venerdì 9 aprile 2021

Nulla di strano ad Alloccalia!

 Presidente Draghi, 

ho ascoltato la sua meraviglia turbolenta nel constatare che molti, qui ad Alloccalia, abbiano saltato la fila delle vaccinazioni, fregandosene del fatto che i vaccini sottratti agli anziani possano provocarne ricoveri e, ahimè, il trapasso. 

Perché meravigliarsi di tutto questo? Siamo o non siamo il paese che da decenni assiste impotente al radicarsi di quella mala convivenza dettata dai soprusi di pochi su molti, del loro sferragliare indomiti con optional e privilegi, permettenti loro di perseverare nella divaricazione sociale? 

Abbiamo appreso in tutti questi anni che se cerchi qualcosa, se devi sottoporti ad esami, se sei alla ricerca di un posto di lavoro, devi necessariamente conoscere chicchessia. Si, il famigerato "ho un amico che conosce il cugino del direttore" è il nostro faro granitico; il rigetto del vivere civilmente nella società è dettato dalla famelica ricerca spasmodica di molti per sovrastare l'altro, il sopruso dell'inganno per bypassare le regole, già le regole quelle maledette, oppressive, liberticide, anti democratiche, come molti tentano di convincerci a svilire - sa a chi mi riferisco vero? - a colui che proprio ieri Lei ha, permetta il termine, sfanculato pubblicamente. 

E' regola oramai cercare di fottere il prossimo, su questo suolo martoriato, 

Presidente! Basta guardarsi intorno per comprendere a quale sottolivello culturale siamo piombati, dopo decenni di defenestrazione mentale mediatica! Il dogma dell'apparire la fa da padrone, la rincorsa all'accaparramento epulonico è retta via, ci insegnano i suoi ex colleghi sparsi ovunque nelle spelonche dorate che ancora vilmente definiamo grande finanza. Lei sa bene quale sia il rotore, la girante che ingloba ogni progetto in questa era che definire economia globalizzante è insulto alle coscienze ancora libere! 

Siamo alla mercé di pochi, in balia di marosi promettenti ninnoli; veniamo infarciti di quisquilie stordenti che provocano stordimenti e deviazioni da quella sana via che ogni popolo dovrebbe custodire gelosamente per le generazioni future. 

Abbiamo delegato a delle multinazionali, nate esclusivamente per lucrare, la nostra salute, finanziamo ricerche contro pandemie come questa per poi ritirarci devotamente in attesa che contratti capestro elargiscano difese vitali per proseguire la vita del singolo.      

Restiamo pedissequamente in stand by ricercando "quello bravo" capace di curarci, lautamente ricompensato, dai grandi mali causati probabilmente dalla dannata esigenza di produrre in tempi sempre più rapidi e meno costosi. 

Tralasciamo nozioni e regole dettate dall'esperienza degli antichi padri, tra l'altro messi in soffitta nelle famigerate "villa quiete" non essendo più utili e divenuti ingombranti.   

Siamo pronti ad usare la scimitarra per un parcheggio mancato, allarghiamo gli spazi sui lidi divenuti oramai di proprietà privata -Papeete le ricorda qualcosa?- per cacciar via l'altro, il famigerato "altro", scocciatura sociale tanto insopportabile perché nemico delle nostre cosiddette libertà, nella sostanza eclatanti schiavismi mascherati. 

E allora umilmente le richiedo: perché dunque meravigliarsi se imbecilli rivalutati da questa epopea del falso, stanno travalicando i diritti comuni del singolo?

La saluto cordialmente.   

Domandina

 


Dai parla!

 


Exultet

 


Mi rallegra, e di molto, la giornata sapere che probabilmente SimSalaBim, o come si chiama l'amico del Ballista, sia stato sostanzialmente baggianato grazie al famoso detto che, in fondo in fondo, i soldi non sono tutto nella vita. Il despota riccasto e misogino infatti, ha pagato questo dipinto 450 milioni di dollari, pensando fosse un Leonardo autentico. No, caro SimSalaBim, sembrerebbe proprio di no, questo Salvator Mundi non è stato dipinto da Leonardo, il genio nostrano pare abbia dato solo un contributo! Peccato, mica tanto! E al rinascimentale riccone non è andato proprio giù il fatto di essere annoverato trai i "Tonti Storici" ad imperitura memoria. 

Forte dei contratti miliardari accesi col Nipotino d'Oltralpe, pretese di esporre che il dipinto accanto alla Gioconda al Louvre, senza se e senza ma. Ma i francesi, che s'incazzano, nella persona del direttore del museo, dissero no. Ora un film in uscita racconta la truffa al Tonto potente e violento che "qualcuno" qualche mese fa osannò, tentando di portarlo tra i grandi della storia. Da Rinascimento a Rincrescimento. E tanta gioia in cuore per lo sfanculamento planetario al potente saudita, incastonato nella Hall of Fame degli Allocchi.

