lunedì 29 agosto 2016

Adieu!

Come non salutare colui che, di concerto con Mel, fu l'artefice, il motore, l'essenza del capolavoro comico per eccellenza, nettare della risata, effluvio satirico e pietra miliare del cinema?
Come non ossequiare la dipartita di un maestro espressivo del primo piano, di un trascinatore verso le vette irraggiungibili dell'ilarità che Frankestein Junior ci ha regalato e ci regalerà in perpetuo!?
Caro Gene ti salutiamo con affetto, immaginando ciò che provocherà lassù, il riunirti ad Igor, pardon: Aigor!

 

Nuova parola


E dopo il mieloso "petaloso", ecco arrivare un fantastico epiteto, questa volta coniato dal grande Chicco: webete!
Forse potrei esserlo anch'io... però ... a guardare in giro...

 

domenica 28 agosto 2016

Ma è possibile?


Questa giornalista, parlante e lavorante di fede, e la sua visione merceologica della preghiera, simile alla raccolta punti dei detersivi, questo farsi una porta santa come un lavaggio automatico all'auto, atterrisce, sgomenta. E soprattutto inquieta.

 

Programmazione


L'assessorato alla cultura di Alassio promuove un incontro con un novello scrittore. Benissimo. Ci chiediamo però, visto l'invitato, quando saranno programmate le altre manifestazioni in linea culturalmente, ossia:
 "Il rutto faraonico post-coca cola: antropologia e valorizzazione" 
e anche 
"La coltura e la cultura del fagiolo: scoro, penso e quindi sono" 
Così, tanto per organizzarsi...

 

Scalfari solitario


Scalfari nel suo editoriale elogia in nichilismo di Leopardi, ("avrei voluto leggere la sua poesia se fosse stato biondo ed aitante" disse una volta un mio amico all'ombra di un Negroni) la vacuità della felicità, la visione ateistica della morte, fine di tutto e soprattutto termine dell'umana sofferenza. Il nulla appagante, il vuoto colmatore dell'abisso di questa valle di lacrime. Cita pure S.Francesco che la chiamava sorella la di nero vestita con tanto di falce. Accosta il poverello, riconoscendolo mistico, a questo nichilismo filosofico, sentimentalmente poetico, una misticità simile al santo umbro. È uno scrivere azzardato, un'infiascare aria. Lo sfondo è chiaramente la sofferenza inspiegabile del terremoto, l'assenza del divino nelle morti di piccoli e grandi. Nessuno può spiegare. Forse Francesco D'Assisi può tornare utile per il suo amore verso le piccole cose, per i dettagli, per le gioie che scaturiscono da un sorriso, da un gesto, da uno sguardo. E se anche Leopardi, Scalfari, il nichilista pensano che l'attimo della felicità sia minuscolo rispetto alle sofferenze, che la speranza (cito: "la speranza, certo: quella che ti aiuta a campar la vita, ma le poche volte che si realizza dura poco più d'un respiro, che si tramuta presto in un sospiro.") aiuti a completare il proprio ciclo biologico, allontanando al contempo la voglia insana d'interromperlo, risulta possibile che, ri-modulando, ri-fasando, ri-tarando il sensore del nostro ego, si possa captare al meglio le piccole gioie quotidiane, perle molte volte date ai porci, tra una slide e una forsennata corsa dentro un iper centro commerciale. 
È scientificamente provato che se siamo qui è proprio perché questo pianeta è vivo, incazzato al suo interno, sbuffante vulcanicamente. E a volte si muove. Come prevenire, attutire, lenire questi tremiti è di pertinenza dell'uomo e del suo ingegno. A patto che percepisca le piccole gioie, scaturenti dal vivere una vita aperta agli altri. Nel rispetto e nella gratuità.

A proposito...


A proposito della ricostruzione post terremoto.

Sentite che ha detto...

"Questa sarebbe una bella botta di ripresa per l’economia perché pensi l’edilizia che cosa non potrebbe fare”, “darà lavoro a un sacco di gente” 

Sempre meno vespa, ma più vespasiano che mai!

 

Differenze


Modi di partire, differenti. Come quelli dei vigili del fuoco, dei volontari della prevenzione civile che hanno salutato le loro famiglie, i loro affetti per andare nelle terre dilaniate dal dolore. Impavidi, umani, reagenti alla sciagura, per cercare di riseminare bene laddove la polvere, le incrostazioni malvagie, le reiterate inadempienze edili o l'antichità stessa han permesso tale scempio.
Modi di partire diversi. Come quello di Massimiliano Musella, pluri pregiudicato napoletano, anch'egli messosi in viaggio per Amatrice, forse, anzi spero, non salutante nessuno, munito solo di un cacciavite. Per forzare serrature di abitazioni lasciate in fretta e furia. Per razziare, per deturpare ulteriormente la vita già affranta dalla violenza sgorgante dal sottosuolo.
Modi di partire diversi. Visioni opposte. Bene e male. Solita lotta. Come quella che verrà. 
Se la scossa fosse avvenuta tra una ventina giorni, di mattina, saremmo qui a piangere un'ecatombe di bimbi, stritolati dentro la scuola sbriciolata di Amatrice, dichiarata antisismica, pagata per antisismica, inaugurata come antisismica. Ed il paterno "non vi lasceremo soli" di Mattarella ai funerali di ieri, deve conglobare anche quello: i colpevoli merdosi, dal costruttore al controllore, devono finire in galera. Coloro che nell'oscurità stanno sbavando per il grande affare della ricostruzione, dovrebbero aver chiaro in mente un concetto, che neppure il più capace e distorcente realtà in modalità azzeccagarbugli, l'avvocatone tipico dei ricconi, potrà evitargli: se costruirai merda per oro, se metterai sabbia al posto del cemento, finirai in galera. 
Modi di partire diversi, di iniziare, di porsi davanti alla sofferenza. Anche se tra un Musella con il suo cacciavite e uno che costruisce una scuola in cartone e chi, controllando, certifica l'antisismicità, differenze non se ne vedono.