martedì 12 agosto 2025

I piccoli sanno la Verità!

 


La Verità è incardinata nei piccoli, nelle coscienze libere che questo mondo infame, cattivo, stordisce crudelmente con soprusi e violenze inaudite. Ma loro sono i custodi della Verità, come Adam superbamente conferma con il suo desiderio: voglio studiare, voglio rompere i sigilli ed elevarmi, capire, comprendere, assaporare le beltà che criminali e manigoldi tentano di impedire, subdolamente attraverso media di potere che portano al rimbambimento, con decisioni animalesche che spazzano via il desiderio di conoscere. 

Adam lo sa da sempre che la via stretta è quella che conduce alla realizzazione di se stesso! Adam ha voglia di uscire dal mondo che ci stanno cucinando questi zimbelli dell'umanità, coloro che credono nel potere della violenza e delle armi, coloro che trafficano per i loro progetti violenti per circuire i sani di mente. 

Adam è il testimone della sollevamento delle menti contro il potere fascista che oltre a stordire, tenta di instradare giovani verso i ninnoli della visibilità, verso l'odio per i propri simili, verso l'arroganza capitalistica fine a se stessa. 

"Ora voglio studiare" è la chiave per annichilire gli stolti, gli assassini, i trafficanti di menti! 

Beoti brontosauri incastonati attorno al potere che perseguono proponimenti infingardi, subliminali, al fine di proseguire nella canicola dell'instabilità per essere perennemente in tolda a comandare, coadiuvati da quella pletora di lecchini sempre pronti a supportare le loro scelleratezze, tipica della stampa di regime che per un pezzo di pane è pronta, da sempre, a rinnegare libertà di coscienza, fermezza e ricerca del vero. 

Guardiamoci intorno: oltre agli analfabeti, ancora esistenti, un buon 40% non è in grado di comprendere quel che legge, altri sono attratti da programmi idioti e mortificatori dei pochi neuroni ancora in possesso; l'idiozia è padrona di casa, basta guardare la gentaglia che attornia il leader maximum della dabbenaggine, il gigante biondo americano che crede ancora di essere lo sceriffo del mondo, e che gli idioti europei al potere tendono a supportare non avendo nessuna visione politica decente. Guardate gli assassini sionisti deturpanti religioni millenarie, assetati di sangue nel loro analfabetismo umano. 

Adam ha assaporato il nettare e vuole conoscere, per capire, per lottare. Non sarai mai solo Adam!  

Basterebbe una foto!

 


Questa foto con citazione impazza nel web a proposito dell’infausto progetto delle separazioni delle carriere della magistratura, un desiderio inappagato dell’attuale residente nel mausoleo a cui hanno intitolato pure un aeroporto. Il bastardo in foto, Licio Gelli, fu il burattinaio per molti anni della politica italiana, pagò di tasca sua l’organizzazione dell’assassinio fascista alla stazione di Bologna; amico di clero fascista e di apparati dello Stato,fondò la loggia segreta P2 a cui aderirono politici, generali, uomini di spettacolo e pure il mausoleante di cui sopra. Basterebbe solo questo per tenersi alla larga da una scelta politica improvvida che pervicacemente i fascistelli al potere ci stanno presentando invece come modernità ed innovazione giuridica. Basterebbe se fossimo una nazione seria e libera, attualmente pura utopia.

Natangelo

 



PinoTre

 

