Pare che vedendo questa foto, Manzoni abbia testé dichiarato: "se l'avessi saputo al tempo, avrei fatto il macellaio, tra l'altro un'occasione per conoscere anche Carne...ade!"
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 1 giugno 2016
Confronto
Ho seguito il confronto elettorale su Sky per la poltrona di sindaco di Roma.
Che reazione ho avuto?
Di sentirmi, assieme a tanti, un infausto coglione.
Da tempo immemore.
Sentirli, queste marionette, promettere interventi drastici sugli eterni problemi della Città Eterna, mi ha infuso questa certezza: lor signori lo sanno di parlare a dei coglioni.
Come se i problemi fossero usciti dalle catacombe o durante gli scavi della metro! Come se non fossero stati loro, nel senso di casta, di persone ondivaghe impegnate dai primordi della loro carriera a prendere per il culo gli altri, che siamo noi, di ribattere su promesse fatte precedentemente e mai realizzate, con nuove e maggiori fandonie purtroppo sempre accalappianti i babbei in pectore, ossia il popolo lavoratore ed impegnato a sbarcare il lunario.
Lor signori sanno che galleggia un'ignoranza frutto di una combinazione, una macchinazione perfetta, consistente in un mix di programmi demenziali sparati via etere per addormentare coscienze e la lotta quotidiana per non soccombere economicamente, una miscela che trascina cuori e menti lontani sia dai problemi che dal ricordo delle nefandezze compiute anni addietro da quella invereconda società a delinquere che a volte, con generosità, chiamiamo politica.
Eh ma non tutti sono così diranno gli speranzosi.
Certo. Non tutti son così.
Tanti però lo sono. E sono disposti a ripartire, sapendo che abbiamo dimenticato, sono pronti a ripromettere benessere, calo di tasse, pulizia, ordine, affinché votiamo la loro lista.
Prendete questi di ieri sera: nessuno che abbia chiesto scusa del fatto che la Capitale d'Italia è in mano alla malavita organizzata.
Nessuno che abbia ammesso che quel debito, 13 miliardi, costruito negli anni, difficilmente si potrà estinguere. Nessuno che si sia scusato del fatto che ogni anno, i non romani, mettono mano al portafogli per evitare la disfatta, la caduta rovinosa, il default di Roma, attraverso una specifica legge che permette ai lestofanti del Campidoglio, di continuare nella razzia.
Nessuno che, ammettendo in sincerità lo sforzo sovrumano, abbia dichiarato che il sindaco della Capitale dovrà prima di tutto pensare a non prenderle, ossia dichiarare bancarotta.
Tutti a sparare promesse, investimenti, miglioramenti.
E noi, anzi parlo per me, ed io come un babbeo circense, li sono stati anche ad ascoltare.
P.S. Come avrete notato non ho levato dal mazzo la candidata Raggi dei 5stelle. Non perché anche il movimento sia della stessa pasta, tutt'altro.
Solo che reputando la sfida troppo alta, drammaticamente difficile, per una ragazza così inesperta, fuori da sempre dalle lotte tra i gladiatori del male, credo non sia riuscita ad emergere bene e nettamente durante la campagna elettorale.
Avrei preferito un quasi esperto, alla Di Battista.
E comunque se fossi romano, voterei Raggi.
Tiè!
martedì 31 maggio 2016
Number One
Gaspare Galasso, un ragazzo italiano che eccelle in un'arte, a volte fastidiosa, che richiede ingegno e soprattutto tanta faccia tosta.
Quale?
L'imbucato!
Anzi il re degli imbucati! Guardate sabato scorso dov'era al Meazza di Milano!
Tralasciando il perché faccia tutto questo, Gaspare ha ridicolizzato il sistema di sicurezza per una manifestazione importante com'è la finale di Champions.
Guardate anche il video Gaspare frega la security
C'è da rimanere basiti!
E se fosse stato uno che aveva in mente di fare del male?
domenica 29 maggio 2016
Eccezione
Mica vero quel che sentenzia Schopenhauer (vorrei chiarire che non sono tanto acculturato da citarlo perché ne abbia letto opere o tantomeno discusso di lui ad una verticale di Krug come fanno certi intellettuali, specialmente di sinistra, per darsi tono e scroccar provvigioni mentre, attorno al loro gracchiare, ideali fondanti sinistra e visioni di uguaglianza, vengono calpestati come merde di vacca ancora fumanti e da essi completamente ignorati, tra un prosit ed un ruttino post bollicine, per lauto compenso o scrivania in mogano. Mi è capitata una sua frase, in Cosmo di Michel Onfray (si questo lo sto leggendo ed è un gran bel libro))
Che diceva lo Schop? "Il desiderio non mantiene mai le sue promesse."
Mi permetto di contraddirla Schop!
E ritorno per questo ai pensatori moderni, a certi critici sbarcanti il lunario, a questi fruitori di visibilità per posizionare grani d'incenso sull'altare al dio Ego.
A questi sudditi del magnetismo deviante proprio pensiero, per il potere di turno.
In particolare la frase di Schop mi focalizza su uno, l'Eterno Scocciato, uno che ha sempre quell'atteggiamento tipico di chi, dopo una corte spietata ad una gnoccona epica, dopo aver speso denari in regali e cene, fortune per poterla conquistare, mentre lo schiocco della giarre sentenzia che il momento bramato (più che un neurone dalla Picierno) parrebbe finalmente giunto, costui viene rapito nel bel mezzo da un'invasione aliena.
Non è mica vero, filosofo Cacciari, che il desiderio non mantenga le sue promesse!
Dopo che lei ha annunciato di votare Si alla riforma costituzionale anche se, a detta sua, è palesemente una puttanata, avevo un grande desiderio, promettente pace e rilassatezza con me stesso: mandarla a cagare!
E dopo che l'ho fatto, il desiderio ha mantenuto le aspettative!
Scusa, Schop!
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