martedì 29 ottobre 2024

Ciao Inga!



Un saluto alla bellissima assistente del dottor Frankenstein!  Ti sia lieve la terra Inga!

Sconfitta per il futuro


Se fossimo un paese normale ciò che è accaduto ieri in Liguria non sarebbe mai successo: dopo sei mesi di prigionia domiciliare del passato governatore, rivince la stessa coalizione, puntellata dal dimissionario sindaco di Genova, Bucci, che diresse la costruzione del nuovo ponte di Renzo Piano dopo che il Morandi crollò per gravi mancanze manutentive (verrebbe da dire "egraziealcaxxo col progetto di Piano e il via libera dai giusti vincoli di controllo ero in grado pure io di rifare un ponte in un anno" ma non serve perché, tutto sommato, Bucci è una persona onesta) 


Imperia è stata la grande agevolatrice di questa vittoria del centro destra; Imperia col suo signore che non s'accorse di avere un appartamento con vista Colosseo, si proprio lui, lo Scajola che da quelle parti ancora tutto può. Imperia, terra di agevolazioni, cemento, fatture in cerbottane, intrisa da sempre da quel turismo pro loro pregno di sfavillanti barche da urlo. Da Imperia è partita la riscossa per un altro quinquennio di attacco alla sanità pubblica, di elevazione di terre magiche per accogliere ricconi e spaventare noi normali. Non ci dovremo più lamentare se le liste di attesa di una visita medica si allungheranno oltre l'immaginabile per agevolare il pagamento nel privato della stessa, in ambienti dorati e ultra veloci; nessun gemito salga per ospedali da costruire con l'intervento dei privati, con rette annuali decennali da pagar loro che indeboliranno le già faticose prestazioni del pubblico. 

Non s'alzi nessun gemito da coloro che non sono andati a votare per chissà quale motivo, visto che lor signori, fingendo il contrario, son ben felici di vedere astensioni abnormi come quella ligure; meno gente vota infatti e più è certo e sicuro il nuovo sacco politico. 

Non bofonchino i cinque stelle impelagati in sterili guerriglie d'aria fritta, col fondatore in preda alla classica smania di non scomparire tipica di ogni umano; si silenzino i comunisti al 2% che, sull'esempio del Faustino amante di Cortina e irrorato da una mega pensione alla faccia dei compagni che non magnano come lui, preferiscono lo scellerato isolamento simile al tagliarsi le gonadi per far dispetto alla moglie. 

Sia silente anche il Rignanese commentante dall'Arabia la sinistra caporetto a causa della sua cacciata: nel caso fosse entrato in coalizione i voti sarebbero stati molti di meno, compreso il mio. 

E quindi via di corsa verso un nuovo quinquennio di grandi opere, di liofilizzazione di concetti sociali a scapito delle tipiche ribalderie sempre più divaricanti la condizione tra ceti, tra province, tra noi; ciao alle spiagge libere, addio pronto soccorso dignitosi, bye bye a politiche sociali proteggenti i deboli, alla protezione dell’ecosistema di per sé già martoriato. 

Code, pusillanimi infoiati ad ingolfare luoghi un tempo da rispettare ed assaggiare nel silenzio, ristoranti scoppiettanti coi tripli turni e cerbottane per le ricevute fiscali, mega navi da crociera per i giusti suffumigi degli indigeni, tappeti rossi ovunque accoglienti attila e compagnia, carte di credito in bocca per cercar rimedi alla caducità della vita! 

Evviva il popolo ligure ha deciso: frustateci ancora che ci piace tanto!

Natangelo




Ringraziamenti

 



Risposta

 

Molly e il delitto di “perculamento di parlamentare”: tintinnar di manette
DI DANIELA RANIERI
Da quando Lollobrigida è uscito dalle grazie di Giorgia e Arianna, e quindi dalle sorti della Nazione, siamo in cerca di un degno sostituto. Forse l’abbiamo trovato: Federico Mollicone, “deputato di Fratelli d’Italia, comunicatore, quasi filosofo, creativo”, almeno stando alla biografia che s’è scritto da solo su X. Ieri, di colpo famoso perché secondo alcuni è stato lui ad alimentare il tirassegno contro Giuli (ha pure baccagliato con Arianna), ha dato un’intervista a Repubblica (come a dire: io non c’entro). Innanzitutto ha redarguito duramente Report e i media che fanno “character assassination, una tecnica giornalistica per distruggere la credibilità dei politici”, come se non ci riuscissero benissimo da soli, come se a Sangiuliano la “influencer del wedding” gliel’avesse fatta conoscere Report. Poi biasima il fatto che “il giornalismo parlamentare è diventato giornalismo satirico, sembrano tutti autori di Crozza o del Bagaglino”. Povere stelle. Hanno la fiamma nel simbolo, le aquile tatuate e i busti di Mussolini, e gli fanno paura gli sfottò da Bagaglino? No, è che “ormai lo sport preferito sui giornali è prendere per i fondelli Tizio e Caio, con toni diffamatori e derisori. Una cosa a cui bisogna porre rimedio”. Mollicone non dice come intende farlo: un decreto che introduca il reato di perculamento di parlamentare? Ci fa arrestare? Più avanti Molly (che ha solo il diploma di liceo linguistico ergo è presidente della Commissione Cultura) ci fa volare: “Quando si parla di un deputato o di un senatore, tutelati dall’art 68 della Costituzione, si devono usare toni rispettosi”. Per chi non lo sapesse: l’art. 68 dice che i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni e che occorre l’autorizzazione della Camera per arrestarli, perquisirli o intercettarli. Come fa a leggerci un diritto del parlamentare a non essere preso in giro, lo sa solo lui.
Prima che istituiscano la polizia speciale contro le prese per il culo di onorevoli e senatori: Mollicone è colui che montò tutta una polemica no-gender contro Peppa Pig perché in una puntata compariva una famiglia di orsi gay. Rischi dell’esser filosofi, o quasi (in caso ci appelliamo all’art. 21, che almeno c’entra qualcosa).

