Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 3 ottobre 2022
Memento Montanari
domenica 2 ottobre 2022
Quelle parole...
Oggi partecipando alla S. Messa ho ascoltato quelle parole che, per me, costituiscono una magnificenza inattuata, una sorgente, il cui corso, la scelleratezza, impadronitasi di molti aspetti del mio essere, ha inopinatamente deviato.
"Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite " Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare." (Lc 17, 10)
Che ci può essere di più detonante di questo, in questi tempi in cui ci sfamiamo delle apparenze, del risalto di noi stessi, dei profluvi di insensatezze derivanti dall'apparire?
Contro ogni sfavillio filosofico, ragione di vita effimera, inconcludente, inappetente, insalubre, dichiararsi di essere servi inutili, inaspettatamente ci conduce alla soavità, al "frizzantino", come lo chiamo io, allo sconquasso interiore che misteriosamente è preludio alla pienezza, alla semplicità, al ritrovarsi "un cuore nuovo" mentre, storditi, notiamo il vecchio di pietra deposto, ripostiglio del pedissequo effimero allontanate noi stessi dalla novità, quella che leggono ed avvertono cuori freschi, da bambini.
Sono servo inutile, ho fatto quanto dovevo.
Che meravigliosa esperienza quella inseguita da viandanti assetati di accostarsi alla sequela lucente dello squassante Verbo!
Sono solo un servo inutile. Ed ardo, bramo, necessito di esserlo, consapevole che basterà un nonnulla, un rivolo, per farmene dimenticare, mentre m'inerpico nel vuoto assoluto alla ricerca del vitello dorato, stordente oggi come non mai.
I problemi di Giorgia
Estromettendo per ragioni sentimentali, al cuor non si comanda, la silente, alla Bernardo di Zorro per intenderci, la badante maxima Fascina, che a Messina ha preso il seggio del Papi pur non essendoci mai stata se non da bambina - ma che bella legge elettorale caro Rosato e tutti voi pidini che vi siete pure lamentati pur avendola concepita - levando dunque la Marta della Mummia, si staglia nella categoria "Tarek Aziz" - se non ricordate chi sia smettete di vedere il Grande Fratello Vip please! - che già aveva ospitato la Badante Minimum Rossi, la devota del momento, Licia Ronzulli, alias il solito buccellato di riverenze, mansuetudine, affiliazione totale al dogma di casa Arcore - bignamicamente "prendere tutti per il culo per mantenere alti ed altisonanti gli abusi democratici di famiglia, in primis detenere oltre la metà della cosiddetta libera informazione, fingendo naturalmente di interessarsi dei reali problemi del paese - per proseguire nel canonico stravolgimento delle regole democratiche.
Giorgia "La Celante (al momento) il neroperdisempre" ha incontrato ieri Papi e, al di là solito canovaccio di pubbliche dichiarazioni - nelle quali addirittura fan passare il Cazzaro per un politico normodotato - è emerso che l'imbalsamato ha snocciolato alcuni diktat non negoziabili - quando scrivo questa parole in cervice mi emergono i famigerati paraventi di bisso rivestiti conosciuti come "principi non negoziabili" di Testa a Pera Ruini al tempo dell'Era del Puttanesimo, uno dei periodi più bui del cattolicesimo eccezion fatta per il tempo dell'Inquisizione -, diktat che brevemente riassumo: 1- L'unico che parla dalle parti di Farsa Italia è Al Tappone. 2- Per la Ronzulli serve un ministero. 3- Il sottosegretario curante i media sarà indicato dall'Azienda di Famiglia.
Estikazzi! Passi la solita protezione dei suoi abusi democratici, oramai, a causa della trentennale incertezza, dal Mortadella in giù, a fare una legge regolante i conflitti d'interesse, ci siamo tristemente abituati a codesta nefandezza minante le basi della libertà. E facciamo pure passare la centralità e la regale importanza del tappo. Ma la Renzulli no! Giorgia di lor altri, fai qualcosa! Sì che in effetti dopo "Control C" Madia, Mnemonica Etruriana, Tunnel-Gelmini, Zingarelli-Bellanova, tutto ci può stare, ma la Renzulli ad un ministero probabilmente minerebbe il decoro istituzionale, essendo un coacervo di tutte quelle, per così dire, qualità, adatte più ad una setta adorante un dio curiosissimo che a rappresentare il potere temporale italico.
La democrazia, sia chiaro, prevede l'alternanza, anche se molti babbioni, da lustri allegramente in sella al cavallo che dovrebbe essere di tutti, fingono di dimenticare. Ha vinto Giorgia? Benissimo, governi! Però, se fosse possibile, senza l'emanazione del mefitico pensiero del Pregiudicato, l'Aziz di turno, Licia Ronzulli.
Strada Travagliata
L'Amaca


