Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 2 febbraio 2022
Ciao Monica!
Travaglio
MiniMario
di Marco Travaglio
Un anno fa, 2 febbraio 2021, Mattarella chiamò Draghi per sostituire Conte, dimissionario dopo aver avuto la fiducia di Camera e Senato, con un coso mai visto prima: “Un governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica” con “tutte le forze politiche presenti in Parlamento”. Sfortunatamente abboccarono tutti i partiti tranne fortunatamente uno (sennò avremmo avuto un coso già visto prima, ma nelle dittature). Il progetto era chiaro: cancellare il popolarissimo premier che aveva gestito la pandemia e portato a casa 209 miliardi di Pnrr; raddrizzare le gambe agli elettori che avevano sbagliato a votare nel 2018 per un cambiamento radicale (ribattezzato dai gattopardi “populismo” e “sovranismo”); neutralizzare i partiti vincitori annegandoli in una maggioranza così ampia da renderli ininfluenti e infiltrando in ciascuno di essi un PdD (partito di Draghi) per scardinarne le leadership e riportarli a più miti consigli. Perciò i ministri politici furono scelti, con rare eccezioni, fra i più allineati al sistema: Di Maio per il M5S, gli antisalviniani Giorgetti, Garavaglia e Stefani per la Lega, i lettiani (nel senso di Gianni) Brunetta, Gelmini e Carfagna per FI, più i pidini già allineati per Dna. L’avvento di Letta (nel senso di Enrico) al vertice del Pd agevolò la restaurazione. Il cerchio si sarebbe chiuso se Grillo, dopo aver trascinato i 5S nel governo dei “grillini” Draghi e Cingolani, avesse buttato fuori Conte dopo avergli dato le chiavi: ma la congiura fallì per la rivolta dei militanti.
In ogni caso, chi aveva architettato questo bel progettino era certo che SuperMario avrebbe fatto tali miracoli da lasciare senza fiato gli italiani, regnando sull’Italia, l’Europa e l’orbe terracqueo per almeno 10 anni. Invece non ne azzeccò quasi nessuna, mentre la maionese della maggioranza impazziva. Allora tentò la fuga al Quirinale. Ma, malgrado le sue frenetiche manovre, non se lo filò nessuno (5 voti). Costringendo Mattarella a tagliarsi la faccia e a smentire mesi di “rielezione mai”, pur di salvare il salvabile del Piano Gattopardo. Risultato. Tutte le massime istituzioni sfregiate o screditate: il “nuovo” capo dello Stato che rinnega la parola data come un Napolitano qualsiasi; SuperMario sconfitto, umiliato e ridotto a MiniMario; la presidente del Senato ridicolizzata in diretta tv; la direttrice del Dis impallinata da Letta jr., Di Maio, FI e frattaglie varie (e screditata dalla foto con Giggino); la maggioranza in frantumi, con le coalizioni e i partiti in pezzi; l’“antipolitica” ai massimi storici, col nuovo boom dell’astensionismo; e un solo partito che ci lucra: l’unico che sta all’opposizione, il più “populista” e “sovranista” fra quelli che i gattopardi volevano radere al suolo. Bei pirla.
martedì 1 febbraio 2022
Qualcuno ne parla
lunedì 31 gennaio 2022
Becera nazione
Storditi dalla debacle quirinalizia, è passata sotto tono la notizia che nel 2022, in Italia, si muore ancora per mancanza di strutture adeguate.
Ginevra, una bimba di due anni, bella e lucente come la sua terra, è spirata perché, colpita dal Covid nella sua Crotone, anzi in un paese limitrofo, Mesoarca, dove il babbo è carabiniere della locale stazione, ha trascorso le successive quarantotto ore alla ricerca di un luogo attrezzato: non nel suo paese, dove non c'è l'ospedale; non a Crotone dove al San Giovanni di Dio è stata ricoverata dopo mezz'ora di strada ma, con il passare delle ore, il suo peggioramento ha imposto il trasferimento a Catanzaro, 69 km di distanza e un'ora di ambulanza. Ma a Catanzaro il reparto di terapia intensiva c'è ma solo per gli adulti. Non esiste il settore pediatrico in tutta la Calabria. Le terapie intensive per neonati a Catanzaro vanno bene solo per i primi trenta giorni di vita, dopo c'è solo la rianimazione per adulti.
E allora Ginevra, già in una gravissima situazione sanitaria, è stata trasportata con un mezzo dell'Aeronautica Militare a Roma, al Bambin Gesù, dove è arrivata in condizioni disperate, per poi spirare nella notte.
Se si mettessero in fila le risorse mangiate, letteralmente divorate, da tutti gli orchi politici che si sono succeduti alla guida della regione Calabria, vi è la certezza che con quei denari si sarebbe potuto erigere un centro pediatrico di livello mondiale!
Ed invece eccoci qui a piangere Ginevra, angelo salito in cielo, senza che il sistema sanitario regionale abbia potuto contrastare il virus impadronitosi della piccola.
E' questa la realtà delle cosiddette regioni in affanno, costantemente in affanno, con deficit paurosi frutto di politiche immonde.
Governatori senza dignità affossarono, e continuano ad affossare terre pregne di sudore, di fatica, di inerzia, di malavita. Ginevra è morta per l'inefficienza della sanità pubblica. Ginevra ci ha lasciato nel pianto per gli errori di molti, troppi. Nelle regioni del sud è normalità affrontare viaggi e spese per andare in ospedali dignitosi al nord, e nessuno di lagna di questa catastrofe non in sintonia con la oramai desueta modernità.
Riusciamo ad andare da Roma a Milano in treno in un attimo, continueremo ad accorciare tempi di viaggio per crederci nel futuro. Non siamo riusciti a salvare Ginevra che ha viaggiato per due giorni alla ricerca di quello che in una nazione seria, guidata da persone al servizio della collettività, dovrebbe essere normalità.
Buon viaggio Ginevra. E prega tanto per noi, da lassù.