Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 5 febbraio 2025
Robecchi
“America first” L’Impero spaccone di Trump&Musk e i sudditi creduloni
di Alessandro Robecchi
Ogni mattina ciascuno di noi si alza, va in bagno, si lava i denti, si veste, fa colazione e si chiede cosa cazzo avrà combinato Elon Musk durante la notte, quanti dipendenti statali avrà licenziato, quanti miliardi avrà accumulato mentre noi dormivamo, quali programmi umanitari avrà cancellato, quanti appelli avrà lanciato ai fascisti e/o sovranisti di tutto il mondo; sovranisti tollerati e incoraggiati purché il sovrano sia lui. Un’attività così frenetica che persino il suo maggiordomo, Donald Trump, ha sentito il bisogno di precisare che “Musk non decide niente senza la mia approvazione”. Grazie, ha fatto bene a dircelo: non si ha memoria, nella storia degli Stati Uniti, di un presidente costretto a ricordare che il presidente è lui, non un altro tizio che comanda.
L’ultimo colpo di Elon (l’ultimo mentre scrivo, ma mentre voi leggete potrebbe già essere il penultimo, o il terzultimo) è la chiusura di Usaid, l’agenzia americana che si occupa(va) di aiuti umanitari in giro per il mondo, operatori e funzionari che decidono di mandare camion di aiuti se c’è un terremoto ad Haiti, un’epidemia di tubercolosi in Africa, un disastro naturale in Asia. Tutte seccature, per la categoria protetta dal nuovo presidente Elon e dal suo vice Donald, cioè il maschio bianco eterosessuale americano, possibilmente molto abbiente, segno zodiacale repubblicano, ascendente miliardario. Così, il mondo, da complesso e complicato che era, ridiventa semplice. Se c’è un incidente aereo si dà la colpa ai transessuali, se migliaia di americani si ammazzano col Fentanyl si dà la colpa al Messico, se le rotte commerciali dei concorrenti passano troppo a Nord si mette nel mirino la Groenlandia, se un’app cinese funziona meglio e costa meno di un’app americana la si vieta, e così via. Vanno al macero decenni e secoli di multipolarismo e tentativi (modesti, a dire il vero) di composizione dei conflitti, per tornare ai galeoni, alle colonie, ai conquistadores, alla lineare elementarietà dell’Ottocento. Ci serve oro? Semplice, conquistiamo chi ce l’ha. Carbone? Andiamo a prendercelo. Terre rare? Roba nostra. Eccetera eccetera.
Forse i più saggi, i più colti, quelli che hanno maneggiato qualche libro di storia, riconosceranno la sindrome: l’Impero in decadenza fa la faccia cattiva, si arrocca, e ricorda a tutti che lui è ancora il più forte, disposto a distribuire sberloni qui e là, soprattutto per fare il conto di amici e nemici. Tipo la signora Von der Leyen che per arginare Elon e Trump propone di comprare più armi e più gas da Elon e Trump. È come se di fronte a un leone affamato che vuole mangiarti tre figli, gliene lanciassi due per tenerlo buono. Che astuzia.
Come sempre, il più grande alleato del sovrano è il suddito accecato: forse anche un povero spagnolo del Diciassettesimo secolo pensava che derubando le Indie di oro e argento sarebbe diventato più ricco; mentre invece no, diventavano più ricchi solo i già ricchi, e a lui restava il compito di applaudire. È lo stesso meccanismo – oltretutto oliato da tre-quattro detentori dell’informazione mondiale, tutti alla corte di Elon e Donald – che si vede bene oggi: poveracci che tirano l’anima coi denti, che perdono diritti, assistenza, potere d’acquisto, sanità, welfare, diritto allo studio, ma che esultano perché – finalmente – si dà una lezione a quei froci-transgender-comunisti-statalisti di mezzo mondo. Poi via, a pagare la rata della macchina, il pieno di benzina, la bolletta del gas. E a stupirsi se tutto è più caro di prima.
Milan l'è...
