giovedì 4 settembre 2025

L'Amaca

 

Una politica che tutti capiscono
di MICHELE SERRA
Nel composito equipaggio della Sumud Flotilla in rotta verso Gaza ci sono anche quattro parlamentari italiani(due eurodeputate). Sono del Pd, Avs, Cinquestelle. Faranno la stessa vita e correranno gli stessi rischi degli altri imbarcati.
È vero che la spedizione non è stata convocata “dall’alto”, nessun governo o istituzione ne avrebbe avuto la forza o il coraggio, o più semplicemente le buone idee non fioriscono più dentro la politica “ufficiale”. Ma in questo caso vale la pena sospendere le lagnanze e i rimbrotti: c’è una sintonia verificabile e attiva tra questi cittadini e alcuni dei loro eletti. Faranno, in questa occasione, la stessa politica, con gli stessi convincimenti e lo stesso obiettivo: sfondare almeno simbolicamente, e se possibile anche fisicamente, usando i loro corpi disarmati, il muro di segregazione eretto da Israele attorno a Gaza.
L’altra sera sulla Sette c’erano, in collegamento, Greta Thunberg e Elly Schlein e hanno parlato la stessa lingua, cosa tutt’altro che frequente quando a prendere la parola sono una attivista “di base”, per quanto celebre, e una leader di partito. Era piuttosto emozionante riscoprire (dopo quanto tempo?) che la politica può anche essere coinvolgente, potente e soprattutto facile da capire. Riconoscibile da chiunque sappia ancora farlo: il viaggio di quella gente verso Gaza rimanda alle pagine importanti della storia umana.

mercoledì 3 settembre 2025

Macabra Barza 2

 

C’è un cinese despota infoiato che incontra un russo da 25 anni al potere che debella avversari col polonio e un coreano che uccide col cannone chi non si spella le mani al suo passaggio…




No thanks!

 



L'incontro

 


Incontrai Emilio, ieri scomparso, il 29 agosto 2009 in occasione del primo derby senza Kaka, finito 0-4 per i cugini. 

Ero in tribuna e alla fine della partita, scendemmo in una sala dove passavano i vip provenienti dalla tribuna d'onore. Arrivò col suo maglioncino sulle spalle come quello in foto, abbronzato ed in procinto di andare al ristorante e chissà, forse a qualche cena elegante tipica dell'Era del Puttanesimo. Quando mi passò vicino gli dissi "Emilio fai qualcosa, parla con Silvio, digli che compri qualcuno!" 

Si fermò col suo classico sorriso sfanculatorio e mi disse "Guarda che LUI sa tutto, non c'è bisogno di dirgli nulla! LUI sa di cosa abbiamo bisogno, non ti preoccupare vedrai che tutto s'aggiusterà!" 

Ebbi un attimo di tentennamento: si riferirà a Silvio o all'Altissimo?  Fu solo un attimo però, visto che le due entità per lui erano le stesse. 

Personalmente l'ho sempre considerato un grandissimo comico, i suoi TG4 li gustavo come al sabato alle 13 guardavo le comiche sul secondo canale appena uscito da scuola. 

Erano irresistibili le foto dei "nemici di Silvio" che apparivano sullo sfondo, da Prodi a qualche altro comunista, presi in pose strane coi volti arricciati, smorfie incredibili che li rendevano grotteschi, mentre Silvio era sempre contornato da un alone divino, a conferma di quanto detto sopra. 

Penso che avrebbero dovuto esaudire il suo ultimo desiderio, essere sepolto nel mausoleo accanto al suo vate, se non altro perché "l'argomento" su cui dialogare per l'eternità lo avrebbero sicuramente avuto! 

Fai buon viaggio Emilio! 


Robecchi

 



