mercoledì 28 aprile 2021

Apparentemente

 


Apparentemente siamo una repubblica solo sulla carta, perché, sappiamo bene tutti, tra noi vivono e vegetano monarchi impreziositi da spropositati privilegi. E tra costoro emerge la Regina, Ella, il diamante sfolgorante delle Istituzioni, la Viendalmare Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato e seconda carica dello Stato, dopo il Presidente Mattarella che Ella, bontà sua, vorrebbe il prossimo anno sostituire non potendo, per ragioni di eternità e nazionalità, concorrere al trono inglese.
E allora oggi Repubblica ci informa che la nostra principessa ha usato dell’aereo a lei dedicato con una frequenza tipica di chi, risiedendo su un’isola, utilizza il traghetto: da maggio 2020 ad oggi il Falcon 900 dell’Aeronautica (31° esimo stormo di Ciampino), a disposizione della seconda carica dello Stato, ha volato 124 volte, di cui 97 sulla rotta Roma - Venezia. Avrà a cuore, la reale Viendalmare, la drammatica subsidenza del nostro gioiello lagunare? No, la regale icona monarchica risiede e vive a Padova. Altre sei volte, ad esempio, l’aereo ha volato da Roma ad Alghero, nel mese di agosto, dove l’incardinata stava godendo del sacrosanto riposo estivo.

Nessuno è andato sulle nubi più di lei, guardate ad esempio gli ultimi voli riportati sempre da Repubblica riferite alle scorse settimane: il 2 aprile alle 10 il Falcon parte da Ciampino per Venezia, il 6 aprile da Venezia torna a Roma; il 9 da Roma a Venezia, il 12 ancora da Roma a Venezia per poi subito rientrare alla base e così, di nuovo, doppio tragitto in giornata il 16 e il 19. Questo mese i voli sono stati sinora 9, a marzo 16, a febbraio 11, a gennaio 11. Ma torniamo ad agosto 2020, il mese del libera tutti poi pagato a caro prezzo con la terza ondata: il 18 agosto il Falcon 900 si alza da Cagliari e raggiunge Venezia, alla due del pomeriggio. Quattro ore dopo riparte, destinazione Alghero. Una settimana dopo, siamo al 25, l’aereo decolla alle 9.18 da Roma con rotta ancora su Alghero, per poi ritornare in mattinata a Ciampino. La sera rifà la stessa cosa: alle 21.21 parte da Roma per la Sardegna, alle 22.22 decolla da Alghero e rientra alla base.

Che dire? Ogni regnante ha le sue richieste, le sue necessità dettate dal rapporto puzzasottoilnaso/perditadellarealtà. A noi non resta che augurarle un regno sempre più dorato e battagliero, come quando Ella inveiva assieme agli altri adepti contro il tribunale di Milano, reo di infastidire il comune boss, ora per fortuna pregiudicato, del quale la Viendalmare è emanazione e paladina.

Ottimo questo Feltri!

 

BUONGIORNO
Vent'anni
di Mattia Feltri
C'è stato un tempo in cui Grillini in Parlamento era un cognome, quello di Franco, oggi presidente onorario dell'ArciGay. Quando fu eletto nel 2001 dichiarò estinti due millenni di persecuzioni perché avrebbe proposto una legge contro l'omofobia. Ma al governo c'era il centrodestra, e la legge non si riuscì nemmeno a impostare. Nel 2006 però fu eletto Romano Prodi, e Franco Grillini disse ok, ora ci siamo, subito una legge contro l'omofobia. E invece, metti la sinistra al posto della destra, il prodotto non cambiò: niente legge. Negli anni, la sentenza «adesso subito una legge contro l'omofobia» è stata la più pronunciata nel Pd (e dintorni) dopo «Berlusconi ladro». L'hanno declamata Pierluigi Bersani, Rosi Bindi, Dario Franceschini, Matteo Renzi, Nicola Zingaretti, Roberto Speranza, Ignazio Marino, Livia Turco, Gianni Cuperlo, Walter Verini, Guglielmo Epifani, Barbara Pollastrini, Anna Paola Concia, Ivan Scalfarotto, Imma Battaglia, Aurelio Mancuso, Federica Mogherini, Andrea Martella, Monica Cirinnà, Maria Elena Boschi, Matteo Richetti, Peppe Provenzano, Andrea Orlando, e tanti tanti altri. Eppure, niente. E nonostante da quel 2006 il Pd (e dintorni) abbia espresso quattro presidenti del Consiglio, naturalmente Prodi, poi Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, e di un quinto, Giuseppe Conte, è stato l'incrollabile sentinella, insomma nonostante sia rimasto al governo per nove anni, quell'adesso per un motivo o per l'altro è sempre stato un dopo, e soltanto adesso assume il pieno significato di adesso, cioè adesso che se si fallisce è tutta colpa del medievale, oscurantista, omofobo Matteo Salvini.

martedì 27 aprile 2021

Imagination



Al momento sono contrarissimo agli aperitivi serali (chi li chiama apericene è un Facci) ma se mi invitassero questi due... l’unico vero problema sarebbe al ritorno: quello cioè di centrare il portone di casa; probabilmente ci riuscirei solo con l’aiuto del Cai!

