venerdì 6 settembre 2013

Lettera



Ricevo e volentieri pubblico:


Egregi,

la nostra categoria è allarmata dal costante tentativo italico di insidiare la nostra specializzazione.
Mio fratello ed io restiamo basiti nell'ascoltare notizie e commenti che ci mettono letteralmente in ansia per il proseguo delle nostre attività.

Il descrivere un condannato come un perseguitato, il gettare panico nella popolazione invocando la modifica di leggi fatte solo pochi mesi prima dagli stessi contestatori, risulta essere un tema che nemmeno noi avremmo potuto fantasticare.

Altro esempio lampante di ciò che sta minando la nostra professionalità è il togliere una tassa per far piacere ad un nano veneziano, che noi nei nostri racconti mettiamo sempre in cattiva luce essendo di natura maligna, e ripresentare gli stessi balzelli sotto altre forme facendoli pagare ai meno abbienti, costituisce motivo di imbarazzo per tutta la nostra categoria.

Infine il predicare in maniera assolutamente fallace, la ripresa economica ed il benessere di tutti, lede con imbarazzo i nostri principi di categoria.

Diffidiamo pertanto tutti coloro che in qualche modo prendono per il culo la collettività a sospendere questi racconti dannosi per la nostra categoria la quale soffre pesantemente dei tantissimi tentativi di plagio italiani.

Con immutato affetto.
I Fratelli Grimm

giovedì 5 settembre 2013

Sindrome da sottomarino



Sindrome da sottomarino.
Ne soffro da parecchio tempo. Mi assale ogniqualvolta si verifica un connubio di eventi tali da farmi scendere la catena mentale.

Non credo sia malattia riconosciuta, ma conosco i sintomi. Ne soffro da quando persi la finale con il Liverpool dopo essere stato in vantaggio per 3-0 alla fine del primo tempo.

In questi giorni ho avuto una ricaduta. I motivi?

In genere la scatena lo stop del campionato, la Gazza che parla di cazzate per riempire le pagine, il caffè che scopro fare schifo, dopo che sono dieci anni che lo bevo al solito tavolino.
Gli elementi che lo scatenano sono attorno a me. Ne elenco alcuni: MInzolini che rilascia dichiarazioni politiche, l'intervistatore lo chiama senatore, lui parla di grandi progetti, di libertà, di ingiustizia da combattere.
Lui. Che trasformò un TG1 in un programma per ragazzi, di una "leccataggine" assordante.
Le poche volte che ebbi la sfortuna di vederlo, incondizionatamente pur essendo le 20 di sera mi preparavo pane e nutella.

Schifani che parla di complotto per difendere l'Indifendibile, che arrocca la scacchiera e rivolta le enormi colpe del troiume del suo partito furfantesco verso i finti oppositori piddini ora al governo con il Lestofante.

Sindrome da sottomarino, fase acuta!

Parlano i nuovi Bernardo, servi muti di Zorro.
Parlano e non dicono nulla.
Santanchè, Verdini.. Verdini un miracolo vivente perché riesce ancora ad essere libero di sparare cazzate con alle spalle casi di truffa ed abuso finanziario da far impallidire Mardoff.

Parlano, incitano alla violenza, sognano la caduta del finto governo Scendi-Letta incuranti del male che provocherebbero al paese. Se ne infischiano della collettività, pensando solo a tenere in vita il cinese liftato e delinquente, unico scoglio che gli consente di respirare ancora.

Sindrome da sottomarino!

Al pensiero di dover ricominciare da capo, di risentire una campagna elettorale con tutte quelle fauci aperte a sparare menzogne, a promettere il nulla, a ridere di tutti noi, la sindrome prende il sopravvento e mi induce in tentazione di correre in arsenale per cercare un imbarco in un sottomarino, con la voglia di navigare nei fondali per mesi lontano da tutto.

Leggo la cronaca locale: in attesa del nuovo ospedale (finiranno prima la linea ferroviaria per Parma o il Felettino?) continuano a restaurare padiglioni, spostando come in uno squallido monopoli reparti tra i tre ospedali. Ieri è caduto un soffitto di nefrologia, restaurato solo due anni fa!!
Nessuno dice nulla, nessuno chiede ad esempio: quanto ci state derubando con queste manovre squallide per muovere lavori edili che non servono a un cazzo se non a farvi rientrare liquidi in tasca???

