giovedì 5 agosto 2021

Il giorno e la storia


Un'altra chicca ed abitudine acquisita sul far del mattino, e che consiglio a tutti: lo spettacolare programma, una quindicina di minuti, su Rai Storia dal titolo "Il giorno e la storia." Basta collegarsi a Rai Play e lo trovate in streaming sul canale di storia. E' fatto benissimo e rinverdisce gli eventi accaduti nel giorno appena sorto. Ad esempio oggi nel 1906 nacque Ettore Majorana - non dite che non lo conoscete! - fisico ed accademico insigne scomparso misteriosamente, probabilmente rifugiatosi in un paese sudamericano non per problemi con la giustizia, bensì per scelta personale. 

Oggi poi è l'anniversario della scomparsa, misteriosa anch'essa, della mitica Marilyn Monroe - che ogniqualvolta rivedo quel suo breve filmato ahimè rovinato in cui la dea canta gli auguri al presidente Kennedy, m'attizzo più di un pastore sardo che al termine della transumanza entrasse in un campeggio di giovani danesi cultrici del nudismo - e poi, incredibilmente, lo sapevate che solo quarant'anni fa, il 5 agosto 1981 fu abrogato l'articolo 442 del codice penale, che prevedeva lievissime pene, due o tre anni, per coloro che uccidevano il coniuge colto in flagranza di adulterio - solo quarant'anni fa! - ed infine il programma mi ha ricordato la ricorrenza più becera: nel 1938 uscì, proprio il 5 agosto, il primo numero dell'allucinante rivista "la difesa della razza": tra i fascistoni pennivendoli di quell'epoca ci fu anche un tale ... Giorgio Almirante a cui la giunta di Alessandria vorrebbe intitolare una strada: il miglior modo per lanciare il primo vaffanculo! Buona giornata! 

Ricordino

 


Nuova Rubrica!

 


L'Amaca

 

La perdita della solitudine
di Michele Serra
Il tecnico del volley azzurro, Mazzanti, non è così sprovveduto da pensare che l’intensa vita social delle sue ragazze sia la prima causa della bruciante sconfitta olimpica. Ma sa — e lo ha detto — che quando serve concentrazione, quando bisogna cercare se stessi, trovare forza e serenità, serve silenzio. Serve cliccare su off.
Specie se sui social, in quel momento, si è esposti a ciance velenose.
Mazzanti non è il solo, in questa Olimpiade, ad avere puntato il dito contro la capillare e soverchiante presenza dei social nella vita quotidiana degli atleti. Anche parecchi di loro, a cominciare dalla ginnasta americana Simone Biles, insolentita e calunniata da legioni di perfetti idioti per avere dato forfait in qualche gara, hanno cliccato su off, si sono tirati indietro, hanno scelto l’evidenza della propria identità, della propria vita materiale, del proprio corpo come solo attore utile, chiudendo porte e finestre al vento futile e cattivo della diceria globale, la cui dimensione planetaria non muta la natura originaria, antica come l’uomo, della maldicenza di vicolo o di villaggio: parlare male di qualcuno nell’illusione di riscattare la propria mediocrità.
La perdita della solitudine, nonché della dimensione privata degli affetti e delle esperienze, è una delle più gravi decurtazioni che la chiassosa massificazione operata dai social ha prodotto nella vita delle persone.
Una morbosa dipendenza dalla folla. Anni fa un vecchio amico venne mio ospite.
Facemmo una foto insieme. Gli chiesi di non postarla sui social. Lo fece lo stesso. Non pensai che fosse scortese (anche se lo fu).
Pensai che fosse malato.

martedì 3 agosto 2021

Estraniarsi

 

Che mi succede in questo melanconico post pandemico, in realtà ancora pandemico ma di minor impatto? 

Non sopporto più molti aspetti comuni del mio girovagare nel mondo, di carta e di web oramai visto che non mi scollo da tempo immemore dalla mia provincia: non riesco più a digerire gli spocchiosi, i ricchi, i piagnistei dei ristoratori, dei bar, tra l'altro molti di loro già in preda alla sempre deprecabile mania dello scontrino lanciato con cerbottana; mi innervosiscono le foto ridanciane, i gattini, i cagnolini - non ce l'ho con loro e mi scuso per questo roteamento di palle ma non ne posso più - i messaggi dei vip finalmente in vacanza e pure quelli postati solo per apparire - ma perché li guardi mi si potrebbe obbiettare; giusto, cerco di non rimirar più nulla ma non è facile; non sopporto le foto alle pietanze, alle location, sono sconquassato dai rutti mediatici sparati come verità, ovvietà infime nella realtà. 

Insomma: probabilmente sto invecchiando ma la voglia di togliermi anche la polvere dai calzari (cit.) è stratosferica!

Besitos