mercoledì 9 settembre 2020

Travaglio!


mercoledì 09/09/2020
È tornato Il Male

di Marco Travaglio

Scorrendo la mazzetta dei quotidiani, cresce il dubbio che sia tornato Il Male con i suoi falsi d’autore, tipo “Arrestato Ugo Tognazzi: è il capo delle Br”. Avete presente la direzione del Pd sul referendum? Era descritta come una conta drammatica dall’esito incertissimo, una tonnara all’ultimo sangue tra Sì e No in un partito diviso a metà, spaccato, dilaniato, sull’orlo della scissione e della cacciata del segretario. La Stampa: “Referendum, l’imbarazzo del Pd: il partito quasi costretto al Sì. Tantissime voci critiche”. Sapete com’è finita? 188 Sì e 13 No (i superstiti delle tantissime voci critiche, soffocate nottetempo nel sangue). Del resto sarebbe stato ben curioso se il Pd, favorevole al taglio da quando si chiamava Pci, promotore nel 2008 di un ddl identico a quello del M5S (200 senatori e 400 deputati) se non per le firme in calce (Zanda e Finocchiaro), che un anno fa aveva votato la riforma alla Camera con tutti gli altri, se la fosse rimangiata. Ma l’inconsolabile Riportino Folli non ci vuole stare e riattacca su Repubblica la tiritera del “gran numero di esponenti di primo piano per il No” (13 a 188) e si consola con “i miliardi del Mes sanitario al più presto”, che non c’entrano una mazza e in Europa non vuole nessuno (tranne forse Cipro).

Libero: “Il Pd è così malmesso che basta Zingaretti a fargli ingoiare il Sì”, ma fra indicibili “sofferenze, mal di pancia e difficoltà” (188 a 13). Il manifesto: “Il sofferto Sì di Zingaretti” (188 a 13). La Stampa: “La sofferenza dei referendum” (188 a 13). Una sofferenza quasi pari a quella di Mattarella, “seccato” (l’ha saputo il Messaggero) perché Conte, rispondendo a una domanda alla festa del Fatto, ha osato dire che è un ottimo presidente e, se volesse, lo sarebbe anche in un secondo mandato: bella “seccatura”. Sul Riformista Emma Bonino vuole “salvare la democrazia da questo scempio populista”: vedi mai che tagliando i parlamentari lei resti fuori dopo appena 9 legislature (più 4 europee). Sul Messaggero Carlo Nordio spiega che il referendum sarà “senza vincitori né vinti” (quindi non vince il Sì o il No) e “comunque il Parlamento subirà conseguenze impreviste, forse il suo stesso scioglimento” (certo, come no). Il Corriere intervista un fake di Zanda, che dichiara restando serio: “Se oggi il referendum riguardasse la mia proposta del 2008 voterei ugualmente No”, cioè l’altro Zanda gli fa proprio ribrezzo. Dev’essere un fake pure il Galli della Loggia intervistato dalla Verità: “Mattarella non doveva dare l’incarico a uno sconosciuto senza identità”, cioè a Conte, indicato due volte in due anni dalla maggioranza parlamentare; la prossima volta incarichi Galli della Loggia, noto frequentatore di se stesso.

