”. Ma non computando tra i contagiati, per esempio, “chi viene ricoverato per un braccio rotto e si scopre infetto”. Per nostro colpevole difetto non riusciamo a comprendere quale sia l’incidenza sul totale, dei pazienti doppiamente sfigati. Siamo però convinti che dopo questa clamorosa uscita il prof raddoppierà le apparizioni televisive.


Che bella nazione!

 


Destra, Iv, Pd-LeU contro il Csm. Ecco lo scudo al renziano Ferri
No della Camera alle intercettazioni
DI ILARIA PROIETTI
Adesso è salvo ufficialmente: il deputato renziano, nonché toga in aspettativa, Cosimo Ferri, ha eccellenti speranze che il Consiglio superiore della magistratura non possa più rovinargli la carriera ora che dopo la Giunta per le immunità, anche l’aula di Montecitorio ha detto no all’uso delle intercettazioni del Palamaragate che lo riguardano. Un emiciclo a ranghi ridottissimi – anzi proprio dimezzato nei numeri, cause assenze anche da Covid – lo ha scudato con una maggioranza schiacciante: 227 sono stati i voti in suo favore raggranellati tra i banchi di Forza Italia, Lega, Pd, LeU e ovviamente dei colleghi di Italia Viva. In tutto 86 i contrari al diniego all’uso delle intercettazioni richieste da Palazzo dei Marescialli, dove su Ferri pende un procedimento disciplinare per via della sua partecipazione alla combine sulle nomine del nuovo procuratore di Roma durante l’ormai famosa cena all’hotel Champagne del 2019. A cui aveva partecipato insieme a Luca Lotti, Luca Palamara e cinque consiglieri del Csm che si son dovuti dimettere dopo lo scandalo rivelato grazie al trojan installato sul telefonino dell’ex presidente dell’Anm nel frattempo radiato dalla magistratura. E Ferri?
Per lui alla Camera è stata invocata con successo la privacy violata e più ancora il fumus persecutionis, altro che intercettazioni fortuite e casuali. E chi si azzarda a dire il contrario è una capra, anzi peggio è un dis-onorevole, come ha detto Vittorio Sgarbi, dopo che il deputato pentastellato Eugenio Saitta si era permesso di obiettare che Ferri non era il bersaglio dell’indagine e dunque: quale fumus persecutionis? Che intercettazioni illegittime?
“Ci risulta veramente difficile sostenere che le attività di indagine che erano state svolte nei confronti del magistrato Palamara per fatti di corruzione, in realtà, fossero finalizzate a captare le conversazioni dell’onorevole Ferri che non era nemmeno indagato”, ha detto Saitta, facendo anche notare che “la giurisprudenza costituzionale ha più volte ribadito che la garanzia costituzionale di cui gode il parlamentare è soltanto quella di non essere oggetto di intercettazioni mirate, effettuate senza la previa autorizzazione della Camera di appartenenza”. Lì Sgarbi non c’ha visto più: “Palamara viene intercettato già di per sé abusivamente, con quell’orrido strumento che si chiama trojan. Cosimo Ferri deve essere tutelato da noi, come fece Napolitano la volta che, durante Tangentopoli la Finanza volle entrare in Parlamento e lui la bloccò perché le garanzie di questa aula sono garanzie della Nazione”. Applausi, poi il voto che ha accordato lo scudo parlamentare che serve a Ferri magistrato.
Intanto la prossima settimana, il Senato deciderà se votare prima o dopo la partita del Colle, il conflitto di attribuzione che Matteo Renzi ha chiesto di sollevare alla Consulta contro i magistrati che si son permessi di indagarlo manco fosse un cittadino qualunque.

