martedì 11 febbraio 2025

Noooo!



Ohhhh ma quanto mi dispiace! Mannaggia!

E quindi…


E quindi a Sanscemo modificheranno questo testo! Siamo arrivati a questo! 
A breve Divina Commedia, Decamerone, Bukowski tutti in nuova edizione corretti! Ma vaffanculo!

Bella stronzaChe hai distrutto tutti i sogniDella donna che ho traditoChe mi hai fatto fare a pugniCon il mio migliore amicoE ora mentre vado a fondoTu mi dici sorridendo "ne ho abbastanza"
Bella stronzaChe ti fai vedere in giroPer alberghi e ristorantiCon il culo sul FerrariDi quell'essere arroganteNon lo sai che i miliardariAnche ai loro sentimenti danno un prezzoIl disprezzoPerché forse io ti ho dato troppo amoreBella stronza che sorridi di rancore
Ma se Dio ti ha fatto bellaCome il cielo e come il mareA che cosa ti ribelliDi chi ti vuoi vendicareMa se Dio ti ha fatto bellaPiù del sole e della lunaPerché non scappiamo insiemeNon lo senti questo mondo come puzza
Ma se Dio ti ha fatto bellaCome un ramo di ciliegioTu non puoi amare un tarloTu commetti un sacrilegioE ogni volta che ti spogliNon lo senti il freddo dentroQuando lui ti paga i contiNon lo senti l'imbarazzo del silenzio
Perché sei bella, bella, bellaBella stronzaChe hai chiamato la volante quella notteE volevi farmi mettere in manetteSolo perché avevo perso la pazienzaLa speranza, sì, bella stronza
Ti ricordiQuando con i primi soldiTi ho comprato quella spillaChe ti illuminava il visoE ti chiamavo la mia stellaQuegli attacchi all'improvvisoChe avevamo noi di sesso e tenerezzaBella stronza, sìPerché forse io ti ho dato troppo amoreBella stronza che sorridi di rancore
Ma se Dio ti ha fatto bellaCome il cielo e come il mareA che cosa ti ribelliDi chi ti vuoi vendicareMa se Dio ti ha fatto bellaPiù del sole e della lunaEsci dai tuoi pantaloni, mi accontentoCome un cane degli avanzi
Perché sei bella, bella, bellaMi verrebbe di strappartiQuei vestiti da puttanaE tenerti a gambe aperteFinché viene domattinaMa di questo nostro amoreCosì tenero e pulitoNon mi resterebbe altro che un lunghissimo minuto di violenzaE allora ti saluto, bella stronza, eh

Slalom

 


Dunque dunque: calcolando la pubblicità, abnorme, e il controllo delle bollette della luce col canone pagato - che mi fa dire tutte le volte "ma che razza di coglione sono? Pago e poi mi annegano di spot di prosciutti, di auto, di profumi, e non mi lamento neppure!" -, premesso che stasera che la Champions (forza squadre italiane, sarà una passeggiata!), effettuerò uno slalom speciale per cercare di ascoltare Gabbani - Simone Cristicchi (con fazzoletto a portata di mano) - Giorgia  e basta. Staccherò il pulsante 1 dal telecomando, per non cadere in visione, coi numeri 9-11-13-17-20-27 e soprattutto il 22, il 22! Non temo nulla visto che Morfeo attorno alle 23 m'accoglierà come sempre! 

Infine le prime file del teatro: coacervo di fancazzisti impegnati da sempre a non sprofondare nel merdone dell'anonimato, con dirigenti RAI a 240mila euro all'anno che finalmente, una volta all'anno fanno qualcosa. Fammi un po' riguardare la bolletta della luce... si ho pagato anche quest'anno.... 

Natangelo

 



Riccastro

 

