A Londra si domandano perché molti parlamentari della Camera dei Lord vadano su Youporn anche durante i dibattiti. Chissà! Eppure una ragione ci dovrà pur essere...
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 9 gennaio 2018
lunedì 8 gennaio 2018
Non lasciarci!
No, non può essere! Questo genio politico, questo must che il mondo c'invidia, ha deciso di non ripresentarsi alle prossime elezioni regionali!
Si odono pianti, lamenti ovunque. La perfetta macchina lombarda è intristita per la dipartita politica del Maroni di tutti loro!
La sanità lombarda è quasi completamente privatizzata, il divario tra le classi sociali molto più evidente che in altre regioni.
Ma Roberto ha un segreto che non vuol esternare: il processo che lo attende per le ipotizzate pressioni per ottenere contratti a due fedelissime del suo entourage.
E se la condanna arrivasse senza lo scudo parlamentare, il povero Roby verrebbe estromesso immediatamente dal comando della regione Lombardia.
Per cui il prode Maroni ha deciso di abdicare, sperando in una candidatura al Senato, che lo terrebbe lontano dalle pene della legge Severino sino al terzo grado di giudizio, praticamente in un'altra era geologica.
Ha trovato pure il tempo, durante la conferenza stampa di stamani, di scagliarsi contro il M5S e Luigi Di Maio, accusandolo di inesperienza e pericolo per la stabilità italiana.
A lui, e ai suoi compari, infatti è palese che piaccia da morire questo immobilismo, questa sciatteria di seguito politico da parte della maggioranza del paese, che consente a loro di continuare a gridare romaladrona per poi andarvi agiatamente a gozzovigliare, forti di un consenso popolare anomalo, in quanto ingannato dagli sbraiti dei salviniani, con un populismo raramente riscontrabile in altri luoghi del globo.
Contenti loro...
Nessuna protesta
Che bella iniziativa! Doni per la Befana con il logo di CasaPound! Avanti così che tanto i populisti sono altri! Questi sono solo fascisti!
Articolo sui lettori
lunedì 08/01/2018
IL MARMIDONE
I passacarte del politicamente corretto fanno più danno di chi non legge mai
6 ITALIANI SU 10 NON HANNO APERTO UN LIBRO NEL 2016, MA I 4 CHE LO FANNO SONO PORTATORI DI UN FLAGELLO PEGGIORE: IL CONFORMISMO
di Pietrangelo Buttafuoco
Sei italiani su dieci non hanno letto nemmeno un libro; ma i quattro che un volume l’hanno letto – almeno uno, fosse pure dopo prescrizione medica – fanno ancora più danno.
Asino chi legge, è il caso di dire. I quattro che leggono sono portatori sani di un flagello peggiore dell’ignoranza: il conformismo.
Sono, questi della banda dei quattro, dei passacarte al servizio del politicamente corretto. Destinatari di una presunzione – quella di pensarsi migliori – sono quelli che stabiliscono il controllo sociale per tramite di abicì, l’alfabeto che insegna una sola cosa: lisciare il pelo dal verso giusto.
Diocenescampi, infatti, della Weltanschauung da Festivaletteratura di Mantova. Molto meglio la Sagra della Salciccia, se mai ci fosse da qualche parte. Ma a questo che si sono ridotti i superstiti lettori – a una sorta di Spectre della società totalitaria – se già qualunque libreria, tipo supermarket, li riconosce quale pubblico di un unico e indistinto cucuzzaro.
Per forza sei italiani su dieci si tengono alla larga. Si trovano titoli tutti idioti e tutti di mediocre fattura tra gli scarti ideologici dello spirito del tempo, la stanca pubblicistica buonista e la generica telegenica filantropia a uso di zucchine etiche disposte ad accompagnarsi, infine, a fatiche promozionali in cui la meta è una e solo una: l’apparizione da Fabio Fazio.
Un’indagine Istat relativa all’anno appena trascorso offre al pubblico cordoglio questa cifra: 6 su 10. E senza beneficio d’inventario, verrebbe da dire. Nella realtà sarà anche peggio: gli indicatori, le conseguenti analisi o le specificazioni – tipo, i giovani sono invogliati a leggere se hanno genitori lettori… – sono esercizi di ottimismo rispetto alle verità conclamate.
“Chi legge è leggendario”, diceva Totò quando nelle librerie dimorava lo spirito critico – l’andare contropelo di ogni singolo pelo – non certo la pedagogia obbligatoria di oggi. Oggi che con la messa a morte delle librerie indipendenti da un lato e con l’inadeguatezza del sistema scolastico dall’altro – come ormai nelle Università, con la lingua italiana retrocessa al rango di un dialetto – si depaupera il bagaglio artistico-culturale della civiltà per farne una sorta di repertorio standard della chiacchiera. Nell’uguale sempre più uguale: come nelle vetrine Feltrinelli, così nelle kermesse culturali.
