martedì 18 aprile 2023

A voi!


Con quella giusta cazzimma che la foto trasmette… al resto ci penserà la Storia! 
Forza Ragazzi!

Chiaramente







Eh si!

 


Gli ambiti sono diversi, totalmente differenti; ma la metodologia si somiglia molto: rigurgitare, intorbidire, riesumare. Dalla puntata di Report di ieri sera s'evince che Lucianone sta tendando di riportare a galla le efferatezze d'altri tempi per cercare di legittimare l'idea "rubavano tutti" di cinghialona memoria. E probabilmente in parte sarà vero. Ma Moggi era il padrone assoluto del calcio, faceva il bello e cattivo tempo, intimidiva gli arbitri, come un'intercettazione ha confermato, accarezzava cervici molto importanti, usava schede telefoniche elvetiche non tacciabili. E gli altri? Il compianto Facchetti e Zio Fester ad esempio cercavano di far qualcosa anche loro, tutto il circo era in fermento; Ciellino, divenuto in fretta e furia presidente della Lega, conferma di aver bruciato faldoni interi, per evitare il crollo totale del sistema, il sistema ideato e coltivato da Moggi. Hanno pagato molti, la Juve di più perché era il centro, il fulcro, il motore del grande inganno. A quei tempi il Milan aveva presidente il Premier italiano (uno dei miei più grandi dolori) e Ad il presidente della Lega. Avrebbero potuto vincere decine di scudetti consecutivi. Moggi dunque tanto potente da ipotizzare la salita al soglio Fiat di Andrea Agnelli, ovvero la sua fine, la caduta voluta anche, e soprattutto, da John. 
Questo rigurgito di Luciano arriva alla vigilia della sentenza sulla conferma o meno della penalizzazione, l'ennesima, della squadra della famiglia sabauda, il cui intreccio col torbido è tanto eclatante da essere sfociato in una lotta enorme per la fantasmagorica eredità degli Zii Gianni e Marella. Report, Dio lo benedica, ci informa che la cassaforte Dicembre, società semplice e mai emersa per un ventennio, proteggeva i monarchi dal pagamento di balzelli, e la spartizione delle quote avvenne in versione svizzera, allontanando tasse per centinaia di milioni, perché Marella risiedeva là, secondo gli eredi. Cosa non vera, pare, certificata dagli spostamenti e dai periodi troppo corti di presenza in terra elvetica. Questo per dire che alla fin fine qualcosa di vero nel loro modus operandi, differente da regole sportive e civili per conclamata allergia, c'è sempre stato e sempre ci sarà. La loro visione è questa. Gli altri si devono arrangiare come possono.

lunedì 17 aprile 2023

Sempre scherzando!




Grammaticalmente parlando



Il rampollo dell casa sabauda scrive tweet in modo insolito… ad esempio lasciando uno spazio dopo la lettera per inserire punto o virgola; oppure mettendo maiuscole ad minchiam; o non mettendo punteggiatura trasformando lo scritto in un telegramma; elaborando pure strafalcioni del tipo “a tutti vi mando Forza , Grinta e Determinazione che a noi non manca .”  A tutti (vi) mando- Non manca(no)! 
Mi chiedo se uno come lui non possa permettersi qualche ora di supplenza in italiano, visto che è pur sempre il fratellino di uno che affastella miliardi. Anzi… miliardi . (Il punto spostato si vede che per lui è un po’ come portare l’orologio sopra il polsino…

Saggio Tomaso

 

