lunedì 15 febbraio 2016

Bang bang!

Due detenuti evadono dal carcere di Rebibbia a Roma, segando le sbarre e calandosi con le lenzuola.

Il sottosegretario alla giustizia, giunto in diligenza da Tucson, ha smentito l'ipotesi che le carceri italiane siano insicure.

Il ministro della Giustizia invece, raggiunto nel saloon principale, ha rassicurato tutti i presenti sulla cattura dei due evasi.

A queste parole le colt di tutti i presenti hanno sparato colpi in aria, in segno di festa!

domenica 14 febbraio 2016

Matematicamente

Finalmente la matematica viene in aiuto a tutti i maschi che, vivendo da soli, devono stirare!

Teoria del Riposizionamento del Dr W. Kettefrega (ed. Staminchia cap XII par 12)

Una delle maggiori applicazioni alla teoria si manifesta nel bucato.

I calzini ad esempio si spaiano secondo la seguente formula:

X= n/z cotangente p

ove n è il numero di calzini totali posseduti, z quelli che si crede aver messo in lavatrice e p il numero di scarpa posseduto.

La teoria pone l'accertata possibilità che ogni due lavaggi, si possa avere una nuova coppia di calzini, nata dallo spaiamento di cui sopra.

Posto l'enunciato appena proposto, la teoria del Riposizionamento esclude che si debbano stirare la seguente tipologia di capi di abbigliamento:

calzini

mutande

maglie della pelle

Per le camice la teoria propone la seguente formula

X= n+w {e/c•3z}

dove "n" sono le passate del ferro sulla camicia, "w" l'uso del vaporizzatore, "e" il tempo che intercorre dalla salita in auto, "c" i gradi di temperatura e z il coefficiente di probabilità esponenziale di uso del maglione.

Resta chiaro che con l'uso dell'auto unito alla rigidità del clima la camicia andrà stirata solo per un raggio di 6 cm a partire dal colletto se il maglione è a girocollo, 16 se è a "V".

Ai polsi il fattore rimane di 8 cm.

La formula S = Z/L

dove Z è il numero di camice e L è la lavanderia che essendo esponenziale acquista un valore atto a portarvici le camicie a stirare nell'unico caso teorizzato: ove abbiate una storia con la proprietaria della lavanderia.

Incompetenza

Ci fosse un premio che unisca incapacità e inadeguatezza al ruolo politico, la ministra Stefania Giannini lo avrebbe vinto a mani basse. Giannini sta al ministero che presiede, quello dell'istruzione, come Cracco alla psicoanalisi. L'impreparata si è complimentata per il successo dei ricercatori italiani, i quali si sono piazzati al terzo posto dopo Germania e Regno Unito, acquisendo fondi per la ricerca a mani basse. Peccato però che gran parte di loro lavorino all'estero e conseguentemente le borse europee finiscano nei paesi ove i premiati svolgono le attività. Alla Giannini ha risposto alla grande una ricercatrice, la linguista Roberta D'Alessandro con le seguenti parole:

"Ministra, la prego di non vantarsi dei miei risultati.


La mia ERC e quella del collega Francesco Berto sono olandesi, non italiane. L'Italia non ci ha voluto, preferendoci, nei vari concorsi, persone che nella lista degli assegnatari dei fondi ERC non compaiono, né compariranno mai.

E così, io, Francesco e l'altra collega, Arianna Betti (che ha appena ottenuto 2 milioni di euro anche lei, da un altro ente), in 2 mesi abbiamo ottenuto 6 milioni di euro di fondi, che useremo in Olanda. L'Italia ne può evidentemente fare a meno.

Prima del colloquio per le selezioni finali dell'ERC, ero in sala d'aspetto con altri 3 italiani. Nessuno di noi lavorava in Italia. Immagino che qualcuno di loro ce l'abbia fatta, e sia compreso nella sua "lettura personale" della statistica.

Abbia almeno il garbo di non unire, al danno, la beffa, e di non appropriarsi di risultati che italiani non sono. Proprio come noi.

Vada a chiedere alla vincitrice del concorso per linguistica informatica al Politecnico di Milano (con dottorato in estetica, mentre io lavoravo in Microsoft), quante grant ha ottenuto. Vada a chiedere alle due vincitrici del concorso in linguistica inglese, senza dottorato, alla Statale di Milano, quanti fondi hanno ottenuto. Vada a chiedere alla vincitrice del concorso di linguistica inglese, specializzata in tedesco, che vinceva il concorso all'Aquila (mentre io lo vincevo a Cambridge, la settimana dopo) quanti fondi ha ottenuto. Sono i fondi di queste persone che le permetto di contare, non i miei."

Sarà meglio che s'informi meglio ministra Giannini! E che studi di più! (questo l'ho scritto io)


 

Maremma...


La banca del su' babbo elargì prestiti superiori ai tre milioni di euro a circa duscento loschi figuri, maremma boschi! È questi duscento persone i soldi non li han potuti ridar indietro maremma mariaelena!

E poi l'han fatto anche il fido in conflitto d'interessi a 13 amministratori e 5 sindaci per un totale di 198 posizioni, la budella de su' ma'!
E sempre la banca del su' babbo l'elargì 1,8 milioni di liquidazione al direttore Bronchi, quando già l'aria s'era fatta a frittole, maremma ne' boschi!! 