È la noia da miliardario a partorire “Mar-a-Gaza”
IL PRESIDENTE E LA STRISCIA “PRIVATA” - Non è la miseria dei molti che spinge l’uomo ad azzannare i simili ma la follia di chi ha troppo
DI FRANCESCA FORNARIO
Caro direttore, Trump e Netanyahu hanno incontrato la stampa per illustrare il loro piano per riportare la pace e l’ordine. Un pregiudicato condannato per 34 reati e un criminale di guerra.
Cosa potrà andare storto? Il piano consiste nel deportare i palestinesi e trasformare Gaza in un resort: “La Riviera del Medio Oriente”. Un po’ agente immobiliare e un po’ broker dell’alta finanza, il presidente Usa espone la soluzione finale sostituendo al lessico ipocrita della diplomazia quello più pittoresco di un film su Wall Street in cui si mangiano aragoste vive staccando la testa a morsi: “We will get the job done!”, Quale lavoretto? “To take over Gaza!”, “We will own it”. Più che un protettorato, una scalata.
Per capacitarmene ho dovuto ascoltare più volte, predisponendomi a tradurre l’orrore in satira nella speranza di renderlo manifesto, come ogni giorno faccio per radio. Riporto i passaggi fondamentali: Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti devono “assumere la proprietà di Gaza” e deportare per sempre altrove tutti i palestinesi dando loro “un nuovo pezzo di terra bello e fresco”. Fanno -7 gradi in Groenlandia.
I palestinesi sono 2,5 milioni, ma quando Trump dice che vanno trasferiti “tutti” ne calcola 1,7 milioni. È il suo modo di ricordarci che il cessate il fuoco sta per finire. Dice testualmente che “Gli Stati Uniti devono assumere la proprietà di Gaza e trasferire i palestinesi da qualche altra parte”, aggiungendo che tutti quelli con i quali lui ne ha parlato “hanno adorato l’idea”. A cominciare da Gesù. Spiega che i palestinesi vivranno tranquilli anche nei paesi che al momento si dicono contrari all’idea di accoglierli. È l’unico passaggio del discorso in cui Netanyahu è sbiancato. Suggerisce che possa essere l’Arabia Saudita a costruire nuove città dove trasferire i palestinesi. Se è disposta a pagare per sentire parlare Matteo Renzi, deve avere soldi da buttare. Spiega che molti paesi nell’area sono pronti a investire nell’accoglienza dei palestinesi forzati a lasciare Gaza: la Giordania, l’Egitto, il Qatar. Nordio suggerisce la Libia. Dichiara che in caso di necessità, gli Stati Uniti sono pronti a inviare truppe a Gaza. Se gli Stati Uniti ce lo chiederanno. La conferma arriva via post su X da Marco Rubio, il Segretario di Stato americano: l’equivalente del nostro ministro degli Esteri con alcune differenze. La principale è che non riceve gli ordini dal nostro ministro degli Esteri.
In risposta alla domanda “Con quale autorità pensa di fare una cosa del genere? Sta parlando di un’occupazione permanente dell’area?!” risponde candido: “Sì, prevedo una proprietà a lungo termine”. Sapremo i dettagli quando il notaio aprirà il testamento.
In vista di quel giorno, il genero di Trump ha raddoppiato le quote nella società israeliana che costruisce villette per i coloni negli insediamenti illegali in Palestina. Jared Kushner, un giovane tutto case e famiglia.
Trump assicura che rimuovendo i palestinesi e “spianando la striscia di Gaza” gli Stati Uniti porteranno “stabilità a quella parte del Medio Oriente e forse all’intero Medio Oriente”. Come la volta in cui hanno bombardato gli afghani per dare la caccia a Bin Laden che era saudita e stava in Pakistan (fuochino-fuocherello) e, dopo un periodo di transizione di 13 anni, le truppe statunitensi si sono ritirate affidando il paese ai talebani in base all’accordo negoziato da Trump: “Il nostro compito è finito”. Gli afghani avevano dimostrato di sapersi massacrare da soli. O la volta in cui hanno bombardato l’Iraq per colpire i laboratori di armi chimiche di Saddam sulla base di prove che si rivelarono false. Come potevano immaginare che quello fosse l’odore del kebab di montone marinato al coriandolo? Trump ha spiegato che i palestinesi non vogliono stare a Gaza perché “è un posto sfortunato”. È pieno di specchi rotti. Parla di Gaza come se fosse una città incautamente costruita in zona sismica: “Gaza non è un posto dove le persone possono continuare a vivere! È un inferno, è il posto più pericoloso al mondo, i palestinesi rischiano di morire ogni giorno, è garantito che moriranno se resteranno!”. Non una parola sul fatto che è il posto più pericoloso al mondo perché sottoposto ai bombardamenti a tappeto dell’esercito israeliano con munizioni americane. Non è stata l’eruzione di un vulcano, è stato il colonialismo, mentre qui si litigava sul termine da adottare per definire lo sterminio come fine o mezzo.
Delle molte cose che pensavo mentre guardavo il video, una era la prima che ricordo di aver compreso riguardo a come gira il mondo: troppi soldi rendono la gente stupida. La ragione per la quale siamo l’unica specie il cui predatore più pericoloso è rappresentato da esemplari della specie stessa. Non è la miseria dei molti che spinge l’uomo ad azzannare i propri simili per assicurarsi le risorse per sopravvivere: è la follia di chi ha troppo a innescare lo sterminio. La follia di chi smette di sentire, pensare, vedere come sentono, vedono e pensano i suoi simili. Smette di preoccuparsi per le cose che preoccupano gli altri; di fare fatica, di emozionarsi, di sorprendersi per le cose che affaticano, emozionano, sorprendono i suoi simili. Smette di mangiare, vestire, dormire, fare l’amore, pisciare, come gli altri. Smette di essere chi siamo e diventa l’invasore alieno dei romanzi di fantascienza: l’astronave per Marte è per lui quello che per il resto del mondo è il trasporto pubblico. Un saggio struggente di Thorstein Veblen, La teoria della Classe Agiata, descriveva oltre un secolo fa questa alienazione: non l’alienazione marxista dei proletari, ma quella senza ritorno dei capitalisti e della loro stirpe di mogli e figli e generi condannati dalla sorte a una cosa che continua a sembrarmi peggiore dello sfruttamento e della morte. La vita senza la vita.

