martedì 21 luglio 2020

Rosica Cazzaro, rosica!



Daje Cazzaro! Rosica più forte che puoi! Sei la nostra delizia, il nettare quotidiano che ci agevola nell'intravedere come potremmo ridurci se lasciassimo all'invidia, al rancore e al rosicamento di prendere possesso delle nostre menti! 
Daje Cazzaro! I tuoi tweet sono medicamenti portentosi, agevolanti a superare le difficoltà.
Daje Cazzaro! Solo l'immaginarti al posto del Premier a dialogare con l'Europa ci infonde una ridarella scompisciosa che fortifica l'umore! 
Daje Cazzaro! Rosica, rosica!    

Se...


Certo, col senno di poi si fa poca strada, figurarsi col "se"! E non voglio neppure parlare di vittoria, anche se credo che lo sia stata, riferendomi alla quattro giorni del Premier a Bruxelles. Di vittoria infatti non se ne dovrebbe parlarne visto che, questo ci trasmette il momento difficile, dovremmo essere sulla stessa barca.
Ma c'è un aspetto a cui penso spesso: "se" per un'ipotesi nefasta e probabilmente definitiva, nel senso catastrofico, "se" al posto di Conte ci fosse stato qualcun altro? 
E' un pensiero alla Tafazzi questo, da martellarsi le gonadi, ma mi affascina immaginare che, "se" Bonaccini non avesse vinto le regionali emiliane-romagnole, probabilmente a Bruxelles ci sarebbe stato in questi giorni l'Elencatore Cazzaro e, chiudendo gli occhi, m'immagino, lasciando correre la fantasia, lo spettacolo a cui avremmo assistito. Lo vedo, lo vedo scendere dall'auto imbandierata dal tricolore, aggiustarsi panza e giacca, senza aver a fianco Casalino, che ammetto essere un vantaggio, per dirigersi verso la postazione della stampa internazionale per sciorinare uno delle centinaia di elenchi mandati giù a memoria a cui deve oramai la celebrità, percentualmente macabra: "L'Italia dall'Europa si attende un riconoscimento in denaro per quanto ha fatto per l'Europa e lo deve ai nostri
- lavoratori
- pensionati
- miliatari
- linotipisti
- sgranatori di rosari
- imprenditori del nord
- produttori di menta, essenziale per i mojiti

 per cui auspico un pieno accordo con gli altri stati"

e via alle risa comunitarie da Angela a quel Rutte che vorremmo tanto oggi trovare in solitudine dentro una stanza insonorizzata. 

E di rinforzo a Bruxelles ci sarebbe stata pure la simil democratica Sora Cicoria, ad insegnar galateo e buone maniere agli astanti. 
Le riunioni sfiancanti: come le avrebbe affrontate il Cazzaro? 
Col cellulare sempre in mano, sparando centinaia di post su Twitter e compagnia cantante, magari con qualche gattino che ci sta sempre bene, e tutta la mieleologia insalubre distillata dal centro occulto che spara a nome suo nel web le frescacce quotidiane ad uso babbano. 
E magari alle due di notte, la rubiconda faccia barbuta sarebbe spuntata da un'epica carbonara con tanto di rutto allegato, per dimostrare ai proni quanto sia difficile la battaglia politica! E prima di coricarsi avremmo pure gustato delle sue preghiere notturne non si sa a chi rivolte, visto che non abbiamo notizia storica di un dio che plauda il razzismo e lo sfanculante allontanamento dei suoi figli minori su barcone.
Il mattino sarebbe iniziato rigorosamente con un elenco: 
"Buongiorno amici, buongiorno Massimo, ciao Barbarella, Ehilà Porro! Oggi ripartiamo con la lotta per il nostro popolo, stiamo soffrendo per:

- le casalinghe
- i falegnami
- i ristoratori 
- gli adoranti inginocchiati sui ceci
- i possessori di tre pensioni 
- quelli che hanno una discoteca
- quelli che frignano di default avendo partita Iva
- i notai
- i farmacisti
- gli angurai 
- gli amici del Papeete 
- per chi è mistero il pagar balzelli  
- gli sfrattati innocenti di Casapound 
- quelli che credono al dio Po 

A tutti buongiorno!" 

Nel contempo qui in Italia i Facci, i Porro, i Sallusti, i Gilletti avrebbero condiviso, commovendo i molteplici babbei con spezzoni tratti dal Gladiatore, infervorando cuori dissipati, evidenziando il sacrificio del loro amato, la sua cocciutaggine, l'effluvio di ragionamenti stordenti gli astanti! 
Sora Cicoria avrebbe ricordato a tutti come l'ora delle scelte irrinunciabili fosse giunta. "
Se" ci fosse stato lui ci saremmo divertiti, masochisticamente parlando. E avremmo bevuto non alla sua salute, solo per dimenticare.  
    





   

Augurio



A braccio



Bella amaca


L’amaca

Sento la voce ma non capisco

di Michele Serra

Se volete incrementare il vostro desiderio di ritirarvi dal mondo e non sentirne parlare mai più, date un’occhiata al breve comizio con il quale il rapper americano Kanye West ha lanciato la sua candidatura alla Casa Bianca. Si vede un signore con un giubbotto antiproiettile che urla frasi di senso incompiuto, per esempio a favore della sua mamma e contro il suo papà, e come programma politico invita a «rispettare le regole che ci sono state date per ottenere la Terra Promessa». Il tutto dura un paio di minuti; pochi, ma quanto basta per pensare che Trump non sia la fine, ma solo l’inizio.
L’inizio di un devastante e speriamo non troppo funesto “libera tutti” del quale abbiamo visto, per adesso, solo i titoli di testa. Nonostante una breve ricerca sul web e la lettura di un paio di articoli (di più sarebbe stato un colpevole scialo di tempo), non sono in grado di dirvi perché West si è candidato; con quali propositi; a favore di chi, a parte la mamma; contro chi, a parte il papà; per fare che cosa; eccetera. Pare che West ammiri Trump ma gli piacciano le idee di Bernie Sanders. Come dire: è romanista, ma tifa per la Lazio.
È vegetariano, ma mangia solo bisonte. È suora di clausura, ma balla al Moulin Rouge.
Il solo dato comprensibile che lo riguarda è che West ha sposato la popolare influencer Kim Kardashian, star televisiva de I Kardashian e Le sorelle Kardashian (immagino che abiti a Kardashian, in via Kardashian). Il resto, almeno per me, è nebbia totale.
Un senso di totale smarrimento che forse è presagio di vecchiezza: se a fare politica è Kanye West, mi viene nostalgia di Arnaldo Forlani.