giovedì 14 gennaio 2021

Tutto in uno!

 Oggi giornata speciale, grazie al Bomba! 

Vi allego anzitutto la prima pagina del Fatto che di per sé basta e avanza! 



E come non leggere, in questa giornata tanto malefica per la nostra nazione, le parole del grande Marco Travaglio? 


Finalmente te ne vai
di Marco Travaglio
Il vero spettacolo non è l’Innominabile che parla tre ore senza dire nulla, se non che apre la crisi perchè gli sta sulle palle Conte. È che c’è ancora qualcuno che gli crede e lo prende sul serio. Mente da 10 anni ogni volta che respira. Ha tradito tutti quelli che han fatto patti con lui. Tuonava contro “i partitini” che volevano la “dittatura della minoranza” e ne ha fondato uno per imporre la dittatura della sua minoranza. Ha rottamato qualunque cosa abbia toccato, dal suo partito al suo governo al Paese, e ci ha provato pure con la Costituzione, con una furia distruttrice che nemmeno Attila flagello di dio (quello di Abatantuono). Ha coperto di ridicolo le mejo firme del giornalismo italiano, che sdraiate ai suoi piedi salutavano in lui il sole dell’avvenire salvo scoprire che era il sòla. Ha mollato il Pd per “svuotarlo come ha fatto Macron con i socialisti francesi” e l’unica cosa che ha svuotato è il suo residuo elettorato. Allora ha preso a rottamare il governo Conte-2 che lui stesso aveva voluto 17 mesi fa, nel bel mezzo della pandemia e della strage da Covid, della redazione del Recovery Plan e della campagna vaccinale. È andato in pellegrinaggio da Verdini a Rebibbia. Ha parlato con Salvini di altri governi (“Hai visto? Ho fatto il culo a Conte!”). Ha sputtanato il piano Ue, scritto non da Conte, ma dai pidini Gualtieri e Amendola dopo 19 riunioni con i rappresentanti di tutti i ministeri (inclusi i suoi, che evidentemente dormivano).Ha inventato scuse e alibi ridicoli per dire sempre no e prendere in giro gli alleati: dal Mes al ponte sullo Stretto, dai servizi segreti alla cybersicurezza, da Trump alla task force del Recovery, dalla prescrizione alla liberazione dei pescatori in Libia, per non parlare della Boschi che chiedeva notizie dei “porti del Sud” oltre a quelli “di Trento e Trieste” (testuale). Ha chiesto poltrone ministeriali mentre accusava gli altri di pensare alle poltrone. Eppure c’è ancora qualcuno che gli crede e lo prende sul serio. I giornaloni raccontano di un’inesistente “lite” o “rissa” o “sceneggiata” fra lui e Conte, che non ha mai detto una parola contro di lui, ingoiando insulti, calunnie e provocazioni. Topi di fogna da maratona tivù tornano o diventano renziani e persino salviniani, sparando su eventuali “responsabili”, “transfughi”, “ribaltoni”, come se l’unico partito formato al 100% da transfughi non fosse proprio Italia Viva e se il Pd non avesse fatto “ribaltoni” governando con B. sotto Monti e sotto Letta e poi con i “responsabili” e “transfughi” di Ncd (Alfano&C.) e di Ala (Verdini) sotto l’Innominabile e Gentiloni. Ma il meglio lo dà mezzo Pd, che più prende ceffoni, calci e pugni, più gode e strilla “ancora! ancora!”.Una scena sadomaso che mette tristezza e clinicamente si spiega soltanto con la variante italiana della sindrome di Stoccolma: la sindrome di Rignano. Del resto, fino all’altroieri nel Pd erano quasi tutti renziani: credevano di essere guariti, invece restano posseduti e purtroppo sprovvisti di esorcisti. A meno che non sia vero ciò che il Pd ha sempre smentito: cioè che un mese fa mandò avanti l’Innominabile all’assalto di Conte per indebolire il premier e sistemare il loro rimpastino (fuori De Micheli e Lamorgese, dentro Orlando e Delrio), poi come sempre ne perse il controllo e si spaventò a morte. Infatti l’altroieri, quando Conte e i 5Stelle han fatto il gesto di minima dignità di dire “Se fai cadere il governo, con noi hai chiuso” e l’hanno messo all’angolo, il Pd è entrato nel terrore. Anzichè finirlo, gli ha lanciato astutamente l’ennesima ciambella di salvataggio. Ha ripreso a rincorrerlo, a tendergli la mano, a offrirgli qualunque pizzo e a garantirgli che per carità, “mai dire mai”, anzi averne di italovivi in un nuovo governo, come se niente fosse, non è successo nulla, abbiamo scherzato, amici come prima. Vuoi la Boschi ministra? Ma certo. Vuoi andare tu agli Esteri? Accomodati. Vuoi i servizi segreti? Ma prego. E ci mettiamo sopra anche una fettina di culo. Oh, sì, dài, facci del male, frustaci ancora che ci piace!Nessuno dei vedovi inconsolabili pidini ha spiegato con che faccia potrebbe mai sedersi a un tavolo con chi ha appena rovesciato il loro e suo governo e detto di loro le cose peggiori (l’ultima è: complici di un “vulnus democratico”, qualunque cosa voglia dire) per farne uno nuovo. E quale sadomasochista potrebbe mai accettare di presiederlo, con la certezza di essere molestato e brutalizzato quotidianamente com’è avvenuto a Conte prima con un Matteo e poi con l’altro. Ma magari lo troveranno, essendo la politica italiana un serbatoio inesauribile di uomini senza dignità. Infatti ieri, mentre l’Italia intera temeva che l’italomorente facesse l’ennesima retromarcia e poi tirava un sospiro di sollievo per essersi liberata di Italia Virus sulle note dell’ultimo successo di Renato Zero (“Finalmente te ne vai… come soffro!”), il Pd si listava a lutto e continuava a inseguire il suo persecutore. A cercare “spiragli di dialogo” nel suo delirio sciamanico. E a sognare un altro bel governo con lui (almeno fino allo stop di Zinga al Tg1). Per fortuna, ora è tutto molto chiaro: chiunque rifiuta a prescindere nuovi voti al Senato e si risiede al tavolo con lo sfasciacarrozze si condanna, come dicono a Bologna, a camminare per altri due anni “con un gatto attaccato ai maroni e qualcuno da dietro che gli tira la coda”. Chi si candida? Chi ci casca? Le iscrizioni sono aperte.