Sindrome da sottomarino.

Passeggio per il centro e guardo due delle pochissime piazze chiuse per lavori da fare assolutamente non per il decoro, ma per i fondi che servono per coprire i buchi Acam. Quest'inverno per passeggiare, per respirare non ci resterà che il molo Mirabello, vera opera politica sociale per il bene di tutti, miliardari inclusi, o le Terrazze sogno di tutti gli spezzini, che sono due milioni viste le dimensioni del centro che inculca sempre più nelle cervici dei giovani il grande ideale che se vuoi essere felice devi comprare qualcosa, anche la più inutile e insensata!

Spero passi. 
Nel frattempo cerco qualche Ottobre Rosso che mi ospiti per rimuginare negli abissi sul perché la biologia continui a tenere in vita settantasettenni con capelli di tabacco marcio in testa, deleteri per tutta la collettività!

martedì 3 settembre 2013

No, no! Non ce la faccio!!



No, non posso! Lo avevo giurato!

Ma lascia stare i giuramenti! Sai che in certi campi giurare è inutile.

No, non posso! Farei un piacere al maiale.

Ma lascia stare il maiale! Sai bene che al cuor non si comanda!

Quello è vero! Ci sono cose che travalicano la ragione.

Bravo! Sei stato contento, giusto?

Si! Lo ammetto! Quando l'ho rivisto mi si è riaperto il cuore! E' sempre lui. Mi sono venute in mente le accelerazioni magiche, le stelline che vedevo quando innestava la quinta!

Senti, ma non avrai mica....

Si! L'ho fatto! Ho controllato che non ci fosse nessuno in giro e l'ho cantato. Erano anni che non lo facevo. Pensa che l'ultima volta che lo udii, lo cantarono i cugini per scherno. Io ero presente al dramma! Quattro pere ci diedero, una delle serate più tristi della mia vita! E lo cantarono ridendo, sbeffeggiandoci...

Dai su, coraggio che si ricomincia!

Quando succedono queste cose, il fallimento è probabilissimo, ritornare non è mai un bene. Però rivederlo è stata una gioia immensa.

Quindi tornerai ...

Avevo giurato di non commentare, di non dire nulla per non portare acqua al mulino del Malfattore! Ma adesso come faccio? Mi han toccato il cuore!! Pensa che sempre l'ho seguito, sapevo che anche lui non era felice. Infatti ha detto di essere tornato a casa!! Sing! Sniff!

Che fai piangi?

No, ma mi commuovo. Spero di rivederlo volare, di rivedere il 22 che scorrazza per l'aere lanciando cioccolatini di arte e di bellezza a tutti i presenti.

Quindi?

Quindi non riesco a tenerlo dentro! MI spiace, sarò uno spergiuro ma è proprio vero che certi amori non finiscono!!! E allora ... SIAM VENUTI SIN QUA, SIAMO VENUTI SIN QUA... PER VEDERE SEGNARE KAKAAAAAAA!!!!!

lunedì 2 settembre 2013

Finalmente!


