domenica 15 maggio 2022

Memento

 


Don Franco già negli anni '70 era poderosamente avanti rispetto al clero dell'epoca, tanto che molti lo ritenevano un po' sopra le righe. Aveva la sua visione signolare, quasi terra a terra, ma pregna di quell'umanità che per fortuna ora è motore del cattolicesimo. Una sera andammo a prendere un gelato insieme, parlando di tutto, anche di vocazione. Lui considerava essenziale la scelta senza oscurare il mondo, anzi partecipandovi per poter comprendere ed intravedere la via tracciata. E' stato un grande dispensatore di carità. Riposa in pace don Franco!

Ringraziamento

 



Fontana Travagliato

 

Cognati d’Italia
di Marco Travaglio
Il teorema “È stato assolto, quindi non è successo niente”, già comico di per sé, diventa irresistibile nel caso di Attilio Fontana, sgovernatore leghista della Lombardia, portato in trionfo dopo il proscioglimento sullo scandalo dei camici del cognato. “Fontana prosciolto: niente favori sui camici. Un Calvario di due anni”, “Il fatto non sussiste ma la gogna sì” (Giornale). “Smontate le balle di sinistra e giornali” (Libero). “Scusate per la gogna” (Riformatorio). E giù botte a Report e al Fatto che avevano svelato lo scandalo, senza mai dire che i fatti – confermati, anzi aggravati dalle indagini, fossero un reato. Erano un’indecenza e lo rimangono. Dunque, un giorno Report rivela che la Regione presieduta da Fontana ha affidato brevi manu, senza gara, alla ditta di suo cognato e di sua moglie una fornitura da 513mila euro per 75mila camici, e 7mila set di calzari e cuffie medicali. Fontana giura di non averne saputo nulla, poi si smentisce e parla di “donazione gratuita”. Purtroppo però salta fuori il documento regionale della fornitura a titolo oneroso. Allora si parla di spiacevole svista degli uffici distratti, ma subito corretta in donazione (dopo che è scoppiato lo scandalo). Ma poi Fontana abbuona al cognato un terzo dei camici pattuiti (25 mila può tenerli e rivenderli) e gli rimborsa di tasca propria metà dei mancati introiti. Quindi sapeva che era una fornitura a pagamento.
Purtroppo il bonifico da 250mila euro al cognato parte da un conto svizzero, anzi non parte perché lo blocca l’antiriciclaggio, in quanto arriva da un conto svizzero: l’integerrima famiglia Fontana nascondeva illegalmente 5,3 milioni a Lugano. Da dove vengono? Da due trust alla Bahamas, frutto ovviamente dei risparmi della madre dentista e del padre impiegato della mutua a Varese. “Era una moda degli anni 70”, dice lui restando serio: i leggendari ponti aerei fra Varese e Nassau per dentisti e impiegati alla mutua ansiosi di pagare le tasse fino all’ultimo cent. Fontana assicura di aver sanato tutto nel 2015 con la voluntary disclosure, lo scudo fiscale di Renzi per far rientrare i capitali dall’estero. Ma non spiega perché i soldi sono rimasti a Lugano (né come han fatto a moltiplicarsi dal 1997, dopo la scomparsa della madre), amministrati da una fiduciaria. E meno male: la Svizzera non risponde alle rogatorie e i pm devono archiviare l’altra inchiesta per frode sullo scudo. Ce n’è abbastanza perché Salvini, B. e Meloni si congratulino con il campione di nepotismo (anzi cognatismo), conflitti d’interessi, conti svizzeri e bugie sciolte. Anche il falsario prescritto Sala esulta: “Questo aggiunge possibilità alla sua ricandidatura”. E Giorgetti gli fa gli “auguri per i prossimi cinque anni”. Giusto: diamogli un’altra chance.

L'Amaca

 

Come taniche vuote
DI MICHELE SERRA
Di tutte le notizie di guerra, molte delle quali di infernale brutalità, questa dei cadaveri dei soldati russi lasciati a terra come taniche vuote, e non reclamati da Mosca, è forse la più crudele. Non ci fossero numerose testimonianze dirette, di molte fonti diverse, si stenterebbe a credere che per davvero si possa compiere un simile tradimento dei propri figli. Perché di questo si tratta: ragazzi di vent’anni mandati a morire dai loro padri e dimenticati nella polvere e nel fango. Riportare in patria quei corpi, e consegnarli alle famiglie, significherebbe ammettere che i morti russi sono molte migliaia, forse dieci volte più delle cifre ufficiali.
La cura dei morti è antica come la civiltà umana. Esprime pietà per chi abbandona la vita e contiene, al tempo stesso, la speranza che il viaggio continui in un altro mondo.
Soprattutto per questo in tutte le culture le pratiche di sepoltura sono così accurate: è un lungo viaggio, e ci si deve presentare in ordine.
Specialmente per chi ha fede, o dice di averla, abbandonare ai corvi e ai topi un cadavere è un sacrilegio. Chissà se ha qualcosa da dire in proposito il patriarca Cirillo, ammesso che trovi il tempo, tra una benedizione della guerra «in difesa dei valori tradizionali» e una maledizione dell’Occidente corrotto, di fare finalmente il prete, e ricordarsi di portare i sacramenti ai defunti, e dare loro sepoltura.
Perché quei cadaveri abbandonati fanno pensare, inevitabilmente, che dei valori tradizionali, ai capi della Russia, non importi un bel niente. Paradossale che tocchi a noi miscredenti ricordare al patriarca il suo mestiere.

sabato 14 maggio 2022

Desiderio

 

Quanto mi piacerebbe andare a cena, a debita distanza, con Elisabetta Franchi, balzata alla ribalta per frasi e concetti provenienti dal suo mondo, l'afflato delle incongruenze, delle sciatterie, della debacle morale che ancora oggi continuiamo a definire capitalismo, mentre in realtà si tratta di un'adulterazione, di una devastazione sociale che molti allocchi, me compreso, hanno innalzato a sentiero di vita.

