Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 25 gennaio 2018
mercoledì 24 gennaio 2018
Belin che botta!
Questo è un articolo di Massimo Fini pubblicato ieri sul Fatto Quotidiano. Tenetevi forte!
IL RISCHIO CHE TORNI IL DELINQUENTE
di Massimo Fini
Parlando alla kermesse del Movimento animalista, Silvio Berlusconi ha definito “criminale” la sentenza di condanna che gli impedisce di fare il premier. “Criminale” non è la sentenza, ma questa affermazione. Nessun cittadino di uno Stato può esprimersi in questi termini nei confronti di una sentenza definitiva della magistratura di questo stesso Stato. Perché vuol dire che non crede alla legittimità della magistratura, delle leggi, votate o confermate dal Parlamento, sulle quali è chiamata a prendere le sue decisioni, delle istituzioni e dello stesso Stato che le ricomprende.
Un soggetto del genere è, concettualmente, un terrorista e dovrebbe, come coerentemente fecero al loro tempo i brigatisti, darsi alla clandestinità. Invece Silvio Berlusconi pretende di fare il presidente del Consiglio di uno Stato a cui non crede, che non rispetta, che considera “criminale”.
Sempre in quell’occasione Berlusconi ha affermato che i Cinque Stelle “non hanno valori né princìpi”. Per la verità almeno un valore, espresso in un modo anche troppo ossessivo, nelle parole e nei fatti, i Cinque Stelle ce l’hanno, ed è quello della “legalità”. Capiamo perfettamente perché, in questo senso, un tale valore sia particolarmente ostico per Berlusconi. Vorremmo anche sapere a quali valori si ispira un uomo che è stato dichiarato “delinquente naturale” da un Tribunale della Repubblica italiana, che ha usufruito di nove prescrizioni per i più diversi reati (e in almeno tre casi la Cassazione, quest’organo “criminale”, ha accertato che Berlusconi quei reati li aveva effettivamente commessi, anche se, per il tempo intercorso, non erano più perseguibili), che ha tre processi in corso. Io richiamo spesso, probabilmente con una certa sorpresa di qualche lettore, la figura di Renato Vallanzasca. Perché Vallanzasca non ha mai contestato il diritto dello Stato a punirlo per i suoi crimini, a differenza di Berlusconi e dei terroristi. Vallanzasca ha un’etica, sia pur malavitosa. Berlusconi è solo un malavitoso.
Vorremmo anche sapere che valori umani ha un personaggio che, approfittando delle condizioni di inferiorità della sua vittima, ha truffato una minorenne orfana, in circostanze drammatiche, di entrambi i genitori, come ha accertato la Corte di appello di Roma che ha assolto Giovanni Ruggeri (Gli affari del Presidente-Avvoltoi sulla preda, Kaos Edizioni), L’Espresso e me che quella truffa avevamo pubblicamente denunciato (sentenza del 2.5.08). E che, in un’occasione più recente, mostrando un altrettale cinismo, ha gettato una minorenne nelle braccia di una puttana. Berlusconi ha anche definito i Cinque Stelle “una setta”. È comico che un partito che prende più di otto milioni di voti sia definito “una setta” da un altro che, se va bene, ne prende la metà.
Purtroppo non c’è niente da ridere. A chi agisce con metodi criminali bisognerebbe rispondere con modi altrettanto e, se possibile, più criminali (“A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini, come richiamai, ormai tanti anni fa, al Palavobis). Svegliatevi ragazzi italiani, perché se costui riprende, in un modo o nell’altro, il Potere, vi troverete a vivere invece che in uno Stato sicuramente con gravi difetti ma ancora legale, in uno Stato criminale e, per sopravviverci, a farvi, a vostra volta, criminali.
La Ricetta
Una ricetta semplice ci sarebbe: basterebbero due-trecento normodotati, indossanti scarponi d'alta quota.
Il 27 gennaio ci si dovrebbe recare ad Azzano Decimo, in provincia di Pordenone dove alla sera nel club Langbard è previsto un concerto musicale particolare; vi suoneranno infatti tre gruppi: i Leibstandarte (prendono il nome dalla divisone SS autrice di uno dei primi raid razziali in Val d'Ossola ove vennero trucidati 57 ebrei nel 1943) la band italiana Via Dolorosa e il gruppo finlandese Goatmoon che inneggia apertamente all'Olocausto.
Questi, questi, questi... ok! Non li chiamo più gruppi musicali, ma con il loro vero nome: questi porci suoneranno in un club privato proprio nel giorno dedicato universalmente alla memoria dell'Olocausto. Prima che i suddetti maiali inizino la loro squallida, invereconda, merdosa esibizione i normodotati dovrebbero gloriosamente prenderli a calci in culo sul palco per almeno una buona e sana ora, e gli idioti presenti all'esibizione, essere spediti celermente in un riformatorio pensato ad hoc dove quel che resta del loro cervello, pochi e solitari neuroni, sottostare ad un reset psichiatrico che permetta loro di vivere in maniera decorosa il resto della vita.
Calci in culo, una gragnola di calci in culo a questi idioti, senza dignità, senza umanità! E a chi pensa che non si debba rispondere con la violenza a simili degenerazioni, consiglio di meditare sul fatto di come si stia subliminalmente sdoganando fascismo e idioti al seguito, vedasi Casapound, andando dietro alla paranoica fiaba del concedere a tutti la possibilità di esternare le proprie idee. Cazzata galattica! I fascisti e i porci neonazisti devono rimanere nelle fogne, silenti e senza alcun diritto di replica. Il tutto naturalmente avvolto da un metodico e musicale vaffanculo!
(nella foto potete ammirare la locandina dei maiali suonatori. Uno scempio, una schifezza vergognosa. Da estirpare immediatamente, a tutti i costi)
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