venerdì 8 gennaio 2021

Così, per la cronaca!

 Mentre siamo ingolfati da schemi, grafici e dati sulla pandemia, una nota famiglia sabauda festeggia il nuovo anno con un dividendo da spartirsi in allegria, ma con il consueto e rigido protocollo che li vede da sempre, da occhi allocchi, come esempio di imprenditorialità e di stile regale: stiamo proprio parlando di loro e degli azionisti di riferimento FCA, la monarchica casa Agnelli capitanata da quel John che ha pure imbrigliato capitalisticamente la libertà di stampa riformista, Repubblica docet, e da poco convolato a nozze con Peugeot nella nuova società Stellantis, operazione molto remunerativa per Casa Sabauda ma impoverente il potere degli stessi nei confronti dei francesi, che si sa, s'incazzano. E proprio da questa fusione che il già stracolmo portafogli agnellino si rigonfierà ulteriormente grazie al dividendo di 2,9 miliardi di euro, cifra scoppiettante, insufflante sorrisini soffusi nelle tasche nobiliari del parentado illustre. 

Lo scorso anno FCA ottenne una garanzia dallo stato per un prestito da 6,3 miliardi, quest'anno si dividono 2,9 miliardi. 

A voi eventuali commenti in merito mentre, come il sottoscritto, prestiamo le orecchie ad eventuali promozioni dell'abituale supermercato di fiducia, per il sempre più traballante bilancio famigliare.    

Padellaro


Occhio a tutti i Trump: pure a quelli d’Italia

di Antonio Padellaro

Non sfotterò Matteo Salvini, quello delle photo opportunity con Donald Trump (che domandava: ma questo chi è?), quello che indossava la mascherina con il logo Trump (fino a quando non è stato battuto da Joe Biden), quello che oggi scarica l’ex amico eversore (come è sempre stato) dicendo “è una follia”. Né rinfaccerò a Giorgia Meloni la sbandata per il guru sovranista Steve Bannon, uno poi accusato di frode e diventato impresentabile perfino per l’inquilino della Casa Bianca (che infatti lo cacciò). E neppure infierirò sulle vedove del presidente “sciagura” (Paul Auster), come Maria Giovanna Maglie in gramaglie, come il mesto Daniele Capezzone, perché la coerenza richiede di sbagliare oggi come si sbagliava quattro anni fa. E mi auguro che adesso non venga in mente a qualcuno di moderare Rete 4, forse l’ultima emittente orgogliosamente trumpiana. Questi sono i miei sentimenti dopo aver visto l’altra notte le sembianze dei sovversivi di Capitol Hill, una massa di esaltati certo, ma anche gli avamposti di un’America la cui disperazione è stata vigliaccamente usata e abusata da quel signore con la chioma arancione. Fu proprio Bannon a ricostruire la genealogia della crisi che ha spinto masse di operai bianchi tra le braccia di Trump. Quando hanno mandato Lehman Brothers in bancarotta, la corruzione della finanza e poi “le banche che hanno guardato da un’altra parte, gli studi legali che hanno guardato da un’altra parte, le società di revisione che hanno guardato da un’altra parte, i media finanziari che hanno distolto lo sguardo”. Questo ha acceso un fiammifero, e Trump è stato l’esplosione. Tutti hanno guardato da un’altra parte e probabilmente starebbero (staremmo) ancora guardando da un’altra parte se non fosse emersa dagli scantinati della società quella moltitudine di facce qualunque, guidate da uno sciamano a torso nudo con un peloso copricapo vichingo, con al seguito un tizio abbigliato da Batman. Tra uno sventolio di bandiere a stelle e strisce ornate con i simboli complottisti di QAnon. Agricoltori senza terra, meccanici senza officine, famiglie senza sussidi, biker con armi automatiche, che per una volta nella vita si sono presi la loro rivincita violando lo studio di Nancy Pelosi, mettendo i piedi sulla scrivania. Sapendo che, prima o poi, verranno a prenderli, uno per uno. Ecco, vorrei che Salvini, Meloni, la Maglie, insieme allo show permanente del Covid governo ladro continuassero a funzionare come promemoria. A ricordarci che i sovversivi se ne sono andati, ma che continuando a guardare da un’altra parte quel Trump, o un altro Trump, potrebbe presto ritornare e sarebbe molto, molto peggio.

Nostrano

 


giovedì 7 gennaio 2021

Lo Scoiattolo saccente


 

Per forza accadono quest'incredibili eventi! 
Dai il potere in mano ad un psicologicamente instabile, un riccastro senza scrupoli (chi mi ricorda... chi mi ricorda...) ad un'analfabeta della democrazia, uno che ha sempre vissuto comandando, disprezzando l'altro, prevaricando il buon senso e la ragione. Lo agevoli incomprensibilmente a diventare il più potente uomo del pianeta e costui, una volta sfanculato, col cavolo che ti lascerà facilmente il trono, visto che gli serve e lo utilizza esclusivamente in chiave di riparo penale per le vergognose scorribande economiche, i soprusi finanziari che lo hanno reso famoso quasi come un Al Capone moderno.