Quisquilie

 


Sempre Marco

 

La Banda Bassetti
di Marco Travaglio
L’ideona della Banda Bassetti&Draghetti di abolire il bollettino quotidiano del Covid perché i dati vanno sempre peggio e la gente si deprime, o magari capisce, è coerente con la politica del “rischio (s)ragionato” inaugurata a fine aprile con la fine prematura delle restrizioni. La politica del “meno salute e più pil(u) per tutti”, cara a Confindustria e i suoi derivati, pare pianificata da Boris Johnson travestito da Walter Ricciardi: si finge il massimo rigore (Green pass, Super Gp anche rafforzato, obbligo vaccinale, multe, garrote, anatemi), ma si lascia galoppare il virus sostituendo la quarantena ai trivaccinati con l’“autosorveglianza”, nella folle illusione che il Covid modello Omicron sia un’influenzetta per tutti fuorché per i No Vax. Intanto continuano a morire e a finire intubati anche migliaia di Vax, perché Delta sopravvive a Omicron e 16 milioni di bivaccinati non hanno ancora potuto o voluto farsi la terza dose. Undici mesi di guerra termonucleare hanno convinto appena il 2% dei No vax a vaccinarsi; ma in compenso i detti e contradetti di governo, autorità e scienziati sfusi stanno convincendo molti Sì vax a diventare No vax sul booster, per non parlare della quarta dose (si farà anzi no forse boh). Siccome i dati si ostinano a non collimare con le conferenze stampa del premier e dei suoi fan, non potendo abolire il premier (anzi, volendolo promuovere al Colle), non resta che abolire i dati. In attesa che Cetto La Qualunque assuma la guida del Cts, la soluzione si presta a interessanti applicazioni in altri campi.
Spread: siccome Draghi fu magnificato a febbraio dai giornaloni come “scudo anti-spread” che “ci fa guadagnare miliardi” con la sola forza del pensiero, ma ieri mattina il differenziale di rendimento fra Btp e Bund ha superato quota 142 (il putribondo Conte l’aveva lasciato a 105), lo spread verrà calcolato non più sul titolo di Stato tedesco, ma sulla pizza del fango del Camerun.
Meteo: siccome fa freddo e la gente in coda potrebbe dubitare della perfetta organizzazione Figliuolo, il meteo è abrogato fino alla bella stagione.
Sanità: siccome un terzo dei malati ufficialmente ricoverati per Covid entra in ospedale per altre patologie, il problema è risolto vietando i termometri.
Calcio: la Roma, squadra del cuore di Draghi, sta andando maluccio, dunque fino a nuovo ordine è abolita la schedina.
Quirinale: siccome i giustizialisti ritengono che un pregiudicato per frode fiscale che ha finanziato per vent’anni Cosa Nostra non possa fare il presidente della Repubblica, saranno cancellate tutte le sentenze di condanna per imputati con le iniziali S.B. Ah no, mi avvertono che è già così da anni. Come non detto.

mercoledì 12 gennaio 2022

Il Nano e il Travaglio

 

