lunedì 12 ottobre 2015

Memento

Che possiate trovare in sovrabbondanza serenità e giustizia, negatevi da e in questo mondo.

Riposate in pace Fratelli!

 

domenica 11 ottobre 2015

Sulle note di Paolo Conte

"Con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così

che abbiamo noi quando guardiamo Orfini..."

Iniziò la sua carriera politica all'ombra del velista baffino ora viticultore, per poi divenire giovane turco e per quattro anni reggere il circolo PD Mazzini dei Prati in Roma, senza accorgersi di nulla, senza sospettare di alcuno, senza aver sentore che attorno a Orfini, Roma veniva mangiata da rossi, neri, cattolici, monsignori e naturalmente cooperative cielline, libere da impegni fastidiosi in quel di Rimini.

Successivamente illuminato sulla via di Rignano, Orfini ne è divenuto alfiere, ricevendo l'incarico di Commissario Straordinario del partito Democratico a Roma, infestato ed inginocchiato dalla corruttela malavitosa.

Ogni volta che vedo Orfini, misteriosamente, s'innescano in me sintomatologie latenti, quali gonorrea, herpes e dolori scrotali.

Con quella faccia un po' così infatti Orfini mi appare come l'amico, diventato poi ex, che giura di non saper nulla di nulla su nulla, per poi alla prima occasione confermare versione ed appoggio al forte di turno.

Orfini è quello che trovi all'inizio di una coda per un concerto che ti rassicura di come i biglietti ancora non siano stati messi in vendita, per poi vedertelo in prima fila, con faccia godereccia.

È il vicino di casa che telefona anonimamente alla polizia per lamentare un tuo errore condominiale, per poi solidarizzare con te contro lo zelo dei multanti.

È il vicino di studio in biblioteca sganciante un silenziosissimo ma vomitevole peto che ti fa protestare ad alta voce, atto che scatena in lui la segnalazione per disturbo della quiete all'inserviente, con tua immediata cacciata dal luogo.

Subdolo, tessitore alla massone, sorridente con siero venefico al seguito, mimetizzatosi in attesa di appendersi alla tua giugulare, pacifico nei talk show ma irriverente nei confronti di chi non la pensa come lui mediante lancio di sorrisini sfottenti, Orfini rappresenta il compendio di tutto quello che non si deve fare per mantenere in auge la propria dignità.

Ditelo ai bambini:"comportati bene, sii te stesso, altrimenti rischi di diventare un Orfini!"

 

Chiacchierii

Milano, hotel in centro. Simpatica chiacchierata tra due clienti.

 

A passo D'uomo

 

sabato 10 ottobre 2015

Click!




Passeggiare in Piazza Moviola (ex piazza Verdi) con qualcosa di semplice e di non appariscente è pur sempre bello! 
Sorge un dubbio: non è che lavorando alla Stabilo Boss sia finita dentro al preparato per gli evidenziatori gialli?

Per 1317 miliardi di dollari

Il Cinema americano ha modificato la sua linea politica: dal vestire come cattivi i poveri pellerossa (con John Wayne che li sterminava facendoci godere all'epoca perché incoscienti e disinformati sul trasloco forzato a cui furono obbligati i poveri indiani, che lasciarono terre e vita), gli Usa si sono trasformati in buonisti, leccando poteri forti a cui devono moltissimi dollari.

E' il caso di "The Martian" film di Ridley Scott con Matt Damon. Curato nelle scenografie, ottimo nella regia ed fluido nella narrazione, a mio parere si genuflette un po' troppo verso il potere cinese a cui i stelle&strisce tra l'altro debbono qualcosa come 1317 miliardi di dollari.

Infatti fa un certo effetto vedere nel film come da un errore di progettazione della Nasa e la successiva disperazione di Houston, arrivino istantaneamente in soccorso i neo benefattori made in China, dipinti nel film come filantropi, caritatevoli ingegneri, disponibili a partecipare ad operazioni coinvolgenti tutta l'umanità, bugie colossali visto la continua limitazione delle libertà individuali in Cina, la chiusura ad ogni richiesta di collaborazione fattiva in ambito d'inquinamento, per via dell'apatico menefreghismo con cui i cinesi affrontano tali problematiche ("chezzi ameri" detta alla Banfi) infischiandosene del conseguente riscaldamento globale.

Ma si sa, il soldo ed i debiti abbattono politiche e convincimenti.

Duole constatare come il buon Ridley Scott sottostia a questo diktat al miele d'acacia, a questa subdola smanceria, simile a grattare un gattino sulle ginocchia in un meriggio autunnale.