Ma come dicevo è una giornata storica, il Bullo non ce l'ha fatta a controllare il suo ego, e seguendo gli insegnamenti dello zio, infischiandone pure della pandemia che c'attanaglia, è andato dritto per la sua strada. Per questo, lo celebro così:


E per finire le parole della mitica Daniela Ranieri. Da assaporare per prepararsi allo sfanculamento del Guitto!


Renzi, il perdente maximo contro cui vaccinarci
di Daniela Ranieri
Era l’idea, anzi il sogno, di Denis Verdini, peraltro riconsultato sotto Natale durante l’orario di visita in qualità di oracolo e grande stratega: il Partito della Nazione. Il brevetto era talmente geniale che passò subito di mano a colui che meglio poteva concretizzarlo. “Il Pd deve essere un partito che vince e che, avendo una vocazione maggioritaria, sia in grado di contenere realtà diverse!”, proclamò Matteo Renzi durante una direzione trionfale del Pd nel 2014. “Reichlin lo ha chiamato il Partito della Nazione” si vantò “deve contenere realtà diverse, da Gennaro Migliore ad Andrea Romano” (per dire l’ambizione che lo animava): era l’epoca che seguiva al 40,8% alle Europee che lo avevano proiettato nei cieli dell’ebbrezza e dell’autoincoronazione. (Nel 2016, Alfredo Reichlin attribuirà a Renzi il “tradimento” di quella idea a favore di una concezione “trasformista di un partito senza storia e senza ideologia che prende i voti dove li trova”).Era la pastorizzazione del patto del Nazareno, l’Eden dei moderati (“accozzaglia” erano invece gli oppositori della sua bislacca riforma: Rodotà, Zagrebelsky, il Fatto, D’Alema, De Mita, etc.), con lui Sindaco d’Italia (altra perla della sloganistica di allora) a capo di una legione di politici rivitalizzati dalla comparsa del Napoleone a cavallo di una Smart, capaci di superare le vecchie e stantie distinzioni tra destra e sinistra, uniti soltanto dalla acquiescenza al carisma seduttivo del leader. Il quale peraltro invitava la minoranza del Pd, stranamente riottosa, ad andare alla Leopolda a rendergli omaggio nella celebrazione del grande omogeneizzato nazionale.Gli elettori li aveva praticamente in tasca: i comitati per il Sì sarebbero stati “centri di propulsione per far entrare forze fresche”; il premio di maggioranza dell’Italicum sarebbe andato a questo grande listone nazionale (sinistramente risonante).Sappiamo come è andata a finire. Renzi, in coro con la firmataria della riforma costituzionale, minacciò di ritirarsi dalla politica se avesse vinto il No, gli italiani lo presero in parola e lo mandarono a casa, lui e tutta la sua paccottiglia post-ideologica, salvo poi vederlo ricomparire qualche mese dopo perché, andava dicendo, la gente lo fermava sugli skilift pregandolo di tornare in sella, infatti l’anno dopo dal Pd transumarono 6 milioni di voti e sotto la sua salvifica guida il partito sprofondò al 18%.Ma, come dice il Nostro, il tempo è galantuomo. Una speciale alchimia ricombinatoria ha fatto sì che egli riuscisse oggi, nel pieno di una pandemia che ha fatto 80 mila morti, a ricompattare la Nazione sotto l’insegna del suo nome.Un sondaggio Ipsos per DiMartedì rileva che il 73% degli intervistati pensa che con la manfrina della crisi Renzi stia perseguendo i suoi interessi; solo il 13%, probabilmente una ridotta di padroncini di Confindustria e di alieni mischiatisi ai terrestri al fine di sterminarli, pensa che lo faccia per il bene del Paese. Altri sondaggi lo danno ultimo nella classifica di gradimento personale col 10%, mentre il suo partito