sabato 26 settembre 2020

Booom!!


L’Ingegner Golpe

di Marco Travaglio

Mentre gli elettori e gli eletti 5Stelle si domandano se il loro movimento abbia ancora un senso, ci ha pensato Carlo De Benedetti, padrone del nuovo giornale senza padroni, a dissipare i loro dubbi. L’ha fatto a Piazzapulita, davanti al conduttore che lo auscultava come l’oracolo di Delfi e a Bersani che lo riduceva in poltiglia. Lì ha intimato a Mattarella di sciogliere subito le Camere perché alle Regionali i partiti hanno avuto risultati diversi da quelli delle Politiche del 2018 e sarebbe assurdo che chi ha perso le Regionali elegga il nuovo presidente della Repubblica. L’idea che le Regionali decidano chi governa le Regioni, le Politiche chi governa il Paese (o meglio, chi ha la maggioranza in Parlamento per governare il Paese) e il Parlamento chi fa il capo dello Stato non sfiora il nostro costituzionalista della mutua. Strano, perché anni fa fondò Libertà e Giustizia per difendere la Costituzione: quell’agile libretto di 139 articoli che separa nettamente l’elezione indiretta del capo dello Stato (per 7 anni) e quelle dirette del Parlamento, dei Consigli regionali e dei Consigli comunali (per 5 anni). La durata sfasata e la maggioranza qualificata del Quirinale sottolineano vieppiù la volontà dei Costituenti di proteggere il capo dello Stato dalle logiche momentanee della politica e dai contingenti rapporti di forza fra governo e opposizione. Infatti neppure un analfabeta costituzionale come il Cazzaro Verde chiede al Quirinale di sciogliere le Camere. E l’unico a congratularsi con CdB è Pietro Senaldi su Libero: sono soddisfazioni.

Chi non conoscesse CdB potrebbe pensare che abbia studiato la Costituzione su Tiramolla. O rinfacciargli l’incoerenza di aver sostenuto in passato presidenti e governi votati da maggioranze parlamentari non indebolite, ma illegittime. Come Napolitano e i governi Letta, Renzi e Gentiloni, figli del premio di maggioranza (anzi di minoranza) del Porcellum dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Ma l’Ingegner Golpe, del diritto e della coerenza, se ne infischia. E sa benissimo di aver detto una somarata (una più, una meno). Ma l’ha detta lo stesso, consapevolmente, confessandone pure il movente (a una certa età, si è più portati a confessare): “In Parlamento ci sono più di 300 cinquestelle e saranno decisivi per scegliere il prossimo presidente della Repubblica”. In effetti, avendo preso il 33% dei voti, il M5S ha un terzo dei parlamentari: a pensarci prima si potevano abolire gli elettori, o sterminare quelli intenzionati a disobbedire a CdB, ma ormai è andata così. Purtroppo siamo in democrazia. Lui però è abituato a fare e disfare maggioranze e governi. A dettare liste dei ministri e leggi à la carte.

A creare partiti e leader o pseudotali in laboratorio (ultimi capolavori: l’Innominabile e Pisapia). A pagare mazzette per rifilare telescriventi obsolete alle Poste. A farsi anticipare i decreti per specularci e guadagnarci in Borsa. Dunque non può tollerare l’esistenza di un movimento che non prende ordini da lui, anzi non se lo fila proprio. Né tantomeno di un premier che non fa insider trading e, se gli mandi degli emissari per avvicinarlo, te li rispedisce al mittente. Infatti vuole B. al governo “pur di cacciare Conte”. E votare subito per far vincere Salvini&C. e far scegliere da loro, anziché dagli odiati “grillini”, il nuovo capo dello Stato. Da Tessera Numero Uno del Pd a leader della Sinistra per Salvini. Tanto, con la destra come con la sinistra, lui s’è sempre messo d’accordo. Franza o Spagna purché se magna. L’importante è levarsi dai piedi i 5Stelle perché “hanno truffato gli elettori e non han fatto niente”. Ma, se fosse vero, lui li appoggerebbe e forse li voterebbe pure. Il guaio è che hanno mantenuto un bel po’ di promesse (non con lui, però): hanno smontato un bel pezzo di Jobs Act (“A Renzi il Jobs Act l’ho suggerito io, lui mi è stato sempre molto grato”) col dl Dignità, dato un sacco di soldi ai poveri anziché a lui col Reddito di cittadinanza, varato la legge anticorruzione e antiprescrizione (lui per le sue tangenti fu per metà prescritto), imposto le manette agli evasori (e lui di indagini per elusione, evasione e falsi in bilancio se ne intende) e ora minacciano una legge contro i conflitti d’interessi fra imprese e giornali (un po’ come parlare di corda in casa dell’impiccato).
Non solo: non vogliono il Mes, il prestito europeo ipercondizionato per la sanità che l’accordo Ue sui 209 miliardi di Recovery Fund ha reso ancor più inutile di quanto già non fosse (infatti in Europa non l’ha preso nessuno, perché il primo che si alza confessa di essere in default). Tantopiù che il governo ha già stanziato 10 miliardi in un anno per la sanità, altri ne stanzierà col Recovery e per ora non ha problemi di cassa. Eppure CdB vuole a tutti i costi il Mes, non riesce a farne a meno, ne parla come il Papa del Paradiso. Qualche maligno potrebbe ricordare che la sua famiglia è padrona del gruppo Kos, titolare di 55 fra cliniche private e Rsa (alcune indagate per i contagi da Covid): vedi mai che qualche miliarduccio piova anche da quelle parti. Ma sarebbe un’ingiusta cattiveria. L’impressione che dava l’altra sera l’attempato prenditore, mentre smetteva di colpo la mutria malmostosa di chi sente dei cattivi odori per magnificare estasiato i balsamici effetti del Mes, era quella di un increscioso equivoco dovuto all’anagrafe. Che, cioè, avesse scambiato il Mes per un nuovo tipo di Viagra.