E l'han firmato anche un premio ai dipendenti da du' milioni e mezzo consulenze esterne per 17 milioni, maremma aretina!

L'è proprio un puttanaio e le ci vo' l'ingiuria per definì' sta cazzo di banca Etruria, maremma sempre né boschi!

sabato 13 febbraio 2016

Buongiorno

In questo tempo quaresimale, tempo di conversione, di nuova sintonizzazione con sé stessi, è essenziale una presa di coscienza dello stato personale, dei progetti, degli obbiettivi, della riqualificazione dell'io.

Colpisce una frase del salmista molto idonea, descrivente lo stato di delusione imperante che m'avviluppa da tempo immemore:

"fallirono come un arco allentato"

C'è tutto in questa frase: l'arco non più teso è simbolo perfetto di quanto avrei potuto fare, senza riuscirvici.

Nella quotidianità sfinente ed assonnante se non si percepisce la novità flebile, fievole, l'infinitesimo rivolo di salutare brezza di bellezza, l'arco si allenta e non tendendosi più, provoca una rigidità interiore simile ad un filetto in crosta, celante la propria fragranza dentro uno scrigno da rompere per ottenerne delizie papillari.

L'arco allentato scatena delusione, disillusione e mestizia nel prossimo, necessitante delizie atte a proseguire il cammino. È responsabilità di ognuno tendere cuore e mente, basilari per ri-scoccare frecce di umanità, lampi traccianti il sentiero da percorrere insieme.

venerdì 12 febbraio 2016

Grande articolo di Gramellini


Allego uno stupendo articolo di Massimo Gramellini, dal giornale La Stampa

InsuperAbile

di Massimo Gramellini

Commentando il ciuffo a banana esibito dal pianista Ezio Bosso sul palco di Sanremo, il sito satirico Spinoza ha scritto: «È davvero commovente vedere come anche una persona con una grave disabilità possa avere una pettinatura da coglione». La tanta Italia che ha scoperto Bosso soltanto l’altra sera si è indignata, ma lui no. «Perché cerco di pettinarmi da solo» ha risposto, e anche i provocatori di Spinoza hanno dovuto concedere l’onore delle armi a quest’anima enorme, capace di prendere in giro la malattia degenerativa che gli ha invaso il corpo senza riuscire a intorbidirgli i pensieri. 

Essere sfottuto è meglio che essere compatito: ti fa sentire normale. Ma chi l’altra sera lo ha ascoltato parlare e suonare - come la giovane orchestrale con gli occhi umidi inquadrata più volte dalla regia, in cui ci siamo riconosciuti un po’ tutti - non era mosso dalla compassione. Semmai dalla meraviglia. La stessa che un bambino prova davanti al mistero. E qui il mistero è l’uomo, quest’essere fatto di fango e di stelle che non trattiene niente eppure contiene tutto, anche se spesso se ne dimentica. Poi una sera a Sanremo, dopo una silhouette perfetta e una bocca rifatta, spunta uno di quei «diversamente abili» dinanzi ai quali per strada giriamo educatamente la testa ed estrae l’universo dal suo corpo straziato. Allora accade un piccolo miracolo e persino lo spettatore più cinico percepisce confusamente che Ezio Bosso non è un uomo con le spalle al muro. È l’uomo che oltrepassa il muro nell’unico modo possibile. Volando. 

Numeri per l'infinito


Diamo un po' di numeri per capire la scoperta annunciata ieri, l'esistenza delle onde gravitazionali.

Il 14 settembre 2015 alle ore 10:50:45 ora italiana, due punti di ricerca, per meglio capire immensi orecchie captanti i flebilissimi segnali derivanti dalle onde gravitazionali, predette dal mitico Einstein 100 anni prima, rilevavano questa situazione:


Il sistema Ligo di due punti differenti negli Usa, inequivocabilmente rilevava delle onde che avevano viaggiato per 410 milioni di Parsec e siccome un Parsec equivale a 3,26 anni luce, queste onde avevano percorso
1.264.631.234.968.520.460.000 chilometri!!!
Ovvero 1miliardo e 265milioni di miliardi di chilometri!!!!

Mamma mia! 
Queste onde dette appunto gravitazionali, modificano il piano spazio-tempo e per avere un'idea della loro infinitesima sono nell'ordine di un miliardesimo della grandezza di un atomo.
Praticamente abbiamo, come umanità, acquisito anche il senso dell'udito per cercar di comprendere l'Universo, del quale al momento conosciamo soltanto un 5%.

Mi sembra che quanto detto basti per comprendere la meravigliosa certezza dell'esistenza di quanto predetto da Einstein un secolo fa! 
Sufficiente soprattutto a farci sedere in poltrona, esausti, al fine di discernere ciò che è utile per noi e scartare tutte le microscopiche baggianate che molte volte facciamo diventar macigni e che ci rovinano questa vita, già difficile ed infinitesimale, difronte al Creato. 
Per ultimo ecco una foto ritoccata ad arte, riassumente quanto appena detta e celebrante il sommo Albert, genio indiscusso della storia umana.