lunedì 12 febbraio 2018

Anni d'oro


Senza alcuna invidia ecco i numeri dei pensionati storici, ossia quelli che hanno smesso di lavorare prima del 1980 e che, giustamente, si godono i frutti della loro attività anche se, spiace comunicarlo, l'INPS gli ha già corrisposto importi superiori di ben tre volte a quanto da loro versato come contributi.
La cifra dei pensionati baby aumenta fino a 700mila unità se si considerano le persone in pensione da almeno 35 anni. 

Era il periodo in cui con 20-25 anni di contributi si poteva salutare il lavoro, ricordandosi però in cabina elettorale di votare sempre per "loro", i grandi benefattori, i quali infischiandosene di conti e di futuro, preferivano assicurarsi il consenso elettorale alla faccia della matematica e dell'economia.
In pensione dal 1980: non c'erano ancora i cellulari e papa Woitijla era stato appena eletto... (fonte Secolo XIX)

domenica 11 febbraio 2018

Guarda guarda...



Guarda guarda che c’è scritto dentro Palazzo Vecchio, il municipio di Firenze... e chi fu sindaco qui?

Arte attuale



Un’opera del Botticelli del 1500 attualissima: la Calunnia. A consigliare Re Mida con le orecchie da asino, il Sospetto e l’Ignoranza. Al centro la Calunnia che tira per i capelli il calunniato, attorniato pure dalla Frode, l’Insidia e il Livore. Cavolo! M’aspetto da un momento all’altro la comparsa del Delinquente Naturale, di Anzaldi, di Salvini e del giornalista vampiro per eccellenza...

Fumento



Oggi fumento di storia, arte, gloria, cultura. Indispensabile.

sabato 10 febbraio 2018

Travaglio!


sabato 10/02/2018
Salvate il soldato Rosato

di Marco Travaglio

Lo dicevo che prima o poi, per Ettore Rosato, ci sarebbe voluta la scorta. Non per difenderlo dai terroristi, ma dai pidini. Più le elezioni si avvicinano, più il pericolo del fuoco, anzi del linciaggio amico, si fa probabile. Tutti ricordano come e perché nacque il Rosatellum: siccome i 5Stelle sono sempre primi nei sondaggi e il Pd e Forza Italia sono secondo e terzo, bisognava trovare il modo di far perdere i primi e far vincere i secondi e i terzi. Non esistendo al mondo, nemmeno nell’Africa nera, un sistema elettorale che arrivasse a tanto, i cervelloni renzusconiani si spaccavano la testa alla ricerca di un’ideona originale. Mettere fuorilegge il M5S? Troppo forte, poi la gente se ne accorge. Assegnare l’incarico per il nuovo governo in base all’ordine alfabetico, ignorando i voti? B. è perfetto, ma Renzi no perché la R viene dopo la Di di Di Maio. Andare in ordine di anzianità? Gli 81 anni di B. sommati ai 43 di Renzi fanno 124, esattamente il quadruplo dei 31 di Di Maio, ma c’è il rischio che la Consulta bocci tutto. A quel punto saltò su Rosato con un’idea meravigliosa per la testa, meglio di quella di Cesare Ragazzi: una legge che sottrae i voti ai 5Stelle e li moltiplica a Pd e FI, grazie a finte coalizioni valevoli fino al 4 marzo, ma solubili e biodegradabili la sera stessa. Il pregiudicato prende i voti con Salvini e Meloni e li porta a Renzi. Renzi, a sua volta, prende i voti con la Bonacci (un mostriciattolo nato dall’unione fra Bonino e Tabacci), la Lorenzin e tale Santagata, e li porta al pregiudicato.

Tanto gli italiani – pensavano lorsignori in perfetta sintonia con Di Battista – sono rincoglioniti e ci cascano. Anzi, siccome la legge è fatta apposta per creare ingovernabilità, sondaggisti e politologi lanceranno l’allarme ingovernabilità, come se non fosse un effetto studiato, ma un accidente causato dalle condizioni climatiche sfavorevoli. E si potrà ricattare la gente col solito “voto utile”, che però stavolta non deve andare al partito maggiore (chiamato M5S). Intanto si riabilita il pregiudicato ineleggibile e incandidabile come “argine” e “baluardo” contro il “populismo antieuropeo” (essendo il più grande populista antieuropeo dell’orbe terracqueo). Gli si fa scrivere sulla scheda “Forza Italia Berlusconi Presidente” (come “acqua asciutta”, “zucchero salato”, “vegetariano carnivoro”). Si tace sulle sue corruzioni, frodi fiscali, regali alla mafia, conflitti d’interessi e si spera che gli elettori si bevano pure questo. Il Pd, in un eccesso di generosità, candida nei collegi una ventina di ex berlusconiani travestiti da seguaci della Lorenzin, coi petali di peonia in testa.

