Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 3 agosto 2022
C'è sempre un perché!
Chi cercasse spiegazioni in merito al decadimento di questo paese, gli basterebbe guardare questa foto, un compendio di tutto quanto si è accanito su queste lande, riducendoci in un coacervo di arroganza, invidia, menefreghismo, pusillanimità, prevaricazione, inettitudine, immobilismo, ricerca spasmodica di fregare l'altro, affossamento di cultura, disorientamento sociale, dispersione totale dei valori che un tempo il mondo ci riconosceva.
1994-2022: una becera classe politica infausta e insulsa non è riuscita in ventotto anni, dicasi ventotto, a legiferare in modo che un riccastro arricchitosi in modo oscuro detenesse oltre la metà dei media nazionali, imbrigliando la libertà di stampa e facendo decadere il paese a livelli di paesi dittatoriali sudamericani.
I vari Mortadella, Grissino, Ualter, Baffino, Ronf-Letta - il Bimbominkia non lo cito perché era pupillo di quella parte - non sono riusciti ad imporre quella serietà istituzionale, unica matrice di uno stato libero; in quasi trent'anni abbiamo avuto la sfortuna di incontrare squallidi serventi peripatetici fuorvianti la libera informazione a uso e consumo di questo boss oramai tenuto in piedi da badanti e simil mogli accattonanti la sua smisurata ricchezza generatrice di quel potere capace di spazzare via giornalisti alla Biagi, alla Santoro per il solo fatto che contrastare il verbo del Guappo era, ed è, un attentato alla presupposta sua infallibilità, come i tajani, i minzo, le renzulli, i fede, i lupi-lupetti servilmente da sempre asseriscono.
Come non ricordare la bonarietà nei suoi confronti della chiesa ruiniana, i servizi sulle toilette dei cani nel TG1 delle 20, oscuranti malvagità e cene eleganti con la sua corte?
Come non rinvangare l'eclatante oscurantismo mediatico in merito ai pagamenti di tangenti alla mafia, tramite il sodale Dell'Utri, accertati da una sentenza definitiva, sino a fine anni 80 e forse più in là?
Se un fatto così grave fosse venuto a galla in altre nazioni tipo Germania, Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Zimbabwe, Costarica, Lapponia, Nepal, Alaska, praticamente tutto il mondo, il colpevole sarebbe stato messo in grado di ritornare a rompere i coglioni a distanza di trent'anni?
E invece rieccolo! Con le sue nenie oramai necessitanti doppiaggio, tanto le svariate tirature di pelle facciale lo abbiano quasi marmorizzato nel canonico sorriso da caimano qual è; le brioches lanciate al popolino ed enfatizzate dalle tv di sua proprietà, in grado di spostare voti di allocchi addolciti in cervice dalla spazzatura, alla grande fratello per intenderci, irrorata e profusa a piene mani dai suoi vassalli di show; lo spauracchio della sinistra, che tra l'altro non esiste più da tempo immemore, visto che se ci fosse, probabilmente a quest'ora il raccontatore seriale di barzellette sarebbe stato da tempo relegato al confino.
E dalla sponda opposta invece si tralasciano al solito i programmi politici in grado di risollevare le sorti di molti, per confabulare e erigere alleanze tanto indecenti da indurci a pensare che tra non molto rivedremo questa macchietta impomatata all'Economia o addirittura ad occupare la seconda carica dello Stato, la presidenza del Senato, per la gioia di pochi eletti, per la sciagura finale agevolante noi tutti a ripercorrere l'infima strada della debacle economica sul modello Grecia, denudata qualche anno fa dalla banca centrale europea, retta a quel tempo, se non ricordo male, dal possessore di quell'Agenda divenuta faro dei diversamente riformatori progressisti, convolati a nozze proprio ieri con un ex confindustria, fatto questo che ci induce a credere che, a meno di un oramai insperato intervento biologico, tra dieci anni ci propineranno l'ennesimo video dell'Imbalsamato, a quel giro però necessariamente corredato da sottotitoli.
La visione di Marco
Nostalgia
martedì 2 agosto 2022
Verso il disastro
Li sentite?
In questo placido e rovente agosto c'è un ronzio da agitazione che pervade la stanca città del potere; lo sentite?
E' il frullare di molti agiati attorno ai prossimi scranni liberi, che per fortuna si son ridotti; è la fobica corsa per ritornare nel mondo innaturale di chi, sbeffeggiando i bisogni della collettività, deve conquistare un posto dorato, probabilmente quinquennale, alla faccia di tutti noi che li votiamo. Gente da tempo immemore seduta placidamente e irrorata da quindicimila euro mensili, col famigerato potere a far da padrone indiscusso.
Nomi famosi e non si spintonano per un seggio sicuro, che questa legge infausta che Ronf Letta avrebbe dovuto modificare e non l'ha fatto, garantisce a pochi. Si scorge ad esempio l'ex sire di Rignano, anguillamente alla ricerca di una visibilità oramai inutile visto i sondaggi che lo danno con un misero duepercento, dire e contraddirsi nel breve giro di qualche micro secondo perché pare che il PD non garantisca a lui e alla signora aretina la sicurezza del posto, e allora lo si nota dichiarare che correrà da solo, al centro, sperando che il Calenda misteriosamente ago della bilancia con il 3,6%, decida di gettarsi anch'egli nell'immoto luogo dove ancora si respira aria dorotea, per creare un'accozzaglia senza arte né parte solo per garantirsi un futuro; e poi lui, Giggino, che ha trovato in Tabacci il salvatore, pesce fuor d'acqua ancora voglioso di fare il ministro, senza domandarsi se l'epica giravolta sfidante dignità e ritegno, lo possa premiare, ma in questo paese si sa, tutto è possibile. Ed infine la Vien dal Mare che ora che la presidenza del Senato se ne sta andando, è nervosissima per avere quella riconferma che placherebbe quell'ansia da eletta che pervicacemente è l'essenza della sua natura regale.
Noi, nel nostro piccolo, abbiamo solo una matita per eliminare gli sprechi che questo residuale gruppuscolo di inetti inferiscono alla ragione. Guai e giammai evitare di andare in cabina! Ne va del nostro già flebile orgoglio nazionale.