di statisti è dato al 2,8%, sotto il partito di Calenda.Gli italiani (e non solo: all’estero lo chiamano “il disturbatore d’Italia”) hanno capito in massa l’assurdità di una situazione in cui un leader ridotto in tale stato decide che il presidente del Consiglio in carica si deve dimettere e il governo cadere a favore di un altro composto da figure a lui gradite, e che nel momento in cui si dovrebbe parlare solo di vaccini si dia ascolto alle fantasie di rivalsa di un soggetto in chiaro deficit di attenzione che ogni giorno ne inventa una per ricattare il governo.Un giorno è la task force; un giorno il Recovery; il giorno dopo gli emendamenti; poi il Mes; poi che non facciamo 200 mila vaccini al giorno (ce ne arrivano 490 mila a settimana); poi il Ponte sullo Stretto (perché “la nostra è una battaglia di idee”); poi che al governo manca l’anima; poi che Conte appoggia Trump e lo Sciamano; poi la liturgia democratica. A un certo punto è parso che Conte volesse dare delle poltrone a Iv che non le voleva. Ieri (507 morti), in una conferenza stampa surreale, si è capito che il problema principale sono le dirette Facebook e le storie Instagram di Conte (lo batte anche in quelle), per cui le due ministre (mute) e il sottosegretario Scalfarotto (invisibile, 1,6% in Puglia) sono stati fatti dimettere, secondo i capriccetti del capo. “Andrò all’opposizione”, aveva detto il perdente maximo nel pomeriggio (il che vuol dire fare esattamente le stesse cose che fa dall’agosto 2019): adesso cosa farà?Forse è finito il tempo della convivenza con questo virus ed è ora di pensare al vaccino per liberarsene definitivamente. Dopo anni di tentativi falliti, Renzi è finalmente riuscito a unire l’Italia nel disprezzo unanime per la sua persona. È un Partito della Nazione anche questo.

mercoledì 13 gennaio 2021

Fare il suo gioco


 

Da antirenziano oramai scafato, inorridisco nell'apprendere questa spasmodica attesa per la conferenza stampa del Rabbuiato, prevista oggi per le 17:30: è fare il suo gioco, è alimentare il suo smisurato ed oramai incontrollato ego. 

Chicco addirittura ha pronta l'ennesima maratona, questa volta pomeridiana, i media frullano agitando macchine fotografiche, tutti ci rivolgeremo a riascoltare per l'ennesima volta codesto epico ballista, condottiero gnomo del partitucolo Italia (Semi) Viva. 

Perché concedergli attenzione, prestarci al suo gioco tipico dell'assiduo frequentatore di bar sport il quale, sparandole sempre più grosse, ottiene l'ascolto divertito degli altri abitudinari, per un attimo sospendenti pure la classica e rituale partita di briscola? 

Personalmente gli avrei concesso lo spazio che in genere si riserva al dimostratore del Folletto, una sonnecchiosa attenzione, tra sbadigli e appisolamenti. Il canovaccio sarà il solito: querule disquisizioni attorno al sistema universale, velate, ma non troppo, fregnacce roteanti sul nulla, mega investimenti impossibili da realizzarsi a da lui portati all'evidenza come causa principale della probabile uscita dalla maggioranza, come se tutti gli altri tendessero a scialacquare il tesoretto, la torta europea, e lui solo fosse in possesso della Verità. 

Lo Gnomo Ridanciano proporrà chimere, balle inequivocabili, tempistiche tipiche a quelle che disse da Premier ai terremotati umbri in merito alla subitanea ricostruzione. Lo porteremo in pratica nuovamente alla ribalta, per lui ed Etruriana, vero sale della vita, vincolo univoco per la politica fondata sul nulla. 

