lunedì 3 febbraio 2025

Attorno alla vergogna

 

Giù le armi. La prima causa di fame al mondo sono le guerre
DI BARBARA NAPPINI*
In Ucraina, oggi, più di 7 milioni di persone vivono in condizioni di insicurezza alimentare, per via dell’inflazione, dell’impossibilità di coltivare i campi disseminati di mine e per mancanza di mano d’opera. La Russia, terzo maggiore produttore di grano dopo Cina e India, l’anno scorso ha visto la sua produzione di derrate vegetali crollare del 14%. In Sudan, altro scenario di guerra, ben 17,7 milioni di persone sono in uno stato di grave insicurezza alimentare. L’esercito israeliano è responsabile di ben 8.660 ettari di terreno agricolo palestinese devastato: frutteti, oliveti, campi di ortaggi e cereali.
In Italia la spesa militare complessiva per il 2025 è di 31,2 miliardi: l’aumento decennale in termini assoluti è stato pari al 61%. Una ricerca tedesca ha studiato il prezzo della fame nel mondo: debellarla entro il 2030 costerebbe circa 280 miliardi di euro. Una cifra ridicola rispetto alla spesa militare globale quotidiana: 6,7 miliardi. In 50 giorni di pace globale avremmo quel valore.
Abbiamo una trave nel piatto, anzi un kalashnikov: la guerra è infatti la prima causa di fame al mondo. Lo scorso anno i conflitti armati hanno trascinato 135 milioni di persone in più verso la fame. Il futuro è quantomai incerto perché viviamo una fase nella quale il potere è frammentato: una sorta di sistema anarchico confuso e rischioso, un nuovo medioevo. E nonostante la dirompente innovazione istituzionale che ha rappresentato l’Europa, oggi essa stessa e la democrazia che incarna, sono messe in discussione, anche a mezzo guerra: i conflitti sono infatti oggi utilizzati per creare instabilità, non stabilità. D’altronde la democrazia è complessità e la semplificazione ne è la prima crepa.
Il ritorno alle logiche di forza, all’imperialismo, una cultura marziale diffusa e disinvolta, sono una preoccupante deriva della semplificazione. Il multilateralismo ha prodotto accordi, carte d’intenti, regole che non hanno funzionato perfettamente, ma che esistono ed esprimono valori. Non saranno i singoli Stati a poter affrontare una crisi tanto trasversale, ma federazioni di Stati forse sì, l’Europa sì: se sarà capace di immaginare un’idea di mondo – senza guerra, né fame – e trasformarlo in concretezza.
*Presidente Slow Food Italia

domenica 2 febbraio 2025

L’Amaca



Tutto il potere ai followers

di Michele Serra

“Qualsiasi cosa faccio diventa virale su TikTok”, dice Fabrizio Corona, “siamo a 320 mila iscritti, il mio obiettivo è arrivare a un milione. Può essere antesignano di un partito politico che, come hanno fatto i 5 Stelle, vinca le elezioni”. Non si può dire se il programma dell’ormai stagionato paparazzo avrà successo. Ma si può dire che è legittimo, plausibile, perfettamente dentro l’epoca. Potrebbe farcela, e molto meglio e ben prima di lui potrebbe farcela chi di followers ne ha milioni, per qualunque motivo, per qualunque merito, o anche senza alcun motivo, e per zero meriti.

Chiunque cerchi di capire l’epoca, di afferrarne il senso, non può ignorare che QAnon, il sito più paranoico tra i paranoici, quello che sostiene che il mondo sia retto da un complotto di pedofili e di ebrei, ha milioni di followers. E che Trump è diventato presidente degli Stati Uniti anche, se non soprattutto, in virtù dell’appoggio entusiasta di quel genere di seguaci. Trump non è molto diverso da Corona (se non per i quattrini, che Corona vorrebbe avere ma non ha), non lo è per cultura né per ideologia, l’ideologia della forza e del denaro come unica leva, il resto è merda da disprezzare e da sottomettere.

Un sacco di gente adora questo culto della sopraffazione, specialmente i sopraffatti, i deboli e i frustrati che sperano di vendicarsi per interposta persona. È un culto senza radici e dunque destinato al deperimento e alla morte, senza amore e dunque destinato alla meschinità e all’abbrutimento. Ma funziona, nel breve fa sfracelli, e danni incalcolabili. Corona ha presentato il suo “libro” a Milano in una libreria importante. Il suo editore (importante) non è nemmeno il mandante, o il complice. È solo lo spettatore impotente, come noi tutti.