Di seguito l'articolo oggi pubblicato su Repubblica.
Francia, il documentario sul presunto Leonardo
Tutti i segreti del Salvator Mundi
dalla nostra corrispondente Anais Ginori
Emmanuel Macron a decidere di non esporre il Salvator Mundi al Louvre per la mostra dedicata a Leonardo da Vinci. Il leader francese, informato dei dubbi di paternità dell’opera, ha provocato uno scontro diplomatico con il proprietario del prezioso dipinto: Mohammed Bin Salman. È una delle tante rivelazioni contenute di The Savior in Sale, film in uscita di Antoine Vitkine che incrocia geopolitica, mondo dell’arte e soldi, tanti soldi, visto che il presunto Leonardo è stato il quadro venduto più caro nel mondo: 450 milioni di dollari nell’asta da Christie’s del 2017. Il misterioso proprietario, come anticipato da Repubblica e ora confermato nel film, non è altro che il sovrano trentenne, detto “Mbs”. «Comprare un Cristo di Leonardo è stato per Mbs un modo di lanciare la sua nuova strategia di modernità e apertura all’Occidente» ricorda Vitkine. Il giornalista francese ha incrociato per caso l’affaire intorno al Salvator Mundi girando un altro documentario sul sovrano saudita. «Ho capito che c’era molto su cui indagare », continua Vitkine per cui la storia di questo dipinto finito nelle mani del sovrano saudita, dopo un’incredibile operazione di marketing, è «metafora della globalizzazione ma anche della lotta per la verità». Uno dei momenti più emblematici del film è quando il conservatore della National Gallery di Londra, dove il quadro era stato esposto nel 2011, liquida così i dubbi sulla firma di Leonardo: «Alla fine sono i visitatori a dover decidere chi è l’autore». Come riassumere il populismo in una frase. Nel giugno 2019, racconta Vitkine, tanti si domandavano dove fosse il Salvator Mundi, se in un porto franco svizzero o in uno yacht nel Golfo persico. E invece il dipinto, come documentò un’inchiesta di Robinson, era arrivato a Parigi in gran segreto per essere esaminato nel C2RMF, il laboratorio tecnico del Louvre. «La prova scientifica — ricorda un funzionario che ha partecipato alle operazioni — era che Leonardo da Vinci ha dato solo un contributo al dipinto. Non c’erano dubbi. E così, abbiamo informato i sauditi». Il museo aveva proposto di presentare il quadro nella mostra prevista in autunno con la firma: “Leonardo e bottega”. A quel punto sono scattate pressioni diplomatiche di alto livello. Il rapporto tra Macron e Mbs era stato suggellato nel 2018 con una serie di contratti miliardari. Tra questi anche la partecipazione della Francia al polo museale nella zona archeologica di Al-Ula. «Mbs ha posto condizioni molto chiare: mostrare il Salvator Mundi accanto alla Gioconda senza altre spiegazioni, presentarlo come 100% Leonardo da Vinci» ricorda un alto funzionario del governo intervistato nel film e che ha chiesto l’anonimato. «La mia posizione» prosegue «era che piegarci alle condizioni dei sauditi sarebbe stato come riciclare 450 milioni di dollari. Era in gioco la credibilità della Francia».
Secondo l’expertise del Louvre, il Salvator Mundi potrebbe valere dieci volte di meno di quanto pagato nell’asta di Christie’s. Il presidente del Louvre Jean-Luc Martinez si è rifiutato di partecipare al documentario. E ora che il film è in uscita preferisce un prudente no comment. «Possiamo commentare solo quadri che sono nella nostra collezione o nelle nostre mostre» rispondeva ieri una portavoce del museo. A Parigi la vicenda continua a essere trattata come un segreto di Stato per non urtare ancora di più la suscettibilità di Mbs. Che forse non ha rinunciato a mostrare al mondo il suo Cristo redentore. «Per lui è» conclude Vitkine «una questione più di onore che di soldi, non può permettersi di lasciar pensare che in qualche modo sia finito in una truffa».

giovedì 8 aprile 2021

Confortevole

 State per caso passando un altro anno di merda, siete in pensiero per le scadenze, per le bollette, per i pochi soldi che entrano, avete la giornata terribilmente desertica, siete immersi nella fobia per il bastardo virale? 

Tranquilli! Giunge una notizia confortevole, una boccata d'aria fresca, una consapevolezza di far parte di un oliato ingranaggio che se è pur vero che premia pochi, ci fa sentire veramente cittadini del mondo! 