Analisi Brics

 

La riunione Brics, esempio di cooperazione globale
DI ELENA BASILE
Nell’indifferenza della stampa occidentale, ha avuto luogo a Kazan, sotto la presidenza russa, il XVI vertice dei Brics che ha riunito i membri fondatori (Russia, Cina, India, Brasile e Sudafrica), i nuovi membri a partire dal 1º gennaio 2024 (Egitto, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Iran, Etiopia), i partner sulla via dell’adesione (Cuba, Bolivia, Indonesia, Malesia, Thailandia, Vietnam, Algeria, Nigeria, Uganda, Turchia, Bielorussia, Kazakistan, Uzbekistan) e tanti altri paesi rappresentativi del cosiddetto “resto del mondo”. Il Segretario generale dell’Onu ha partecipato. L’Anp, in rappresentanza dello Stato di Palestina, era presente. I Brics rappresentano il 40% della popolazione mondiale e il 37% del Pil mondiale. Si è trattato di un evento storico che ha riunito i rappresentanti di civiltà millenarie: l’Egitto, l’Iran discendente dalla Persia, la Cina, l’Etiopia… Allo spirito suprematistico dell’uomo bianco, i Brics oppongono il dialogo interculturale in una paritaria diversità. I rappresentanti dei produttori di petrolio Arabia Saudita, Emirati, Iran, Russia, Nigeria, Algeria, cooperano in uno stesso foro. I principali Paesi africani che da tempo bussano alle porte dell’Onu come Sudafrica, Nigeria, Uganda sono candidati alla membership. Paesi sotto embargo statunitense come Cuba e Venezuela hanno la possibilità di affrancarsi dal ricatto di Washington grazie a una rete di alleanze. L’Indonesia, Paese di 240 milioni di abitanti, strategico per la politica di contenimento statunitense della Cina, e la Turchia, paese membro della Nato, dimostrano di rivendicare un’autonomia in politica estera dai diktat imperiali basata sull’interesse nazionale. L’assenza del sovrano saudita, impegnato in un incontro col Segretario di Stato Blinken, e il fatto che l’Arabia Saudita non abbia completato l’iter di adesione, hanno fatto supporre a molti osservatori pressioni fortissime di Washington su Riad al fine di evitare l’adesione ai Brics. Secondo alcuni analisti, gli attentati terroristici dei curdi, ormai pilotati dagli Stati Uniti contro la Turchia, costituirebbero il disperato ricorso alla violenza di un impero in declino per richiamare all’ordine un membro dell’Alleanza atlantica. Si potrebbe fare una facile ironia sulla retorica occidentale relativa alla mitica libera scelta di Kiev di entrare nella Nato.
Come l’impero inglese nel suo intento di scalzare l’impero olandese nel Diciannovesimo secolo e quello americano in grado di spodestare nel Ventesimo il Regno Unito. I Brics costruiscono la loro potenza puntando sullo sviluppo economico, manifatturiero e tecnologico, guardando alla Cina, in grado di liberare dalla povertà 800 milioni di persone in soli 40 anni, come un esempio. Puntano sulla interconnettività e le reti di trasporti marittimi, le dinamiche portuali, la cooperazione energetica. Considerano la Via della Seta cinese un progetto pieno di opportunità. Hanno creato una Borsa del grano e sono in programma le Borse dei prodotti petroliferi e di altri metalli. Infine, cercano di stabilire una finanza indipendente creando banche proprie, un sistema di pagamenti alternativo allo Swift, incentivano il commercio bilaterale in monete nazionali, studiano la possibilità di realizzare piattaforme digitali alternative. Escludono infine la moneta unica consapevoli che essa è espressione di convergenze economiche oggi ancora lontane tra economie differenti. Non seguono in altre parole il cattivo esempio dell’euro. Preferiscono alla moneta privilegio di un singolo Stato, come il dollaro, un sistema più equilibrato basato sull’ancoraggio a materie prime come l’oro, e sulle compensazioni ideate da Keynes col modello Bankor.
La presidenza russa ha evitato di porre in agenda il conflitto russo-ucraino e di forzare il sostegno dei membri Brics alla postura di Mosca nella guerra. Si è invece perorata la riforma delle Nazioni Unite al fine di dare agli emergenti il ruolo che l’Occidente collettivo ha negato negli anni. Contro le regole create a proprio piacimento dall’unipolarismo Usa, i Brics si appellano al multilateralismo basato su parametri oggettivi, espressione della volontà comune, della mediazione tra interessi differenti. Il Segretario dell’Onu non poteva mancare a una riunione di tale portata. Particolarmente sgradevole è stato l’attacco a Guterres da parte di una certa stampa occidentale. Il politico portoghese, ex primo ministro famoso in patria per le sue posizioni moderate e inclini al compromesso, in qualità di Segretario Onu ha cercato di assolvere ai suoi compiti senza appiattirsi acriticamente sulle posizioni occidentali. A dire la verità ha fatto il minimo. Ma questo è bastato alla classe di servizio per condannarlo e accusarlo di filo-putinismo e di plaudire alla vergognosa decisione israeliana di considerarlo persona non grata.