Dopo aver distrutto quello che un tempo fu un partito serio di sinistra, dopo aver agevolato questa coalizione, il Guitto s'accorse di essere posizionato troppo lontano dal proscenio, i complimenti europei al suo nemico giurato Conte, le congratulazioni dei paesi esteri sulla gestione pandemica costituirono, per lui ed Etruriana, autentiche sciabolate ferenti il sofferente ma pur sempre straripante ego. Non è riuscito a sopportare l'angusto ripostiglio ove il senno e la ragione lo hanno relegato, non poteva continuare così, ad essere solo un invitato ad un'affollata tavola dove più o meno bene, si è gestito la tragedia da Covid. 

L'Insensato ha cominciato a scalciare, ad imbizzarrirsi attraverso quei soliloqui che un giorno saranno presi ad esempio dalle future compagnie di saltimbanchi. 

Ed il futuro per lui non ha nessuna importanza di posizionamento; sarà sufficiente che chicchessia gli lasciasse uno spazio vitale in tolda, centrisiti, leghisti, fascisti o dipendenti del boss pregiudicato, chissenefrega! Basterà solo che possa attingere al protagonismo, alla centralità della scena, compartecipando alle decisioni del nostro futuro politico, probabilmente destrorse e ovviamente nefaste.

Per questo oggi la conferenza stampa da lui annunciata, dovrebbe avere i canoni dell'indifferenza, dell'abbiocco, della noncuranza. Facciamo il suo gioco a continuare a parlare di lui... ops! L'ho fatto anch'io! Mannaggia! Vedete com'è insidioso!     

Daje!

 

E adesso, pover’uomo?
di Marco Travaglio
Non so come sia finita in Consiglio dei ministri e me ne frega il giusto. Ieri, ogni volta che mi mettevo a scrivere, dai laboratori di Italia Virus fuoriusciva una flatulenza opposta a quella di un minuto prima. Prima il ritiro delle ministre-ostaggio Bellanova&Bonetti. Poi il ritiro del ritiro delle ministre. Poi l’annuncio di una conferenza stampa oggi sul ritiro del ritiro del ritiro delle ministre. La gag “Tiritiritu? Tarataratà”, peraltro rubata a Leone Di Lernia, potrebbe anche essere simpatica, se non fossimo in mezzo alla strage più drammatica del dopoguerra (ieri altri 616 morti) e se gli italiani bramassero una bella campagna elettorale anziché una buona campagna vaccinale. Quindi ho smesso di seguire la farsa, un po’ per questioni igieniche, un po’ perché avevo da fare. E ho pensato che ce la saremmo risparmiata se fin dalla prima minaccia (cioè a inizio dicembre) il Pd tutto si fosse associato a M5S e LeU in una dichiarazione ufficiale e solenne: “Caro Matteo, il ritiro delle tue ministre non sarebbe una gran perdita: ce ne faremo una ragione. Ma, dopo, non faremo mai più un governo con te e il tuo partitucolo. Stacci bene”. 
Invece le quinte colonne renziane che infestano il Pd hanno continuato a usarlo, vezzeggiarlo, legittimarlo, mandarlo avanti a dire ciò che pensavano loro. Intanto facevano uscire sui giornaloni fantomatici rimpasti, nuovi governi, doppi giochi di Di Maio e cedimenti di Conte su tutta la linea. Come se il padrone della legislatura fosse il Pd, che ha perso tutte le elezioni da quando è nato, nel 2018 ha subìto la più cocente sconfitta della sua storia e nel 2019 è tornato al governo e all’onor del mondo per tripla grazia ricevuta: il suicidio di Salvini, l’invito dei 5Stelle, la credibilità di Conte. 
Poi, aperto il vaso di Pandora, i doppiogiochisti non sono più riusciti a chiuderlo e si sono spaventati.Per loro fortuna l’Innominabile, noto ai tempi d’oro per portare fortuna a se stesso e sfiga all’Italia, ora porta sfiga a se stesso e fortuna all’Italia. Aveva scommesso sulle riaperture, e ora persino i presidenti di Regione vogliono chiudere. Aveva scommesso sul governo incapace che non riesce a liberare i pescatori in Libia, e non aveva ancora finito di dirlo che erano liberi. Aveva scommesso sulle provocazioni a Conte per fargli saltare i nervi e addossargli la colpa della crisi, e Conte s’è morso la lingua per lasciarlo litigare da solo. Aveva scommesso sulla sponda di Zinga e Di Maio, invece “lo hanno rimasto solo”. Aveva scommesso sul flop dei vaccini, e l’Italia è prima in Europa. Aveva scommesso sulla minaccia di ritirare le ministre, come ai bei tempi su quella di lasciare la politica, e ha scoperto che anche stavolta la minaccia era una speranza.

martedì 12 gennaio 2021

Peperonata e verità celate

 

La peperonata fa brutti scherzi, mannaggia, soprattutto se ingurgitata di sera con birrone ghiacciato! Un esempio? Dopo aver abbracciato Morfeo, ho avuto incubi, all’inizio immedesimandomi nel ruolo più idiota e pericoloso dello sport, ovvero il primo dei componenti del bob a quattro, quello che si cucca tutta la discesa nel cunicolo senza poter fare una ceppa, come una montagna russa gratis ma tremendamente difficile; successivamente mi sono trasformato nel navigatore di un equipaggio di rally, con il compagno alla guida alterato perché aveva appena colto sul fatto la moglie in effusione con un suo amico d’infanzia. 

