venerdì 18 giugno 2021

 

Gen. Figliuolo, no: non siam pronti alla morte
di Daniela Ranieri
Si fatica ancora a capire perché mai a un certo punto al Governo dei Migliori è venuto in mente di affidare la delicatissima macchina dell’immunizzazione di massa a un generale dell’Esercito. Cioè a uno che di medicina e sanità pubblica ne sa quanto un geometra, un sarto o noi giornalisti. Per la logistica, si dirà: ma la logistica funzionava anche prima, il problema era che non c’erano vaccini. È che bisognava segnare “un cambio di passo”, dare “fuoco alle polveri”, “fiato alle trombe” e la famosa “spallata”, e l’immagine dell’alpino in mimetica e anfibi, sempre in movimento come una palla matta da un lato all’altro d’Italia a dare ordini alle truppe vaccinali, era funzionale alla retorica dei Salvatori della Patria che sostiene, e in definitiva giustifica, l’avvento di Draghi. Una cosa è certa: a noi non sarebbe mai venuto in mente di dire, davanti alla catastrofica gestione delle vaccinazioni e alle (pur timide) rimostranze di qualcuno, una cosa come: “Non è il momento delle polemiche, è il momento di stringersi a coorte”, come ha detto Figliuolo martedì, una frase composta da due proposizioni entrambe sbagliate. “Basta polemiche”: davvero credeva, il Generale, che non avremmo fatto polemiche? Pensa di godere di qualche guarentigia? Vige forse il dogma dell’infallibilità commissariale? Che crede, che siamo in caserma, dove comandano i nonni e le reclute subiscono in silenzio? Come se il problema, poi, fossero le polemiche e non le morti per trombosi cerebrali. “Stringersi a coorte”: che c’entra l’amor di Patria dei singoli con la sicurezza sanitaria di una popolazione in una pandemia? Ciò che deve animare la volontà di vaccinarsi è la fiducia nella scienza e nei decisori politici motivata da evidenze razionali, non l’afflato patriottardo di stampo rinascimentale. Non siamo affatto pronti alla morte, per fargli raggiungere i suoi (disattesi) record vaccinali. A proposito: sempre martedì Figliuolo si vantava di aver superato le 500mila vaccinazioni al giorno, che però erano state promesse per metà aprile, dimenticando che ai primi di maggio, promettendone presso medici di base e farmacie, si impegnava per 1 milione di dosi al dì entro giugno. A ciò servivano gli Open Day: chiami in massa giovani, minorenni, maturandi a vaccinarsi per andare in vacanza, al grido di “i vaccini vanno impiegati tutti”, seguito da Curcio, capo della Protezione civile: “Tutto quello che abbiamo lo dobbiamo somministrare. A noi interessano le percentuali”; poi, se va male, com’era prevedibile visti gli accertati effetti avversi di AZ, redarguisci il popolo che non ama abbastanza la Patria.
Ogni volta che Figliuolo apre bocca fa danni. “Chiunque passa va vaccinato”, così, senza anamnesi, senza parere del medico di base, senza alcun filtro tra il cittadino e l’inoculatore, di modo che ogni eventuale malattia o difetto genetico viene fuori solo sul tavolo delle autopsie. “L’imperativo categorico è accelerare. Dobbiamo allungare il passo”. Sicuro? C’è una parte della popolazione che è sacrificabile? Visto che l’alternativa c’è (i vaccini a mRna), non è meglio togliere dalla circolazione AZ e J&J, farli sparire, preferibilmente non nei deltoidi dei cittadini?
Si sapeva dall’inizio che la tenuta bellica, l’eloquio marziale e i tonitruanti propositi, in caso di fallimento, si sarebbero rovesciati nel macchiettismo. È il destino del marziano a Roma.
Ma il disastro sanitario si porta dietro un disastro simbolico: il vaccino rappresenta la salvezza, la protezione; se la gente non si fida e non va a vaccinarsi, il danno è gravissimo. E se ci va senza tutele, è peggio. È forse vietato a un under-60 vaccinarsi con AZ? Se il Gen. avesse qualche elemento di medicina conoscerebbe il primo dei comandamenti per un clinico: non nuocere. Vuol dire che nessun fine sanitario giustifica il male procurato al singolo e che tra due rimedi bisogna usare quello che ha meno effetti collaterali. Immaginiamo cosa sarebbe successo se tutto questo l’avessero fatto Conte, i 5Stelle, Arcuri. Ma questo è il Governo dei Migliori voluto da Renzi e Mattarella, non può sbagliare per definizione. Infatti Draghi tace, forse spera che nessuno si accorga che il capo è lui. È il Governo di Tutti, quindi non è colpa di nessuno (poi si lamentano se la Meloni cresce). Se va bene, il merito è di Figliuolo, se va male è colpa di Speranza; il quale naturalmente non ha alcun merito per le 500mila somministrazioni. Quindi la colpa sarà dei ragazzi che sono andati a farsi vaccinare agli Open Day.
Infine, l’ultima trovata di un apparato commissariale confondente e confuso: il mix, anche detto cocktail. Il Cts sostiene che fare il richiamo con un vaccino a mRna dopo la prima dose con AZ sia efficace e sicuro, anzi: che dia ancora più protezione. E come mai allora a chi ha fatto la prima dose con Pfizer non viene consigliato il richiamo con AstraZeneca? Misteri. O no?