Fa pena

 

Parlandone da viva
di Marco Travaglio
Ieri, per la prima volta in vita nostra, abbiamo provato un moto di umana pietà per Daniela Santanchè. Combatterla quando era proterva e arrogante, riverita da tutta la destra che le permetteva di dire e fare tutto e il contrario di tutto, insultare avversari e alleati, giornalisti e passanti, era cosa buona e giusta. Ma vederla lì, sola e abbandonata dai cosiddetti amici ai banchi del governo, circondata dal nulla (cioè dai ministri minori Ciriani e Musumeci e dai sottosegretari minori Gemmato e Gava), in balia delle opposizioni che le urlavano di tutto nell’assenza di leghisti e forzisti e nel silenzio di una dozzina di peones FdI presenti, dava l’idea dello stato terminale della sua parabola politica. La Meloni non le rivolge la parola e non ne spende una in suo favore da settimane, compagni di partito e sedicenti alleati la vivono come un’imbarazzante zavorra di cui sperano che lei stessa li liberi. Salvini la difende a distanza, ma ormai esser difesi da Salvini è peggio di una condanna a morte. I processi avanzano e, se arriverà pure il rinvio a giudizio per truffa allo Stato sulla cassa Covid in aggiunta a quella per falso in bilancio (che sarà mai: fa curriculum), verrà trascinata alla porta a viva forza.
La vera domanda è perché, sapendo benissimo di avere il vuoto intorno e la sorte segnata, si esponga ancora a un simile stillicidio. Dimettendosi subito, eviterebbe di trasformare in un gigante Gennaro Sangiuliano che se ne andò all’istante per molto meno, anzi per quasi nulla. E consumerebbe una vendetta preventiva contro chi l’ha scaricata creando un pericoloso precedente (almeno a destra): se lascia il governo una ministra rinviata a giudizio, come può restarvi il sottosegretario meloniano Delmastro, la cui sentenza per rivelazione di segreti è attesa fra una settimana e l’interessato ha già detto che resterà al suo posto anche in caso di condanna? Renderebbe persino un buon servigio alla politica, costringendo FdI e le altre destre a fissare finalmente, una volta per tutte, la soglia minima di decenza oltre la quale persino i nipotini di B. devono sloggiare. Magari per dare una risposta a quel 71% di italiani (e a quel 58% di elettori FdI) che, secondo l’ultimo sondaggio di Youtrend, la vogliono subito a casa. Sono gli elettori che lei stessa ha abituato così nell’ultima dozzina d’anni, quando è riuscita (spesso in tandem con la Meloni) a chiedere la testa di ben 89 politici – tutti di centrosinistra tranne uno: l’allora ministro montiano Terzi di Sant’Agata, ora in FdI come lei – per condotte infinitamente più lievi delle sue: quasi mai per indagini penali, quasi sempre per una parola di troppo, un tweet un po’ acceso, una scelta politica, una presunta bugia. Si è fermata sul più bello, al numero 90: proprio quando toccava a lei.

L'Amaca

 

Ma quando arrivano i nostri?
DI MICHELE SERRA
Ogni giorno che passa, i media che si rivolgono alla parte di opinione pubblica più preoccupata per l’avvento di Trump versano qualche grammo di sale in più sulle ferite, pubblicando le biografie non rassicuranti dei componenti della squadra che governerà per quattro anni gli Stati Uniti. Nei ranghi del trumpismo abbondano stelline del web più malfamato, mattoidi cresciuti a pop corn e complottismo, estremisti e fanatici di ogni risma, compresi i suprematisti bianchi e i cristiani rinati (quelli che non mandano a scuola i figli perché non vogliono sentire nominare Darwin).
È importante, anche se penoso, sapere a quale svolta della sua storia si ritrova il cosiddetto Occidente.
Mi capita però sempre più spesso di saltare quegli articoli dopo avere letto il titolo; in parte perché già lo sappiamo, in che mani siamo; in parte perché sta diventando tossica l’abitudine di misurare il mondo con il livello di cattiveria, di mediocrità e di malanimo, e quello che manca di sapere non è quanto sono di bassa lega queste signore e signori; quello che manca di sapere è cosa combinano di buono e cosa inventano di nuovo i loro oppositori.
Diceva pochi giorni fa a Repubblica lo scrittore americano Colum McCann che l’America democratica è sotto commozione cerebrale per il colpo ricevuto. Ogni giorno accendo il computer per sapere se ci sono notizie sull’eventuale risveglio, e se qualcosa si muove anche in Europa, dove la sinistra sembra anche lei, per osmosi, al tappeto, come se fossimo territori d’oltreoceano degli Usa. Quella sì che sarebbe una sorpresa: leggere tracce di cosa potrebbe accadere di buono e di interessante nel futuro immediato, perché cosa è accaduto di cattivo già è agli archivi.