Ma non m’addentrerò su questi scenari di per sé già terribili. No, il terzo incubo è stato scioccante oltremodo: entro nel salotto e adagiato sulla poltrona trovo “Isso”, un’enorme palla grigia con i batuffoli rosso pompeiano, sì proprio lui, Covid il Bastardo! E questa è la trascrizione fedele del colloquio con l’infingardo, peperonata permettendo:

-          Ahh!! Chi cavolo sei!

-          Calma, calma! Non mi riconosci? Sono su tutte le tv da oltre un anno e ancora non sai chi sono?

-          Lo sospetto ma speravo non fossi tu? E come cavolo fai a parlare? E perché sei così grosso?

-          Sono una raffigurazione in scala enormemente maggiorata. Parlo per spiegarmi.

-          Ok, tanto è un sogno. Adesso mi sveglio e tutto passerà. Comunque non capisco perché devo sempre fare questi tipi di sogni, mai una volta che mi ritrovi su un atollo con chi dico io! Mai!

-          Ti confermo che è un sogno, ma non per questo veritiero. Diciamo che approfitto dell’occasione per spiegarmi.

-          Ma che cavolo vuoi spiegarti! Ci stai rompendo i ciufoli da un anno con tutto il dolore che hai provocato! Che aspetti a sparire?

-          E’ proprio questo il problema. Sono sulla terra per vivere, mi devo riprodurre per vivere, non chiedermi perché, ma devo continuare a vivere. Siete voi che vi scatenate l’inferno all'interno con una reazione ad minchiam. Io chiedo solo di coabitare e m’incazzo se il padrone di casa se ne va all’altro mondo!

-          Ma cosa cazzo dici? Non sarà mica nostra la colpa! Ci stai ammazzando e vorresti che comprendessimo i tuoi diritti?

-           Detto tra noi: prima che arrivassi, non è che stavate facendo grandi cose in fatto di curare la sopravvivenza della specie! Leggi i dati dei morti per denutrizione, malattie non ancora sconfitte per mancanza di ricerca, avete ancora la malaria e questo è tutto dire! Certo ho portato una pandemia, ma sei sicuro che i problemi che esistevano prima ed esisteranno dopo non fossero di per sé già gravi?

-         Mah! Si, ci può stare ma non capisco cosa vuoi dirmi? Dovremmo far finta di nulla?

-          Mi puoi parlare di come vi siete attrezzati per combattermi? La consideri un’azione efficace, lontana anni luce dal lucro, tra l’altro la vostra peggiore pandemia mai combattuta?

-          Siamo fatti così, lo so anch’io da molto tempo: prevarichiamo l’altro, ma credo che ci sia anche del buono, del bene, della solidarietà.

-          Certo, ma siete strani, molto strani. Infatti sto pensando che non siate la casa che sognavo. Spendete cifre incredibili per annientarvi, vi intorbidano la mente con ninnoli, per continuare a gozzovigliare sulla ragione.

-          Sei erudito quindi?

-          Diciamo che sono il portavoce della Fabbrica comune, quella che chiamate Natura e pervicacemente continuate ad indebolire per quel totem che avete, si dai.. come si chiama.. ah si! Pil! Il famoso Pil. Sai che ne parlano anche in altre galassie di questo modo insano d'impostazione? Avete il Pil che deve crescere e per questo tralasciate moltissimi fattori primari, come solidarietà, convivenza sociale, rispetto della Natura, obbiettivi comuni. Ridono di voi in altre porzioni dell’Universo, sai?

-          Immagino che sia così, ma non ci possiamo far nulla! Abbiamo delegato a pochi la nostra esistenza. Ci sono diritti e doveri, i secondi strabattono i primi alla grande.

-          Parliamo d’ambiente: si stanno sciogliendo i ghiacciai ai poli e fate finta di niente. Anzi: siete contenti perché si aprono nuove rotte commerciali che faranno guadagnare altri soldi a pochi! Incredibile! Sulla galassia XY3345 non si capacitano di quanto riusciate ad essere imbecilli!

-          Aspetta un attimo: ti ergi a filosofo? Che ne sai tu di come ci relazioniamo con il pianeta?

