lunedì 23 giugno 2025

Attorno al baratro

 

Tiriamoci fuori
DI MARCO TRAVAGLIO
Con l’attacco ai siti nucleari di uno Stato sovrano, l’Iran, in base ad accuse false, Donald Trump rinnega la dottrina isolazionista “Maga”, la missione del suo primo mandato (quattro anni senza nuove guerre e con una vecchia in meno: quella in Afghanistan), la promessa elettorale di sostituire la diplomazia alle armi e il discorso di 40 giorni fa a Riad contro il mortifero cancro “neocon” che ha distrutto e insanguinato Paesi in giro per il mondo senza neppure sforzarsi di conoscerli. E, se va avanti così, si candida a eguagliare i predecessori guerrafondai degli ultimi 30 anni, democratici e repubblicani. Ma questi sono fatti suoi e dei suoi elettori, ancora una volta vittime del partito della guerra e della lobby israeliana che sopravvivono nel deep state a ogni presidente, anche al più eccentrico. Poi ci sono i fatti nostri: di noi europei, che abbiamo tutto da perdere da un’America “gendarme del mondo”, visto che il conto delle sue scorribande lo paghiamo regolarmente noi.
Per ora non sappiamo se l’atto di terrorismo americano dell’altra notte resterà isolato, “una botta e via” per soddisfare le smanie di protagonismo di Trump e salvare la faccia a Netanyahu nell’ennesima guerra senza sbocchi, o se prelude a un nuovo Afghanistan o Iraq. Non sappiamo cosa abbiano davvero distrutto i bombardieri Usa (pochino, secondo le prime indiscrezioni: un bel guaio per Israele, perché Washington sostiene di aver azzerato l’intero programma nucleare iraniano, delegittimando qualunque nuovo raid di Tel Aviv). E non sappiamo se, dietro i proclami infuocati, l’esile filo di comunicazione fra Usa e Iran si sia rotto o se i colloqui proseguano sottobanco: magari mediati da Putin, che ha buoni rapporti con Khamenei, ma anche con Trump e Bibi ed è tornato prepotentemente in gioco. Sappiamo però due cose. 1) Questa palese violazione del diritto internazionale autorizza ex post Mosca a fare ciò che ha fatto in Ucraina e, in prospettiva, la Cina a papparsi Taiwan. 2) Senza attendere la fu Ue, l’Italia dovrebbe subito condannare gli atti di terrorismo americani e israeliani che ci mettono, in quanto alleati, nel mirino del terrorismo islamista. Trovare le parole non è difficile. Basta copiare una qualsiasi dichiarazione degli ultimi tre anni contro Putin, sostituendo il suo nome con quelli di Netanyahu e di Trump.

domenica 22 giugno 2025

Sogno ad occhi aperti



Chissà perché, ma quando leggo di queste idiozie - un genocida che prega per uno psicopatico - m’immagino, con tutto il rispetto, quanto sarebbe meraviglioso che si udisse in ogni luogo, in tutte le lingue, un poderoso, fragoroso, stereofonico, sussultorio “ma vai a cagare idiota!” 
Come sarebbe fantastico!

Ecco a voi…



Eccoli qui, perfettamente in scala, i migliori rappresentanti della Politica del Rutto mondiale, affossante etica, dignità, buon senso: il primo è il bignami di ogni sconcezza morale, qualsiasi ve ne venga in mente, che sta inchiappettando un intero popolo, dedito ai bicchieroni di zuccheri, ai mega contenitori di grassi, alzando dazi e comprando azioni in picchiata, per poi riabbassarli e lucrare sull’aggiottaggio azionario, azione da galera questa, ma non per lui; dietro di lui un portasfiga - chiedere all’Argentino buonanima - ultracattolico tradizionalista, razzista, e per questo non cattolico, convinto, come tutti gli infoiati, di avere al fianco un dio rancoroso che faccia schiattare i poveri per agevolare gli ultraricchi, già salvo naturalmente; terzo il segretario di Stato che girava con una croce stampata in testa, per evidenziare la sua abnorme idiozia; e per ultimo il pericoloso responsabile della difesa, anti woke e anti nato, come mettere Paperoga capo della polizia di Paperopoli. Eccoli i migliori interpreti, i grandi padri della Politica del Rutto! Buona fine!

Allora ha ragione!




Sterco



Me lo domando da alcuni giorni: se un farmacista vendesse una medicina sbagliata e questa causasse problemi all’acquirente, sarebbe giustamente a rischio la sua licenza? Se un meccanico riparasse un’auto e questa dopo qualche chilometro si schiantasse contro un muro, non si farebbe una nomea d’incapace desertificando la sua azienda? E se un pilota d’aereo sfiorasse le guglie di una cattedrale in fase d’atterraggio, continuerebbe ad avere la licenza? È allora ecco il quesito: perché a questo pseudo giornalista che infangò la neo sindaco di Genova Silvia Salis a pochi giorni dal voto con una fetecchia di accuse montate ad arte grazie all’imput di un fascistello regionale è ancora concesso scrivere su un giornale che tra l’altro si chiama La Verità? Proprio in questi giorni si sono festeggiati i 25 anni di un altro quotidiano umoristico, Libero, guidato dallo scodinzolante Sechi! Qualcuno per caso ha soppesato le tonnellate di sterco notizie sparate in venticinque anni dal “Libero di dir cazzate?”

Vai di provetta!



Quindi ritorna la favola della provetta falsa! Questa notte lo Schizofrenico Biondo ha attaccato l’Iran, sfanculando, al solito, tutto quanto aveva dichiarato pochi giorni fa, seguendo il solito percorso “daziale” che lo arricchisce spudoratamente alla faccia dei suoi beoti elettori. Non sappiamo le conseguenze di quest’attacco su noi poveri mortali; invece s’evince sempre più, affiorando dal mare di merda mondiale, il significato di quello che i plutocrati sparsi per il globo danno al termine democrazia: per gli stolti democrazia è lo stato genocida d’Israle, checchè ne dica Chicco su La 7 con i suoi slalom debordanti in farsa; è democratico il più grande debitore mondiale a stelle e strisce che da tempo immemore aggredisce stati in nome della libertà -distokazzo- già preannunciata dai film western in cui i poveri pellerossa vennero tramutati in affamati sanguinari; sono democratici tutti i servi al seguito, compresa la nerastra biondina nostrana, sbavanti per emergere dalla melma dell’anonimato e scodinzolanti verso il loro padrone in preda a raptus omicidi, coadiuvati da appartenerti a sette di anomale fedi in un dio che secondo loro predicherebbe tali soprusi a favore di razze distokazzo! Se questa è democrazia, se tutto ciò è potere del popolo, ben venga un moto tellurico politico in grado di riassestare valori e sentimenti su questo pianeta, in mano a commedianti nauseabondi che in nome di un arricchimento distokazzo (e tre!) minano la stessa vita della specie cosiddetta evoluta, già da tempo capace di far rimpiangere i simpatici e tutto sommato socializzanti dinosauri.

Distorsione ottica