mercoledì 21 aprile 2021

L'Amaca

 

Tra Checco Zalone e Borges
di Michele Serra
C’è un signore di Catanzaro che ha preso per quindici anni uno stipendio da dipendente pubblico (presso il Centro Operativo Emergenza Incendi dell’Ospedale Ciaccio, tutto maiuscolo) senza presentarsi un solo giorno al lavoro. In quindici anni, non un solo giorno: insomma, la perfezione.
Così almeno documentano le indagini della Guardia di Finanza, sguinzagliata dalla Procura di Nicola Gratteri (un grande italiano, ma non è questa la sede per dirlo).
Come si può capire, questo non è un normale caso di assenteismo.
È un capolavoro. È un racconto di Borges.
È un caso di renitenza al dovere talmente assoluto da sfuggire a ogni analisi sociale o politica. Non è nemmeno fancazzismo, perché il fancazzismo è mediocre, ordinario, alla portata di tutti, e comprende tutte quelle affannose pratiche che il lessico mediatico accorpa nella categoria dei "furbetti", quello che fa timbrare il cartellino al cognato, quello che ha mal di denti o mal di testa un centinaio di giorni all’anno, quello che si imbosca a fumare sul terrazzino per le due-tre ore necessarie, quello che rifiuta il trasferimento a tre chilometri da casa di mammà.
Qui no. Qui è l’assoluto. Qui è il Mai, è il Niente, è il No che echeggia tra le galassie. È Checco Zalone sceneggiato — ripeto — da Borges. Come si usa dire, la giustizia farà il suo corso. Ma devo confessare che il mio totale disinteresse per il mondo del crimine in questo caso vacilla: di questo signore mi piacerebbe sapere qualcosa in più. Per esempio, nel caso abbia famiglia, che lavoro diceva di fare, alla moglie e ai figli, quando usciva di casa?

Lo hanno intervistato

 Sul giornale di famiglia, Repubblica, stamani lo hanno intervistato. 

E questi sono alcuni spezzoni di questa comicissima trascrizione! 




Dialogando corvatamente

 



martedì 20 aprile 2021

A volte...

 ...mi par di sentire la presenza dell'Onnipotente, e della sua Giustizia... e poi non s'è fatto neppure un graffio, per fortuna! 



Tra cugini

 


Sussidio cinefilo


Dove vedere i film candidati agli Oscar 2021


Mank (Netflix)


Nomadland (star Disney)


Judas e the black messiah (Sky)


Il processo ai Chicago 7. (Netflix)


Sound of metal (Amazon prime)

Se l'avesse fatto lui!

 


Ho sognato stanotte, complice Bonomelli, cosa sarebbe successo se, al posto di Draghi, la Persona per Bene che lo precedette, avesse agito nella stessa modalità scelta dal piovuto dal cielo per grazia matarelliana; se Conte non avesse svelato, a pochi giorni dalla consegna del piano per il Recovery Fund, nessun particolare, nessuna anticipazione su ciò che l'Europa attende senza spazientirsi oltremodo, d'altronde si sa il drago è di casa laggiù! 

Ho sognato titoli a nove colonne alludenti all'incapacità dell'allora Premier a gestire la cosa pubblica, gli strali sparati da ogni postazione fissa e mobile, i saccenti a pagamento mediatici sperticarsi in invettive degne di mercato rionale, il Bullo sciorinare interviste ad minchiam, suo marchio di fabbrica, in ogni dove, bagni pubblici e chioschi sui lungomare compresi. 

I Sallusti, i Minzolini, il Barbuto Cazzaro, i giornaloni, i programmi serali come quello della Perpetua su rete4, le Gelmini, Sora Cicoria, il Cottarelli risparmioso, Gilletti ospite fisso del Cazzaro leghista, insomma: un coacervo di iper incazzati inneggianti al colpo di stato, al depotenziamento del Parlamento, la fine della democrazia, la nuova dittatura di Giuseppi che non comunica nulla a nessuno. 

Risvegliatomi ho assistito alla dichiarazione della Bella Etruriana in merito all'incontro, atteso in anticamera perché il precedente con Sora Cicoria si è protratto oltre i tempi prestabiliti. Serena, ridanciana, tranquilla ha dichiarato la sua contentezza post incontro, in cui il Dragone nulla le ha detto in merito al Recovery, tenendola all'oscuro di tutto. Ma lei se ne è rallegrata lo stesso.

Di conseguenza ho compreso appieno di come la vita politica italiana sia dopata oltre ogni immaginazione, che i grandi progetti dei soliti noti, alla fine prevarranno su quelli del popolino. E Giuseppe Conte era un macigno da rimuovere frettolosamente.