Regole


Strano, stranissimo, stramaledettamente astruso quello che molto probabilmente accadrà al Campidoglio! 
Rischia infatti di verificarsi una di quelle anomalie politiche divenenti oggetto di discussione per i prossimi anni.
Lasciando stare il dimissionario Marino ed ammesso che egli si dimetterà, proiettandoci verso le elezioni comunali della prossima primavera, s'intravede un qui pro quo apparentemente dannoso, venefico. 
Di che parlo? Se il Movimento 5 Stelle candidasse il deputato Di Battista, avrebbe la quasi vittoria certa in mano. 
Questo movimento però si è dato delle regole.
Si, avete inteso bene: delle regole. Applicheranno quasi sicuramente il loro regolamento interno che vieta a chiunque se già eletto a qualsivoglia carica politica, di dimettersi per gareggiare in un'altra sfida elettorale. 
Pertanto Di Battista, secondo queste regole, non potrà candidarsi a Sindaco di Roma.
Apriti cielo! Tantissimi commentatori si stanno in queste ore scatenando, lanciando strali e fulmini all'accoppiata Grillo-Casaleggio!
"Perderete anche questa possibilità!"
"Di Battista vincerebbe a mani basse!"
"Siete ottusi! Non vedete ad un palmo dal naso!"
"Getterete questa occasione alle ortiche! Il treno non passerà mai più!"

Mi schiero totalmente a favore del regolamento, sapendo che il rischio di perdere le elezioni da parte del M5S omettendo il nome di Di Battista, sia enorme. 

E mi spiego: da vent'anni a questa parte è in atto, subdolamente, un meccanismo deleterio per le istituzioni, ricalcante il classico atteggiamento della malavita organizzata. Un moto silenzioso aggirante e dileggiante le regole che la società civile si costruisce per consentire una vita sociale degna di questo nome. 
L'aggiramento parte dal basso, come è ovvio: parcheggiare la macchina in zona disabili esponendo un tesserino falso, gettare la spazzatura alla cazzoecampana infischiandosene della raccolta differenziata, entrare in zona pedonale fingendo di essere un medico, saltare code e file agli sportelli trasformandosi da uomo ombra, essere ricevuti in tempi record da un primario perché si conosce il fratello dell'amico della suocera dello zio della filippina, scroccare entrate a teatri, stadi e cinema mediante amicizie, mettere biciclette sul pianerottolo fregandosene dei regolamenti condominiali, comprare abbigliamento in saldo due mesi prima grazie all'amicizia con la commessa, viaggiare gratis sui treni controllando il controllore e i suoi movimenti, trovare biglietti per eventi mondani o di spettacolo evitando code ed attese grazie al solito amico, riempendo teatri ancor prima dell'apertura delle vendite dei tagliandi, sorpassare a destra, sorpassare alla cazzo, ridere di chi paga il canone TV, insomma chi più ne ha, ne metta! 
E siamo dicevamo alle piccole cose. Ma il pensiero comune, l'adagio per il riposo intellettuale generale, parte proprio da qui, degenerando in progressive fregature per la derisione di regole, arrivando alla Madre di tutte le azioni inique, atteggiamento primordiale, l'evasione fiscale.
La degenerazione sta raggiungendo altezze inaspettate; aprendo la tv e guardando notiziari ci si accorge, oramai a malapena, di questa corsa esponenziale verso la barbarie istituzionale: assessori che mangiano, a volte si vestono anche di intimo, a sbafo presentando scontrini falsi e mortificanti la società; intrallazzi con lobbies aggiranti leggi e norme in nome del profitto e della corruttela, risa e malvagità verso i malati per una sanità che trasgredendo e fagocitando risorse comuni, lucra per gonfiare l'esercito di nullafacenti che in ogni piazza vive alla grande, facendosi pure ammirare di cotanta opulenza! 

Tutto questo per dire che le regole devono necessariamente essere rispettate, da tutti, al fine di invertire questa comune idea che tutto alla fine si aggiusta anche se si scavalcano concetti ed ordinamenti, egoisticamente. 
Dobbiamo rifar soffiare il vento giusto dei paletti inamovibili, delle prescrizioni da rispettare sempre e ovunque. Se non altro per educare le nuove generazioni ad una sana vita pubblica. 

Ed allora si! Il rischio di non vedere il Primo Cittadino del Movimento 5 Stelle insediarsi al Campidoglio è grande. Di Battista però fa benissimo a rispettare le regole! 
E quello che tormenta gli animi è un aspetto sottile ma basilare:
il Partito Democratico, famoso oramai per essere uno specialista nel non rispettare ideali, promesse e soprattutto regole, tifa per la scelta dei grillini di sottostare ai dettati regolamentari. 
Vi rendete conto dell'assurdo?
Nervosamente aspettano le scelte di altri, sperando in un rispetto delle regole, per avere speranza di ritornare al potere e riprendere il gioco nauseante ed al massacro, per rivitalizzare il mercato subdolo e convivente con la malavita organizzata, depredante risorse e giustizia, di questa capitale romana, specchio di una nazione sempre più allo sbando!
Checché ne dica Orfini e la sua faccia tipica di uno appena arrivato da Saturno!