Nel 2021 i ricconi, o riccastri, nel globo sono arrivati ad essere 2.755, aumentando di ben 660 unità rispetto all'anno precedente, il mefitico 2020. 

Non vi sembra una notizia stupenda? Il pensiero che questi nostri simili abbiano raggranellato 13.100 miliardi complessivamente, circa 8.000 in più dell'anno precedente, non vi gonfia il petto, facendovi prorompere in un fantasmagorico "evviva l'Uomo!"? 

Ci siamo lasciati trascinare in un ingranaggio sofisticatissimo, siamo tonti girovaganti attorno al nulla, abbiamo permesso che pochi detenessero la maggioranza delle ricchezze che dovrebbero essere ripartite equanimemente. Abbiamo concesso loro di far di noi ciò che più gli aggradasse. Senza lamenti, senza dissensi. 

Par di sentire le risate di ipotetiche civiltà extraterrestri le quali, rimirandoci, si dovrebbero divertire oltremodo su come pochi stanno prevaricando la moltitudine di coglioni incommensurabili. Che siamo noi.   

Sedia turca

 



Grandissimo!

 

Spezzoni di intervista ad un grande uomo, oltreché insuperabile regista: Ken Loach (oggi su La Stampa)

«La Thatcher ha aperto una strada, gli altri l'hanno seguita. Ci sono due punti. Da una parte c'è la natura del sistema economico basato su aziende private che si fanno concorrenza su qualità e prezzi, che tengono bassi abbattendo di continuo il costo del lavoro, come ha fatto Amazon. Dall'altra i sindacati hanno smesso di rappresentare i diritti dei lavoratori, accettando il sistema basato sul business e sul profitto. Così siamo arrivati a questo punto».
«(I nuovi poveri) Sono tutti i lavoratori della Gig Economy in senso lato. La flessibilità è stata un vantaggio per i datori di lavoro, per le grandi società, ma un disastro per i lavoratori. Significa precariato. Come puoi pianificare la vita? Come puoi comprare una casa se non c'è niente di sicuro? Gli operai sono stati ridotti a lavoratori a tempo, e quindi vulnerabili e quindi ricattabili, perché non c'è più la forza del contratto collettivo, quindi non c'è più niente di garantito».
«La tecnologia in sé è neutra, ma le aziende si sono comprate i brevetti e quindi sono diventate le proprietarie della conoscenza. Nel momento in cui la conoscenza è diventata una merce, può essere comprata e venduta. Ed è quello che hanno fatto i datori di lavoro. Pensi a cosa è successo nei giornali con l'arrivo dei computer: i tipografi sono stati licenziati e i giornalisti fanno il doppio lavoro, male. Lo stesso nel cinema: prima c'erano fonici, assistenti, eccetera. Ora una persona fa tutto e i film fanno schifo, perché si pensa a risparmiare».
«La sinistra ha fallito. Ancora e ancora, qui in Uk, in Italia e ovunque in Europa. Perché nella cosiddetta Sinistra comandano i socialdemocratici e la loro politica è basata sugli interessi del business. Blair, Hollande e tutta quella genia ha tradito gli interessi dei lavoratori, non perché sono delle cattive persone, per carità, ma perché pensano che il business deve fare soldi,
perché con i profitti si pagano le tasse. L'idea socialista invece non aveva questo problema, perché lo Stato era proprietario delle industrie e dei servizi. Questo secondo me è il motivo per cui la sinistra è fallita e la destra e l'estrema destra avanzano».
«Lo so che è un termine fuori moda, ma la sinistra deve tornare alla lotta di classe. Mettere i diritti dei lavoratori al centro e costruire la società intorno a questo concetto. Case, lavoro, salario sicuro, sanità pubblica, pensioni, welfare. Tutto ciò è stato privatizzato e abbiamo visto i risultati durante la pandemia, quando negli ospedali non c'erano neppure i camici e le mascherine per proteggere gli operatori sanitari. La sinistra deve difendere ciò che il capitalismo non può garantire».
«Il vaccino è stato creato nei laboratori dell'Università di Oxford, che è finanziata con i fondi pubblici. E poi è stato comprato da un privato. Ancora un esempio di conoscenza che diventa merce. E' un altro scempio, perché dovrebbe essere disponibile per tutto il mondo, a beneficio di tutti, dall'Africa all'America Latina, invece di far arricchire una società privata».
«Si ragiona sempre dentro un sistema che genera inuguaglianze e si cerca di limitarne l'avidità. Io non voglio controllare questo sistema che crea ricchezze mostruose come quella di Jeff Bezos e povertà indicibile, io voglio cambiarlo totalmente».