martedì 15 luglio 2025

L'Amaca

 

Malfunzionamento tecnico?
di MICHELE SERRA
Nel suo madornale, ostinato cozzo contro il giudizio del mondo, Israele deve avere perduto ogni residuo di saggezza se arriva ad attribuire ufficialmente a un “malfunzionamento tecnico” (testuale) l’ennesima strage di bambini. Questa volta in coda per fare provvista d’acqua, nella interminabile questua che è diventata la vita quotidiana dei palestinesi di Gaza.
Il cinismo odioso e controproducente di quella frasetta burocratica — malfunzionamento tecnico — raggela. Leva ogni illusione su possibili calmieri umanitari, o almeno umani, che mitighino l’ira cieca e sorda di una nazione che da assediata è diventata assediante, da prigioniera carceriera, e si è spinta già ben oltre ogni possibile applicazione del concetto di legittima difesa.
Illegittima offesa è sparare ai bambini, come ripetutamente è accaduto a Gaza: non era forse quella la differenza più volte reclamata per distinguersi da Hamas, il rispetto delle regole di ingaggio che la civilizzazione ha portato? Radere al suolo interi quartieri dove la gente abita, dorme, lavora, per snidare terroristi veri e presunti, sparare sulla gente costretta alla coda per fame e per sete, parlare apertamente di “trasferimento”, addirittura di “trasferimento volontario” per definire con un ridicolo eufemismo il progetto di deportazione di un popolo: come può Israele non rendersi conto che nessun fine può giustificare questi abominevoli mezzi?
Non è un calcolo esatto, e varia a seconda delle opinioni: ma non c’è dubbio che Israele abbia perduto, con la campagna di Gaza e la colonizzazione indecente della Cisgiordania, molto più dei chilometri quadrati guadagnati.

lunedì 14 luglio 2025

Grande Flagello




Ah beh!

 



Gravinamente

 

Il feeling di Gravina. Vade retro Brescia, meglio la Samp del duo gioco d’azzardo
DI PAOLO ZILIANI
Per un ritardo nei pagamenti dei contributi Inps e Irpef la Figc non ha esitato, come già saprete, a mandare il Brescia in C (come non aveva esitato a mandare la Reggina in D e a cancellare dal calcio il Chievo Verona): un colpo di scena che a campionato di B già concluso ha provocato un ribaltone conclusosi col ripescaggio della Sampdoria, ammessa alla disputa del “playout salvezza” con la Salernitana conclusosi con la vittoria dei blucerchiati risorti dalla morte come Lazzaro. E fin qui uno potrebbe dire: se il Brescia non era in regola, giusto sanzionarlo e giusto che il suo posto sia stato preso dalla Sampdoria. Che è un club di specchiata trasparenza, altrimenti la Figc mai avrebbe avuto nei suoi riguardi tanti riguardi e tanta attenzione. Già.
Peccato che la Sampdoria sia oggi nelle mani di due personaggi legati da sempre al gioco d’azzardo e noti per risiedere in due paradisi fiscali come Singapore (Joseph Tey) e l’Isola di Man (Nathan Walker). Joseph Tey, che dell’indebitata Samp del presidente Manfredi è il maggiore azionista, è stato uno dei fondatori della piattaforma di scommesse sportive “FUN 88”; Nathan Walker è invece il proprietario di “TGP Europe”, una società che gestisce vari portali di gioco d’azzardo e alla quale il 16 maggio scorso la “Gambling Commission” ha revocato la licenza di attività in tutto il Regno Unito multandola di 3,3 milioni di sterline per una ripetuta serie di violazioni emerse dopo un’approfondita indagine anti-riciclaggio. Walker, che in passato era stato direttore operativo di “FUN 88” di Tey, è ormai di casa e presenza fissa a Bogliasco. È lui che ha indicato come nuovo allenatore Massimo Donati, l’ex calciatore di Milan, Torino, Atalanta, Celtic e della stessa Sampdoria che nella stagione scorsa sulla panchina dell’Athens Kallithea in Grecia ha collezionato 8 pareggi, 6 sconfitte e zero vittorie dopodiché è stato esonerato. Per la cronaca: il budget per lo stipendio del nuovo allenatore della Sampdoria ammonta oggi a 100 mila euro.
È nelle mani di questi due personaggi che è finita oggi la Sampdoria. È nelle mani di questi due figuri che risiedono in paradisi fiscali, che si occupano formalmente di gioco d’azzardo ma sui quali esiste il forte sospetto, avanzato dalla stessa “Gambling Commission” inglese – che infatti li ha sanzionati mettendo al bando le loro società – che siano impegnati sul fronte del riciclaggio di denaro sporco a livello internazionale, che la Sampdoria tanto cara alla Figc del presidente Gravina si appresta a dare il via alla sua nuova stagione.
Dopo che tutte le squadre (prima squadra, Primavera, squadra femminile) hanno concluso la stagione 2024-25 con una retrocessione, la ripartenza avviene in un panorama di macerie. Mancando i soldi è stata interrotta l’attività di base degli esordienti e dei pulcini che stanno migrando ovunque, in particolare al Genoa; le donne ripartiranno (se ripartiranno) dall’Eccellenza; entro il 31 luglio per la Samp ci sono 9 milioni di obblighi di acquisto da pagare, e per ogni mancato pagamento arriverà una penalizzazione in classifica; e l’unica amichevole precampionato fissata, in Inghilterra il 2 agosto contro il Derby County, è in forse perchè solo di aereo la ​ Samp si è accorta che spenderebbe più del gettone di presenza promessole. Nel frattempo la foresteria di Casa Samp che ospitava 60 ragazzi delle giovanili e che costava 1,5 milioni l’anno è stata chiusa. Disdettati quasi tutti i campi d’allenamento su cui lavoravano le varie squadre Under 18, 17 e via dicendo. Ah!, dimenticavo: per la Figc era il Brescia ad essere fuori regola. Quindi via, sciò, vade retro Satana.