Già, perché B. è in overbooking e non può farli eleggere tutti. Quel volpone di Renzi invece sì, al posto della sinistra Pd, rasa al suolo per buttar via un altro po’ di voti.

Poi purtroppo Frankenstein sfugge al controllo dei suoi creatori. I sondaggi danno il finto centrodestra sempre più vicino al 40%, soglia di autosufficienza, il finto centrosinistra sempre più prossimo al 25 e dunque il Renzusconi sempre più impossibile. Tant’è che B. inizia a domandarsi se non sia meglio andare al governo con gli alleati della campagna elettorale, che hanno i voti, anziché con Renzi che non li ha. È l’eterogenesi dei fini, tipica delle leggi elettorali incostituzionali che: studiate per fregare l’avversario, finiscono per fottere l’autore. Era accaduto nel 2006 col Porcellum: B. lo impose per far perdere Prodi, invece lo fece vincere grazie agl’italiani all’estero (col vecchio Mattarellum avrebbe rivinto B.). E riaccade ora col Rosatellum. È vero, al centrodestra potrebbe mancare una ventina di seggi. Ma, come nota Diego Pretini sul nostro sito, a riempire quel vuoto in nome della governabilità potrebbero essere proprio i 20 ex berlusconiani, cuffariani e lombardiani (nel senso di Raffaele) candidati da Renzi. Gente a cui basta un fischio, ma soprattutto una poltrona sfusa, per sentire il richiamo della foresta, scattare sull’attenti e votare qualunque governo pur di conservare il seggio, l’immunità e il vitalizio.

Ed eccoli, i potenziali “responsabili”, come lui chiama chi passa dal centrosinistra al centrodestra (da non confondere con i ladri di voti, traditori, voltagabbana e ribaltonisti che fanno il percorso inverso) Beatrice Lorenzin, Pierferdy Casini, Sergio Pizzolante (tre volte deputato Pdl), i ciellini Gabriele Toccafondi, Angelo Capelli e Paolo Alli (già braccio destro di Formigoni), Maurizio Bernardo (forzista dal ’94), Nico D’Ascola (socio di Ghedini), Guido Viceconte (ex eurodeputato FI e sottosegretario in due governi B.), Gioacchino Alfano (tre volte parlamentare Pdl), Federica Chiavaroli (ex Pdl), Giuseppe De Mita (ex Udc), Giacomo Mancini jr. (primo dei non eletti FdI in Regione Calabria); Paolo Ruggirello (già luogotenente del governatore siciliano Lombardo), Nicola D’Agostino (ex capogruppo regionale del partito di Lombardo), Valeria Sudano (ex deputata regionale col forzista Saverio Romano), Salvo Lo Giudice (già eletto con la lista Musumeci), Giuseppe Sodano (figlio dell’ex sindaco di Agrigento e senatore di destra), Leopoldo Piampiano (ex Pdl), Luca Sammartino (ex Udc), Franco Manniello (ex Udc), Francesco Spina (ex FI e Udc), Benedetto Della Vedova (ex FI), Valentina Castaldini (ex Ncd), Cosimo Ferri (ex pm, sottosegretario con Letta in quota FI e lì rimasto con Renzi e Gentiloni fino alla candidatura nel Pd).

Molti nel 2011 votarono festosi la leggendaria mozione “Ruby nipote di Mubarak”. Quindi hanno uno stomaco abbastanza forte per digerire di tutto. Anche un governo B.-Salvini. Nel caso, ragazzi, ricordatevi dell’amico Rosato e dei pericoli che corre. E fatelo ministro, ad honorem.

venerdì 9 febbraio 2018

Leggete e mortificatevi!


venerdì 09/02/2018

Siamo rincoglioniti?

