venerdì 19 febbraio 2021

Ragogna!

 


E Scanzi non è da meno!

 

Confusione. mancava solo questa: da mesi i vertici non ne azzeccano più una

di Andrea Scanzi
Vorrei fare i complimenti all’Elevato Beppe e a Franklin Delano Crimi. Da giorni stanno sbagliando tutto. La trattativa con le braghe calate. La votazione ritardata su Rousseau, con quel quesito formulato in maniera imbarazzante. Il tentativo puerile di spacciare il renziano Cingolani per grillino. La figuraccia epocale di Crimi dieci giorni fa da Floris. La decisione di passare dal “leader unico” al “comitato collegiale” proprio quando avrebbero bisogno come nessuno di un leader (Conte) che li rivolti come un calzino. Il pavido traccheggiare sulla Raggi.
Ecco: a questo disastro totale mancava solo l’espulsione dei 15 senatori, rei di aver detto “no” a un governo con Renzi, Salvini e Berlusconi. Forse Crimi è convinto di essere il nuovo Highlander e ne resterà solo uno: Vito.
Espellendo Nicola Morra, i 5Stelle hanno però dimostrato buon senso. Infatti, non appena sono andati al governo con Forza Italia, hanno subito cacciato il presidente della Commissione Antimafia. Non li si può certo accusare di incoerenza.

Liberamente Marco!

 

Questo editoriale andrebbe diffuso in tutte le scuole perché dimostra, se ce ne fosse bisogno, cosa significhi la libertà di pensiero per un Giornalista, per fortuna non sottostante a nessun diktat di proprietà, tipico del panorama italico, infracidito da cementifici, lobby sanitarie, famiglie enormemente potenti in grado di fingere di vendere automobili ed incessantemente impegnate a far cassa mediante ardite scorribande finanziare.
Felice di leggerti quotidianamente, Marco!
Movimento 5Sedie
di Marco Travaglio
Spunti per il nuovo spettacolo di Grillo. Belìn, c’era una volta un comico che capiva tutto prima degli altri. Tipo che la politica era marcia, la finanza anche peggio e la stampa teneva il sacco a entrambe. Così cominciò a informare la gente nei suoi show (chi ci andava scoprì che la Parmalat era fallita ben prima della Consob e dei pm). E fondò il Movimento 5 Stelle: tutti risero, poi piansero, poi passarono agli insulti, ai corteggiamenti e infine alle alleanze. E gli “scappati di casa”, in tre anni, trovarono un premier più che degno e portarono a casa quasi tutte le loro bandiere prima che il Matteo maior e il Matteo minor buttassero giù i loro due governi per liberarsi di loro. Nel momento del massimo trionfo, anziché rendersi prezioso e vendere cara la pelle, Grillo sbarellò. Scambiò per “grillino” Draghi, che a suo tempo chiamava “Dracula” e voleva “processare per Mps”. E spinse i grillini quelli veri ad arrenderglisi senza condizioni, in nome di un superministero-supercazzola alla Transizione Ecologica che doveva inglobare Ambiente e Sviluppo economico. Su quella promessa fece votare gli iscritti con un quesito che diceva mirabilie del Sì, nulla del No e non prevedeva l’astensione. Quelli si fidarono di lui, unico ammesso al cospetto di SuperMario, e dissero Sì al 60%. Poi scoprirono che era una battuta (quella di Draghi): il superministero era mini, per giunta diretto da un renziano per giunta indicato da Grillo; e il Mise, lungi dallo scomparire, passava semplicemente da Patuanelli a Giorgetti, noto ambientalista padano (vedi trivelle, Tav, Terzo Valico e altre colate di cemento).
Molti iscritti gabbati chiesero di rivotare, ma furono narcotizzati con altre supercazzole: “i ragazzi del 2099”, “la sonda Perseverance atterra su Marte e la Perseveranza atterra alla Camera”, “i Grillini non sono più marziani”. E i loro “portavoce” andarono al patibolo fornendo la corda al boia e dandogli pure la mancia. Donarono sangue e organi all’ex Dracula, che li liquidò con quattro perline colorate (Esteri, Agricoltura, Giovani, Rapporti col Parlamento), trattandoli peggio dei partiti con metà o un quarto dei seggi. I parlamentari coerenti col giuramento fatto agli elettori “mai con B.” votarono contro o si astennero, ma, anziché essere rispettati come minoranza interna, furono espulsi da chi era andato al governo con B. (già “testa d’asfalto”, “psiconano”, “psicopedonano”), col Matteo maior (già “pugnalatore dell’Italia da mandare a lavorare a calci”) e col Matteo minor (già “ebetino” e “minorato morale”). “Belìn”, ridacchiò il comico, “è il mondo alla rovescia! È come se Ario, Lutero e fra’ Dolcino avessero scomunicato il Papa! Lo dicevo io che ne resterà uno solo: io!”. Applausi. The end.

