Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 15 luglio 2021
Spiegazione
Antò!
Bonucci, Rai, e prestanome: che migliori!
di Antonio Padellaro
Soggetto per il film a episodi: “I Migliori”. 1) Roma, esterno giorno, a Trastevere pattuglie di vigili urbani in tenuta antisommossa procedono alla chiusura di trattorie e ristoranti che non rispettano il distanziamento tra i commensali (almeno tre metri), nonché l’uso rigoroso della mascherina tra una portata e l’altra. Un paio di gestori riottosi vengono ammanettati mentre una voce fuori campo ammonisce sui pericoli del contagio fulminante di una misteriosa variante. Poi, l’inquadratura si alza e si allarga su piazza Colonna dove una folla sterminata di corpi festanti, ammassati e avvinti nell’afa estiva circonda un pullman scoperto. Ecco un uomo barbuto in maglia azzurra che sembra impartire un ordine perentorio ad alcuni dignitari incravattati che rispettosamente si fanno da parte. Vediamo il bus gremito da numerosi altri uomini in maglia azzurra, anch’essi inneggianti, che procede per il centro storico trascinando moltitudini assai assembrate ed eccitate, in una nuvola di fluidi. Titolo: “Due pesi e due misure” (oppure: “Bonucci premier”). 2) Nel salone di una lussuosa villa, un esperto manager dei vip sottoscrive un contratto capestro con un famoso leader politico. Gli verserà sull’unghia 750mila euro per un programma sulla città di Firenze che una volta trasmesso, con un ascolto del 2 per cento, frutterà all’esperto manager circa un migliaio di euro, peraltro mai incassati. Si ode la sirena di un’ambulanza, entrano due infermieri che convincono l’esperto manager a seguirli. Titolo: “Il Prestanome”. 3) Scene di panico in Viale Mazzini e a Saxa Rubra, voci concitate si accavallano: “Si salvi chi può, arrivano i Migliori”. Mentre il nuovo presidente e la nuova ad si appropinquano nelle sedi Rai, si procede freneticamente con l’ultimo giro di promozioni. Si vedono giornalisti e funzionari impegnati in una scatenata mazurka: “un-due-tre io promuovo tua moglie, un-due-tre tu promuovi mio cognato”. Immagini di repertorio: persone appese all’elicottero che decolla dall’ambasciata americana mentre i vietcong entrano a Saigon. Oppure: a Ciampino, Umberto di Savoia che prima di partire per l’esilio nomina a raffica conti e marchesi. Titolo: “Avanti il prossimo”.
Ps: fatti e personaggi sono tratti dalla realtà. Purtroppo.
mercoledì 14 luglio 2021
Ritorno
Il post sbornia europei ci riporta ad una realtà sempre più fastidiosa: al primo posto lei, la Casellati Vien dal Mare e la sua parzialità con vista Quirinale, dietro i consigli paravento degli allegri paonazzi di bisso vestiti, non ancora sazi di fuorviare la fede, solo a parole protetta, che la porta ad ostacolare il decreto Zan, coadiuvata dai fascistoni, dal Cazzaro e dal neo pluri indagato ebetino. Poi la Ciellina impegnata a riformare la giustizia in ottica pro loro. Ed infine il già citato Giullare e quel tentativo di non scomparire che lo porta ad abbracciare lo Zio Pregiudicato, anch’egli smaniante di sedersi sulla tolda repubblicana, fatto inaudito ed impensabile in stati di diritto e democratici, ma non qui nel paese degli Allocchi.
L'Amaca
Il capitalismo senza le persone
di Michele Serra
Potrebbe sembrare solo un dettaglio. Ma la cosa che più colpisce, nella mail con la quale Gkn annuncia la procedura di licenziamento per mezzo migliaio di lavoratori, è che costoro vengano definiti “risorse”. Sarebbero persone, veramente. Non solo in linea di principio: proprio nei fatti. Ma “persone” è una parola che, inesorabilmente, implica l’idea che si stia parlando di esseri umani. Proprio quello vuol dire, “persone”. E se passa il concetto che ognuno sia una persona, dal più capace al meno capace, dal più utile al meno utile, crolla il paradigma sul quale si regge il neocapitalismo.
Potremmo definirlo: capitalismo impersonale.
Non c’è più il padrone, che aveva un nome e un cognome, ci sono gli azionisti. Non ci sono più i lavoratori, ci sono le risorse. Non c’è più un portone al quale bussare, uno sportello al quale domandare, ci sono i call center. Non c’è più un nome in ditta, da onorare oppure da odiare, c’è l’algida distanza delle multinazionali, che poi si dirama e si dissolve nell’infinito frazionamento degli appalti, dei subappalti, delle agenzie interinali: così che non sai mai chi ringraziare, mai chi mandare all’inferno.
Qualche raro nome, raro volto, sfugge all’impersonalità, perché troppo alta è la catasta di miliardi sulla quale è seduto, per non vederlo. Bezos, Zuckerberg, Gates, Musk.
Sono, letteralmente, i prestanome di un sistema senza nome. Quando serve, quando capita, Qualcuno assume Qualcuno, oppure Nessuno licenzia Nessuno. Molto comodo e molto funzionale, non fosse che il tutto si regge su un’idea sbagliata: la scomparsa della persona. Le persone esistono. Sono una disfunzione del sistema, eppure esistono, e prima o poi lo faranno presente.
lunedì 12 luglio 2021
Siamo in balia
Iscriviti a:
Commenti (Atom)