Poi c’è il piano per il Recovery Fund: da mesi leggiamo che “il governo è in ritardo” (rispetto a cosa non si sa: la consegna è a ottobre) e non ha progetti, ma solo vecchi “fondi di magazzino per svuotare i cassetti”. Ora scopriamo sul Messaggero che “Parte l’assalto ai fondi Ue. Già ‘sforati’ i 209 miliardi”: cioè i progetti sono troppi. Il “ritardo” fa il paio con quello delle scuole, che riaprono il 14 settembre (a parte il Trentino che anticipa e la Campania che ritarda, come peraltro ogni anno), ma tutti ne scrivono come se fossero già spalancate da settimane. E ovviamente non funziona nulla (Repubblica: “Scuola, partenza a metà”): studenti seduti su casse dell’ortofrutta e soffocati da mascherine di plexiglass, cattedre di cartapesta occupate da passanti presi a caso per insegnare, genitori a rotelle che inseguono la Azzolina e Arcuri, cose così. Intanto la Raggi s’è lasciata sfuggire nientemeno che il Tribunale dei Brevetti (ha solo tutti i ministeri e tutte le ambasciate) e la finale di Coppa Italia (senza pubblico: slurp): “Roma, capitale delle occasioni perse”, “Ennesimo schiaffo per una città senza più appeal” (Repubblica), “Il disinteresse della Raggi per la città che governa” (Messaggero).
Il Corriere si arrapa ogni giorno per “il piano segreto” di metà febbraio sul Covid “ignorato” e “negato” dal governo: peccato che non sia segreto (se ne parla da fine marzo) e non sia un piano sul Covid, ma uno studio-oroscopo con vari scenari fino a 66mila morti (per fortuna evitati proprio perché il governo non lo ignorò). Salvini scrive al Corriere per chiedere spiegazioni dal governo, ma non si capisce bene su cosa: difficilmente uno che attacca Conte per aver disposto il lockdown del 10 marzo (con 631 morti, 10mila infetti e 5mila ricoverati) può rinfacciargli di non averlo fatto a metà febbraio (con due contagiati in tutt’Italia e zero morti); e poi si scopre che il “piano nascosto alle Regioni” fu consegnato a Speranza dal delegato nel Cts della Lombardia (Matteo, ritenta: sarai più fortunato). L’unico che non ha ancora capito niente è Fontana, che sul Giornale deduce dai verbali del Cts che “avevamo ragione noi” e “la Lombardia ha sempre detto la verità” (in quei verbali c’è di tutto, tranne quello che dice lui, ma poi con calma sua moglie e suo cognato glielo spiegano). Seguono, sul Giornale, i consueti pronostici sulla caduta di Conte, che da due anni ha i minuti contati: sfumate per ora le opzioni Draghi, Franceschini, Giorgetti, Di Maio, Sassoli, Bertolaso, Guerini e forse Scalfarotto, ora si scalda “Gualtieri per il dopo Conte”. Se tornasse Il Male con un falso giornalone dal titolo “Arrestato Gigi Proietti: è il capo dell’Isis”, tutti commenterebbero: “Embè?”.

martedì 8 settembre 2020

Che succede?

 Oh qui andremo sul difficile, eh? Non vorrei essere frainteso, manipolato, interpretato ad minchiam. Non si tratta, questa è la premessa, di innamoramento, di sfasamento da teenager, no, no, qui travalico il subdolo per entrare nel karma delle sensazioni ancestrali, alle fameliche voglie innate di bello, dove bello è bello, filosoficamente parlando. 

E allora che succede? Sono sconsideratamente affascinato da un'attrice, Maggie Civantos, per ragioni slegate dalla bellezza terrena, corporea, arduamente svolazzante verso l'inconscio, l'ignoto, l'impalpabile. 

Intelligenza, estromissione dai rituali atavici del nulla, riservatezza, gentilezza, voglia di vivere succosamente, capacità professionale, rifiuto di tutto quanto serve al circo, segretezza del proprio modus operandi. E la frittata è fatta! Maggie è una dea che dell'arte cinematografico ha fatto un modo per librarsi in tutta la sua parsimoniosa bellezza, mai ondivaga, sempre tutelata e studiata - e sarebbe un peccato che tutto ciò fosse meditato a tavolino ma ci può stare - in grado di differenziarsi dalla marmaglia oramai tendente al decotto. Perché sempre ed in ogni dove ci vuole testa e polmoni saldi, la scivolosità popolare è sempre in agguato, al fine di avviluppare fagocitando nel gossip insulso. 

Maggie non è così, detesta apparire e farsi riprendere nella vita privata. Un cammeo vivente di una che sa di poter lasciare un segno, colmare quel gap delle nuove generazioni apparentemente incolmabile, occupare vastità lasciate da belle persone oramai scomparse, alla Audrey per intenderci. 

Ho bisogno di queste figure per rigenerarmi nello spirito, necessito di un Boss trasposto nel cinema! Ardo cercare la semplicità nell'arte, la sagacia, il nettare degli dei insostituibile ingrediente per sognare con i movies. Maggie lo sa fare alla grande. E tra parentesi, è pure gnocca! Ops!    

Bastardevoli


Sulla vicenda del povero ragazzo pestato a morte da degli ominidi - peccherò sicuramente, ma primordialmente sognerei che quei quattro rigonfi di nulla si trovassero accerchiati da una sessantina di camionisti inferociti per il post viaggio sull’autostrada dei Fiori dell’inconsapevole Toti Yoghi - pesa oltremodo la dichiarazione di uno dei parenti degli allocchi tatuati, in questo caso verissimo il detto parenti-serpenti :”ma cosa hanno fatto di male? Era solo un extracomunitario!” 
Fatemi scendere, non ne ho più voglia! Ho suonato, voglio scendere! Non voglio più avere nulla a che fare con questi diversamente idioti! Drin! Drin!
Davvero! Fatemi scendere please! 

lunedì 7 settembre 2020

Tutto ad un tratto!