giovedì 18 febbraio 2021

Nell’attesa


Siamo ancora alla fase di richiesta di condanna, certamente e scientemente occorrerebbe aspettare la sentenza ma, per il fetore agghiacciante che la vicenda produce, qualcosina sfugge di mano, ce ne scusino i lor signori garantisti, perché i 400 anni complessivi richiesti lasciano già intravedere lo squallore dei presunti orchi che tante, troppe, vittime, forse è meglio definirli assassini, hanno provocato a Taranto, pure tanti bambini morirono di tumore, a causa della famigerata Ilva, e qui scatta il voltastomaco al riecheggiare delle nenie di pochi anni fa del tipo “non si può chiudere gli altiforni, la catastrofe occupazionale sarebbe immane” - “il lavoro è la priorità, non chiudete l’Ilva!” paraventi questi celanti i presunti misfatti, le malefatte di gentaglia senza scrupoli, ad iniziare da loro, i capitani del vascello corsaro, Fabio e Nicola Riva, per i quali l’accusa ha chiesto 28 e 25 anni, e se ha chiesto mezzo secolo in due la gravità delle accuse è tale da far pure un pensierino, malevolo, al patibolo. “Solo per soldi - dice il pm Buccoliero - hanno stritolato il territorio diffondendo malattie e morte”. Altri 28 anni sono stati chiesti per l’ex direttore di stabilimento Luigi Capogrosso e per il potentissimo ex direttore delle relazioni istituzionali (distaminkia) Girolamo Archinà che manteneva rapporti con la stampa “che doveva essere pagata per non scrivere” permettendole di perseverare negli assassini di massa, al riparo dalle accuse degli ambientalisti, lucrando oltre ogni immaginazione, come il sequestro di 2,1 miliardi di euro derivante dal profitto illecito, graniticamente testimonia. 
E poi scorrendo le richieste, ecco l’avvocatone (c’è sempre un avvocatone) Francesco Perli, che secondo l’accusa avrebbe pilotato le ispezioni del gruppo ministeriale emanante l’autorizzazione ambientale, molto probabilmente una frescaccia redatta ad minchiam ed annaffiata di tanti denari (spero che li usino per esclusivo acquisto di medicinali); e poi richieste per famigerati, i suppose, dirigenti e capi area, e ben 17 anni anche per Bruno Ferrante, ex prefetto di Milano, alla guida dell’Ilva, per fortuna, solo per pochi mesi!!
E passiamo alla sezione politica: 5 anni per Nichi Vendola (fosse vero preparerei gli scarponi d’alta quota per riservargli una gragnolata di calci in culo, ops!), 4 anni per l’ex presidente di provincia Florido e l’assessore provinciale Conserva, 8 mesi per favoreggiamento a Fratoianni (cribbio Nicola, mi auguro che non sia vero!) e ben 17 anni per Lorenzo Liberti, ex consulente della Procura accusato di essersi intascato 10mila euro per ammorbidire una perizia chiesta dalla Procura (pensa che nobiluomo!) 
E ci sono pure le prescrizioni cancellanti obbrobri umanitari ad iniziare dall’ex sindaco di Taranto Ippazio Stefano accusato di omissione per non aver avviato nessuna iniziativa per fermare la strage. 
Attendendo la sentenza la vergogna di essere loro connazionale è già immensa. Contro ogni previsione, spero ancora nella giustizia, onorante il ricordo degli assassinati, tra cui molti bimbi. Bastardi!