Ambiente, chi reprime il dito non vede la luna in estinzione
“IMBRATTATORI” E TOLLERANZA ZERO - Hanno capito che il patrimonio culturale è piegato al modello economico che lo distruggerà. Punirli per questo significa dar loro due volte ragione
DI TOMASO MONTANARI
“Elly Schlein ha detto che chi imbratta i palazzi delle istituzioni va ascoltato perché chiede di ascoltare la scienza. Chi ha imbrattato Palazzo Vecchio non è un seguace della scienza: è un vandalo che fa del male alla cultura, alla bellezza, all’identità di un popolo. Chi vandalizza l’arte non merita di essere ascoltato: merita di essere punito” (tweet di Matteo Renzi, 21 marzo). Non delude mai il nostro Lawrenzi d’Arabia: ha sempre, infallibilmente, torto. E sempre da destra. E la destra – quella nera – è con lui. Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge sulle Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici. Non sono i sei anni di galera che avrebbe voluto qualche altro sansepolcrista, ma “solo” multe fino a 60.000 euro. Di fronte alle campagne culturali e politiche di una generazione che a ragione si definisce l’ultima (fondandosi su evidenze scientifiche rigettate solo da terrapiattisti al soldo dei padroni del vapore), la risposta di tutte le destre italiane è solo una: repressione! Ed è inquietante che anche una parte della magistratura alimenti questo clima di caccia alle streghe, contestando nientemeno che l’associazione a delinquere a chi si associa per ricordarci che siamo vicinissimi alla catastrofe ambientale.
Rispondendo al sopracitato tweet del noto leader saudita, l’account twitter “Jet dei ricchi” (che stima l’impatto ambientale dei voli privati dei ricchi) ha chiesto: “Invece cosa merita chi vandalizza l’ambiente?”. Questo è il punto: la repressione mira a spezzare il dito, ignorando la luna che esso indica. E quella luna è la prossima auto-estinzione dell’umanità. A lor signori non interessa cosa capiterà a Venezia con l’innalzamento del livello dei mari, né cosa succederà alle tavole medioevali delle chiese quando (nel 2050: domani) la temperatura di Milano sarà quella che oggi è a Marrakech. No: il vandalismo sarebbe la vernice lavabile! E sconcerta che anche la benemerita Italia Nostra sia caduta nella trappola, inneggiando ciecamente alla repressione (nessuno può parlare per i morti, ma scommetto che se Antonio Cederna fosse vivo restituirebbe la tessera). “Jet dei ricchi” ha tracciato la pazzesca rete di voli privati che ha scarrozzato riccastri di tutta Italia a Vinitaly: c’è anche chi ha volato a Verona da Milano, Venezia e addirittura da Brescia. Un’orgia di esibizionismo e di ostentata incoscienza ambientale: quale multa dovrebbe colpirne i protagonisti? D’altra parte, se a Vinitaly ci sono anche i piccoli eroi che fanno vini straordinari custodendo paesaggi e ambienti non meno straordinari, la parte del leone la fanno i colossi che non di rado compiono devastanti speculazioni che massacrano paesaggio e ambiente. Come è noto il ministero della Cultura (lo stesso che ha proposto la repressione contro gli attivisti del clima) ha ritenuto di deportare il Bacco di Caravaggio proprio a Vinitaly. E dunque chi è che “destina i beni culturali… ad un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico” (così il disegno di legge)? Chi li usa (lasciandoli incolumi) per una campagna civile dall’indubbio valore scientifico, o chi ne abusa per legittimare il modello economico che porta l’ambiente (e con esso il patrimonio storico e artistico, all’ambiente inestricabilmente fuso) alla rovina? Allora, spero che la prevista sanzione amministrativa “del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 40.000” venga tosto inflitta a direttori generali e direttori di museo che sistematicamente destinano le loro opere “ad un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico”. Un altro articolo prevede che “chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui è̀ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 20.000 a euro 60.000”. È assai discutibile che chi usa vernice lavabile su beni culturali ricada in questa fattispecie: vedremo che succederà in tribunale. Molto meno discutibile è che vi ricadano coloro (vescovi, parroci, dirigenti del Fondo edifici di culto, soprintendenti…) che non rendono fruibili le chiese storiche, tenendole chiuse a centinaia. O coloro che non restaurano e rendono di nuovo fruibili i beni culturali terremotati. O coloro che tengono chiusi archivi e biblioteche. Questa vasta associazione a delinquere sarà finalmente punita? Metteremmo un cero a santa Eteronegesi dei Fini!
Sappiamo bene che il nostro patrimonio culturale è in gran parte abbandonato e negato. E in un’altra parte piegato ad una economia estrattiva (il “petrolio d’Italia”!) che privatizza gli utili e socializza le perdite. Ecco perché i ragazzi e le ragazze di Ultima generazione hanno scelto bene: mentre altri abusano del patrimonio per estrarne soldi e potere, loro lo usano per destarci dal torpore. Punirli per questo significa dar loro doppiamente ragione.