Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 9 dicembre 2020
Dal silenzio
Flash!
Oggi ma non solo
Oggi si vota in Parlamento, gli scricchiolii sono sempre più sonoramente udibili, la maggioranza rischia, e se non rischia oggi, rischierà domani o dopodomani. Perché tutto questo? Come può accadere durante una catastrofe pandemica che i vari schieramenti si azzuffino senza ritenere che sia indegno tutto ciò difronte a decine di migliaia di morti?
Perché sostanzialmente è quasi pronta la torta da 200 e passa miliardi, perché si sta cercando di tagliarla in fette non uguali ma vicine agli interessi dei soliti noti. Perché il Premier non sottostà ai soliti rigurgiti di Palazzo, tira dritto per la sua strada e questo non va bene nel paese del tira a campare.
Ed infine c'è lui, il solito immarcescibile saltimbanco rignanese, lo spauracchio della ragione e della buona politica: sta tentando di giocare tutte le carte a disposizione per non soccombere definitivamente, di conseguenza scalcia, preme, freme, proclama, commenta, sfrigola, dichiara, intima, raggruppando: rompe i coglioni.
E' l'eterno guitto che prevede futuri schieramenti, che gioca come un bimbo sulla pelle degli italiani. Per lui l'apoteosi sarebbe un bel ritorno al centrismo democristiano, con il suo personaggio riabilitato e perché no, con qualche incarico ministeriale. E' pronto a tutto, persino a garantire al Pregiudicato il futuro dorato sul Colle più alto, in realtà tragedia per il nostro paese: al solo pensiero che tra non molto potremmo avere un Presidente della Repubblica che in passato pagò tangenti alla mafia, ci vengono i brividi. Non so a voi, ma qui è tutto un tremore!
martedì 8 dicembre 2020
Incontri
E' difficile spiegarmi al meglio, perché gli ostacoli sono molti, a cominciare dall'identificazione dei soggetti da me osservati. Cercherò di farlo, ma è come camminare in un campo minato.
E' da tempo che l'osservo, la tirchieria, la detesto, la combatto e la osservo negli altri. Ultimamente ne ho avuto esempi lampanti, stordenti, annichilenti. Fondamentalmente persone malate, ed inconsapevoli di esserlo. Ad esempio vi è un incredibile possidente di fondi, appartamenti e quant'altro che dicono essere taccagno oltre l'immaginabile. Partecipa pedissequamente a estenuati riunioni condominiali, tutto interessato ai suoi "tessorri", incurante di chi un giorno li raccoglierà, indomito dinnanzi alla certezza della s-materializzazione del regno, dei possedimenti che hanno avuto la meglio su quant'altro.
Tristezza non invidia. Tristezza per assistere a questo scempio mentale, a questo inchinarsi al vitello d'oro, a decentrare il sovrano che è in noi, il nostro Io, a spodestare, se si crede, lo Spirito che insiste nel donare.
Altro esempio sono dei proprietari terrieri, e di più non posso dire per il rischio di identificarli: sono in ansia perennemente nell'accatastare ninnoli senza ritegno, senza sosta, senza domandarsi perché. Mi domando come facciano a vivere beati, vedendo scorrere il tempo, svicolando dalle gioie di un viaggio, senza pandemia naturalmente, di un affiancare amici o conoscenti che soffrono per agevolargli la vita. Anche qui tristezza infinita.
E poi c'è un nugolo di personaggi che ruotano nel quotidiano anch'essi propensi a credere nell'eternità quaggiù, a soppesare il prosciutto, a privarsi del necessario per chissà cosa.
Intendiamoci: è giusto non sperperare, è sacrosanto farsi un gruzzolo. Diverso è penare, rovinarsi la vita per nulla e nullità. Ognuno ha i suoi difetti, io ho certamente i miei che non sono pochi e neppure leggeri; cerco però di gustarmi le ore, i giorni, i mesi.
Perché non tornano più. Sob!
Succede ogniqualvolta
La giostra
Dunque la rassegnazione la sta facendo da padrona, lo sgomento pure, per non parlare della nausea: si stanno azzuffando per il solito leitmotiv ultradecennale, surrogato del commisto malsano tra potere e malaffare, noncuranti della catastrofe immane già assassina di sessantamila connazionali. Cruna dell'ago, sofismi, miasmi, cicalecci, sotterfugi, tresche, capestri, arzigogoli issati ad hoc per il fine comune, la ripresa del tanto amato e mai dimenticato "volemose bene". Tra loro ed il traguardo rimangono solo alcuni scapestrati guidati da un uomo per bene, sicuro di sé, forse troppo, fedele all'impegno per una nazione migliore e soprattutto più pulita, ma si, forse è chiedere troppo visto l'accerchiamento pedissequo, l'attacco smodato, continuo, determinato anche in giorni di lutto come questi, il tentar follemente di affossare un'idea, un cammino lontano e distinto dai soliti giochini del mai depauperato establishment, un sogno incrinato del poter garantire a chi verrà di respirare aria salubre, disinfettata.
Ed invece probabilmente non accadrà nulla, menti occluse si stanno adoperando per ritornare al solito mercanteggio di potere, dei famigerati "do ut des" blasoni per quella politica di sangue e merda che ha reso la nazione al servizio di pochi, scellerati e pochi.
Non ci resta che piangere ed assistere all'ennesimo teatrino con saltimbanchi datati ma potenzialmente ancora dannosi, non ci resta che udire i dorati discorsi di chi spera, e forse riuscirà, di inchiappettarci ancora, per l'ennesima volta, dietro ai soliti paraventi tipo "è l'ora dei sacrifici per tutti" - "ce lo chiede l'Europa" - "incentivare il sistema industriale, vera fucina di benessere per tutti" - "per il bene del paese" etc.
Il governo probabilmente non cadrà ma dovrà scendere a patti con energumeni statici e granitici, pronti ad espletare la loro migliore arma onnivora, capace di trasformarli in monarchici o in terrapiattisti in un batter d'occhio, purché portino potere e privilegi per loro e per i loro scuderi, pennivendoli compresi.
Se la politica è arte dello scendere a patti, l'attuale pandemico momento aveva bisogno di altro e non di ciò, visto i lobbistici ed immensi egoismi di pochi sull'interesse comune. Sapranno ripresentarsi come hanno saputo sempre fare, smanieranno di salire festanti sulla mai dimenticata giostra, per l'ultimo giro.