Chi l’avrebbe mai detto
di Marco Travaglio
L’altroieri, letta la frase “Se Draghi va al Quirinale, noi usciamo dal governo e si vota”, non ne abbiamo neppure cercato l’autore, tanto era chiaro che era B. Invece Enrico Letta ha commentato: “Non posso credere che l’abbia detto lui, ora smentirà”. Infatti B. non ha smentito nulla. Delle due l’una: o Letta jr. è affetto da amnesia globale (si spera transitoria), o ci prende tutti per il culo. Perché non c’è frase che più somigli a B. di quella: un ricatto politico tipico della vecchia canaglia che fa politica così da quando ufficialmente non la faceva, o meglio la faceva per interposto Craxi. Ricattava il Caf con le sue tv per ottenere i decreti anti-pretori e la legge Mammì per le sue tv. Poi, sceso in campo, continuò a ricattare gli alleati (quei pochi) riottosi a votare le sue leggi ad personam minacciando di fargli sparare dai suoi giornali e tv. Minaccia che funzionava benissimo anche con gli oppositori (quei pochi). Infatti mai il centrosinistra osò dichiararlo ineleggibile (qual è per la legge 361/1957), né cancellare una sola delle sue leggi ad personam, né attuare la sentenza della Consulta contro Rete4. Quando finì il bipolarismo e partirono le larghe intese (Monti, Letta jr., Renzi e poi Draghi), il ricatto fu ancora più semplice: appena gli serviva qualcosa per gli affari suoi, minacciava la crisi e gliela davano.
Nel 2013, tra la condanna in Cassazione (1° agosto) e la cacciata dal Senato (27 novembre), ricattò per mesi Napolitano con l’arma della crisi di governo per avere la grazia senza chiederla e costringere il Pd a votare contro la sua decadenza da senatore, peraltro imposta dalla legge Severino votata pure da lui. Quando poi Letta andò alle Camere per la fiducia, B. annunciò il No. Ma Letta, nel suo discorso, cedette al ricatto: gli promise la “riforma della giustizia” e invitò la Giunta del Senato a “evitare voti contra personam”. Così B. cambiò idea in extremis per continuare a ricattarlo travestito da padre della patria: “L’Italia ha bisogno di un governo. Abbiamo deciso, non senza travaglio, per la fiducia”. E Letta dal banco del governo, esplose in una risata: “Grande!”. Quindi, di grazia, di che si stupisce oggi? E di che si meraviglia Rep, sdegnata per il “ricatto” berlusconiano come se fosse il primo? Dal 2018 al 2020, con i due governi Conte, B. era fuori dai giochi perché per la prima volta in 50 anni non poteva più ricattare nessuno. Infatti passarono la Spazzacorrotti, la blocca-prescrizione e le manette agli evasori. Poi a febbraio l’Innominabile, sostenuto da Rep e gli altri giornaloni, rovesciò Conte e arrivò Draghi, riportando il Caimano al governo con tanto di gomitino. E lui riprese a far politica nel solo modo che conosce: il ricatto. Care verginelle che fingete stupore, l’avete voluto? Ciucciatevelo.

L'Amaca

 

La svastica quotidiana
di Michele Serra
Il funerale nazista a Roma, quartiere Prati, ci dice qualcosa di incontrovertibile e di orribile. Ci dice che una giovane donna italiana, nell’anno 2022, viene salutata dai suoi amici nel segno dello sterminio.
Che quel segno sia conosciuto nel suo significato pieno (sterminio) da chi lo onora; oppure, per ignoranza, per coglioneria (i due grandi motori della tragedia umana), chi lo ha imposto su quella bara non sappia, o non voglia sapere, e creda che quella bandiera sia come tante altre, o migliore delle altre; non cambia molto. La svastica ha comunque vinto la sua lunga guerra carsica, è in mezzo a noi, sui muri, nelle curve degli stadi, tatuata su avambracci di nostri simili. E questo, italiani brava gente, sappiatelo, accade da noi assai più che nel resto d’Europa, con l’eccezione di qualche Paese dell’Est di scadente tradizione democratica.
Siamo i più fascisti e i più nazisti d’Europa, anche per demerito di una destra piccina, ipocrita e ignorante, incapace di fare i conti con la propria storia: o vi risulta che qualcuno a destra, a parte sparuti esempi, nutra qualche preoccupazione in merito al nuovo fascismo?
Che il vettore della svastica romana, e di tutte le altre, sia la morte della pietà oppure la morte dell’intelligenza, è irrilevante. È comunque accaduto. È GIÀ accaduto: non stiamo facendo i conti con un “pericolo”, stiamo facendo i conti con una realtà. Il significato di quella croce ritorta è uno soltanto: morte agli inferiori, odio razziale, odio della democrazia, della libertà e dei diritti. C’è qualcuno, in mezzo a noi, italiani brava gente, che rivendica queste cose.
Che le coltiva, le custodisce, le prepara. Almeno saperlo, almeno dirlo, no? O vogliamo lasciare sola, a fremere di rabbia e di paura, la comunità ebraica?