-          Se sono arrivato qui è anche per merito della vostra epica strafottenza. Ti ripeto: parlano di voi ovunque! Siete presi ad esempio: vicino ad Antares ad esempio c’è un pianeta simile al vostro, dove le mamme se i loro figli fanno gli scemi gli urlano “finiscila di fare il terrestre! Metti gli occhiali a tutti gli otto occhi che se no diventi scemo come loro!”

-          Non mi piace come parli! Cerchi di distogliermi dalla centralità del problema: ti dobbiamo annientare, subito! Sei un pericolo per noi!

-          Non lo metto in dubbio, fa parte del gioco! Credi che una volta che scomparirò la situazione si potrà nuovamente considerare “normale”?

-          In che senso?

-          Sono normalità lo schiavismo, e ne avete tanto, le caste sociali, la considerazione per molti, tanto scarsa da risultare per certi versi pure comica? Pensi che quando tornerete alla "normalità", quella che c’era prima del mio arrivo, potrete dire di essere fuori dall’emergenza? Sono solo io l’anomalo?

-          Potresti aver ragione. Ma ti ripeto: per come ci hanno organizzato, ogni tentativo di portare una vera normalità di convivenza sociale, è impossibile. Qui è lotta fratricida per la sopravvivenza.

-          Dici il giusto, tranne che non si possa cambiare nulla. Se molti vorranno, nulla lo potrà impedire. Ricorda che il ritorno alla cosiddetta normalità sarà principalmente la riapertura dei mercati finanziari, l'economia globale, la ripartenza delle multinazionali, il riabbraccio del lusso, la differenziazione quale motrice primaria dell’individuo, il sovrastare l’altro, il permettere che pochi accumulino ricchezze tanto enormi da non essere più spendibili. Prima o poi mi batterete, anche se vorrei coabitarvi, ma cerca di immagazzinare questa verità: rimarranno altri virus più potenti, subdoli, e sconosciuti, soprattutto dentro a quelle poche cervici potenti che vi portano a scodinzolare entusiasticamente, mansueti ed obbedienti. Ma questo non lo vedrete, al solito, come un problema.

-          Sono confuso, lo ammetto. Ho l’ansia pandemica che m’attanaglia. Penso alle migliaia di miei simili che se ne sono andati, per causa tua. Non riesco a controbattere, sono afflosciato sul dolore.

-          Ti capisco, e ti consiglio di guardare sempre al senso della vita. Per i molti che ho annientato, dimmi sinceramente: stavano vivendo? Gli stavate garantendo una vita dignitosa?

-          Discorsi a cazzo questi! La vita va preservata sempre e su tutto!

-          Certo! Ma ci sono varie modalità. In molti centri che chiamate di riposo, soprattutto quelli privati, secondo te è garantita, privilegiata, la vita o il denaro frutto della permanenza? Sei certo che l’anziano sia stato sempre posto al centro del mondo? Avete un sistema in grado di non annientare fisicamente e psicologicamente persone anziane con problematiche varie, attraverso l’insostituibile rapporto umano? E’ questo che vi prefiggerete?

-          Non so, non giudico, non ho niente da dire in merito. Ascolto silente.

-          Sfrondare fronzoli e ninnoli, incentrarsi sull’essenziale, che comprende anche la mia scomparsa ma non sono il solo, credimi.

-          Potrebbe essere. Ho sempre la speranza che anche questo terribile anno insegni qualcosa a tutti. Dal dolore potrebbero nascere nuovi progetti, nuovi sistemi.

-          Chi ha avviluppato la sfera blu lo continuerà a fare anche in futuro. A meno che molti non si risveglino.

-          Certo, concordo.

-          Ora vado. Mi raccomando porta sempre la mascherina e lavati le mani!

-          Certo, lo farò. E’ anomalo che sia tu a suggerirmelo!

-          Si, ma come voce della Fabbrica, può succedere anche questo.

Il risveglio, preannunciato da un fantasmagorico rumore intestinale, mi ha lasciato basito, stranito, prostrato.

 E molto infelice.      


Nulla di nuovo


 Dai di che stupirsi! A ieri su 701.623 vaccinati, secondo Repubblica risultano 95.980 soggetti classificati come “personale non sanitario”, ovvero una delle nostre prelibatezze ataviche, la celeberrima metodologia che potremmo definire “ho un amico che conosce lo zio di uno che vaccina.” Perché stupirsi di questo 13% che ci è passato avanti, con le solite nenie elette a scuse, tipo quelle per il parcheggio in seconda fila - avevo mio nonno che non rispondeva e sono salito in casa sua per accertarmi che stesse bene - o dal panettiere - senta devo prendere solo uno sfilatino, mi scusi se le passo avanti, ma ho i pompieri in casa perché ho sentito un forte odore di gas.

