Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 20 dicembre 2016
La fine dell'allegro dibattito
Tecnologia a volte non vuol dire progresso. Prendiamo l'introduzione della moviola, chiamata Var, nel mondo del calcio.
Sparirà, certamente, un supporto incredibilmente variopinto ossia la discussione post partita generalmente recitata in un bar.
La certezza infatti non è di quel mondo, lindo e pulito, intendiamoci: nulla a che spartire con gli idioti violenti, formato dai milioni di saggi che popolano generalmente il ritrovo mattutino ricco di riti e che costituisce un fattore portante della nostra cultura casereccia.
Chi (a parte coloro che non si dileggiano in ques'arte) non è mai entrato in una petalosa discussione, unica nel suo genere tra profumi di caffè e rumorose vaporate riscaldanti il latte per il sontuoso cappuccino?
Entrarvici da vincenti è sempre un privilegio: far finta di nulla, evitando di cascare immediatamente dentro un conciliabolo, girare tra le sedie del locale con indifferenza tipica dei vincitori; viceversa, avendo perso, si tende a cambiare discorso, dribblando le quisquilie malvagie sparse in aere a mani basse dai goduriosi del momento.
E se la sorte decide di infarinare il tutto con un gol dubbioso, un misterioso atterramento in area, un pacchiano errore arbitrale, apriti cielo!
I minuti passano senza provocar agitazione, le acque vengono sminuzzate in infiniti rivoli, nessuno vince, nessuno perde, tutti s'infervorano.
Sparirà questo gusto calcistico, con il prossimo avvento tecnologico. Spariranno le battute sarcastiche, le diaboliche prese in giro, i rimandi al passato, le convinzioni mai uguali, le infervoranti visioni spudoratamente di parte.
La verità, la certezza, la sacrosanta deduzione da apparato tecnologico, evaporeranno le bellezze vocali, le riunioni infuocate, i commenti del lunedi.
Appurato il giudizio, che servirà parlarne?
Già m'immagino di divoratori di Gazza del lunedì: tristi, sconsolati forse inizieranno a macchiare di grappa il primo caffè!
A volte il popolino ed i suoi riti, sanno insegnare a molti la variegata attrazione scaturente da un'azione oramai dimenticata ed affossata da smartphone sempre più abbacinanti: il parlarsi; molto probabilmente a vanvera, ma pur sempre denominatore di umanità, fallace ma non per questo genuina e di conseguenza oramai unica.
Disastri lavorativi
Molto probabilmente è il brasato a guastargli le
sinapsi. Alcuni dicono che potrebbe essere la soppressata, altri i ripieni.
Certo è che tra una non diplomata e uno che va agli
esteri senza saper proferir parola straniera, il ministro Poletti fa sempre la
sua porca figura! Sua è l'impostazione alla voucher del lavoro italico, suoi
sono i risultati: a ottobre l'Inps registra 22mila contratti a tempo
indeterminato in meno, con un saldo nel 2016 di -265.125 unità e ben257mila
contratti a tempo determinato.
Suo è il provocar sconcerto, nostro, nel venire
a sapere che sono aumentati del 40% i contratti precari, arrivando a 667mila.
Suo è l'obbrobrio del nero che avanza, vulgo voucher: fino ad oggi ne sono
stati venduti 121milioni!
Quindi un jobs act (tutto ma proprio tutto fuorché
una legge di sinistra) che ha ridotto gli sgravi alle imprese italiane e
alimentato lo squallido traffico di voucher, instabili come le comparsate di
questo crasso ministro che oltre a rimanere al suo posto, come nulla fosse,
incunea in noi la speranza di vederlo magari un giorno partire per lidi
lontani, personalizzando conseguentemente l'indegna frase scappatagli ieri, tra
un boccone e l'altro! Adieu!
lunedì 19 dicembre 2016
Natale ad Aleppo
Lui non passerà delle feste felici.
Lui l'aria del Natale non la sentirà. Ha già udito suoni che noi non udiamo. Ha visto esplodere palazzi, ospedali, ha visto morti dilaniati, ha contato corpi, ha convissuto con la paura, con il terrore.
Senza colpa, senza motivo, perché su questo pianeta avrebbe dovuto avere le stesse gioie di tanti.
Molti suoi coetanei sono in questi giorni ebbri d'affetto, di carezze, di doni.
Che colpa porta con sé questo martire ancora respirante. Questo Cristo crocifisso dai nuovi aguzzini, che siamo noi, inteso come comunità umana, sconta pene e dolori solo perché i progetti politici di assassini in libertà, scontra con i suoi desideri di vivere la Vita.
Fino a quando dovremmo far finta di niente?
Fino a quando il nostro recinto sarà l'universo intero?
Come si può non provare compassione?
Un Natale amaro ci aspetta.
Con attorno molti preoccupati per l'abbandono di cani (che mi dispiace molto ad essere sincero, credo però che non siano priorità davanti a questo scempio, a questo massacro.)
Segnalazione
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sabato 17 dicembre 2016
Sotto la lente
Notate qualcosa dalle prime pagine dei maggiori
quotidiani italiani in edicola oggi? Notate un minimo comune denominatore?
Riassumo i fatti: a Milano, il sindaco Sala è indagato
e, onor suo, si è autosospeso.
A Roma tale Marra, uomo di Alemanno, dirigente del
Comune, è stato arrestato per fatti risalenti al 2013: ha preso soldi da
Scarpellini, costruttore romano che ha affittato a prezzi stellari palazzi
interi al Parlamento ad uso uffici. I soldi sono serviti per pagare un
appartamento al Marra.
Marra è fedelissimo della Raggi ma sino ad oggi non
aveva nessuna pendenza, nessuna indagine.
La Sindaca ha sbagliato
clamorosamente, forse ha messo una pietra tombale sul rinnovamento atteso da
decenni dalla capitale.
Ma non c'entra nulla con l'arresto del Marra.
Il
sindaco di Milano invece è indagato.
E' accusato di aver modificato date per
l'appalto alla famosa Piastra dell'Expo, la sagra agroalimentare più cara al
mondo.
Vi sembra che sia un'informazione leale, giusta, corretta?
Repubblica
pubblica la foto di Sala assieme alla Raggi, ma il titolone è esclusiva della
Dumbo de noantri.
Il Corriere della Sera, come cazzo avrà avuto il coraggio di
uscire in tal modo? Sulla sinistra c'è una colonna intitolata: l'Expo, i PM e
il gesto del Sindaco".
Ma non si spiega il perché del gesto, ovvero che
IL
SINDACO DI MILANO E' INDAGATO.
Questa è omertà. Questa è la nostra
situazione mediatica.
Non allego volutamente la prima pagina del Fatto
Quotidiano, a mio parere unico giornale libero in quanto, sorprendentemente,
risalta entrambe le notizie. Alla faccia di tutti questi cazzo di proni e
servili lecca penne, servilmente disponibili per la causa comune. Che non è la
mia.
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