giovedì 23 aprile 2020

Equità



Quell’idiota di Capannori che ha affisso  questo messaggio nel portone dove vive un’infermiera del reparto infettivi, sarebbe giusto che gli arrivasse in sorte il bastardo Covid e, dopo il ricovero, trovasse sul suo lettino un foglietto con scritto “Hai ragione sai? Ho deciso di rimanere a casa! Buona fortuna!”

L'Isola Mento - giorno 41




E niente, non c'è nulla da fare! Qualsiasi occasione è buona per creare due opposte fazioni: gli inchiappettatori e i mansueti allocchi. Arriva una pandemia? Nessun problema: accaparratori navigati fiutano la merce, società intermediarie accatastano il bene divenuto essenziale, parte la corsa maledetta al rincaro, i rappresentanti alzano ancora il prezzo e volete che alla fine chi vende al dettaglio non spari anch'esso un ricarico che sarebbe giusto se tenuto dentro i confini della decenza. 
Ma le facce che noto, dal Brico che mette ad un euro quelle chirurgiche che alla produzione hanno valore pari ad un ragionamento del Cazzaro, fino alle farmacie che quando entri ti guardano con una faccia da pie donne dicendoti "lo so sono care ma ce le hanno vendute a prezzi folli" come se fossero benefattori dolenti per questa forma vigliacca di capitalismo senza freni. 
Ma c'è un altro aspetto che inquieta: la famigerate micro società intermediarie hanno tenuto fermi nei loro magazzini, meglio definirli porcilai, stock ingenti di mascherine che avrebbero potuto salvare medici e personale paramedico, allo scopo di far salire ulteriormente il prezzo, vista la domanda, e il loro malloppo da ladri senza onore. 
Il lockdown non ci ha insegnato nulla. Continueremo a farci allegramente prendere per il culo. Loro lo sanno con chi hanno a che fare. 

Spettacolo Travagliato!


Levategli il vino

di Marco Travaglio | 23 APRILE 2020

Gioco di società. Indovinate, fra queste 10 notizie, qual è quella inventata per farci quattro risate.

1. Un simpatico giudice di sorveglianza di Milano, siccome le prigioni italiane, e tantopiù quelle del 41-bis, sono il luogo più sicuro al mondo contro il Coronavirus (1 morto in tre mesi su 60mila detenuti), scarcera il boss Francesco Bonura autorizzandolo a girovagare fuori Palermo per matrimoni, funerali, banchetti pasquali e natalizi, facendosi scudo del ministero della Giustizia che però dice l’opposto: nessun mafioso o altro delinquente pericoloso deve uscire (anche perché fuori si rischia il contagio molto più che dentro). Così ora chi stava al 41-bis è fuori e chi era fuori sta al 41-bis.

2. Vittorio Feltri dichiara in tv che i meridionali “non soffrono di complessi di inferiorità: in molti casi sono inferiori”. Intanto pubblica in prima pagina l’editoriale quotidiano di Paolo Becchi, ma gli affianca un commento che lo definisce “incomprensibile” per “i lettori, i quali difficilmente arriveranno a leggere fino in fondo”, “di una noia più mortale del Covid”, insomma “solo dei cretini come noi possono ospitare un pistolotto quale quello che ci infliggi”. E sono soddisfazioni, per entrambi.

3. Su Italia1 (Mediaset) le Iene danno la caccia al temibile viceministro della Sanità Pierpaolo Sileri e alla moglie Giada Nurry, accusandoli di conflitto d’interessi perché la signora è nientemeno che impiegata in un’azienda fornitrice di mascherine (che è come accusare le Iene di aver frodato il fisco o corrotto Metta, Mills e De Gregorio). Per mancanza di tempo, è stato di nuovo rinviato il servizio delle Iene, pronto da 26 anni, sui conflitti d’interessi di un noto miliardario pregiudicato per frode, pluriprescritto e amico di mafiosi sceso in campo nel ’94 per farsi gli affari suoi, che stipendia le Iene.

4. Attilio Fontana, celebre per aver annunciato che il 4 maggio la sua Regione uscirà da sola dal lockdown con “la via lombarda per la libertà che passa dalle quattro D”, intima a Conte di non fare ciò che, diversamente da Fontana, mai aveva pensato di fare: “No a riaperture su base regionale, monche e zoppe, che non consentirebbero un equilibrato sviluppo alle regioni che aprono”. Guai se Conte desse retta a Fontana, dice Fontana.

5. Ieri le destre e i loro giornali ci avevano quasi convinti di essere in piena dittatura del Duce Conte: “Qui sta nascendo un nuovo dispotismo e sarà peggiore di quelli del passato” (Giorgio Agamben, Verità), “Quante leggi fascistissime: sembra il 1925” (Libero), “Nessuno parla delle libertà violate” (Giornale).

Poi, sempre ieri, la cocente delusione: “Conte Godot, le scelte non arrivano” (Giornale), “Conte parla tanto per non dire nulla”, “in stato confusionale” (Verità), “Conte cala le brache” (Libero). Primo caso di dittatore-re travicello indeciso a tutto. Peccato.

6. Nuova, meritoria campagna del Riformista, dopo quelle per non processare il suo editore Alfredo Romeo, assolvere tutti gli imputati del pianeta, scarcerare tutti i detenuti dell’orbe terracqueo, non arrestarne mai più, e scongiurare la nomina di una pericolosa incensurata alla presidenza Eni. Testuale: “Chiedere di abolire il carcere è un obbligo. Deve farlo ogni politico contrario a questa brutalità, a costo di giocarsi anche l’ultimo voto”. E, si capisce, di assicurarsi quelli di chi sta dentro e vuol uscire e di chi sta fuori e non vuol entrare.