giovedì 17 giugno 2021

Han ragione...

 


Daje Daniele!

 

Il “Vietnam afghano”: ghiaccioli, Bin Laden e Pamela Anderson
di Daniele Luttazzi
“Andare via dall’Afghanistan non sarebbe un atto politico, ma la rinuncia a esercitare il nostro ruolo politico nella comunità internazionale e ci isolerebbe in Europa e nel mondo” (Massimo D’Alema, 2007).
Continuo coi cenni storici sul Vietnam afghano (a cui abbiamo partecipato in barba alla Costituzione) perché non ho di meglio da fare, a quanto pare.
Luglio 1979: Gli Usa cominciano ad aiutare i mujaheddin. Brzezinsky, ex consigliere per la Sicurezza Nazionale Usa, scrive una nota al presidente Carter: a suo parere quell’aiuto avrebbe determinato un intervento armato dell’Urss in Afghanistan. Quando a dicembre l’Urss invade l’Afghanistan, Carter si finge sorpreso. 1980: Usa e Arabia Saudita danno al Pakistan finanziamenti, intelligence, aiuti militari e abbonamenti a Penthouse per fermare l’avanzata sovietica in Afghanistan. La guerra contro l’Urss viene presentata al popolo afghano, e alle decine di migliaia di volontari arabi provenienti da tutto il mondo, come una guerra santa islamica (jihad) contro gli infedeli comunisti. Capito a cosa serve la religione? Il colonnello Trautman rintraccia Rambo in Thailandia e lo invia sotto copertura in Afghanistan, dove Stallone semina il panico fra le truppe sovietiche con la sua recitazione. 1989: l’Urss se ne va dall’Afghanistan, ma la successiva guerra civile fra i mujaheddin (sostenuti da Usa, Pakistan, Arabia Saudita, Iran e Cina) e il governo afghano filosovietico delude gli spettatori, che le preferiscono Baywatch. 1991: geniale inventore miliardario, sciupafemmine e filantropo, il giovane Bin Laden, che aveva partecipato alla guerriglia dei mujaheddin venendo ferito, si sposta in Sudan, dove crea una speciale armatura volante con magnete pettorale, e un vasto movimento islamico antiamericano. L’America inizia la guerra del Golfo contro l’Iraq, accusandolo di essere entrato in Kuwait senza usare le pattine. In Asia centrale è in atto il “Grande Gioco”. La zona è ricca di risorse naturali, fonti energetiche, materie prime e oppio, ed è via di transito per gasdotti, oleodotti e droga orientale. Per l’estrazione e il trasporto di gas e petrolio la fanno da padroni Russia (Gazprom), Usa (Unocal e Chevron), Turchia e Cina. Incomprensibilmente inutilizzati i vasti giacimenti di formaggio Dover presso Jalalabad. 1992: i mujaheddin abbattono il governo filosovietico del Pdpa: nasce lo Stato Islamico. Senza più nemici, ai mujaheddin non resta che farsi guerra fra loro: quelli capitanati da Rabbani e Massud (sostenuti da Iran, Russia e India) sconfiggono la compagine di Hekmatyar (sostenuta da Pakistan e Arabia Saudita), conquistando Kabul. Meritate le vacanze a Mordor. 1994: il Pakistan decide di appoggiare il movimento integralista islamico del mullah Omar, cioè i talebani: un governo filo-pachistano permetterebbe agli Usa di implementare il progetto Unocal di un gasdotto attraverso l’Afghanistan. Aiutati anche da Arabia Saudita e Qatar, in due anni i talebani si prendono buona parte del Paese, puntando, come indicato dalla loro carta degli Obiettivi, a Pamela Anderson. 1996: Gli Usa accusano Bin Laden di addestrare terroristi in Sudan, e sottopongono il Sudan a un embargo totale, ghiaccioli alla menta compresi, i preferiti da Bin Laden. Questi allora torna in Afghanistan, dove, grazie alle sue ingenti risorse finanziarie, scopre la cura contro il cancro. Quando il mullah Omar va al potere, i mujaheddin di Hekmatyar si ritirano con altre fazioni nel nord del Paese, formando “l’Alleanza del Nord”, perché “i Vendicatori” era già stato preso. (3. Continua)