Grande gioia


Mamma è tornata a casa finalmente! Una grande gioia.. con alcuni impercettibili problemini.. il rapporto con la badante, dopo due soli giorni, è molto simile, e forse un zinzinino peggiore, a quello di Trump con un illegale nero colto a spacciare. Dopo la spesa fatta secondo un canovaccio che ricorda la procedura di distacco del Lem dalla Luna durante la missione Apollo 11 - le cipolle non troppo piccole né troppo grandi e non più di quattro; le dimensioni delle arance devono essere tali da stare nella fruttiera; le mozzarelle non troppo grandi che poi non le mangio; guarda la scadenza del latte; i kiwi devono essere morbidi ma non troppo - è arrivato l’infausto momento di metterla in frigo, momento topico, con lei dietro seduta su una seggiola con l’espressione di un docente della Normale incazzato  mentre sta interrogando un sessantottino col fazzoletto rosso al collo. Il posizionamento delle cibarie nel frigo, di una precisione simile a quella in auge nei laboratori orafi di Arezzo, avrebbe irritato oltremodo il Papa Buono e portato alla scurrilità il Mahatma Gandhi, e, visto il tempo trascorso, al completo sbrinamento dell’elettrodomestico, infarcito naturalmente da frequentissimi inviti a lavarsi le mani tipico di una tendopoli sanitaria installata in una zona africana colpita dall’Ebola. Ma tutto questo passa in secondo piano, naturalmente! Gulp!

Un’idea



Come definire l’antipatia, il subitaneo attacco alle gonadi, la foruncolosi incipiente per il smargiasso, per il continuo travalicamento di regole? Un’idea ce l’avrei…

Ha stato



Ha stato Conte 

di Marco Travaglio 

Problema: come nascondere lo scandalo di un governo che libera un torturatore ricercato dalla Cpi e dice di averlo fatto perché è un criminale pericoloso, dopo aver sempre detto che i delinquenti pericolosi vanno arrestati buttando via la chiave per evitare che continuino a delinquere? Soluzione: si segue la linea Ferragni sventolando al posto delle corna le idee politiche del pm Lo Voi e dell’avvocato Li Gotti per non parlare delle loro azioni (una denuncia legittima e un atto dovuto). Problema: come trasformare Li Gotti e Lo Voi, uomini di destra, per giunta incensurati, in due comunisti sfegatati? Soluzione: si cercano scudi umani che non hanno una faccia e dunque non temono di perderla, e li si sguinzaglia nei media. Così Li Gotti, ex militante del Msi e di An, poi dipietrista e sottosegretario nel Prodi-2, diventa un amico di Prodi, anche se non l’ha mai frequentato (i sottosegretari non partecipano ai Cdm). E Lo Voi, da sempre esponente e dirigente della corrente destrorsa MI, diventa una toga rossa anche se le correnti di sinistra l’han sempre osteggiato in ogni nomina. Infatti divenne procuratore di Palermo e di Roma coi voti al Csm dei laici e dei togati di destra.

Si poteva andare sul sicuro urlando “Ha stato Putin”, o “la Wagner”, o “gli hacker russi”, che si portano su tutto. Ma poi si doveva spiegare come mai la Cpi vuole arrestare pure Putin. Meglio un altro classico del complottismo, non solo meloniano, ma trasversale: “Ha stato Conte”. Funziona sempre benissimo. Frana a Ischia? Colpa del condono edilizio di Conte, che naturalmente non ha mai fatto condoni edilizi. Il governo non ha soldi per la Finanziaria perché ha firmato il Patto di stabilità che ci fa partire ogni anno da -13 miliardi? Colpa di Conte che ha fatto il Superbonus (volàno del boom post-Covid, applaudito e sostenuto per quattro anni dalle destre). Il governo non riesce a spendere i 209 miliardi del Pnrr? Colpa di Conte che ha strappato troppi soldi dall’Europa: doveva battere i pugni per non ottenere neppure un euro. Il Messaggero lo tirò in ballo persino su una strage di quattro donne a Roma: “Il killer aveva il reddito di cittadinanza”. Rep svelò un “record di ladri acrobati grazie alle impalcature del Superbonus”. Poi Conte fu linciato persino per due giorni di ferie a Cortina e perché d’inverno indossa financo un maglione dolcevita. Possibile che non c’entri anche col caso Almasri? Certo che c’entra: quel gran genio di Fazzolari l’ha sgamato l’altroieri: nel 2021 pensò di nominare Lo Voi alla Cpi. Il classico processo alle intenzioni, peraltro presunte visto che non lo nominò. L’unica nomina Lo Voi la ebbe nel 2010 a Eurojust grazie al governo B.. Dov’era ministra la Meloni. Quindi non si scappa: ha stato Conte.