sabato 5 aprile 2025

Spostamenti temporali




L’Amaca


Non è successo niente
di Michele Serra

Comincia a diventare avvincente, con veri e propri casi di virtuosismo, lo spettacolo “Non è successo niente”, che vede i governanti italiani minimizzare gli effetti dei dazi di Trump sull’economia mondiale (quella americana compresa).

Magnifico, al Tg2, il fratello d’Italia Scurria (una new entry, si direbbe) che, con il volto terreo, dichiara che «il governo è impegnato a evitare guerre commerciali», come se nessuno lo avesse avvertito che la guerra già divampa e le Borse hanno accolto i dazi con lo stesso ottimismo con il quale accolsero il Covid.

Fa l’effetto di uno scampato a un bombardamento aereo che, uscendo dalle macerie, si scrolla la polvere dal pigiama e dichiara di essere fermamente intenzionato a evitare i bombardamenti aerei. Ipotesi alternativa (e di alleggerimento per Scurria): l’intervista risale a qualche mese fa, giaceva da mesi in un deposito di file inutili ed è stata mandata in onda per errore.

Di spicco anche la performance di Bruno Vespa, la cui fase senile coincide con una impressionante recrudescenza dello zelo filogovernativo. Prima era un governativo curiale, ora sembra una specie di vietcong meloniano, disposto a tutto, anche all’assalto all’arma bianca. L’impatto mondiale dei dazi, nel suo raccontino serale, è il modesto aumento di prezzo di una pizza a New York, un dollaro o due, mica cadrà il mondo…

Trattare è la parola d’ordine, il pensiero magico, il mantra che salva. Anche Tajani, facilitato dalla romanità paciosa, si dice fiducioso nelle trattative. La domanda sarebbe: quali? Rischiano di rimanerci male quando, recandosi alle trattative, scopriranno che Trump non ha mandato nessuno. Tratteranno in famiglia sul prezzo della pizza.

Cammeo




Quello che si evince dai momenti politicamente tellurici attuali, ciò che emerge sinteticamente, bignamicamente, il cammeo che più d’ogni altra forma critica racchiude il senso, la risultante di aver eletto uno scriteriato psicolabile al centro del mondo, non sono le nenie mielose alla Bruno Vespa per intenderci, né lo stallo della caciottara nostrana, e neppure gli spasmi dei riccastri ricordanti le evebraun nel bunker del baffetto bastardo e per fortuna morente. No, se si volesse riassumere questo mefitico e demenziale momento, basterebbe solo una banale news: ieri sera, per la prima volta in 28 anni, Fox News - la rete amichetta del Randle Patrick McMurphy biondastro - non ha esposto sul sottopancia i dati della borsa di Wall Street, terribilmente in profondo rosso; ciò ricorda la classica storia del plutocrate votato da ignavi babbani, capace di idiozie destabilizzanti non scalfenti l’adulazione dei propri fedeli, aggravata purtroppo a ‘sto giro da un’eclatante instabilità psichica del soggetto, che ci potrebbe portare dritti dritti nel dirupo. E che Fox News naturalmente eviterà di darci come ultima notizia.

Centra sempre il problema



Fascino da bunker 

di Marco Travaglio 

Se oggi ci sarà tanta gente in piazza contro il riarmo, gran parte del merito sarà di questa Ue in assetto di guerra. In particolare della commissaria Lahbib e della sua “borsa di resilienza” col kit “per sopravvivere 72 ore” alla guerra mondiale (coltellino svizzero, busta salva-acqua per documenti, caricabatterie, medicine, torcia, accendino, carte da gioco e altri preziosi antidoti alle radiazioni). Forse era un messaggio ai russi: non potendoli ammazzare tutti con 800 miliardi di reddito di belligeranza perché sono troppi e hanno 6-7 mila testate atomiche, l’Ue prova a farli morire dal ridere. O forse è un messaggio a noi europei, non si sa se per rassicurarci o terrorizzarci. Sia come sia, ha centrato entrambi gli obiettivi. Ci ha rassicurati che all’invasione russa non credono neppure le tre grazie di Bruxelles, Grazia von der Leyen, Graziella Lahbib e Grazie al Kallas (sennò il trio non perderebbe tempo in simili minchiate; o l’avrebbero già dimissionato per eccesso di idiozia). E ci ha terrorizzati mostrandoci in che mani siamo e fornendoci l’identikit del vero nemico che minaccia l’Ue: l’Ue.
C’è però una terza ipotesi: che vogliano semplicemente abituarci all’idea della terza guerra mondiale come a un normale tran tran di routine, tipo i weekend fuori porta, le vacanze estive e natalizie, i picnic di Pasquetta. Infatti ne parlano con grande nonchalance in ogni discorso e nelle risoluzioni che fanno votare agli allocchi Pd&FI. E, siccome il popolo si ostina a rifiutare il riarmo, hanno incaricato i loro trombettieri di inventarsi dei padri nobili per giustificarlo. I serrapiattisti hanno scomodato le buonanime di Spinelli, Colorni e Rossi per mettere loro in bocca cosa mai dette né pensate. I catechisti a mano armata confondono i Vangeli con le Sturmtruppen. E Rep spara un bel titolo civettuolo: “L’Italia scopre il fascino del bunker. ‘Superiamo la paura dell’atomica’. Cosa c’è in un rifugio antiatomico privato: un alloggio a prova di bomba. Record di richieste per farsi costruire ricoveri in casa”. A parte il fatto che l’unico da ricovero è chi inventa quella robaccia, chi di voi non sogna di murare porte e finestre di casa per vivere il resto dei suoi giorni in un grazioso e arrapante cubo di cemento armato? Sentite che figata: “Camere da letto, bagni, soggiorno e zone fitness tra 1,5 e 5 m. sottoterra, porte blindate pesanti fino a 400 kg. in ferro e calcestruzzo, sale di decontaminazione con doppie porte e docce, aree per stoccaggio di cibo e acqua, sistemi elettrici di emergenza attraverso l’uso di cyclette (tocca pedalare, ndr), sistemi di smaltimento rifiuti e decomposizione”. Prezzi modici: “Dal modello base da 85 mila ai più cari da 1 milione che possono ospitare anche veicoli”. Per raggiungere il più vicino reparto psichiatrico.

Presente!




Sunto della giornata




venerdì 4 aprile 2025

Così è!




Piangono le aziende dei ninnoli moderni (a proposito quando esce il nuovo 17) colpite al cuore dal barbaro biondo, loro che da sempre erano abituate a schiavizzare vietnamiti per poche once e a rivendere il prodotto a carissimo prezzo (non vedo l’ora di acquistare l’iPhone 17) in questo mercimonio che chiamiamo mondo evoluto; si disperano le grandi case di alta moda che usurpano mani di cinesi, di indiani per produrre le loro meraviglie per portafogli rigonfi; e quello che in special modo aggrava il core è che il comandamento principe di tutto questo sistema pluto-tecno-rapto finanziario rimarrà saldo ed immarcescibile: giammai calerà il lucro, i dazi colpiranno solo noi, poveri inetti! Vamos!