Siamo fatti così, prima o poi tiriamo fuori quest’ansiogena ed italica caratteristica dell’approfittare del proprio status, del ceto, della casta per prevaricare sull’altro. 

E allora perché i prelati, gli zii-zie, le sorelle-fratelli, le fidanzate/i, le/gli amanti dovrebbero rispettare la coda pandemica? Perché non fare il furbo ora che l’occasione è tremendamente seria? 95.980 sono un bel numero, non c’è che dire! Ma siamo fatti così, e non possiamo cambiare proprio ora. Molti di noi hanno organizzato festicciole sfanculanti le zone colorate, altri sono andati in vacanza sbattendosene i ciufoli dei seicento morti quotidiani, altri piangono miseria non avendo fatturato una benamata minchia lo scorso anno. E allora perché indignarsi se avvocatoni, lo dice Repubblica, sorelle di luminari, e via andare ci hanno sorpassato nell’ipotetica fila per immunizzarsi dal Bastardo? 

Oggi poi potrebbe essere pure la giornata in cui chi dovrebbe essere ridotto al lumicino e all’anonimato dal consenso popolare, s’ergerà a interruttore dell’esperienza governativa attuale. Per i propri interessi, per il proprio lardoso ego. Salterà anch’egli la fila della coerenza, della dignità, della ragione. Chissà se si sarà pure già vaccinato…    

L'Amaca

 

Il senso della vita? Cambiare utenza
di Michele Serra
L’ottima inchiesta (D’Alessandro-Livini) sul telemarketing mi conferma in una vera e propria idea fissa.
Questa: il sistema degli appalti e subappalti è uno dei più diabolici crimini (mi si consenta l’iperbole) del neocapitalismo. Lo scopo primario è tagliare i costi interni, perché le nozze con i fichi secchi sono la via maestra; l’effetto secondario, forse ancora più vantaggioso, è cancellare l’identità “fisica” dell’azienda, dunque la sua responsabilità diretta. Le cosiddette corporation non hanno corpo, oppure ne hanno uno infinitamente più esile rispetto al marchio che campeggia, solenne, nel cielo dell’Immagine e nei listini di Borsa.
Tu credi di parlare con Wind, o con Telecom, o con Enel (tre nomi a caso, niente di personale, anche perché “persona” è un concetto che sta svanendo), nella realtà delle cose ti stanno chiamando da un ufficetto di Taranto (vedi inchiesta) o Bucarest, o Belfast, dove gente mal pagata viene sguinzagliata alla caccia di clienti mal protetti. Ho regolari contratti di luce, gas, acqua, telefono, internet, ma vengo continuamente informato – spesso a nome delle stesse aziende alle quali già pago le bollette – che si può fare diverso, e di meglio, e di più. Come se il senso della vita fosse cambiare utenza un paio di volte al mese.
Il meccanismo, geniale per le aziende, micidiale per i cittadini, è che questo “lavoro sporco” è fatto in esterno. Non è l’azienda in prima persona, con una faccia e un nome, che fa il lavoro sporco e irrompe nel tuo telefono (inutilmente protetto da migliaia di firme pro-privacy). È una fanteria dispersa e anonima, appostata nel fango mentre i boss, lontanissimi, allietano gli azionisti con discorsetti virtuosi.

Il Faro


Conte alla rovescia

di Marco Travaglio

I retroscena del Giornale Unico, sempre più simili alle “bombe di Mosca” al processo di Biscardi, danno per certo uno sbocco “pilotato” della crisi di governo che più ridicolo non si può: Conte si dimette dopo l’approvazione del Recovery Plan, perché Bettini ha parlato con l’Innominabile, che gli ha garantito l’appoggio a un “Conte-ter”, dunque c’è da fidarsi. Dopodiché 5Stelle, Pd, LeU e Iv si siedono al tavolo per spartirsi i ministeri all’insegna di un “riequilibrio” in base a fantomatici “nuovi rapporti di forze”. Magari con Orlando e Di Maio vicepremier, e/o Bettini sottosegretario a Palazzo Chigi, e ministri Iv al posto di due, compresi la Boschi, Rosato e magari pure l’Innominabile (sempreché vinca la naturale ritrosia alle “poltrone”). In cambio di queste radiose prospettive, Conte cederebbe la responsabilità sui Servizi (che gli spetta per legge) e rinuncerebbe alla fondazione sulla cybersicurezza (e ai 2 miliardi che l’Ue ci mette a disposizione). Così Messer Due Per Cento, ora isolato all’angolo, potrà resuscitare e cantare vittoria (“Mi han dato ragione su tutto, quindi avevano torto tutti gli altri”). Poi ricomincerà subito a ricattare e minacciare il nuovo governo sul Mes, il ponte, la prescrizione, il rapporto Barr e altre puttanate prêt-à-porter.