7. Siccome il Mes prevede condizionalità giugulatorie per gli Stati che lo chiedono (vedi Grecia) e nessuno sa ancora se il “nuovo Mes sanitario” ne avrà, Conte dice che l’Italia non è interessata, almeno finché non saranno escluse tutte le condizionalità. Dunque i giornaloni titolano: “Conte apre al Mes”. E i migliori patrioti, dal trio Giavazzi-Alesina-Franco (Corriere) al duo Sorgi-Stefanini (Stampa) a Cappellini (Repubblica), raccomandano a Conte di impiccarci al Mes per fare dispetto a Di Maio. Cioè di arrendersi a Olanda e Germania prim’ancora di combattere al Consiglio Ue. E poi, possibilmente, di tagliarsi le palle per fare dispetto alla fidanzata.

8. La Corte d’appello di Milano che ha assolto Scaroni&C. per le tangenti Eni in Algeria, spiega che “la sola prova del pagamento di somme all’intermediario (197 milioni da Saipem alla scatola vuota a Hong Kong di un prestanome del ministro dell’Energia algerino, ndr) non esaurisce l’onere dell’accusa di dimostrare che il denaro sia stato promesso o versato” per un “patto corruttivo”. Giusto: poteva pure essere una colletta per i poveri orfanelli.

9. Aldo Cazzullo spiega sul Corriere che, se l’Italia ha ricevuto aiuti anti-Covid soprattutto da Cina, Russia e Cuba non è perché Cina, Russia e Cuba ce li hanno inviati, mentre quelli promessi da Trump non sono mai arrivati; ma a causa di una diabolica “strategia” del “governo a guida 5Stelle”. Che, a caval donato, non guarda in bocca. Dunque è anti “atlantico”.

10. Libero batte sul tempo gli scienziati di tutto il mondo e scopre in un colpo solo vaccino e cura contro il Covid-19: “Un bicchiere di rosso può stordire il virus”.

Soluzione. Le notizie sono tutte vere. Ma la 10 aiuta forse a spiegare la 1. E non solo quella.

lunedì 20 aprile 2020

Da un altro punto di vista


Dinoccolando sul far del mattino e passando dall’esanime bar in cui nel prepandemico compievo il rito tipico della focacciagazzamacchiato, noto le luci accese e la porta aperta. Mi rivolgo agli amici gestori complimentandomi con loro per le pulizie in vista di una fantomatica riapertura.
“Ma guarda che siamo aperti, solo per l’asporto!”
——
——

Quindi mi volete dire che se io vi chiedessi un caffè ....

“Certo!”

Stordito, con un incipiente balbuzie frutto dell’emozione, come se mi fossi imbattuto in quattro modelle di Victoria’s Secret che, non sapendo dove alloggiare, mi rimirassero chiedendomi ospitalità, proferisco a stento l’ordine impetuoso: “ma ma al allora cccche aspettate? Fafafatemelo!”

E subito nei padiglioni ecco arrivare i dolcissimi suoni della battuta sul legno del porta caffè, il doppio colpo al dispenser per riempire il filtro con il nettare degli dei, la pressatura, l’inserimento del supporto nella tanto sognata sede, il pulsante che avvia l’entrata dell’acqua calda, lo stop ed il profumo estasiante. L’ho bevuto ad occhi chiusi. Domani lo degusterò ascoltando “anema e core”
per apprezzare maggiormente questo spiraglio di normalità!

L'Isola Mento - giorno 38




Esistono quindi all'interno della cosiddetta famiglia europea stati canaglia che invogliano multinazionali a portare le sedi delle loro società da loro, per pagare meno tasse, il primo nome che m'appare in cervice è quello della Famigliola Sabauda, da sempre attenta al bene italico. 
Se non fosse il tempio della Burocrazia ma una seria unione, l'Europa dovrebbe mettere alla porta l'Irlanda, il Lussemburgo e la cara Olanda di Rutte, solo in nome della giustizia. 
Nauseante è questo comportamento cialtronesco. 

Ora vi racconto un fatto accadutomi: da circa tre giorni convivo con i famigerati bagarozzi, quelle insulse bestie che entrano dalle zone umide perché non viene fatta un'adeguata disinfestazione da parte dell'amministratore. 
Il mio coraggio in merito è pari alla cultura del Cazzaro: hai voglia di auto inorgoglirti, di cercar coraggio in te! Sogni, meglio dire incubi, con quelle bestiole di cui un giorno chiederò il perché della creazione, sorridenti, beffarde con le loro antenne e il loro vagare senza meta. Baigon sparato in ogni dove e individuazione del buco da cui uscivano, sotto il lavello, nello scarico che l'idraulico avrebbe dovuto chiedere ma che Covid glielo ha impedito, cioè non che si è contaminato, solo che non può venire a finire il lavoro! 
Ma la Provvidenza, temendo il mio rapporto con il cemento, pari a zero, ha fatto sì che arrivasse mio fratello, un esperto in materia! 
Andando a comprare la malta, di cui fino ad oggi non solo ne ignoravo l'esistenza, di malta conoscevo l'isola e la croce, sono passato davanti al mio abituale bar: luci accese! M'avvicino e vedo i due gestori intenti a mettere a posto! M'informano che possono servire solo per l'asporto... quindi... gli dico... se ti chiedo un caffè? 
Certo! 
Apriti cielo! Un caffè con la macchina del bar! Da quanto tempo non l'assaporavo! Che gioia! Che meraviglia! 

(38. continua ... Tourmalet permettendo...)