martedì 20 luglio 2021

Ghini sul tacco



Chissà che pensieri transitano in cervice del segretario UIL Ghini per declamare tale astrusità! Siamo una delle poche città ad avere in casa una centrale elettrica, ancora oggi sbuffante occultamente mortiferi getti di carbone; trasformarla in turbogas sarebbe un’opportunità per cosa? Per chi? Perché? Se Ghini decidesse di abitare in zona Melara, il suo esempio potrebbe spazzare, confortandoci, le idee che abbiamo in merito al fatto che la conformazione del Golfo crea, da sempre, l’effetto fumento grazie agli scarichi, certamente meno deleteri di quelli del carbone, ma pur sempre venefici. A meno che Ghini non dimostri che a Salsomaggiore ci sia il reparto di suffumigi da combustione da gas!

E' tornata!

 


L'Amaca

 

L’anticipo e il ritardo
di Michele Serra
La memoria, nel ventennale dei fatti di Genova, non è mancata. Però con un difetto, diciamo così, di dosaggio. Si è parlato molto, e inevitabilmente, di violenza, quella che una minoranza del movimento no-global esercitò ai danni della città di Genova e della larga maggioranza del movimento no-global; e quella, inaudita e ahimè non di minoranza, che le forze dell’ordine, per conto del governo in carica, esercitarono contro i manifestanti disarmati, mentre quelli armati se ne tornavano tranquillamente con le loro fottute mazze nelle loro fottute casette, in mezza Europa. Mezzi dementi, mezzi criminali, i black bloc sono comunque, e prima di tutto, utili idioti del potere.
Meno si è parlato del fatto che alcune delle istanze di quel movimento, vent’anni dopo, sono nell’agenda dei capi di governo e dei summit internazionali, a partire dall’emergenza climatica, dalla necessità di modificare modi e tempi della produzione, di restituire dignità al lavoro, di imbrigliare lo strapotere del capitalismo finanziario.
Non erano così "estremiste", dunque, quelle parole d’ordine, se oggi sono oggetto di buoni propositi nelle più autorevoli stanze del pianeta.
Si è evidentemente perso molto tempo, all’epoca, e spesa molta fatica, per mettere transenne e fare appendere limoni agli alberi di limoni (fu il fondamentale contributo di Silvio Berlusconi a quel summit), piuttosto che porsi qualche utile domanda su quel mare di ragazzi che bussava alle porte del Palazzo. La cosa più giusta e soprattutto più utile da dire, su quella vicenda, è che i manifestanti erano in anticipo sui tempi, e i governanti in ritardo.

Codardi!

 


A quelle 221.354 persone (mi sforzo di definirle così) facenti parte del personale scolastico che ancora non si è vaccinato, vorrei semplicemente dir loro che ci siamo rotti i coglioni delle loro "segate", dei loro insulsi ragionamenti, delle loro pretese di libertà, della loro tenacia negazionista.
Ci siamo rotti i coglioni, lo confermo, di assistere a questo immondo comportamento angulillesco, mina vagante per un probabile ritorno a forme di chiusure, ristrettezze, all'ennesimo lockdown. Anche un idiota patentato, probabilmente presente in gran numero in quei 221.354 babbani, può arrivare a pensare che in un ambiente come quello scolastico, la possibilità di infettarsi alla grande abbia una percentuale altissima di realizzazione, a meno che non si pensi che il virus non esista, che è tutta una macchinazione, i chip nei vaccini, l'olio per togliere il malocchio, il pianeta oscuro, i Maya, okkio che quello porta sfiga, se salti tre mattonelle di fila centri l'ambo, eccetera...
Chiaro e lampante che non siano tutti insegnanti costoro, la percentuale infatti non è nota. Ma certamente ci sono.
Bene! Vien da sé che se un docente scelto, e pagato, per insegnare, s'ingabbiasse in strani ragionamenti demenziali ricordanti il terrapiattismo, non solo non dovrebbe più ricevere lo stipendio ma, in caso di contagio, sarebbe pure giusto che si pagasse le cure mediche!
Ed infine, a rischio di nota sul registro, ammettendo che in quel numero vi siano ancora persone decise a vaccinarsi ma impossibilitate a farlo per la nota ma occulta disorganizzazione del sempre sia lodato Pennasulcappello, mi sgorga altresì dal cuore un sontuoso vaffanculo per i restanti spocchiosi della ragione, del rispetto e del sacrificio di molti. Vaccinatevi codardi!

lunedì 19 luglio 2021

Sempre lui!