Meditazione pandemica

 In silenzio, se volete, leggete questo articolo. E cercate di meditare. 


Qui dentro si muore, fuori si ride e si beve. E noi non sappiamo più che cosa dire

di Ordine dei medici di Firenze

È quasi notte, ma le tapparelle della finestra rimangono a mezza altezza. Stiamo cercando di salvare una donna di 50 anni, ha avuto una crisi. Non riesce più a respirare. Le infiliamo il tubo lungo la trachea per farle arrivare l’ossigeno. Dopo ore la visiera è appannata per il sudore, ma non possiamo sbagliare nessuna manovra. Ha il petto scoperto, le rimettiamo gli elettrodi. Osserviamo le luci verdi dell’elettrocardiogramma. Il Covid e la polmonite le stanno togliendo la vita.

Passa mezz’ora e ci chiama sua figlia da casa, vuole sapere come sta. Non possiamo mentire, ma non abbiamo una risposta, lei continua a chiedere. Rimane in attesa ed è un lungo silenzio che fa male al cuore. Nel corridoio ci sono poche luci accese, si sentono le sirene di un’ambulanza mentre si sta fermando davanti al pronto soccorso. Ci guardiamo attorno, le stanze sono tutte piene. Dovrà restare in attesa. C’è un’altra crisi cardiaca nella camera 3, due infermieri avvolti nella plastica blu corrono a dare una mano. In fondo al corridoio qualcuno ha acceso il televisore. Vediamo le piazze stracolme di ragazzi e manifestanti, mascherine abbassate, bottiglie in mano, resse. Grandi risate. Arriva un’altra ambulanza. Questa volta si è liberato un posto letto, un decesso nella stanza 11. Si ricomincia.

Diteci voi cosa dobbiamo fare. Qualcuno ci indichi la strada, perché come medici abbiamo sempre lavorato per curare una società che non vuole ammalarsi, che si rivolge ai professionisti perché ha paura di soffrire, di perdere i propri cari. È chiaro che ora le priorità sono cambiate o non si spiegherebbero le folle per le strade. La tutela della salute è uno dei pilastri della nostra Costituzione, ma quel principio sembra essere confinato solo nei reparti ospedalieri. Diteci cosa rispondere alle famiglie che ci chiamano, agli anziani rimasti soli che guardano fuori dalla finestra. Noi le parole le abbiamo finite.

La manna di Manna

 Lo ringrazio, dobbiamo ringraziare tutti Maurizio Manna, entrato da poco nel Comitato centrale di FOFI. Che cos'è Fofi? E' la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, e durante una riunione Ettore Novellino, Presidente dell'Ordine di Avellino ha avuto l'ardire di rilasciare la seguente dichiarazione: 

"La categoria dei farmacisti dovrebbe innalzare un altare al virus, perché è grazie a Santo Covid se veniamo presi in considerazione."

E Maurizio Manna, complimentandosi con Novellino per "la grande sensibilità personale e professionale" di rimbalzo ha ribattuto: 

"Ringrazio Santo Covid perché sta dando un'opportunità incredibile ai farmacisti!"

Che dire? Manna ha evidenziato ciò che è sotto gli occhi di tutti, l'incredibile e forsennato lucro perpetrato da un anno a questa parte dei farmacisti ai danni della collettività.

Si dirà che se non ci fossero stati loro, il lockdown sarebbe stato molto più duro e difficile da superare. Balle. Ricordo ad aprile del 2020 la puntigliosa e carbonara attività di molti addetti che confezionavano bustine con dentro le introvabili mascherine che venivano vendute a prezzi da arresto, per loro e per chi le forniva. 

Manna ha scoperto un nervo atavico, scatenante in me un moto rivoluzionario e dal sapore inconfondibile di comunismo. Per me infatti le medicine e tutte le balle esposte in una qualsiasi farmacia dovrebbero essere vendute dallo stato centrale. Si lo so, è un'eresia, una fregnaccia, un'idiozia. Lo so. Ma lo penso seriamente. Certo, ci sarebbero molti meno milionari sulla nostra penisola, ma anche qui parlo con sincerità: non si starebbe meglio? 