Draghetti

Gli osanna sparsi in etere da pennivendoli ed affini, l'inchino della politica oramai alla canna del gas, le ola del mondo bonomiano, leggasi confindustria, l'enfasi irrefrenabile del mondo di frammezzo pluto-aristo-rapto-tecno-finanziario, l'eccitazione generale trasformante tanti, troppi, in draghetti, sono le conferme essenziali della luna di miele tra molti e il Profeta della BCE, per altro tutto sommato degna figura internazionale. Chi si lecca le ferite attualmente è soprattutto il M5S, convitato di pietra al banchetto già splendidamente apparecchiato per l'arrivo della Torta europea. 

Come da brogliaccio quindi le mani sul tesoro sono cambiate, gli uomini dragoniani sono l'essenza delle multinazionali e di Bankitalia, il futuro dirà se le regole della convivenza civile saranno rispettate. 

L'enorme differenza tra il governo Monti e quello attuale è che quest'ultimo avrà il portafoglio pregno di risorse da spendere, evitando lo sperpero. Molti draghetti cattivi sperano inoltre che la prescrizione venga nuovamente riportata alla modalità liberi tutti di infausta e puttanesca memoria. 

Quanto durerà l'idillio? Se vincerà il tragico proponimento fascioleghista, con l'aggiunta dell'Imbelle di Italia (Semi) Viva, di portare al Quirinale il Pregiudicato, Dio ce ne scampi, l'appoggio entusiastico all'Era Dragoniana, cesserà entro l'inizio del semestre bianco dell'attuale Inquilino del Colle, nello specifico entro luglio 2021. Solo così infatti, dopo le elezioni e la probabile vittoria del centrodestra corroborato dal Bullo in cerca di casa, tra l'altro ansiosi di accalappiare i voti di Farsa Italia, potrebbe conformarsi una maggioranza atta a prendere la decisione mefitica suddetta. Per questo, il mondo sano, ammesso che ancora esista, dovrà evitare lo scempio costituzionale del probabile settennato del pagatore seriale di tangenti alla mafia, ovvero: la fine certa di questa già troppo bistrattata italica democrazia.  

Ragogna!

 


mercoledì 17 febbraio 2021

Come non essere d'accordo?

 Sul sito TPI la fiammeggiante Selvaggia ci parla della polemica di molti stolti, che vergognosamente si sono scagliati contro la scienza. 

Eccovi l'articolo

L’improvvisa e insopportabile campagna contro gli scienziati “gufi”

Di Selvaggia Lucarelli

Pubblicato su TPI il 16 Feb. 2021 alle 16:37

Tira una brutta aria per la scienza. Avevano iniziato i no-vax, dopo la fine della prima ondata, a inseguire ambulanze, a riprendere le anticamere dei pronto soccorso, a creare gruppi Telegram in cui progettare rivolte contro la dittatura sanitaria, contro gli esecutori dello sterminio di massa negli ospedali, contro i soloni della medicina. Poi i no-vax si sono fatti via via più silenziosi e il processo di delegittimazione della scienza ha cominciato ad avere interlocutori più autorevoli: la stampa e la politica.

Non so se ve ne siete accorti, ma la scienza è passata dall’essere riferimento e àncora di salvezza a qualcosa di antipatico e fastidioso. I virologi non sono più “esperti”, ma “saccenti”.

Se nella prima fase bersaglio di ironia e critiche erano stati i grandi ottimisti (da Zangrillo a Bassetti), ora tocca ai pessimisti: i meme su Crisanti, le battute sul “gufo” Galli e così via, fino alla inspiegabile campagna contro il consigliere del ministro della Salute, Walter Ricciardi. Campagna che va avanti da giorni, con toni sprezzanti e impensabili, fino a qualche mese fa.

Il tutto perché Ricciardi ha osato dire che servirebbe un “lockdown totale” e il Cts ha bocciato la riapertura degli impianti di sci. Un lockdown totale invocato anche da Galli, Pregliasco e Crisanti, tanto per citare qualche nome, e che non sarebbe certo il capriccio di qualche esperto che gode nel mettere i lucchetti ai bar.

Semplicemente, la diffusione delle varianti del virus sembra fuori controllo e, considerato che a quanto pare la variante inglese ha un tasso di mortalità molto più alto del ceppo originario, secondo Ricciardi e gli altri la chiusura totale sarebbe necessaria.