Ora, può darsi che Conte sia così fesso da accettare questo suicidio: nel qual caso, peggio per lui. Ma siccome a noi importa poco delle sorti dei singoli e molto di quelle dell’Italia, rivolgiamo qualche domandina facile facile agli strateghi di questa ideona. 1. Gli italiani quale beneficio ne trarrebbero? 2. Perché mai un premier che ha sempre teorizzato e praticato la parlamentarizzazione delle crisi, dovrebbe dimettersi senza essere stato sfiduciato dalle Camere? 3. Chi può fidarsi della parola di un bugiardo matricolato, detto il Bomba fin dalla più tenera età, che in vita sua ha sempre fregato chiunque avesse stretto accordi con lui? 4. Che senso ha buttare giù un governo che gode della fiducia del Parlamento per farne un altro con la stessa maggioranza? 5. Hanno idea, i giallorosa, di quanti voti regalerebbero alle destre con qualche settimana di mercato delle vacche su ministri, viceministri e sottosegretari mentre gl’italiani pensano al virus, ai vaccini, alle aziende chiuse, ai posti di lavoro in fumo? 6. Lo sanno lorsignori, 5Stelle in primis, che l’Innominabile e la Boschi sono indagati per illecito finanziamento e, quando finirà l’inchiesta Open, rischiano di diventare imputati? E che il Conte 2, come l’1, vantava il raro pregio di non avere ministri inquisiti? E che Conte ha cacciato dal governo gialloverde il sottosegretario Siri perché indagato in uno scandalo di soldi? 7.Quale mente malata può pensare di rimpiazzare una ministra competente come Lamorgese con un Rosato o una Boschi, fra l’altro molto più molesti e destabilizzanti di quanto oggi non siano la Bellanova e la Bonetti? 8. Per quale strano algoritmo un partitucolo del 2 virgola qualcosa per cento dovrebbe avere tre ministeri, mentre l’equivalente LeU ne ha uno solo (Speranza)? 9. Chi l’ha detto che è meglio farsi ricattare per tutto il resto della legislatura da quel pelo superfluo, anziché cercare in Parlamento i voti necessari per liberarsene per sempre? 10. Perché mai, in una democrazia parlamentare con sistema proporzionale, i voti di quei “transfughi” (purché gratuiti, diversamente da certi “responsabili” di B.) sarebbero più indesiderabili di quelli di Iv, tutta formata da transfughi dal Pd, da FI, da LeU, dall’Udc e dal M5S?

La via maestra è una sola: quella costituzionale. Conte non ha alcun motivo di dimettersi, a meno che non venga sfiduciato dal Parlamento. Ed è improbabile che ciò accada, sempreché M5S, Pd e LeU dicano la verità quando assicurano che, se cade lui, si vota. Ergo, non sono disponibili ad altre formule con altri premier. Nel qual caso altri governi non ne possono nascere perché non avrebbero la maggioranza. Basterà dunque tenere il punto “O Conte-2 o elezioni” per indurre i “responsabili gratuiti”, cioè interessati soltanto a completare la legislatura, a uscire allo scoperto nel voto di fiducia, quando Conte lo chiederà in Parlamento. Senza neppure l’imbarazzo di contattarli prima. Lì tra l’altro si vedrà quanti di Iv seguiranno il loro capetto al macello, o se se ne sganceranno all’ultima occasione utile. Così l’Innominabile e i suoi quattro guastatori andranno a cuccia fino alle elezioni del 2022, data della loro agognata estinzione.

Se invece qualcuno gioca sporco – e una parte del Pd che ancora tiene bordone all’Innominabile ne è gravemente indiziata – quella sarà l’occasione per smascherarlo in Parlamento. Il governo cadrà, Conte andrà a casa (tanto un mestiere ce l’ha) e chi avrà licenziato “il politico più popolare d’Italia per darla vinta al più impopolare” (copyright D’Alema) lo spiegherà ai suoi eventuali elettori, se troverà le parole. Noi ci ciucceremo per qualche mese un’ammucchiata con Pd, FI, Iv, Calenda e frattaglie poltroniste di Lega e M5S guidata dai premier preferiti dai giornaloni (Cottarelli, Cartabia, Amato, Cassese, robe così: Draghi non è fesso). Una sbobba talmente immangiabile che molta gente urlerà: “Ridateci Conte”. E lo costringerà a tornare in pista, come capo dei 5Stelle o di una lista al loro fianco. Allora sì che ci sarà da divertirsi. Perché si voterà prima che gl’italiani si scordino chi ha fatto cosa.