Ci stordiscono


 Cyberbufale ibride

DI MARCO TRAVAGLIO
Problema: come convincere i popoli europei impoveriti da recessione, disoccupazione, precariato, inflazione e caro-energia, a impoverirsi vieppiù spostando altre centinaia di miliardi dal welfare al riarmo, dal burro ai cannoni? Piano A: raccontare che la Russia sta per invaderci e la Nato non ci difende più. Problema: purtroppo la gente vede susseguirsi i vertici Nato; ricorda che negli ultimi 30 anni è stata la Nato a espandersi 16 volte a Est e non la Russia a Ovest, almeno finché la Nato non iniziò a papparsi pure Kiev; sa che la Russia non ha bisogno di espandersi, essendo il Paese più vasto del pianeta, e che l’unico Stato extra-Ue ad attaccarne uno dell’Ue è stata Kiev coi gasdotti in Germania. Quindi, piano B: raccontare che con Trump non si sa mai e l’Ue deve riarmarsi almeno quanto la Russia. Problema: prima Cottarelli e ora l’Eda (Agenzia europea per la difesa) certificano che spendiamo in armi molto più della Russia (e pure della Cina). Senza avere nemici. Nel 2024 – cioè prima Rearm Eu da 800 miliardi e dell’aumento della quota Nato al 5% – la spesa militare dei Paesi Ue è stata di 343 miliardi (+19% sul 2023): un terzo in più della Russia, che a parità di potere d’acquisto ne ha spesi 234, dovendo fra l’altro finanziare una guerra e mantenere il più grande esercito e il primo arsenale nucleare del mondo. Ergo, piano C: Putin ci sta già attaccando con la “guerra ibrida”. E, siccome la fanno tutti, bisogna sfornare 2-3 cyber-attacchi russi al giorno per dimostrare che lui ne fa più degli altri.
L’ultimo domina le prime pagine dei quotidiani di ieri: “Ursula, l’aereo in tilt: la pista russa” (Corriere), “Nel mirino dei russi il jet di Von der Leyen” (Rep), “Ombre russe sul volo di VdL” (Sole 24 Ore), “Putin-Europa, il fronte dei cieli” (Stampa), “Sabotato il volo di Ursula. L’Ue: ‘Sono stati i russi’”, “La ‘Guerra fredda’ del Gps che minaccia gli aerei europei” (Messaggero), “Putin minaccia i nostri aerei” (Giornale), “VdL e il giallo dell’aereo. I sospetti dell’Ue: ‘Interferenze russe’” (Domani). Qualcuno ha verificato la notizia? Ci mancherebbe. È bastato che un portavoce della Commissione affermasse che “le autorità bulgare sospettano una palese interferenza da parte della Russia” nota per le sue “minacce e condotte ostili”. Purtroppo il ministro dell’Interno bulgaro Mitov ha subito “escluso categoricamente un attacco informatico”. Il maggior sito di tracciamenti aerei, Flightradar24, ha notato che il volo è atterrato con appena 9 minuti di ritardo e “il transponder segnalava una buona qualità del segnale Gps dal decollo all’atterraggio”. Persino Crosetto ha “qualche dubbio”. Ma la libera stampa no. Ci prendono per fessi e, se continuiamo a bere tutto senza ribellarci, hanno ragione loro.

L'Amaca

 

Il paradiso dei farabutti
di Michele Serra
L’unica maniera per levare le proprie immagini (rubate) dal noto sito per guardoni del quale tanto si parla era: se paghi, accettiamo di togliere le tue foto.
Essendo quelle immagini refurtiva, è la vecchia logica dell’estorsione. “Ti hanno rubato il motorino? Se mi dai cinquecento euro te lo faccio ritrovare sotto casa. E ti faccio pure un favore”. In genere, è quello che ti ha rubato il motorino.
Si deve prendere atto, anche se sgomenta, che quella logica — che castiga la vittima e premia il delinquente — in rete è legge. In rete è consentito agire sotto anonimato (ferale, imperdonabile vizio nativo di quel mondo, fonte di ogni successivo disastro) e si è messi di fronte al fatto compiuto: furti di identità, furti di immagine, false notizie su personaggi pubblici usate come esca per lenzuolate pubblicitarie. Ed è sempre a carico del derubato, del calunniato l’onere della prova: sei tu che devi dimostrare di essere tu, mentre chi ti ha rubato il nome e il volto lo fa impunemente. E anche se riesci a dimostrarlo, che tu sei tu, il tuo rapitore quasi sempre continua a tenerti in ostaggio, perché le piattaforme, la cui etica ha più buchi di un gruviera, trovano comodo e conveniente mantenere alto il traffico, e scomodo e costoso tutelare la dignità delle persone.
Esemplare — tra mille — il caso del poeta per bambini Bruno Tognolini. Da un anno e mezzo uno o più mascalzoni gli hanno “scippato” il sito Yahoo e usano il suo nome, e le sue poesie, per pubblicizzare il gioco d’azzardo. Per bloccarli le ha tentate tutte: denunce, ricorsi, è in ballo anche una interrogazione parlamentare. Risultati: zero.
I titolari di quel sito fraudolento sono inconoscibili. Impuniti e impunibili. Che volete che gliene freghi, ai padroni della rete, di un poeta per bambini.