Dalle nostre parti tutto quanto accaduto ieri negli States, dovrebbe suonarci come campanello d'allarme, visto che molti gnomi culturali, che stanno attualmente ingolfando l'etere con fregnacce senza remora, da sempre hanno imitato il Biondastro, galleggiando, primeggiando proprio grazie a quel gradimento ottenuto attraverso la falsificazione continua e pervicace dei fatti e, soprattuto, della verità.
Come non pensare a lui, al nostro Cazzaro cantore di balle confezionategli ad hoc da sottoposti lautamente retribuiti, - quando era ministro degli Interni, si fa per dire naturalmente, glieli pagavamo noi - ignaro geneticamente su come funzioni il sistema politico, soprattuto durante delle enormi tragedie tipo quella attuale? Come non riuscire a connettersi con la realtà, presagendo urticanti problematiche future, legate all'atavica ignoranza costituzionale di chi non troppo tempo fa citofonò a capocchia di fava ad un'abitazione privata, chiedendo se vi fosse in casa uno spacciatore?

Prima che sia troppo tardi traiamo spunti e meditazioni su ciò che sta accadendo oltre Atlantico; in special modo ci pensi l'Egoriferito che potrebbe accendere una miccia devastante, con l'arrivo di molteplici gnomi-Trump nostrani al potere, e lo spettro della salita al Colle del Pregiudicato Erotomane. Meditate gente, ascoltando lo scoiattolo!

mercoledì 6 gennaio 2021

Occasione mancata

 


Botta e Risposta




La penso così!

 


Puoi arrivare a chiedere al tuo amministratore di condominio di poterti occupare delle fatture del gasolio della caldaia nel momento in cui il tuo appartamento è assediato dalle fiamme per un incendio domestico? Può sembrare una cazzata, ma il Sire della Balla, coadiuvato dalla perenne Assetata di Poltrone, la dolce e ritoccata Etruriana, sta proprio in queste ore drammatiche, ieri oltre seicento di nostri connazionali se ne sono andati a causa del Bastardo Virale, compiendo, mediante la madre di tutte le scelleratezze politiche, un gesto infame, merdifero, indecente senza pari nella lunga storia democratica del nostro paese.

In nessuna parte del mondo, eccetto negli States dove un riccastro visibilmente scosso da problemi psichici tenta di invalidare le elezioni presidenziali, nessun politico, nessuna forza d'opposizione, sta attualmente tentando di disarcionare la compagine governativa al potere; eccetto che qui, su queste lande martoriate da decenni di scorribande truffaldine, le due ere politiche, Puttanesimo e Ballismo, i cui danni si ripercuoteranno ancora per lustri sulle generazioni a venire. E tutto si sta purtroppo materializzando per mano di un giullare e della sua adepta, che tempi addietro ci promisero che in caso di eclatante sconfitta referendaria, per fortuna e grazia divina avvenuta, sarebbero scomparsi dal proscenio politico. Ed invece sono ancora qui, tra noi, a intimidire, ricattare, indebolire la maggioranza di cui fanno parte col misero trepercento striminzito tendente al due, della loro Italia (Semi)Viva. Sono gli avamposti della cricca nascosta che teme di non poter partecipare al taglio della Torta europea prossimamente in arrivo, sono il coacervo delle voracità industriali, mediatiche, fasciste, razziste, cazzare, che sognano da sempre di spodestare Conte per riappropriarsi delle prebende, dei giochini promettenti brioche in cambio della libertà di intorbidire costituzionalmente la scena politica. Lo sberleffo toscano si è ripreso l'attenzione italica attraverso una miserrima azione infangante la ragione, il rispetto per chi ha perduto la vita per cause pandemiche, oltre 75mila persone. Ma non importa nulla, niente lo può tenere a freno, il suo ego l'ha imbrigliato in una degenerativa scelta scomposta. E la sua vassalla ritoccata, agogna ad un ministero per una nuova stagione di frullati insensati e mnemonici propinati in modalità filastrocca, ad uso e consumo dei molteplici gonzi ancora circolanti. Pur dovendo traslocare in Alto Adige nello strasicuro seggio pidino per riavere un posto a Montecitorio, tenendosi lontanissima dalla sua Arezzo che la vede come fumo negli occhi, l'Etruriana continua ad avere un coraggio da leoni, nel riproporsi quale candidata ad un ministero di prestigio, difesa o esteri, per acquietare la sua smania di protagonismo senza alcuna ritrosia in dignità.

E per questo mi rivolgo a Cicciobello Bibitaro, che spero non creda che nessuno di coloro che fantasticarono al tempo nell'oramai famigerato "uno vale uno", pensi al fatto che il suo niet all'andare alle urne non sia riferibile alla fine della sua carriera politica, come da statuto, prevista nei due mandati: non sia mai che all'Etruriana sia assegnato un ministero! Dopo l'anno col Cazzaro, mai digerito e motivo personale di vergogna, la scelta improvvida di cotanta inezia politica, rappresenterebbe per me la fine dell'adesione al movimento. Subitanea, istantanea, fulminea.
Conte ha solo una via, a mio parere giusta: andare in Senato e mettere mister duepercento davanti alla realtà dei fatti. E se l'improvvido scegliesse di affossare il governo, subito ad elezioni: preferisco andare sui monti a fronteggiare i probabilissimi fascio-leghisti al potere, che sorbirmi quei sorrisini da bella paesana con tanto di logorroiche filastrocche mnemoniche senza alcuna beltà, coadiuvati dal ritorno malefico degli insopportabili "signori miei" dell'oramai anonimo distruttore della sinistra italica, sempre pronto ad abbracciare il vecchio zio pregiudicato che il destino potrebbe, Dio non voglia, portarci sul colle più alto, per sette anni di ulteriore vergogna nazionale, ragion biologiche permettendo.