martedì 2 agosto 2022

Dixit

 


E' arrivato!

 


Travaglio!

 

Reperti di stupidità
di Marco Travaglio
Quando il suo stomaco avrà finalmente smaltito i cigni del famoso laghetto, si scoprirà che Calenda non fa capoluogo: è solo lento a digerire. E le migliaia di ore di tv e di prime pagine sulla sitcom “Casa Carletto” finiranno nel cassonetto dell’umido, o al massimo, volendo salvare qualcosa col riciclo, al Museo della Stupidità con opportune didascalie: “Calenda si loda”, “Calenda s’imbroda”, “Calenda dice ‘o me o Tizio’”, “Calenda insulta Caio”, “Calenda litiga con Sempronio”, “Calenda si allea con Tizio, Caio e Sempronio”, “Calenda sta col Pd ma a patto che non ci sia il Pd”, “Calenda rompe con tutti e si insulta da solo” (nelle cantine, il padiglione dei sottoprodotti: Giggino ‘a Pultrona col suo effervescente Impegno Civico simboleggiato dall’Ape Di Maia e dal giovine Tabacci; senza scordare i vice-sottoprodotti Antonio La Crippa e D’Incà&Dillà). Allora si capirà che le alleanze del Pd non c’entrano nulla con la caduta di Draghi, voluta anzitutto da Draghi: infatti Letta vuole Fratoianni (sempre all’opposizione: 55 sfiducie e 0 fiducie a Draghi), ma non i 5Stelle (53 fiducie, 2 non- voti e 0 sfiducie a Draghi). Né tantomeno c’entrano col pericolo fascista della Meloni (con cui Letta fa coppia fissa da un anno legittimandola) e putinista di Salvini (con cui ha governato felice per 17 mesi e governerebbe per altri 7 se non si fosse sfilato Salvini).
Il nemico da battere, anzi da abbattere, non sono le destre (se non esistessero, il Pd non avrebbe voti): ma Conte e il M5S. E non per gli errori, ma per i meriti: per aver raccolto le istanze sociali, ambientali, legalitarie e dunque i voti della fu sinistra; per aver costretto il Pd a fare cose di sinistra nel Conte-2 (nel Conte 1 il Pd riuscì a votare contro il Rdc, il dl Dignità e la Spazzacorrotti); e per aver dimostrato che politici non professionisti senza soldi né lobby possono governare bene. Infatti molti a sinistra rimpiangono il Conte2, nessuno il Letta1. Secondo voi perché, con questa penuria di seggi sicuri, Letta ne spreca per Di Maio&C. e financo per i carneadi Crippa e D’Incà, che non portano neppure i voti dei parenti stretti? Perché da mesi il Pd lavorava sottobanco per cancellare Conte spaccando il M5S, così come aveva fatto nel 2013 con FI dopo l’uscita di B., salvando il governo Letta grazie ai Di Maio dell’epoca: Alfano e gli altri poltronisti di Ncd, ora estinti. Lo stesso aveva fatto B. nel ’95, dopo che Bossi gli aveva rovesciato il governo, comprandosi i maroniani per uccidere il Senatur e creare una “vera Lega” al suo servizio. Nel 1996 si votò e Bossi corse da solo “contro Roma Polo e Roma Ulivo”. Dato per morto da tutti, sfondò per la prima volta quota 10% (cioè il 30% al Nord: nel resto d’Italia la Lega non esisteva). Oggi vi ricorda qualcuno?

L'Amaca

 

La serietà del silenzio
DI MICHELE SERRA
Bisogna parlare seriamente.
E parlando seriamente spesso si deve stare zitti». La frase è di Damiano Tommasi, nuovo sindaco di Verona, intervistato da Concetto Vecchio. È il principio più rivoluzionario che si possa enunciare in questo contesto storico, nel quale la sovraproduzione di parole è devastante, e non solo in politica.
Siamo una società ossessionata dalla comunicazione, nella quale chi tace sembra morto. Magari, invece, sta pensando.
La serietà del silenzio è ben nota ai monaci, ai pensatori, ai camminatori solitari, che nel silenzio misurano i pensieri e i passi. Ma che sia il fresco vincitore di una competizione elettorale, a dire che stare zitti può essere un segno di serietà e di profondità, lascia ben sperare per il futuro, perfino per il futuro della politica.
Tacere può voler dire: piuttosto che dire una scemenza, o una banalità scontata, o una frase ruffiana che ha il solo scopo di accattivarmi le simpatie dei miei elettori, preferisco non dire nulla. Immaginate un leader politico che, alla domanda di un conduttore televisivo o di un giornalista, risponda: è una questione della quale so poco, se le rispondessi simulando certezze starei bluffando, quindi preferisco non rispondere. Lo voterei, mi fiderei di lui.
Oggi tutti hanno uno staff. Serve a predisporre risposte su cose che non si conoscono. Il leader viene preparato dal suo staff, prima degli incontri pubblici, come il guerriero che indossa l’armatura.
Ci sono armature, nei musei, che coprono per intero cavaliere e cavallo, senza che un solo centimetro di carne rimanga esposto.
Le parole, in politica e altrove, sono l’armatura di noi contemporanei.
Ci nascondono più che rivelarci.

lunedì 1 agosto 2022

Dibba ritorna!


