venerdì 29 dicembre 2017

Paragoni



Archiviato il Bomba, la Zarina Etruriana, gli gnomi ballerini a lui proni, il vero incubo di questi mesi di campagna elettorale sarà, ancora una volta, il ritorno dell'Ottenebrante la Ragione, l'incallito e già pregiudicato Faraone Puttaniere. 
E' lui il pericolo imminente su tutto quel poco di salvabile della passata legislatura, chiusa ieri dal Silente in concerto con la Gentilona Canna di Bambù, ondivaga e alla mercé dei venti, ma mai spezzatasi durante l'anno di governo.   
Decenni di tentennamenti, di zuccherini, di opposizione al borotalco, ci hanno riportato ad un passo dal precipizio, ad un soffio dal dirupo, quello del nuovo avvento della circense coalizione di destra capitanata dal Fagocitatore di risorse per uso personale. 
Una sinistra dilaniata dalle improvvide gesta dell'Egoriferito, condita da scismi, ritorsioni, sberleffi, sta per consegnare il paese nelle mani di un onnivoro, trangugiante risorse per rinfrescare le sue innumerevoli proprietà. 
Non è bastato essere divenuti i pagliacci d'Europa, di aver travalicato ragione e pensieri con leggi vergogna, con prescrizioni ridotte ai minimi termini per salvare l'ometto delinquente, non è bastato essere stati affossati dalle vicine civiltà, di aver incentivato l'evasione fiscale grazie alle gesta epiche dell'inarrivabile Evasore Seriale, non è servito a nulla constatarne i limiti della decenza scavalcati con inusitate e megalomani sceneggiate da Roma fine impero. 
Non è servito a nulla essere circondati da indecenti accadimenti, da vergognose menzogne surrogate da organi di stampa proni e dipendenti dal padrone ventennale del paese. 
Stando così le cose, tornerà! E sarà la fine di ogni speranza risollevante cuori oramai allo sbando per il continuo sciacallaggio perpetrato da pochi nei confronti dei tanti, troppi, allocchi. 

giovedì 28 dicembre 2017

Occhio non vede...



Ancora pochi giorni...



La prima



Stando a quanto ho letto sul sito di Marcello Caleo, questa dovrebbe essere la narrazione della prima "grattata" per scongiurare effetti nefasti! 
E' un brano degli atti degli apostoli, uno dei più famosi, quello dove S.Paolo, parlando della resurrezione di Gesù, viene deriso dai greci nell'Areopago. 
Non conosco il greco ma mi fido della traduzione: 

"Sentita nominare la resurrezione dei morti, alcuni ne fecero beffe, altri poi dissero: ti ascolteremo su già un'altra volta." 

Nella traduzione greca non si parla di Paolo, mentre in quella cattolica 
Appena sentirono parlare di resurrezione dei morti, alcuni dei presenti cominciarono a deridere Paolo. Altri invece dissero "su questo punto ti sentiremo un'altra volta." invece si. 

Il farsi beffe, nel testo greco non è nei confronti di Paolo ma della resurrezione dei morti. E i filosofi Stoici ed Epicurei, che nella morte vedevano un sicuro rifugio, come potevano farsi beffe della resurrezione dei morti se non con gesti di scongiuro, tra cui le famose toccatine alle gonadi?

Di conseguenza, se tutto quanto sopra è esatto, il testo greco riporta i primi scongiuri, comprensivi di grattate, della storia dell'umanità.

Hai capito che scoperta?

Melmoso


Navigando nei meandri del web, mi sono imbattuto in un sito straordinario, non per bellezza ma per spunti meditativi: il sito del sacro ordine costantiniano di San Giorgio. 
Che ha di strano questo sito? Giudicate voi stessi, cliccate qui per vederloannusandone l'aria insalubre. Intendiamoci: nulla di eversivo, solamente un tradizionalismo datato, un blaterare attorno a onorificenze oramai patrimonio di un cattolicesimo da mansarda, dedito ad una valorizzazione di cariche nobiliari molto comiche sfocianti in un clericalismo abbietto, fuori dal tempo, ghettizzante. 

Leggiamo ad esempio le finalità: 

Sotto il Gran Magistero di S.A.R. l'Infante di Spagna Principe Don Carlo di Borbone delle Due Sicilie e Borbone Parma, sono state riaffermate con chiarezza la natura equestre-religiosa dell'Ordine e le sue finalità: la Glorificazione della Croce, la Propaganda della Fede e la difesa della Santa Romana Chiesa, alla quale l'Ordine è strettamente legato per speciali benemerenze e per molteplici prove di riconoscenza e di benevolenza avute dai Sommi Pontefici. 
E' così, recitano gli Statuti, non solamente precipuo dei Cavalieri Costantiniani vivere da perfetti cristiani, ma è proprio di essi associarsi a tutte quelle manifestazioni che concorrono all'incremento dei principi religiosi e cooperare con tutti i mezzi perché si ridesti nella pratica, la vita cristiana. 
L'Ordine, a rinsaldare maggiormente le sue secolari tradizioni, conciliandole con le esigenze dei tempi, che per la loro evoluzione hanno trasformato tutto il regime della odierna società, si propone anche di dare il suo maggiore contributo di azione e attività alle opere eminentemente sociali dell'Assistenza Ospedaliera e della Beneficenza. 

A parole quindi nulla da eccepire. A parole; perché se si entra nelle pieghe del sito, ci si imbatte in cariche nobili odoranti tanto di nero e di tradizione. Sfioranti la goliardia. 
Infatti nella sezione Italia ecco alcuni passi descriventi le attività: 

Santa Messa per la festa di S.Stefano Papa e Martire a Pisa: la delegazione toscana del Sacro Ordine Militare Costantiniano ha partecipato, insieme al Sovrano Militare Ordine di Malta e all'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, alla funzione su invito dell'Insigne Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire. Tradizionale celebrazione alla presenza di Sua Altezza Imperiale e Reale il Principe Sigismondo di Asburgo Lorena, Granduca titolare di Toscana, Arciduca d'Austria, Principe Reale di Ungheria e di Boemia, celebrata da Sua Eccellenza Rev.ma Mons Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo Metropolita di Pisa. Questo accade il 9 novembre 2008.

Vien voglia di rimembrare la Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare di fantozziana memoria! 

Stride infine vedere nell'elenco delle cariche lui:


Il Cardinal Ravasi presidente del Consiglio della Cultura vaticana! Il noto biblista intrufolatosi dentro a questo contenitore di cariatidi ansimanti ricordi passati di cariche onorifiche senza oramai più storia né tantomeno dignità. 

Riconoscimenti di fine anno



mercoledì 27 dicembre 2017

Stantio


Messer Tronfio è in casa mia da quasi cinque giorni, trascorsi ad ossequiarlo, a riverirlo, ad omaggiarlo; mi sono infatti alzato da tavola solo per minzioni e soste votive al frigorifero, evitando sesquipedali manfrine di progettanti passeggiate, vita salubre e quant’altro potesse essere usato per sviare i dettami di Messer Tronfio. Egli, silente e fagocitante, ha fatto percepire la sua presenza attraverso l’eccitazione di grassi e strutti, facendo sobbalzare ravioli e cotechini dalle pentole, in segno di ossequioso saluto; fuorvianti sono state le richieste, soffuse, di uscite rinfrescanti, di tombolate devianti dal rispetto del rito culinario natalizio. Nelle profondità delle viscere il greve rumore scatenato dall’attività straordinaria degli organi, ha confermato la priorità del desco con la relativa e sana, secondo Messer Tronfio, sedentarietà.