Giornate di fine estate, le solite di fine estate, con l'apporto però della novità, tremenda, di Covid. 

Succede ad esempio che durante la classica giornata salutante l'estate, qualcosa nelle fauci si muova, un impercettibile, insospettabile quasi furtivo segnale durante il deglutire, e tu, corroborato dalla porchetta, ammaliato dal Chianti, gli dai poco peso, pensi "la solita catena - dolore in gola, raffreddore, tosse catarrosa - e lì per lì il gioco pare funzioni, ti rifugi nel caldo e nell'aria condizionata - mannaggia - e la giornata trascorre spensierata ma con quel segnale, innocuo, apparentemente innocuo. Perché arrivata la notte s'accende, arde, si staglia un enorme campanello turgido, lucente, dinoccolante un altisonante scampanellio, che ti porta ad allargare le pupille, le sopracciglia, il mento, la fronte, cazzo! E se fosse lui? La domanda sparata a velocità ultrasonica rimbomba dentro tutto te stesso, ma sono le tre di notte dove kavolo vuoi andare, il pensiero galoppa con sfrontata celerità, ti appare in un battibaleno la vita davanti, quella filosofia del "tanto capita tutto agli altri" che è sconcezza intellettuale, perché gli altri siamo noi, asinaccio! 

Rigurgiti mnemonici, aria calda dalle nari, spossatezza, tosse, la gola sicuramente arrossata - e se fosse lui, cribbio, non può essere lui - ti dici accidentando tutto il globo terracqueo, ansia oltre ogni limite, ausculto della tosse, della temperatura praticamente live ad minchiam, gli altri ti osservano notando quel non so aprente la strada a due opzioni - si è fatto qualcosa in vena o è andato definitivamente fuori di cabina - e t'accorgi di iniziare a cedere, spegnendoti perché, sembrerebbe, hai un pochetto di temperatura, ma poi controllando ti accorgi di non averne, la psiche invece galoppa e notando che gli altri attorno a te sono ancora in estate, inizi a desiderare il maglioncino. La giornata di ieri poi è stata troppo spossante, visto che ho accettato di andare in spiaggia! Sole e mare, cervello in ansia, sparisce il dolore ad inghiottire, arriva la tosse, pesante, potrebbe essere un raffreddamento, vallo a capire sotto l'ombrellone, la febbre non c'è, allora dai vai avanti, sfancula il destino e torna te stesso! Facile a dirsi.       

domenica 6 settembre 2020

Lettera aperta



Maestà,
mi rivolgo a lei con immutato affetto per segnalarle quanto avviene in questi giorni al Festival del Cinema di Venezia, dove il disagio per certe incomprensibili presenze di Ovvietà di rango vestite, mette a dura prova il decoro e la stessa storia della manifestazione. Vedere sopra gli sfreccianti motoscafi la palpabile inconsistenza di vippine alla De Lellis o alla Rodriguez per intenderci, oltre a recare disagio per la ricerca del motivo scatenante l’invito, porta tutti noi a ricordare sommessamente gli anni lontani ove la star era la star e tutto il resto brillava di luce riflessa.
Maestà, 
per fortuna abbiamo potuto contare su una sparuta pattuglia di attrici ed attori- tra cui segnalo Maggie Civantos la Macarena di Vis a Vis che non è un film ma una serie, ma fa niente: ella è proprio brava e recalcitrante gli sfarzi come un tempo era agio di Vostra Maestà- che hanno contribuito ad innalzare il livello. Quello che mi preme, Maestà, è che si inizi dal prossimo anno ad anteporre all’invito la domanda classica “tu cosa hai fatto nel cinema quest’anno?” e sulla base delle desertiche risposte, sfrondare l’elenco delle ansimanti all’apparire in Laguna. Un modo per preservare e mantenere quell’alone magico che solo presenze tipo la sua hanno contribuito ad alimentare.
La salutò con ossequio Maestà, rinnovandole l’immutata stima.
MS

Veganiii!!



Giochiamo alla guerra??! (Cit.)

sabato 5 settembre 2020

Addolorata e ciufoli



Estikazzi! Lo sarei pure io, visto l’assegnetto mensile da 1,4 milioni di euro!! Coraggio Silvio non mollare! (Lo dice Veronica e il suo commercialista naturalmente!)