di Marco Travaglio

È una vergogna che Alessandro Di Battista, non contento di non ricandidarsi al Parlamento per imbarazzare chi ci fa la muffa dagli anni 50, osi pure insultare il valoroso popolo italiano definendolo “strano e rincoglionito”. Come se, per dire, noi italiani fossimo male informati e di memoria corta. O addirittura portati ad affidare la soluzione dei nostri problemi a chi li ha creati. Questi sono luoghi comuni qualunquisti da bar sport che nessun politico, nemmeno di opposizione, deve permettersi di rilanciare nei comizi. Se no poi la gente ci pensa su e magari li prende sul serio. Se 5 milioni di italiani, secondo i sondaggi che lo danno sopra il 15%, non vedono l’ora di rivotare B., mica vorremo insinuare che siano delinquenti o rintronati almeno quanto lui. Sono persone serie e lucide, invece, che vedono in lui l’ultimo epigono della destra storica dei Cavour, Ricasoli, Quintino Sella, Sonnino, Giolitti, Einaudi e De Gasperi. Qualcuno insinua che non sanno o non ricordano, sennò non voterebbero mai per lui, visto che in qualunque Paese basterebbe uno solo dei suoi mille misfatti per catapultarlo fuori dalla vita politica e dal consorzio civile, ma soprattutto in galera. Ma il segreto è proprio quello: l’accumulo. I delitti sono come i debiti: se ne fai pochi e lievi, sei rovinato; se ne fai tanti e gravi, sei uno statista.

Infatti ora le prime pagine dei giornali sono tutte dedicate alle pagliuzze rinvenute col microscopio negli occhi dei suoi avversari (quelli veri, M5S, LeU e persino i suoi rivali nel centrodestra), anziché alle travi che troneggiano stabilmente da decenni negli occhietti del Caimano. Decine di sentenze, tutte disponibili sul web, ci dicono quanto segue (in estrema sintesi, si capisce, perché la biografia criminale integrale del personaggio occuperebbe un paio di Treccani). Nel 1973 B. comprò la sua prima villa, quella di Arcore, raggirando Annamaria Casati Stampa, una povera orfana per giunta assistita da Cesare Previti, pagandole una cifra ridicola, per giunta in azioni di una immobiliare non quotata che non valeva una cicca. Nel 1974 strinse un patto con Cosa Nostra tramite Marcello Dell’Utri e ingaggiò un mafioso doc, Vittorio Mangano, per travestirlo da stalliere e portarselo in casa come guardaspalle e tenerlo lì anche dopo che i carabinieri vennero due volte ad arrestarlo. Nel 1978 si iscrisse a una loggia massonica segreta deviata, la P2, poi sciolta dal Parlamento. Negli anni 80 accumulò un monopolio fuorilegge nella tv commerciale, facendosi poi legalizzare l’illegalità da due decreti Craxi, appena i pretori tentarono di fargli rispettare le regole.

Intanto mise in piedi un intero comparto riservato della Fininvest all’estero, accumulando centinaia di miliardi di lire di fondi neri esentasse su 64 società nei paradisi fiscali, con la consulenza dell’avvocato inglese David Mills. Con quei fondi teneva a libro paga svariati politici (al solo Craxi e solo nel 1991 girò 23 miliardi di lire in Svizzera) e diversi giudici romani che gli garantivano impunità e sentenze à la carte. Nel 1991 scippò a De Benedetti la Mondadori, il primo gruppo editoriale che controllava Repubblica, Espresso, Epoca, Panorama e vari giornali locali, grazie a una sentenza comprata dagli appositi Previti&C.. Nei primi anni 90 la Guardia di Finanza stava per scoprire i suoi reati fiscal-contabili e i suoi manager – ispirati chissà da chi – pagarono quattro mazzette a ufficiali e sottufficiali perché chiudessero un occhio. Poi andò al governo e, siccome stavano per arrestargli il fratello e vari manager per le mazzette alle Fiamme Gialle, varò il decreto Biondi per vietare le manette per corruzione. Siccome poi Mills doveva testimoniare ai processi All Iberian e Gdf, nel 1999 gli ammollò 600 mila dollari in nero perché mentisse ai giudici e – come scrisse lo stesso legale al suo commercialista – lo salvasse “da un mare di guai”.

Dal 2001 al 2006 tornò al governo per farsi solo i cazzi suoi, con una raffica di leggi anti-giudici e pro Mediaset. Ma qualche processo sopravvisse e allora lui, perse le elezioni del 2006, cominciò a comprare senatori (il dipietrista De Gregorio venne via per 3 milioni, di cui 2 in nero cash) per far cadere il secondo governo Prodi, tornare al governo e liquidare le ultime pendenze. Nel 2008 andò al governo per la terza volta e ricominciò. Poi saltò fuori il fiorente import-escort nelle sue varie ville e lui finì nei guai perché almeno una delle bungabunga-girl, Ruby, era minorenne, e lui aveva chiamato in Questura per farla rilasciare dopo un fermo per furto, spacciandola per la nipote di Mubarak. Condannato in tribunale, trovò in appello e in Cassazione giudici abbastanza spiritosi per assolverlo, complice anche la legge Severino che aveva cambiato la concussione. Intanto era così sicuro di essere innocente che iniziò a pagare una trentina di ragazze, temendo che dicessero la verità (di qui i nuovi processi per corruzione giudiziaria). Purtroppo gli andò male con la frode fiscale sui diritti Mediaset (7,2 milioni di euro, a fronte della mega-evasione di 368 milioni di dollari prescritta dalla sua Cirielli). Così, dopo 8 prescrizioni e 5 assoluzioni perché s’era abolito i reati, nel 2013 arrivò la prima condanna definitiva.

