lunedì 23 novembre 2015

Break



Ahhh Titina!

Piacenza: "Andiamo a fare una passeggiata?" Un tale invito, specie dopo pranzo può avere vari risvolti a cominciare da cosa s'intende per passeggiata. Il mio personale metro di giudizio idealizza nella passeggiata pomeridiana, un giro di palazzo abbastanza frettoloso per poi rientrare in bicocca a sgrananarsi la pennica istituzionale, prevista dal trattato di Ginevra.

Ma non tutti siamo uguali! E lo spettro di Abebe Bikila con occhi inorriditi, intravisto nello specchio del bagno, mi avrebbe dovuto mettere in allarme!

Dieci chilometri sulla sponda del Po, lambendo la provincia di Milano al punto da farmi udire chiaramente i fremiti delle ali dei piccioni di Piazza Duomo ed il profumo dei panettoni artigianali per ricchi, proveniente da Peck!
Inoltre, non essendo strutturato per imprese da Guiness ed avendo ai piedi scarponcini da passeggio normali, mi sono scorticato il tallone con dolori simil parto (cit.) che mi hanno permesso di dialogare amabilmente con la Vergine del Grisallo attorno alle tematiche inerenti il Concilio di Nicea.

E che dire dell'abbigliamento? Vestito da domenica in modalità boffice e quindi impreparato alla marcia, ho sudato come un koala rinchiuso per sbaglio dentro una sauna, svestendomi dalla cipolla ad ogni miglio e cercando di vendere, a malcapitati presi di mira, capi al momento inutili e d'ingombro quali giaccone, maglione, pantaloni e quant'altro, desiderando, per calura, di ripetere la scena del poverello d'Assisi in "Fratello Sole e Sorella Luna", allorquando decide di spogliarsi dei beni del padre!

Ma dopo aver sfiorato il Cervino, con una curva benevola e ripiegante che mi annunciava il rientro e con il sole in procinto di abbandonare la scena, lo sbalzo termico tipico dei paesi scandinavi, mi agghiacciava al punto da far impallidire Fleming, dubbioso sull'efficacia della sua scoperta difronte al mio broncospasmo, simile in potenza al fischio del Monaco-Stoccarda in partenza in grave ritardo, con a corredo le stalattiti createsi sotto le ascelle. Dopo aver percorso miglia in quantità superiori a quelle di Marco Polo ed aver sognato tutti gli angoli relax Ikea (catalogo 2015) ed aver mentalmente assaporato entrate in terme defaticanti con massaggiatrici che somigliavano in tutto a Bar Refaeli, ho intravisto il portone di casa con la stessa gioia che provava la Minetti allorché adocchiava il palo della lap-dance durante le "cene eleganti".

Levatomi le scarpe con lo stesso rumore prodotto da Matt Damon al rientro nella base da un'ispezione sul pianeta rosso in The Martian, ho riflettuto molto sul valore delle parole che ognuno di noi detiene, preparandomi nel contempo ad un'eventuale prossima proposta del tipo "andiamo a fare un giro in montagna?" prendendo già confidenza con tende, crepacci, ramponi e con la tenera amica scodinzolante Titina!



domenica 22 novembre 2015

Errata corrige

Ahiaiaiaiii! Il Fatto scrive che questa foto è stata scattata nel 2011 alla Berretta. Guardate bene chi c'è nella foto... e quindi dove fu scattata?

Fuoco fuochino.... sei, sette, Oto...



 

Da una striscia di fumetti

La bellissima striscia satirica settimanale di Stefano Disegni, sul Fatto Quotidiano di oggi, mi ha fatto riflettere oltremodo sulla deriva spirituale che le grandi religioni hanno intrapreso, nel corso dei secoli. Se attuamente l'Islam ha delle punte di inaudita violenza, tali da offuscare l'intero messaggio di amore e che per la troppa presenza di "galli nel pollaio" pare non riesca a prenderne distanza netta e precisa, occorre però riflettere sul passato del cristianesimo e sulle sue malefatte, crociate e missionari sanguinari in primis e sulla gestione mafiosa dei beni terreni degli ultimi decenni. Il messaggio univoco delle grandi religioni monoteistiche è uno ed uno solo: Dio è Amore. Che si creda o no, questo univoco ed indissolubile concetto sta dalla parte dell'Umanità. Le visioni differenti, gli innalzamenti a precetti di stravolgimenti filosofici, di codicilli portati a precetti, di tornaconti egoistici trasformati in verità, fanno parte della demoniaca modulazione di concetti atti ad asservire menti e cuori per soddisfare brame di potere.

Riecheggiano le parole evangeliche tratte dal Vangelo di Marco e proferite da Colui che per i cristiani è il Figlio di Dio: "Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:

Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini. E aggiungeva:"Siete veramente abili nell'eludere il comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione."

E si sa che l'abilità per il potere è opera del maligno. Sempre ammesso che esista.

 

sabato 21 novembre 2015

Ahahahaha!



Crozza con questa foto ci mostra l'intelligenza del nuovo Napoleone, che ci porterà in guerra!


Ma dove minchia guarda le tontolon!!

Commenti saggi e comici


Di tutti i commenti, le ipotesi, le strategie sparate da omuncoli pagati, da "D'Urso-cerca-dolore-per-share", il discorso più genuino, più serio, più vero lo ha fatto, al solito, un comico. Crozza ieri sera ha detto tutto quello che si può dire attorno ai tragici attentati di questi giorni. E visto che mi avanza un "vaffanculo", ricordo le parole di questo personaggetto, tanto devoto e prono ai tempi al Figlio di tutti i Rimba, George Bush: "Chiedo scusa per la guerra in Iraq, ha aiutato la nascita dell'Isis."

Oh guarda Tony! Mi avanza anche un "ma và a cagher!"


mamma mia!