Domandina

 


Buongiorno

 


Niente di male
Mattia Feltri
Massimo D'Alema ha recapitato un video a New China Tv nella fausta circostanza dei cento anni del Partito comunista cinese a cui si devono, secondo la complessa contabilità degli storici, fra i quaranta e gli ottanta milioni di morti soltanto nella stagione del comando di Mao. Il comunismo ha fatto uscire ottocento milioni di persone dalla povertà, ha detto D'Alema col medesimo approccio costi-benefici di chi ricorda il miracolo economico di Hitler, che ereditò la Germania di Weimar sfiancata da disoccupazione e inflazione e ne fece una potenza. Mai nessun paese nella storia dell'umanità è riuscito in una tale impresa, ha aggiunto D'Alema (parlando della Cina, non della Germania) forse sedotto dall'attuale corso capitalistico del comunismo, cioè soldi e tirannia, a occhio e croce il più affine al nostro ex premier, che non per niente intrattiene felici rapporti d'affari con Pechino. Dei molti passaggi, sublime fra i sublimi è quello in cui D'Alema si rallegra di quanto fatto dalla Cina per l'ambiente (sarebbe delizioso se si riferisse a Mao quando insegnava che i cadaveri dei borghesi sono ottimi nella concimazione dei campi). Sono molto comprensivo verso l'indignazione permanente per i nostalgici del fascismo e verso la fascinazione irresistibile per i nostalgici del comunismo: da noi il fascismo ha messo in piedi una dittatura, il comunismo un'opposizione consociativa e per cui sì, mi sembra un'ovvietà insignificante e vagamente cretina quella di chi sostiene che il fascismo ha fatto anche qualcosa di buono. Volete mettere la creatività di D'Alema, secondo cui il comunismo non ha fatto niente di male?

mercoledì 16 giugno 2021

Auguri grande Zaki!

 


Nel giorno del suo compleanno, Zaki ancora nel carcere egiziano, invia gli auguri alla Nazionale. 

Buon compleanno Zaki! Resisti grande uomo! 

Vamos!