Pregiudicato, espulso dal Senato e affidato ai servizi sociali nell’ospizio di Cesano Boscone, col braccio destro Dell’Utri in galera per mafia al posto suo e il braccio sinistro Previti condannato per corruzione giudiziaria e radiato dai pubblici uffici al posto suo, pensava di essere finito. Ma aveva sottovalutato gli odiati “comunisti”, sempre pronti a resuscitarlo. E anche la generosità di centinaia di giornalisti e milioni di italiani, che non sono affatto rincoglioniti. Anzi: sono come lui, o almeno vorrebbero tanto.

Lettera


Ti starai chiedendo che ci fai alle sei del mattino su un autobus. Forse perché la mamma lavora e si deve alzare presto, o forse no. Rotei gli occhi per cercare di capire il mondo intorno a te, senza piangere, senza muoverti, quasi che un dubbio si stia incuneandosi nel tuo regno popolato, spero proprio, di sogni, di carezze, di fate. Beh piccola mia, devo essere sincero, anche se mi scoccia tremendamente: quaggiù non siamo tutti uguali, pur possedendo le stesse percentuali di ossigeno, di carbonio, d’idrogeno, l’identica struttura cellulare, cromosomica. Da tanti, troppi secoli il colore della pelle è lo spartiacque tra civiltà e barbarie. Come dici? No, non c’è nessuna pace qui, fratellanza è un parolone usato principalmente nei talk show e negli ambienti dorati di signori vestiti di paonazzo dediti ad affarismo condito di latrati alla avepatergloria. Devo anche dirti, e mi duole tanto credimi, che nel paese dove il fato, la fortuna baldracca, ops scusa la trivialità, ti hanno catapultato regna sovrano con larga maggioranza, il concetto razzista che, a breve, te ne dovrai andare via e di corsa perché, dicono gli stolti, l’Italia deve essere degli italiani. Si, si lo so! Siamo ancora ancorati ai confini, alle diatribe razziali, agli idioti che bevevano l’acqua di un fiume da un’ampolla arringando verdi folle al grido secessionista, mentre pochi loro eletti ed un Trota, arraffavano il malloppo; ad un Delinquente Naturale (cit. Sentenza Corte di Cassazione nr 35279/13 del 01/08/2013) ritornato in auge grazie ad un babbeo toscano senza arte né parte, che sta cavalcando l’idea di espellervi in quanto concetto ammaliante molti disonesti e rincoglioniti, si rincoglioniti! rincoglioniti!, che tra non molto lo riporteranno al potere per curare i propri smisurati interessi. Facciamo pure finta, pensa piccola come siamo ridotti, che non vi sia attorno agli arrivi di tanti disperati, un gigantesco affare arricchente orchi senza dignità, che hanno trasformato cantine, appartamenti, mansarde, garage in indegni luoghi adibiti all'accoglienza, schiavismo sarebbe miglior termine, da cui ricavano 34 euro al giorno per ognuno di coloro che, scappando dalle proprie terre, dai propri affetti, per disperazione e per guerre, è in cerca di dignità, alto valore, diritto di tutti e per tutti; si mi spiace dirtelo: combattiamo ancora tra di noi, a volte senza motivo apparente, consumando, e questo è l’importante, armi e munizioni che anche noi qui su questo suolo, confezioniamo allegramente ottenendo lauti profitti, perché basta cambiare il termine guerra in missione di pace e si diventa eroi. Scusa se forse ti ho spaventata ma al momento questa è più o meno quello che ti aspetta. Non eravamo così, credimi! Eravamo accoglienti, simpatici, calorosi, attenti. Ci siamo fatti purtroppo rovinare da una casta inamovibile, potente, immota, dedita esclusivamente all’affarismo, alla ricerca dannata di visibilità. La speranza comunque non si è ancora spenta del tutto, pur se rigurgiti fascisti, un giorno capirai il significato di questa parola orrenda che molti idioti tentano di riabilitare con pacchi di pasta e regali ai bimbi, stanno emergendo ovunque. Ma non passeranno. 
Ti saluto piccola, mi ha fatto tanto piacere conoscerti. Ti auguro buona vita, costellata da fiabe che spero si tramutino per te nel reale, certo che nessun untore, nessun pagliaccio prevarrà sul concetto nobile, razionale e dignitoso, di Umanità.