 


I due Matteo, un problema alquanto spinoso per la povera penisola: il primo oramai in preda a rigurgiti pre-estinzione, oramai questione di mesi, che tenta come un'anguilla di Comacchio appena pescata, di rimanere in auge pensando, come da dna, di abbracciare l'azienda dello zio puttaniere nonché pregiudicato. 

L'altro un serio e apparentemente insolubile caso al limite della psichiatria: agendo solo ed esclusivamente a favore dei sondaggi, che lo premiano ancora inaspettatamente a meno di considerare la nazione totalmente in balia degli allocchi, continua a dire fregnacce che minanti lo sforzo dei normodotati ad incentivare la vaccinazione. 

Non si augura il male a nessuno, sia chiaro! Ma a volte, vedendolo perennemente senza mascherina blaterare a favore degli idioti senza dignità che continuano a sfanculare il vaccino anti Covid, un pensierino s'inerpica in cervice... visto che ancora non si è sottoposto alla punturina salvifica... lo so, lo so, sbaglio.. ma magari in una forma lieve... soltanto per farlo defecare addosso... 

Veniamo da un periodo allucinante, abbiamo avuto migliaia di morti, abbiamo assistito e compartecipato alla sofferenza di molti, ricordate i caschi irroranti ossigeno? Non possiamo tollerare che questo sopruso della ragione, questo stallo del pensiero, politicante senza alcun valore sociale, possa continuare a tenere il piede in centinaia di staffe solo perché arso dal consenso popolare! Non è possibile accettare che questo omuncolo perseveri nella ignobile arte da saltimbanco per accarezzare gli imbecilli no vax, a mio parere non solo da escludere da ogni ritualità pubblica, ma anche da privare del diritto di voto. Non ti vuoi vaccinare? Peggio per te! Non entri più in un bar, in un ristorante, in uno stadio, se lavori nella sanità cercati un altro posto, e se mai il destino decida di infettarti ti curiamo, ci mancherebbe! Ma alla fine di tutto riceverai la cartella esattoriale con le spese da rimborsare alla comunità. 

Ci vuol tanto a sparare una legge in tal senso? 

Ma tu dimmi...

 


domenica 18 luglio 2021

 

L'uscita mattutina è stata costellata da una dimenticanza, apparentemente innocua, frutto di sbadataggine: "isso" è rimasto in casa e la conseguente scoperta di non averlo in tasca ha innescato un dedalo di smarrimento misto a voglia insana di ritornare ad afferrarlo immediatamente con frasi del tipo "e se ti chiama qualcuno?" - "metti il caso che inciampi fracassandoti l'alluce, come farai a chiedere aiuto?"
Ma la smania di provare ad essere libero dalla schiavitù dello smartphone ha prevalso su ogni altra logica, aprendo la sit commedy da sempre cercata e mai realizzata per mancanza eclatante di iniziativa, supportata dall'insano moto di pensiero tenendente a rimandare di giorno in giorno le spinose questioni sociali. Sedersi ad un tavolino ad esempio senza il cellulare, è una pratica che non vivevo da almeno dieci anni. Arriva il caffè e subitaneamente ecco partire il comando di afferrare lo strumento nella tasca destra dei pantaloni; ma non c'è cari neuroni, non l'ho portato. E allora che faccio? Leggo dietro alle bustine dello zucchero di canna? Guardo le vetrine attorno? Spaesato, inorridito, mi lascio trascinare dai pensieri, vagando oltremodo sui ricordi, sui progetti, sulle urticanti prossime giornate. Veicolo il moto d'insoddisfazione sorto dall'impossibilità della sana e robusta navigata con frammentazione di cogitata, avvertendo altresì uno stantio odore di naftalina per una metodologia meditativa lasciata ahimè negli scaffali della mente ove crediamo di riporre ciò che a prima vista appare obsoleto e superato dalla modernità.
Ed ecco che, incomprensibilmente arriva dai primordi dell'io una certa sensazione flaccida ma continua, quasi fosse un soddisfacimento di ataviche interazioni sopite dall'andare dei tempi, un senso di autonomia, di distacco, di gagliardo, simile a ritrovarsi da solo con se stesso in una metropoli straniera, in cui non spiccichi nulla della lingua di casa. Soddisfazione, si! Libertà da una schiavitù confusa con il progredire tecnologico imposto da pochi per l'imbarbarimento culturale di molti.
Sai che faccio? Domani ci riprovo a uscire senza "isso"!
Vuoi vedere che in fondo in fondo questa è la strada per un'inaspettata libertà di coscienza?