Salvami l’ano
di Marco Travaglio
Mentre le destre di Frodo&Frode rilanciano la vecchia, laida, berlusconiana giustizia di classe da Marchese del Grillo, servirebbe un’opposizione compatta su un’idea opposta di Giustizia: quella della Costituzione. Invece abbiamo il Pd. Il suo tesoriere campano, fedelissimo di De Luca (per la serie “via cacicchi e capibastone”), viene arrestato per aver riciclato i proventi di un’associazione a delinquere che dava falsi permessi di soggiorno a migranti irregolari: se non esistesse, la Meloni lo fabbricherebbe identico. Poi c’è Sala, sindaco-cementificatore della metropoli più inquinata d’Italia, che intima al Pd di votare anche in Senato (alla Camera l’ha già fatto con destre&renziani) il condono edilizio graziosamente detto Salva Milano (o Salvami l’ano) per sbloccare i cantieri abusivi sequestrati dai giudici: una legge ad personas che legalizzi ex post i grattacieli e i palazzi fuorilegge dell’èra Pisapia-Sala e un colpo di spugna per dirigenti e palazzinari inquisiti. Il marchese Sala non ne fa mistero: “Io non chiedo al Parlamento un salvacondotto, ma di dare un’interpretazione legislativa e dire se avevamo ragione noi”, sennò “sarebbe in discussione l’operato mio e di Pisapia”. Quindi è proprio un salvacondotto: il Parlamento vota le leggi urbanistiche, i giudici indagano chi le viola, ma Sala non può esser “messo in discussione”, ergo il Parlamento deve mettere ai voti i processi cambiando le regole in corso: se il marchese non vuole sottoporsi alle leggi, le leggi devono sottoporsi al marchese.
Figurarsi con che faccia chi vota questa porcheria potrà dare lezioni ai marchesi&marchese di destra. Purtroppo l’idea eversiva che chi fa le leggi non sia tenuto a rispettarle ed esistano cittadini più uguali degli altri, come i maiali di Orwell, non è esclusiva della destra. Siamo reduci dal giubileo craxiano con epicedi trasversali, su su fino a Mattarella, a un ex premier corrotto pregiudicato latitante. E ora parte la “scuola di politica per under 35” fondata da Dario Nardella, eurodeputato Pd, che vanta nel Collegio docenti gli irrinunciabili Sala, Gentiloni e Elisabetta Belloni (che ormai si porta su tutto), ma anche i forzisti Tajani, Pichetto Fratin e Bertolaso (tutto vero). E nel Comitato scientifico un luminare del calibro di Gianni Letta, definito da Repubblica “padre nobile di Forza Italia”: forse perché negli anni 80, da direttore del Tempo, incassava fondi neri Iri; nei 90, da lobbista Fininvest, pagava mazzette al partito della legge Mammì (reo confesso e salvato dall’amnistia per 70 milioni al Psdi); e nei 2000, da sottosegretario di B., spalancava Palazzo Chigi al pregiudicato piduista Bisignani. Ora insegna la vera politica ai futuri dem: così il Pd di domani sarà persino peggio di quello di oggi.
L'Amaca
O si unisce o si disfa
DI MICHELE SERRA
«L’Europa è a un bivio: o è in grado di fare un passo avanti sull’unità, o sarà cancellata». Così dice Schlein intervistata da Cuzzocrea, e così cominciano a pensarla in molti europei. Trump è unadisgrazia ma potrebbe diventare un’occasione, perché anche grazie al suo avvento la drasticità del dilemma indicato da Schlein è sotto gli occhi di tutti, e il momento della scelta è alle porte: l’Europa o si unisce o si disfa, così a mezza strada non può rimanere. Non se lo può permettere.
O sceglie l’autodeterminazione economica e politica, oppure piega la testa, anzi le teste, una per ogni singola nazione, all’aspirante imperatore del mondo.
Sarà un ottimo argomento, questo, da spendere nei prossimi mesi contro le destre sovraniste che Musk sta reclutando a suon di quattrini: i vari Farage, Le Pen, Salvini, Vox, Orbán, erano nemici dell’Europa anche prima (Meloni non si capisce bene, è costretta dal suo ruolo a essere bifronte); di qui in poi lo saranno il doppio, in quanto anti-unionisti e in quanto fiancheggiatori del più determinato aggressore, dopo Putin e forse insieme a Putin, non solo dell’unità politica dell’Europa, ma anche dei principi ideali e culturali che di quell’unione sono la base: uguaglianza, solidarietà, diritti.
Un’entità politica nata dalla sconfitta del nazifascismo non può che essere odiata dagli eredi, diretti e indiretti, di quella storia nera. L’Europa è vista dai suoi nemici, esterni e interni, come una fonte malefica di cultura democratica. Liberal-democratica e social-democratica. Sovranisti e populisti non possono desiderare che la sua distruzione. Forse, finalmente, l’Europa è costretta ad accorgersi di avere, anche, un’anima politica.
Un grandissimo Presidente!
Ecco l'intervento di ieri sera del grande Presidente Conte, intervenuto nel programma del più grande produttore di bava in circolazione.
Bravo Presidente ad aver asfaltato una caciottara ed un simil giornalista servile ed ignobile!
martedì 4 febbraio 2025
Bella foto!
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