giovedì 23 marzo 2023

Baronessa!

 


Daje!

 

Gra-tui-ta-men-te
di Marco Travaglio
Dopo avere perculato Conte perché spiegava che, col Superbonus 110%, gli italiani potevano adeguare “gra-tui-ta-men-te” le proprie case all’efficientamento energetico e agli europarametri green, risparmiare sulle bollette e sulle emissioni e intanto creare un milione di posti di lavoro, far emergere il nero e rilanciare l’edilizia, come in ogni investimento pubblico che si rispetti, ora è la Meloni a sventolare in Parlamento il “gra-tui-ta-mente” a proposito delle armi. Solo che il gratuitamente di Conte era vero, quello della Meloni è una balla. Le armi che inviamo all’Ucraina, che acquistiamo per sostituirle e che aggiungiamo per raggiungere il traguardo (“da pazzi” secondo il Papa, urgente per Meloni&Crosetto) del 2% di Pil di spesa militare, non sono affatto gratis. O meglio, lo sono per gli ucraini, ma non per noi, che le paghiamo care e salate con le tasse e i tagli ai servizi pubblici (nella Finanziaria ci sono già meno scuole e meno fondi alla sanità). Solo che, diversamente dal Superbonus, non sono investimenti produttivi ed ecologici, ma costi improduttivi e inquinanti. E anche inutili, visto che il futuro esercito europeo dovrà unificare le tipologie di armamenti e, per l’economia di scala, ridurre l’attuale spesa dei 27 Stati membri. Per la premier, “raccontare che l’Italia spende soldi per mandare armi a Kiev è puerile propaganda: l’Italia invia all’Ucraina materiali e componenti già in suo possesso”. Che però non sono fondi di magazzino superflui (sennò perché acquistarli e rimpiazzarli?), ma servono alla nostra difesa.
In un anno l’Italia ha inviato a Kiev aiuti militari per “circa un miliardo”: l’ha detto il ministro Tajani a gennaio. E un miliardo sta spendendo in più fra ripristino delle scorte e contributi al settore. La sola batteria Samp/T (missili terra-aria franco-italiani) costa 800 milioni e va subito sostituita. L’ha detto Crosetto al Senato: “L’aiuto che abbiamo dato all’Ucraina ci impone di ripristinare le scorte che servono per la difesa nazionale”. Poi ci sono i fondi che ogni Stato Ue, tra cui l’Italia, invia all’European peace facility (Epf) creato nel 2021 per gestire le spese in armamenti: finora ha stanziato 3,6 miliardi e l’Italia ha contribuito con 450 milioni. E chi arma l’Ucraina può farsi rimborsare un 30-40% degli invii, ma non le spese per ripristinare le scorte di armamenti (che ora costano molto più di quelli acquistati anni fa e ceduti a Kiev). Così, secondo i calcoli di Milex, si arriva a un miliardo già speso. Che non è niente rispetto all’obiettivo – su cui la Meloni “mette la faccia” – di aumentare il bilancio militare al 2% del Pil: sono 13 miliardi in più all’anno (in aggiunta agli attuali 30). Ovviamente a carico nostro, perché qui nulla è gratis: neppure le balle che ci raccontano.

mercoledì 22 marzo 2023

Che cos’è il Genio…




Voglia di Lesson



Per carità siamo tutti sulla stessa barca, ci mancherebbe! Ma avere a fianco l’albionico che col suo panino con mortazza, burro e una specie di omelette frullata, chiede il cappuccino… mi indurrebbe ad alzarmi, prendendo gessetto e lavagna per iniziare la Lesson One: “cari isolani, già nella storia vi civilizzammo una volta, adesso credo occorra la seconda: il cappuccino non lo dovete abbinare ad minchiam, perché non è una bevanda comune, bensì ha la sua tradizione, di silenzio e meditazione, di osservazione rigida al tuffo del biscotto o della brioche. Il mattino è custode geloso del cappuccino, gli dei del gusto ogni qualvolta lo accostate a uova o altre corbellerie, s’inalberano assai, pregustando le giuste punizione da infliggervi, vedasi la guida a sinistra, la libbra e il pollice. Pertanto studiate per migliorarvi!”  Ma come detto siamo tutti fratelli. Almeno dicono…

Corso



A Firenze per un corso sulla preparazione del tofu…

Se il buongiorno…


Troppe novità 

di Marco Travaglio

Una svolta. Un ciclone. Un terremoto. Anzi, una rivoluzione. Elly Schlein cambia tutto: non solo il Pd, ma pure gli altri. “Oscura” tutti, “si prende” questa e quella piazza, “si prende il salario minimo”, “si prende la Cgil”, “si prende i diritti civili” (solo i media non c’è bisogno di prenderli: quando si tratta di Pd, sono già presi). Ormai, a parte Meloni, c’è solo lei. E Meloni la teme, oh se la teme. Perché Todo cambia, come diceva la canzone. Ma pure quell’altra, Penso positivo: “Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa… da Che Guevara fino a Madre Teresa, passando da Malcom X attraverso Gandhi e San Patrignano… Niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare, fermare quest’onda che viene e che va…”. E il Pd, non avete visto com’è cambiato il Pd? Ora dice sì ai diritti civili, come prima; sì al salario minimo, come prima (tanto oggi mancano i numeri e dirlo non gli costa niente, mentre quando c’erano i numeri gli toccava dire sì e poi sabotarlo); no a tutte le mafie, come prima (e come tutti); e no ai capibastone e ai cacicchi, tranne Guerini, Orlando, Gori, De Luca jr., Bruno Bossio, Nardella, Margiotta, Leodori, Pezzopane, Pollastrini e un’altra carrettata di teneri virgulti entrati nella “nuova” Direzione.
E poi la politica estera: tutta nuova. Un cablo pubblicato da Wikileaks diceva che “il Pd è concepito dagli Usa come una operazione di contenimento della sinistra”. Quale migliore occasione per smentirlo sull’unica questione – il sì al negoziato e il no alle armi in Ucraina – che può infastidire la premier guerrafondaia agli ordini di Biden? Invece Elly conferma il cablo: pacifista quando non stava nel Pd, ora che è iscritta e segretaria vota il decreto Armi con le destre e il Sesto Polo; e tace nel dibattito parlamentare sulla guerra e fa parlare due fedelissimi di Guerini, che è un po’ il Crosetto del Pd. Non bastando queste novità da capogiro, ecco quella sui conflitti d’interessi. Ieri i 5Stelle presentano una mozione sullo scandalo Qatar per vietare per legge a ministri, parlamentari, assessori e consiglieri regionali e comunali di prendere soldi da Stati esteri (come han fatto illecitamente i vari Panzeri dal Qatar e dal Marocco e come fa lecitamente Renzi dai sauditi e da altri). Perfino Letta aveva chiesto di colmare “il vuoto normativo” che consente simili sconcezze. Persino Calenda aveva annunciato il suo voto a una legge che le vietasse. Infatti il nuovo Pd che fa? Si astiene. È l’ennesima svolta del nuovo Pd per una grande chiesa da Che Guevara a Madre Teresa passando da Malcom X attraverso Bin Salman e l’emiro del Qatar. Non è un amore?