Lo stratega anti-minoranze
DI PINO CORRIAS
Roy Cohn (1927-1986) ha gli occhi blu e il cuore nero. È avvocato di prima classe con parcelle adeguate. Difende John Gotti, il mafioso, Aristotele Onassis, l’armatore, Richard Nixon, il presidente. Negli Anni 50 cresce all’ombra del senatore McCarty, il cacciatore di comunisti che si nascondono a Hollywood, a Washington, al Pentagono. Dirige interrogatori spietati contro gli omosessuali, che accusa di essere un pericolo per la sicurezza nazionale e si vanta della condanna a morte dei coniugi ebrei Rosenberg, accusati di essere spie comuniste. Lui è ebreo, ma non se ne cura. È omosessuale, ma lo nasconde.
Siccome di lui dicono “se hai un problema con l’inferno, Roy te lo risolve”, Donald Trump non vede l’ora di ingaggiarlo. Accade nei primi Anni 70 quando il governo lo accusa di “discriminazione razziale” perché nei palazzi costruiti dal padre non si fanno contratti d’affitto ai neri. L’accusa è vera e documentata, ma Cohn rivolta la frittata, denuncia il governo per danno di immagine, chiede un risarcimento di 100 milioni di dollari: “È ingiusto pretendere che il mio cliente affitti a chi vive di sussidi”.
Trump lo ammira e impara da lui le tre regole per gestire il potere: “Attacca sempre”, “Non ammetterai mai una colpa”, “Grida che hai vinto anche quando hai perso”.
Non ha mai derogato alle tre regole, usandole in tutti gli affari a seguire, l’acquisto dei suoi primi Casinò ad Atlantic City e della tenuta di Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida. Le battaglie per costruire grattacieli e campi da golf nel mondo, gli scontri legali per difendersi da collusioni mafiose e scandali sessuali. E poi ancora le ha usate durante il primo mandato da presidente e dopo la sconfitta del 2020 contro Joe Biden, quando ha gridato ai brogli elettorali, aizzato i suoi guerrieri all’assalto di Capitolo Hill, negando sempre di avere perso. E specialmente le usa oggi, di nuovo seduto sul trono dello Studio Ovale, da dove attacca, nega, inventa.
Come tutti i clienti più potenti anche Trump molla Roy Cohn, quando a metà del 1985 si sparge la voce che sia ammalato di Aids, cosa che lui negherà sempre: “Ho il cancro al fegato e mi sto curando”. L’ordine degli avvocati, ora che è diventato debole e solo, lo radia “per condotta non etica”. In sei mesi, la malattia fa il resto.
(3 – Continua)

Pazzi nani politichesi

 

Ma ci siete o ci fate?
DI MARCO TRAVAGLIO
Ormai è ufficiale. La cosiddetta Europa, dopo 70 anni di onorato servizio col suo mezzo miliardo di abitanti, il suo bagaglio di cultura e diplomazia, esiste solo per sfornare documenti destinati a essere smentiti, cioè a finire nel cestino o a incartare il pesce. E per tenere in vita una classe dirigente inutile e inconcludente che non troverebbe un lavoro normale neppure se piangesse in cinese. Dopo 41 mesi persi a sfornare sanzioni a Mosca, ad armare Kiev pur di non darle l’unica cosa che le serve (le truppe), a trotterellare come botoli dietro a Rimbambiden, a votare risoluzioni sulla “vittoria militare sulla Russia”, a sabotare ogni vagito di negoziato e a prendere a cornate la realtà, questi inetti scioperati non si danno pace perché Trump fa ciò che aveva sempre promesso: trattare con Putin per chiudere la guerra, facendo un favore a se stesso, agli ucraini e soprattutto all’altra vittima del conflitto: l’Europa.
Cosa vogliano Trump e Putin si sa. Trump vuole risparmiare sugli enormi costi della guerra per procura, normalizzare i rapporti con la Russia per usarla sui tavoli che gli interessano (Cina, Medio Oriente, Baltico, Artico), passare alla storia come il presidente pacificatore (anche perché, come presidenti guerrafondai, i suoi predecessori sono imbattibili). Putin vuole anche lui risparmiare sugli enormi costi della guerra, ratificando le conquiste collezionate sul campo e fermando l’avanzata della Nato a Est, e veder riconosciuto al suo Paese il ruolo di potenza mondiale; ma sa anche di poter continuare a combattere e vincere a lungo. Gli unici che non si sa cosa vogliano sono, oltre a Zelensky, gli europei. Zelensky va capito: non vuole passare alla storia come il presidente che cede il 20% del suo Paese, non volendo ammettere che l’alternativa è continuare a combattere, cioè ad arretrare, e perdere pure il restante 80% o almeno una parte. Dice: “Non regalerò i territori occupati ai russi”, ma dimentica che si può regalare ciò che si possiede, non ciò che si è perduto. Gli europei invece sono un caso psichiatrico. Alla notizia del vertice Trump- Putin in Alaska, il sestetto Ursula-Macron-Merz-Starmer- Tusk-Meloni ha scritto che “l’attuale linea di contatto dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati“, ma “i confini internazionali non devono essere modificati con la forza”. La linea di contatto è il fronte bellico di 1.200 km, da Odessa a Sumy, dove i russi avanzano ogni giorno da due anni ininterrotti: in che senso vogliono partire dai nuovi confini, ma senza modificarli? L’hanno capito che finire subito la guerra conviene solo all’Ucraina, militarmente ed economicamente in ginocchio, e sta a Kiev e agli alleati proporre concessioni per convincere Putin a fermarsi? O serve un disegnino?