Apriti cielo. La corazzata anti-chiusure sui giornali ha ribattezzato Ricciardi “Cassandra”, ha rispolverato dei vecchi video sul suo passato da attore, ha riportato sue frasi inesatte sul virus del febbraio 2020, ha addirittura ipotizzato che questa sua “cannonata” sulle chiusure nasca da un supposto livore per non essere stato nominato ministro.

In pratica, Ricciardi vorrebbe chiudere tutti gli italiani in casa per ripicca nei confronti del governo, certo. Se gli muore il cane che fa, ci fa inoculare arsenico anziché il vaccino? 

Ma l’insofferenza, nei confronti di Ricciardi, si estende anche alla politica. A parte i soliti leghisti – per cui l’idea di chiudere è impensabile (Salvini: “Non ci sta che un consulente del ministero della Salute una mattina si alzi e senza dire nulla a nessuno dica che bisogna chiudere le scuole e le aziende. Prima di terrorizzare tutti ne parli con Draghi”) – Davide Faraone di Italia Viva ha twittato: “Qualcuno comunichi a Ricciardi che siamo passati alla fase in cui si parla meno e si lavora di più”.

Quindi, per Faraone, Ricciardi deve smettere di giocare a freccette al pub. Pub che vuole pure chiudere, per giunta, ma come si permette. “Ricciardi fa piombare la grande mietitrice sul collo, in un perenne ‘ricordati che devi morire’” scrive qualcun altro, come se non fosse chiaro che nel caso qualcosa dovesse andare storto e le varianti sfuggissero da ogni controllo, la colpa, ovviamente, sarebbe di Ricciardi, del ministro Speranza e di chi “doveva proteggere il paese e invece”.

Come se non bastasse, arriva anche Matteo Bassetti che, forte delle sue previsioni azzeccatissime alla prima ondata, si lancia in nuovi suggerimenti: “Il lockdown totale non serve, bisogna tenere il virus sotto controllo e conviverci come stiamo facendo adesso, cambiando i colori a seconda della diffusione”. In pratica, siamo passati dal “bisogna precedere il virus” a “bisogna rincorrerlo con un’Ape Piaggio”.

Il ministro leghista del Turismo, Massimo Garavaglia, battezza così la sua stima per Speranza e i suoi consulenti in tema di salute: “Assurdo che un ministro decida da solo”. Ma tu pensa, in tema di salute decide il ministro della Salute.

Giovanni Toti propone che nella cabina di regia Covid entrino anche i ministri economici: “Entrino anche quei ministri che rappresentano la parte economica del paese, ovvero quelle categorie che più hanno sofferto le misure di contenimento del virus, così da poter far compenetrare le misure sanitarie con gli effetti che producono anche sul mondo dell’economia”. Dunque, la salute non è più una cosa della scienza, ma è cosa dell’economia.

Esattamente un anno fa il virus si diffondeva in Val Seriana, si decideva di non fermare le aziende in una delle zone più produttive del paese e si contavano migliaia di vittime. Commentavamo indignati quell’osceno compromesso tra economia e salute, andavamo a caccia dei cinici che avevano deciso di non chiudere le aziende, ci sono indagini ancora in corso per accertare le responsabilità e oggi, quel compromesso odioso, lo si rivendica. A gran voce per giunta, e senza che nessuno si scandalizzi.

Del resto, non guardiamo neanche più i bollettini dei morti, siamo assuefatti. Quello che però sembra sfuggire alla politica e alla stampa che percula “i pessimisti” è che non dobbiamo perdere di vista un tema fondamentale: arginare le varianti vuol dire mettersi in condizione di continuare a vaccinare.

Se la pressione sulla sanità tornerà quella pesante della prima ondata, tutto il personale ospedaliero e i medici di base che devono vaccinare non potranno più farlo. Tutto verrà nuovamente inghiottito dall’emergenza, entreremo in un vortice di inefficienza che posticiperà le vaccinazioni e la ripresa per tutti, dunque anche per l’economia.

Volete le piste da sci piene e la moglie ubriaca, ma non si può. E dirò di più: andrebbe ricordato ogni tanto che Cassandra, alla fine, aveva ragione. Speriamo che la variante muti anche la mitologia greca, ma per ora – forse – meglio darle ascolto.