Invece forgiamo e agevoliamo ricchi possidenti che sulle malattie fondono imperi economici. E questo lo ritengo una vergogna. 

Gente come Manna andrebbe messa in condizione di non nuocere più alla socialità. E ribadisco: farmacie di proprietà dello Stato che le concede in uso e gestione a laureati i quali, non dovendo correre dietro all'incasso, avrebbero più tempo a disposizione per fare i farmacisti, aiutando e supportando la clientela. 

Sognerò, può essere. Ma sognando mi allontano dal disgusto di vedere quotidianamente l'arsura di pochi sulla sofferenza di molti. E ho detto tutto! (cit.)   



E io che pensavo...

 

«Maestro mio», diss’io, «or mi dì anche:

questa fortuna di che tu mi tocche,

che è, che i ben del mondo ha sì tra branche?».  

 

E quelli a me: «Oh creature sciocche,

quanta ignoranza è quella che v’offende!

Or vo’ che tu mia sentenza ne ’mbocche.

 

Colui lo cui saver tutto trascende,

fece li cieli e diè lor chi conduce

sì ch’ogne parte ad ogne parte splende,

 

distribuendo igualmente la luce.

Similemente a li splendor mondani

ordinò general ministra e duce 

 

che permutasse a tempo li ben vani

di gente in gente e d’uno in altro sangue,

oltre la difension d’i senni umani; 

 

per ch’una gente impera e l’altra langue,

seguendo lo giudicio di costei,

che è occulto come in erba l’angue.

 

Vostro saver non ha contasto a lei:

questa provede, giudica, e persegue

suo regno come il loro li altri dèi.

 

Le sue permutazion non hanno triegue;

necessità la fa esser veloce;

sì spesso vien chi vicenda consegue.  

 

Quest’è colei ch’è tanto posta in croce

pur da color che le dovrien dar lode,

dandole biasmo a torto e mala voce; 


E io che credevo, che pensavo, che subodoravo! Forte e roccioso nella mia ignoranza atavica, preso da un sussulto motorio in sinapsi, l'ho già detto, ho iniziato a leggere la Commedia, Divina per molti ed anche per me. 

Orbene: che incontro nel VII canto infernale? Lei, la dea Bendata, bendata a coloro che ne sono inconsapevoli portatori arcisani. E questa spiegazione del Sommo si confà a ciò che avverto da 12 lustri a questa parte, si tra poco entro nei sessanta, altro che mezzo cammin di mia vita! - e cioè che Ella non ha vincoli, non rimpingua chi in apparenza ne è sprovvisto e richiedente, ma agisce "attua i suoi decreti" fulmineamente per soddisfare il piano, a noi oscuro, dell'Altissimo (cit.)

Conseguentemente mi accosto a quest'idea, prometto di non maledire più la Signora Dispensatrice, di non farla più irritare, anche se, il Poeta m'illumina su quanto sia inutile critiicare o maledire la fortuna; dice infatti: "ma lei è felice e non sente tutto ciò: lieta, insieme agli altri angeli, fa girare la sua ruota e gode la sua serenità." 

E allora è inutile adirarsi, per un gol non dato o nell'ammirar la ferraglia rombante del vicino con livore e la livrea dello sgocciolante spasimante di novelle virtù atte a soddisfare la richiesta al cielo di grazia per soverchiare ciò che il fato ha stabilito imperscrutabilmente.

Non mi sono adirato neppur io ieri sera nel veder lo scempio pallonaro della mia squadra del cuore, dilaniata dagli indomiti laziali! Non ho detto nulla a quei cagnacci un tempo squisitamente in tolda ed ora, immersi nel bagno chimico preannunciante un'altra stagione futura ad minchiam. Non ho inveito contro Theo ombra di sé stesso, né con Marione oramai cadavere, né col nero difensore trasformatosi in fuffa, in sbilenco idiota aprente strada più che un'ingegner di trafori, né al turco idiota e beota, un tempo lo avrei apostrofato così, funambolo di 'sta minchia. 

Nulla, proprio nulla, mi è uscito dal cuore. Tanto la dea Bendata non avrebbe udito nulla al proposito. Non resta che aspettare, silenti, sperando che il piano preveda qualche dolcetto anche per noi che navighiamo a vista, urtati in mille modi dal destino carogna. Ops!  


Sotto in area panda




Sotto i verdi compare il simbolo nelle rilevazioni settimanali di Chicco: sono al 1,9% ovvero prossimi all'estinzione, alla vaporizzazione dell'Era del Ballismo. Lui infatti sta già cercando lavoro fuori dai confini nazionali perché, okkeggioia, non se lo fila più nessuno! 
In alto i calici e in bocca al lupo per la tanto agognata, per noi, area panda!