Sul sito di Repubblica c'è uno sconvolgente documento, che potrebbe essere un falso, postato da Emiliano Fittipaldi, sul caso Emanuela Orlandi. È la lista delle spese sostenute dal Vaticano sino al 1997 per l'allontanamento della povera ragazza dai confini vaticani. Perché? Se fosse vero questo documento parrebbe confermare un'ipotesi a dir poco incredibile, che combacia con i numerosi viaggi a Londra di Agostino Casaroli, potentissimo cardinale dell'epoca. Nel secondo foglio c'è una riga che spiegherebbe tutto, sconvolgendo e realizzando l'impensabile: visita medica dell'Orlandi dalla dott.ssa Leasly Regan, nel reparto londinese di ginecologia...
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 18 settembre 2017
Segnalazione
Segnalo che un pregiudicato erotomane che fondò un partito con un tale attualmente in galera per concorso esterno mafioso, sta riscuotendo nuovamente fiducia, applausi, ovazioni ed è pronto a ritornare al potere per curare, come sempre, i suoi enormi affari. Ieri a Fiuggi, tra il tripudio generale ha detto:"Attendo dall'Europa di riavere completamente il mio onore per potermi presentare da uomo onesto."
Tutto qui...
domenica 17 settembre 2017
Precisazione
La pietà umana è giustissimo che si debba rivolgere a tutti i defunti, ad esclusione di dittatori bastardi di qualunque colore. Ma un conto è aver misericordia di giovani uccisi in guerra, di ambo le parti; un altro è manifestarlo ufficialmente, come propone Carmela Rozza, del PD milanese. La corona ai caduti della repubblica di Salò, se vuole, la deponga a titolo personale. E a tal proposito: viva l'antifascismo!
Interventista
Una piccola riparazione domestica assume, in uno come me, una nevrotica ed ossessiva fiera delle difficoltà, tale da offuscare nettamente quelle dello sbarco sulla Luna. Si trattava di riagganciare i fili della lampadina dentro il ripostiglio. Dopo un summit tecnico a cui la mia psiche ha preteso la presenza di Volta, Edison e vari ricercatori nipponici, ho pianificato l'azione, preparando nastro, forbici e scala. Per la fobia che ho nei confronti dell'energia elettrica avrei voluto distaccare tutto il quartiere, accontentandomi a malavoglia solo del mio interruttore generale. Dopo aver constatato di essere rimasto babbanamente al buio, ho acceso la luce del cellulare e, avvicinandomi ai fili staccati con la stessa diffidenza che avrebbe un normodotato a colloquiare con Salvini, ho iniziato ad attorcigliarli, grondando più di un palestinese preso a mangiare una mela in un giardino di coloni israeliani, consumando nastro isolante in quantità paragonabile a quella utilizzata per erigere un grattacielo a Dubai. Il tempo trascorreva implacabile tanto che i sofficini nel freezer ad un certo punto hanno cominciato a lamentarsi: "aloa? Datte una mossa che fa caudo!"
La manovra più azzardata è stata la spellatura del cavo elettrico, eseguita con una forbice normalmente usata per sezionare i tonni rossi post mattanza trapanese, con cui ho rischiato parecchie volte di amputarmi varie falangi e unghie, riducendo anche la lunghezza del cavo a qualche micron; ho finalmente concluso le operazioni, chiedendo sommessamente alla Madonna del Ghisallo (cit.) di concedermi la buona riuscita delle stesse, cosa avvenuta tra lo sconcerto generale. Rimettendo a posto il cantiere mastodontico eretto, con la riposizione di curiosissimi attrezzi preparati per l'occorrenza, tra cui spiccava una camera di compensazione, un violoncello e un tenda per sport estremi, mi sono fatto travolgere dalla soddisfazione, come se avessi appena steso i cavi sottomarini tra Asia ed Europa, fissando con sommessa curiosità un prossimo e probabile obbiettivo, la riorganizzazione casalinga del Wi-Fi, per il quale credo che a Palo Alto, stiano già organizzando novene propiziatrici con annessi digiuni e penitenze corporali.
sabato 16 settembre 2017
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