Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 29 marzo 2021
Il grande compagno Dibba!
Otto e settantacinque
Di che cifra si tratta?
Sentirete sicuramente le farmacie presentarsi come crocerossine pronte a sacrificarsi pur di sconfiggere questa maledetta pandemia, giusto? Lo stesso dicasi per i medici con studio privato, quelli per intenderci non classificati come medico di famiglia.
Quindi ha vinto la solidarietà? Manco per idea: per i farmacisti e per quella tipologia di medici, la tariffa per ogni iniezione di vaccino sarà di 8,75 euro cadauna.
Facciamo due conti: i medici che andranno nella farmacia dovranno garantire 96 iniezioni al giorno dietro compenso di 4200 euro al mese. Mettiamo che il medico ne faccia 100 al giorno: 8,75x100= 875 euro pro die alla farmacia. Vogliamo stare nello stretto? (e non sarà così visto madama ingordigia) Facciamo 20 giorni al mese: 875x20= 17.500, tolti i 4200 al medico, rimangono alle crocerossine premurose oltre 10.000 euro al mese, senza considerare che alcune potrebbero raddoppiare, triplicare i punti di vaccinazioni.
Insomma, il Covid per molti è un grossissimo affare. Volete che elenchi le categorie che sommessamente lo benedicono? (scherzo naturalmente, anzi: me lo auguro!)
Supermercati - Farmacie - Centri abilitati a fare i tamponi - chi vende i tamponi - chi fornisce mascherine e oggettistica antivirale varia - le pompe funebri.
Sarò comunista dentro, e se anche lo fossi non sarebbe che un vanto. Ma quanto mi piacerebbe vivere in un luogo ove gran parte di quell'elenco appartenesse allo Stato!
In special modo tutto quanto ha a che fare con la salute, checché ne dica Yoghi, è e dovrà rimanere pubblica. Pubblica. Pubblica!
Filosofeggiando
Filosofeggiando, baggianamente vista la mia crassa ignoranza, mi sono imbattuto in Democrito, divenendone discepolo devoto: bisogna sorridere nel e del mondo.
La frase cammeo di Democrito è “il fine della vita è la serenità dell’anima” e parafrasando Totò si potrebbe chiosare con “ E ho detto tutto!”
E attenzione: non è il piacere e la sua ricerca frenetica. No, rappresenta l’attitudine dell’anima al riposo e alla calma senza i vari turbamenti indotti dal timore, dalla superstizione o dagli affetti. Tra l’altro Democrito da un nome a quanto sopra: buon umore.
E’ l’opposto di Eraclito e della sua accidia, la mancanza di speranza.
M’affascina Democrito, soprattutto perché ho il timore che questa pandemia m’abbia inoculato al misantropia, lo scorbuto dell’insofferenza per gli altri, la ricerca di un luogo isolato dove starmene a coltivare gli affaracci miei.
Tentando di abbracciare Democrito, lotto contro questa insulsa tendenza, cerco il buon umore, sperando di tornare a gioire negli altri.