Non c’è nulla di leggendario nel leggere se ogni mito letterario si capovolge già nella ragione sociale: non più la formazione, ovvero un qualunque romanzo che accompagni la consapevolezza di sé del lettore, bensì il consumo: un utilizzo dell’abicì per sollecitare nei famosi quattro “acculturati” – a dispetto dei beati sei “incolti” – quell’identificazione di fedeltà al tempo corrente. Ecco, urge Totò: e poi dice che uno si butta ignorante…
L’ennesima eritrofobia
Ancora una volta un’ondata di eritrofobia colpisce i cuori e le menti di chi, oramai pietosamente, spera in un mondo migliore; arrossiamo in viso, cerchiamo di non leggere notizie ferali, indegne, richiedenti carcere a vita per chi, da sempre, riesce a sfruttare, a lucrare sulle grandi tragedie nazionali, sui lutti, sulle difficoltà enormi colpenti donne, uomini e bimbi trasformati, da agosto 2016, in terremotati. Questa nobile gente ha dovuto prima subire i cortei presidenziali del Silente Ovvio, le incursioni dell’allora Presidente del Consiglio Bomba, in modalità funerea, spargente proclami, versetti biblici, promesse divenute via via invereconde, trasformatesi successivamente in inutili ed epocali smargiassate, sonore prese per il culo di un tronfio egoriferito, dispensatore di fiabe e sciocchezze squallide ad uso e consumo di adepti silenti e perennemente proni ai suoi voleri da seduta psichiatrica. Leggendo l’inchiesta di Repubblica di oggi sulle casette pro terremotati, veniamo a conoscenza dell’ennesimo misfatto Italico, una vergogna eritrofobica, colpente le molte, ma purtroppo in calo, persone per bene ancora viventi qui ad Alloccalia: 2149 le casette già consegnate, 1513 quelle, a distanza di 16 mesi, non ancora pronte. Nel Maceratese con 72 cantieri aperti, vi sono luoghi, come Visso e Ussita, dove gironzolano poveracci inesperti di origine rumena, assunti da capolarati direttamente in Romania, l’Eldorado per gli schiavisti legalizzati di questo mondo senza più regole né giustizia: turni di 12 ore al giorno, sette giorni su sette per meno di 500 euro al mese. Il consorzio vincitore dell’appalto da 1,1 miliardi di euro risulta essere il Cns, il secondo arrivato nella stessa gara il Consorzio stabile Arcale, tra i cui soci, udite-udite, c’è la Sistem Costruzioni il cui amministratore delegato è un renziano doc e là questo consorzio si interessò, come dimostrano le intercettazioni sul caso Consip, anche il presidente della Fondazione Open, facente capo al Menestrello di Rignano. Il Consorzio stabile Arcale, come da prassi malvagia nostrana sfociante in feriti è morti per ovvie ragioni di contenimento costi e sfanculamento di prevenzione e abbattimento dei rischi, ha molti subappaltatori tra cui il Consorzio Gips di Trento; un rumeno dipendente di una sua consociata, l’Europa Srl, ha fatto esplodere il polverone allorché, infortunatosi ad una caviglia e tenuto nascosto per nove ore, ha denunciato il penoso stato in cui si trovava grazie anche all’intervento di un sindacalista Cgl. Tra i subappaltatori dell’Arcale figura anche la Intech di Roma che a novembre ha registrato un contratto di rete con altre undici ditte, alcune di esse non risultanti iscritte al registro antimafia. Un’ispezione del nucleo anti corruzione ha scoperto il 22 agosto delle incredibili anomalie nelle ditte che lavoravano nei cantieri post terremoto: la Eusegi Linoleum, stendente là pavimentazione nelle casette, la Extra Srl montatrice di mobili e l’Autotrasporti Martinelli che portava infissi e poi la Società Edilizia Campoluongo, la Decoop, la Calcestruzzi Cipicca, la Passeri non risultavano come lavoranti certificate all’Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone: fantasmi, con probabilmente lavoratori in nero permettenti a pochi orchi di cibarsi sulle macerie di calamità, come da canovaccio Italico di tanti, troppi, decenni di scorribande di bastardi senza alcuna dignità, su lutti e difficoltà di molti colpiti da immani tragedie, provocanti appunto eritrofobia da vergogna sul viso della parte sana di questo paese, trasformatosi dolorosamente in Alloccalia, visto che ancora oggi crede alle baggianate del Bomba e dello Zio Pregiudicato, infingardo maximo durante l’Era del Puttanesimo, il top eritrofobico europeo.
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