La signora in questione assume solo donne oltre gli "anta" per logiche questioni di opportunità, e sul fronte dell'orario lavorativo dei suoi "inferiori" predilige la full immersion totale, alla faccia di affetti, figli e tempo libero.

Non è colpa sua, essendo una liofilizzazione di quanto di orrendo si è instaurato in queste lande grazie alla sgraziata mano di un Tronfio Rignanese e la sua Era del Ballismo, allorché venne demolito in quattro e quattr'otto un progresso sociale frutto di tenaci rivendicazioni sindacali restituenti una dignità da sempre mancante ai lavoratori. Da lì in poi, tra contratti capestro, perdita di sicurezze mediante l'abolizione di articoli come il 18 conquistati con fatica immane dagli avi, si è acutizzata una specie di schiavitù occulta, di sottomissione culturale che ha portato ella, compendio, bignami di quanto detto, ad esternare nauseabonde fetecchie spacciandole come normalità, una normalità deviata da questo stile di imprenditorialità anch'esso trasformato ad uso e consumo dei soliti arcinoti, dediti ad un arricchimento sfrenato ai danni di cammei sociali quali la sicurezza, il giusto riconoscimento salariale, l'indeterminabilità del rapporto di lavoro permettente ed agevolante sogni di conquiste sociali quali casa e progetti di un futuro lastricato d'affetto.

Nella Franchi emerge il sottobosco oramai portato a normalità, ad iniziare dal raglio perpetuo di chi vorrebbe giovani nelle proprie attività turistiche, al fine di sfruttarli, dissanguandoli, lucrando sempre più sulla loro pelle, sino ad arrivare alle oramai tragicomiche manifestazioni di dolore delle prefiche, anche istituzionali, ogniqualvolta un essere umano viene ucciso dalla carenza di sicurezza sul lavoro, frutto di paghe in nero, di subappalti di subappalti di subappalti, che alla fine costringono l'ultimo della catena a far lavorare i propri addetti in canottiera.

Questo è il mondo emergente dalla Franchi punta di un iceberg maledettamente grande, statico, inattaccabile perché protetto da media di proprietà, a volte, degli stessi nobili cosidetti imprenditori.

Confermo che mi siederei volentieri ad un tavolo imbandito con la signora imprenditrice. Pagando naturalmente il conto, perché non si sa mai.

Bell'Amaca

 

Il rilancio del Mezzogiorno
DI MICHELE SERRA
Sentire come titolo d’apertura di un tigì Rai «il presidente del Consiglio si impegna per il rilancio del Mezzogiorno» è stata un’emozione molto forte. D’improvviso mi sono rivisto bambino, con i miei genitorie mio fratello, davanti a un telegiornale in bianco e nero, poco prima che Carosello segnasse il confine tra il giorno e la notte.
Fanfani, Pella, Rumor, Andreotti e Moro, Spadolini e De Mita mi sono ricomparsi davanti mentre pronunciano quella stessa formula augurale, «rilancio del Mezzogiorno», che si ripete immutabile di generazione in generazione.

Con la Moka, la Nutella, il Sidol, il Vim in polvere e pochi altri prodotti immutabili, il rilancio del Mezzogiorno ha il merito, non piccolo, di illuderci che il tempo, per quanto spietato, non riesca a incidere più di tanto sulle nostre sante abitudini. Noi invecchiamo, è vero, ma il mondo conserva una sua ostinazione, una sua gloriosa permanenza che dà luogo a forme rituali cariche di consolazione. Il capo del governo che rilancia il Mezzogiorno è, in Italia, ciò che a Londra è il cambio della guardia: una tradizione amatissima che resiste alla superficialità delle mode.
Continueremo a rilanciare il Mezzogiorno per secoli. Magari sarà un premier tatuato, o gender fluid,o oriundo di Marte a recarsi con un’auto blu a Molfetta piuttosto che a Riace per ribadire l’impegno del governo per il Mezzogiorno.

L’importante è che il rito non si perda.
Nel frattempo il Mezzogiorno, in una maniera o nell’altra, si sarà rilanciato da solo: ma non bisognerà dirlo a nessuno, per non correre il rischio che il governo italiano del 2094 sospenda la prevista cerimonia di rilancio del Mezzogiorno.

venerdì 13 maggio 2022

Che peccato!



Che peccato! Lo hanno eliminato! E dire che da sempre privilegia la musica e i testi, tra l’altro stupendi e destinati all’immortalità,  all’esteriorità, come la foto testimonia. Un grande dispiacere, davvero! Alla prossima Achille, magari partecipando per la Città del Vaticano, di cui dovresti essere esperto rappresentante, visto la maestria che hai nel simulare battesimi ed altro!