Grazie Wanda per averlo ridotto così!
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 5 aprile 2018
mercoledì 4 aprile 2018
Purché...
Dai per favore non fatelo! Non rimanete colpiti, stupiti dalla notizia apparsa oggi sul Secolo XIX. E' solo un inciampo, un piccolo ed impercettibile inciampo, legato forse alla dabbenaggine degli attori principali, poco scaltri anzi, dannatamente babbani nel farsi prendere.
Scandalo nella sanità pubblica condito con i soliti ritornelli tipo "dimostrerò la mia innocenza" o meglio "ho fiducia nella magistratura."
Condisco anch'io con un solenne "pare" che mi dovrebbe mettere al riparo da guai: pare che tutto nella sanità sia marcio e corrotto. L'ho sentito dire ieri al mercato: ogni gara, ogni concorso, ogni approvvigionamento su scala nazionale, regionale, provinciale, comunale, rionale, condominiale sottostà a rigide ed inflessibili regole soppiantanti la già defunta regolarità.
Esagero?
Vorrei sperarlo, se non fosse che la vox populi molte volte c'azzecca.
Ci sono bandi di gara milionari, ovunque: supponente quindi che non esita un sottobosco brulicante di briganti pronti a scannarsi per qualsiasi ninnolo extra emolumento?
Siete cioè ancora radicati all'idea che allorché emergano scandali tipo quello odierno, essi rappresentino una singolarità, un'originale intoppo rallentante il normale, decoroso, lindo procedere dell'amministrazione sanitaria?
Ci saranno, ci mancherebbe se non fosse così, persone perbene, graniticamente integerrime, che vivono del loro lavoro; ma sono la minoranza, pare, una sparuta minoranza triste e solitaria davanti al mercifico intrallazzo da camice bianco.
Guardo alla mia realtà: a Sarzana è sorto un dedalo di scale con attorno, e soffocato dal cemento, un ospedale nato dopo un ventennio di lavori già opulento, per la realtà della cittadina; successivamente nel capoluogo han deciso di rifare un nuovo ospedale sovrastimato per il bacino di utenza e nel frattempo hanno incominciato a rifare padiglioni, in verità squallidi e desolatamente vetusti, dando vita ad un valzer viennese di spostamenti, di giravolte di strutture tra i due nosocomi tale che nel frullato creato ad hoc nessuno potesse comprendere il motivo, la validità delle decisioni, il costo di tutto quanto che, pare, sia divenuto carburante per tutti, ma proprio tutti, i pensatori sia a livello locale che non.
Attualmente l'ospedale nuovo, sorto sulle ceneri del vecchio, è già in ritardo per una serie di supercazzole ritardanti ad hoc il progetto. Ed intorno a questa costruzione vivono e vegetano allegramente bande non musicali atte a gestire ogni cosa, sotto certi aspetti che parrebbero non consoni ad un sistema sano.
Questo nuovo scandalo quindi non ci deve meravigliare oltremodo, né prostrarci più di tanto. Si son fatti prendere gli stolti! Ma come si fa, dico, ma come cavolo si fa ancora oggi a parlare al telefono come dei coglioni!
Non vi sembra anche voi di auscultare certe frasi?
martedì 3 aprile 2018
Se lo avessi dalla parte del manico...
Vacanze pasquali, ponti, ferie, code, assalti alle zone turistiche; se avessi il coltello dalla parte del manico perderei, probabilmente quella sensazione di democrazia da sempre mia coinquilina.
Chiedo: è possibile andare alla Cinque Terre per vedere uno spettacolo simile alla foto?
Ora sia chiaro, va bene tutto. Mi dite però che senso ha andare a Vernazza, a Monterosso, a Riomaggiore e finire ridotti così? Numero chiuso? Forse. Quello che è più importante però è la prevenzione. Una sana opera preventiva. Vuoi venire in Liguria? Bene, sappi che oltre al numero chiuso c'è pure il pericolo che ti becchi una multa salata per acclarata dabbenaggine. Al diavolo tutti i discorsi sulle vacanze, sul partire per forza durante i ponti. Occorre una formazione, un rimescolamento neuronico atto a riflettere sui disastri causati dal menefreghismo, dall'avidità e dall'ignoranza; come non si può ballare la lap dance in biblioteca così non si può andare in luoghi simili in un numero tanto esorbitante da attentare alla loro bellezza, fatta di spazi da assaporare in tranquillità, di silenzio su cui il rumore del mare la faccia da padrone. Visitare certi luoghi in questa modalità è sinonimo di pazzia, di prepotenza, di violenza, checché ne dicano i dispensatori di focacce a prezzi da orefice e i distributori di acque al valore di un Morellino di Scansano.
Vuoi andare all'acquario di Genova? Bene ma non devi ridurti così:
Come cazzo puoi pensare di poter visitare le sale con pesci e pinguini, stretto nella morsa di famelici compari di ponte pasquale?
Vuoi andare agli Uffizi?
Bravo, ottima idea. Ma non a Pasquetta! Perché l'Arte ha bisogno di calma, di spazio, di silenzio pregustante ammirazione interiore, abbracciante la frenesia del bello da incontrare dentro ai meravigliosi corridoi solo grazie alla rilassatezza, alla calma, alla pace scaturente da un luogo poco affollato.
Serve tanta ma tanta istruttiva e delucidante scuola di pensiero bloccante famelici e onnivori consumatori di feste ad uso e consumo di un vorace, infingardo e dilapidatorio costume vacanziero da stoppare, da retrocedere a manifestazione barbara di unni al volante senza alcun rispetto, convinti che tutto sia loro dovuto solo perché possedenti tempo e denaro.
Nulla di più sbagliato quest'ottica che affossa la bellezza.
Se voglio andare in un museo, prendo ferie in un giorno qualsiasi e godo dell'assenza di code, di file. Se desidero andare alle Cinque Terre mi organizzo e vado quando non ci sono né navi da crociera né infoiati giapponesini attrezzati con macchine fotografiche scattanti immagini ovunque e in quantità tale da poter essere riviste solo durante molteplici vite, che credo ancora non sia possibile ottenere.
Se volessi andare all'acquario sceglierei un giorno piovoso di novembre.
Durante i ponti pasquali e similari, la regola impone di non muoversi e di trascorrere il tempo con le gambe sotto la tavola, scorticandosi l'animo con risa, tra allegria e bottiglie di quello buono. Perché anche questa è Arte. Diamine se è Arte!
domenica 1 aprile 2018
Mea culpa!
Faccio pubblica ammenda a Meteo.it per quanto avevo scritto in merito alle previsioni controllate. Aveva pienamente ragione, alla Spezia splende un fantastico sole pasquale.
Complimenti al sito e al diavolo le supposizioni.
Buona Pasqua a tutti!
Qual è?
Non c'entra nulla la polemica sui vaccini in questa foto, scattata dalla giornalista Stefania Podda e pubblicata su Dagospia.
E' un impercettibile segno, una virgola sublimata nell'alto a scatenare la polemica. Perché questa colonnina di libri si trova all'interno della Feltrinelli in viale Libia a Roma e fino a poco tempo fa era impensabile trovarvici degli strafalcioni grammaticali, un po' come cercare il Vernacoliere in San Pietro o il canto delle osterie in un convento di clarisse.
Allarghiamo l'immagine...
Qual è - Qual è - Qual è il senso di questa svista? Incompetenti allo sbaraglio? Sbadataggine? Ignoranza?
E quanti lo avranno letto senza inorridire o modificando le proprie convinzioni grammaticali del tipo "se lo dice la Feltrinelli?"
Qual è la ragione di certe sviste?
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