di Alessandro Di Battista 

Si può dire che la campagna acquisti, il mercato delle vacche, le sigle e siglarelle di sedicenti statisti a rischio overdose di xanax, i veti solo sulle poltrone (mai su questioni vitali per i cittadini), i programmi inesistenti, le facce come il culo, le natiche ricoperte di vinavil, i partiti che nascono, quelli che si sciolgono, quelli che cambiano nome in meno di 3 settimane (evidentemente ”Insieme per la colla vinilica” ha capito che il nome era già bruciato e si è data al restyling), i tromboni che stanno in Parlamento ancor prima che Zico arrivasse ad Udine e che ci vogliono dire come si risolvono in problemi…

Si può dire che si tratta di uno spettacolo stomachevole? Questi pensano che non vi sia vita al di fuori delle mura di Montecitorio. È una roba di una tristezza inaudita. Ma fosse solo triste ci riderei su. Il problema è che questo “sūq” parlamentare non farà altro che allontanare ancor più i cittadini dalle urne. Cioè renderà di fatto ancor meno democratica questa claudicante democrazia.

Ha proprio ragione!



di Andrea Scanzi 

Siamo a livelli altissimi.

Tali D’Incà e Crippa, ex 5 Stelle noti per non essere mai stati noti, hanno presentato il loro nuovo soggetto politico (?): si chiama “Ambiente 2050”. Sono già state transennate le scuole per gestire l’enorme flusso di elettori che non vedono l’ora di votarli il prossimo 25 settembre.

C’è poi Di Maio, che oggi ha presentato “Impegno civico” con Tabacci (no, non è uno scherzo). Per prima cosa Di Maio ha promesso di “cambiare l’abuso d’ufficio”. Nel 2019 diceva: “Non si tocca”. Un uomo davvero coerente.

Ma c’è di più. Impegno civico è nato grazie a Centro democratico, il partitino di Tabacci che è servito a Di Maio per non raccogliere le firme (come la Bonino quattro anni fa). 

Il simbolo di Impegno civico è brutto come il vaiolo. Ed è pure a rischio plagio. “Impegno civico“ è anzitutto pericolosamente simile alla “Scelta civica” di Mario Monti, che ben presto diventò “Sciolta civica”.  Praticamente Di Maio si è portato sfiga da solo in partenza. A livello locale, il nome “Impegno civico” è poi stato già usato da una trentina di liste tra il 2019 e il 2022, mentre “Insieme per il futuro” (il nome usato da Di Maio in parlamento dopo la scissione col M5S) arriva a una cinquantina. 

Non solo: il nuovo contrassegno dimaiano è quasi identico a quello di “Italia al centro“, la nuova federazione guidata da Giovanni Toti. E l’ape stilizzata, che per Di Maio simboleggia l’ambiente (ahahahah), è un altro mezzo plagio: Francesco Rutelli ne aveva messe addirittura due nel simbolo di Alleanza per l’Italia, il partito che fondò nel 2009 (staccandosi dal Pd) proprio insieme a Tabacci, e il cui acronimo era proprio “ApI”.

Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere. 

L’involuzione politica di Di Maio è paragonabile a quella di un homo sapiens che regredisce al livello di ameba. Poveraccio.

Obbrobriosa canicola

 

Distolti, minimamente, da una campagna elettorale che s'annuncia pessima e vergognosa, facciamo scivolare attorno a noi episodi di una tristezza inaudita che, come araldi, annunciano il decadimento morale di questa nazione in balia di garruli orchi senza scrupoli da più di trent'anni. Dove sia finita la nostra italianità paciosa, compagnona, solidale, è un mistero, ed è lampante come l'egoismo, la sfrontatezza, l'arroganza, l'invidia, la facciano da padroni. 

Non serve entrare nei dettagli, ma gli ultimi eventi accaduti parlano fin troppo chiaro: l'omicidio nelle Marche di quel questuante da parte dello psicopatico, la morte per stenti della bimba lasciata da quella bastarda della madre da sola per giorni interi, la bimba di due mesi lasciata in macchina dai genitori cocainomani che per due ore han discusso di chissà cosa e solo grazie all'intervento di una ragazza si è potuto evitare l'ennesima tragedia; ed infine la morte delle due sorelle travolte da un Frecciarossa. 

Si ha la sensazione che molti valori ci siano scappati di mano; attoniti veniamo smentiti sull'aver raggiunto il fondo del barile, invece ancora più profondo, apparentemente senza fine.

La tragedia delle due sorelle pone degli interrogativi sociali sbugiardanti le attuali regole in vigore nel rapporto genitori - figli; non sono padre e pertanto non mi permetto di dire nulla di personale in proposito. Pongo delle domande, la prima è se sia giusto filosoficamente, umanamente, socialmente che la gran parte dei minorenni abbia il lasciapassare per rientrare all'alba, a volte pure storditi. E' la modernità che lo impone? Il divertimento è questo? Sono applicate le norme che portano a chiudere gli esercizi che somministrano alcolici ai minorenni? E' chiaro ad un gestore di discoteca che se venisse accertato che nel suo locale si vendono pasticche e droghe la chiusura dell'esercizio diverrà definitiva? Ci sono adeguanti controlli in merito? Lo sballo è sinonimo di allegria? Esiste un vuoto abnorme nelle teste di molti giovanissimi? Concretamente la società civile come si adopera affinché la gioventù venga protetta dai pericoli sempre più maggiori ed infami? 

Mi fermo qui, avvolto in un dolore infame, in un senso di impotenza infinito, amareggiato oltremodo per come stiamo buttando alle ortiche le nostre perle comuni, circondati come siamo da infimi bastardi senza alcuna gloria.