Ignoranza sportiva


A volte basta poco per rendersi conto di un problema, altre volte no. 
Ieri sera al termine della partita Roma - Verona alcuni facinorosi (perché non chiamarli con il loro nome ovvero coglioni?) hanno aspettato che passasse il pullman della squadra veneta per prenderlo a sassate, spaccando alcuni vetri dell'automezzo. 
A Roma ci sono 4 o 5 radio che 24 su 24 parlano di calcio, anzi della Maggica o della Lazio. Come facciano a parlare tutto il giorno su una squadra di pallone, resta un mistero. 
Quello che è chiaro invece è il segnale che proviene ancora una volta dal mondo del calcio: il virus dell'imbecillità continua a mietere esseri umani. 
Niente e nessuno potrà fermare questa strage di neuroni, questa desertificazione dell'Essere, questo imbarbarimento sociale figlio di stagioni di TV dannosa come non mai, di radio come quelle sopra descritte, d'impoverimento culturale in alcune zone abissale.  
Persone che tramano di nascondersi dietro cespugli armati di spranghe, sassi e molotov sono lo specchio di una realtà che attorno a noi pare prendere il sopravvento.
Non necessita neppure la repressione per evitare questi episodi squallidi, la punizione giusta servirà per calmare momentaneamente l'arsura distruttiva dentro loro, che alimentandosi nel quotidiano alle fonti sopra descritte, nel giro di poco riporteranno queste menti ammalate a rigenerare violenza in nome del dio Nulla.  
Occorre che questi abbietti energumeni vengano aiutati a posizionarsi davanti al loro  specchio interiore per cercare di rispondersi ad alcuni quesiti esistenziali, i canonici del tipo chi sono, dove vado, cosa voglio. 
Certo, il capire ed eventualmente il constatare la nullità interiore ed il vuoto infinito che sta uccidendo il loro, potrebbe rivelar loro scelte drammatiche, da "meglio un coglione in meno oggi che cento pullman distrutti domani." 
E' un risco calcolato che potrebbe dare il via ad una restaurazione culturale, bisognosa di anni di sforzi per emergere, per ripulire l'aria mefitica, al fine di rimodulare la scala dei valori dentro noi tutti, di aggiornare le priorità esistenziali, di far sì che il singolo si auto convinca del delitto culturale, dell'aberrante e squallido ascolto full time di notiziari su undici milionari che fingono di onorare una maglia, al fine di ritornare nella comunità nazionale, operando per il bene del prossimo. 

La preparazione



Senza alcun riferimento a persone o a fatti accaduti, sto osservando da un po' di tempo, come si sviluppi la fase preparatoria ad un avvenimento da parte dei due sessi. 
L'uomo che ha il vantaggio di avere poche varianti da indossare, una volta docciato e profumato in mezz'ora si prepara all'uscita da casa. Il problema sta dall'altra parte: la casa si trasforma in una boutique setacciata dai ladri, il bagno se singolo, diventa zona off limits e la storiografia narra di minzioni maschili in terrazzo nei vasi dei gerani vista l'impossibilità di accedere ai servizi. 
Il tempo che passa trasforma l'uomo in un contenitore di aringhe, ed il mix derivante dalle ascelle e dalla prova dei profumi della partner trasforma la casa in un bazar turco. L'uomo mentre aspetta nota il tempo che passa e man mano che l'appuntamento si avvicina indossa indumenti utili ad arrivare in un ritardo accettabile all'evento, sino ad uscire di casa vestito come Alonso per affrontare la media dei 180 km nel centro cittadino, inderogabile ed unico modo per poter almeno lanciare confetti od esprimere condoglianze. 

Nella liturgia preparatoria, colpiscono alcune stranezze che di seguito riepilogo:

a) Mi prendi gli orecchini celesti che sono sul comò in camera? Vi recate sul posto certi di fare l'ennesima figura da tonto e trovate decine di orecchini in tonalità di colore azzurro simile ai tessuti appena finiti in una tintoria di Bassora. La probabilità di prendere quelli giusti è simile ad trovare un bagno libero alle terme di Salsomaggiore. Il rimprovero che seguirà la presentazione dei prescelti, vi farà cadere in una prostrazione unica, anche per via del fatto che avendo chiuso gli occhi gli avete portato un paio di colore rosso paonazzo!

b) Come sto? Vanno bene le scarpe? Qui la faccenda si complica: se dite di no e tutto di conseguenza dovrà ricominciare da capo, dovete essere certi di avere in casa una tuta spaziale visto che il mezzo utile per arrivare prima che il sagrestano finisca di raccogliere il riso sul sagrato, passa dalla Ferrari allo Sputnik! Di conseguenza il vostro parere non conterà una mazza, essendo scontato. 
La domanda rivoltavi quindi ha carattere prettamente diagnostico, nel senso che visto il vostro pallore conseguente al nodo scorsoio della cravatta unito alla lagunare sudorazione derivante dal clima tropicale formatosi dall'unione del caldo esterno con i solventi del profumo ed i miasmi degli smalti abbondantemente rovesciati anche sulle ceramiche di casa, farà sorgere il sospetto alla vostra compagna che siate passati a miglior vita.

1- continua