Repubblica glissa

 

Elkann: come pagare 175 mln e voler passare per innocente
DI ETTORE BOFFANO
C’è un giudice a Torino. Anzi, ci sono tre pm: Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti. E c’è un reparto della Guardia di Finanza: guidato dal colonnello Alessandro Langella. Assieme, dal febbraio 2024, hanno indagato sull’effettiva residenza di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli, e poi sulla sua eredità. Raccogliendo prove, sentendo testimoni, ricostruendo tesori offshore, individuando persino opere d’arte e gioielli (per esempio, degli orecchini valutati 78 milioni) che sarebbero stati fatti passare come “regali” e non come asse ereditario.
Ottenendo così che in questi giorni il nipote dell’Avvocato, John Elkann, abbia deciso di versare all’Agenzia delle Entrate, anche a per conto dei fratelli Lapo e Ginevra, 175 milioni: tutto quanto, insomma (in evasioni fiscali, mancato pagamento della tassa di successione e relative sanzioni), era stato contestato proprio da quei pm. Che adesso, in attesa della chiusura dell’indagine, possono dire di aver raggiunto ciò che si erano prefissi sin dall’inizio della loro inchiesta: recuperare allo Stato quanto gli era dovuto.
E poi ci sono loro, gli indagati. Che, aspettando di conoscere il proprio destino giudiziario (rinvio a giudizio, patteggiamento, messa alla prova, archiviazione), affidano ai portavoce frasi come queste. Per spiegare che, “con l’obiettivo di chiudere rapidamente e definitivamente una vicenda dolorosa”, hanno raggiunto “una definizione complessiva con l’Agenzia delle Entrate”, ma senza che tale definizione significhi “ammissione neppure tacita o parziale della fondatezza delle contestazioni”.
Uno storytelling fiscale-giudiziario che dovrà, prima o poi, passare al vaglio della causa civile intentata contro i fratelli Elkann dalla madre Margherita Agnelli per l’eredità di Marella Caracciolo. Ma che, intanto, consola noi comuni mortali: che, per intenderci, imposte e tasse ce le vediamo prelevare ogni mese dalla busta paga o dal cedolino della pensione. Senza poi essere costretti a versare altri soldi al fisco. E pur non avendo nulla da ammettere: neppure “tacitamente” o anche solo “parzialmente”.

domenica 13 luglio 2025

A parte lo spot…



Un match fantastico con Jannik strepitoso, regale, glaciale. Alcaraz un signore, ragazzo strepitoso anche lui. Unico neo: l’errore della Rolex che ha sparato uno spot in cui si congratulava con Jannik prima ancora che il torneo fosse finito, che ha scatenato uno sfrigolio di gonadi incandescenti…

Fantastico!



Queste si che sono idee! Corro a comprare il turbante!