Poesiola

 


E tu, Elvetico minuzioso ed egoista
che imponi a noi custodi del sole una quarantena mai vista!
Ricorda che come ogni anno
le stagioni si alterneranno,
e quando le malghe e i covoni
t'incominceranno a star sui c...
e smanierai per sabbia e ombrellone,
non osare addentrarti col macchinone,
dentro le nostre assolate terre rare:
perché ti manderemo jodelmente a c....!

venerdì 25 settembre 2020

Abbasso questa scuola!

 



Birra Pollicino

 


C'è qualcosa di comico e di devastante nell'allontanamento del Cardinale Angelo Becciu dalla carica di Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e dalla perdita del cardinalato, non potrà ad esempio entrare nel prossimo, e speriamo lontano, Conclave. Ad esempio la Birra Pollicina, già dal nome visto che Becciu è sardo e di piccola statura c'è da scompisciarsi, una birra che non si trova in commercio ma solo dietro richiesta e fornita dalla società Angel's di Mario Becciu, uno dei fratelli del porporato tra l'altro ordinario di psicologia posso l'Università salesiana di Roma - che cosa porti uno psicologo a fondare una società specializzata in food & beverage, in pratica quelle macchine infernali che dietro pagamento ti appioppano bevande e spuntini, molto di moda negli hotel, ops! le case di preghiera, pullulanti in Vaticano, che a udir bene sembra di sentire le velate sollecitudini dei proni ai Becciu "guardi installi queste nel suo albergo, sono della Angel's e il Cardinale sarebbe molto contento di ciò e sicuramente la ricorderà nelle sue preghiere." La Angel's del fratello Becciu psicologo forniva come detto anche la Birra Pollicino - "mi raccomando sorella metta come birra alla spina la Pollicino! Sa è del fratello del Cardinal Becciu che se mi fa una bella fornitura celebrerà una messa per lei!"
Ma Becciu appena rimosso dal grandissimo Francesco aveva anche altri fratelli, come Tonino, sempre tutto in stile minuto, titolare della Spes, braccio operativo della Caritas di Ozieri, in provincia di Sassari. A lui e alla sua Spes il paonazzo fratello ha dirottato più volte soldi della Cei e dell'Obolo di San Pietro, si proprio dal fondo destinato al Papa per le opere di carità e che già in passato servì, ai tempi cupissimi del dott Bertone - tra l'altro pure cardinale ma solo per hobby - ora in pensione a restaurare l'enorme terrazzo del suo mastodontico appartamento vaticano, usando, pare, pure dei fondi destinati ai bimbi malati, destando scalpore e soprattuto infinita tristezza.
Tutti i soldi che Becciu arraffava pro fratelli, naturalmente venivano rinvestiti in holding, diaboliche finanziarie off shore, tra avvocati, faccendieri, pii banchieri al cui confronto Barabba risulta accostabile al Poverello d'Assisi.
Becciu è solo l'ennesima punta dell'iceberg vaticano dove carogne di ogni specie pullulano minando le fondamenta della fede millenaria. Per fortuna e soprattuto grazie alla Provvidenza è saldo in tolda un grande Papa e comprendiamo da questi eventi il perché ogni qualvolta si presenti ai fedeli, ricordi sempre e a tutti di pregare per lui, per la difficile opera risanante un ambiente sempre più squallido. E pericoloso.

giovedì 24 settembre 2020

Una firma per la libertà

Il Fatto Quotidiano lancia una petizione affinché nella prossima legge elettorale il cittadino scelga i candidati. Basta con i nomi imposti dai partiti! 

Sei sei d'accordo qui sotto il link per firmare la petizione. 

(chi non firma è una Chirico e un Facci)

 Per firmare petizione scelta candidati

Estikazzi!

 


Carissimo compagno-voi-lavorate-io-magno! Ci vorrebbe almeno un pizzico di decenza, anche se conosco bene le problematiche che devi affrontare nella tua, oramai, Cortina dove, tra una contessa e l'altra, le difficoltà non mancano, così m'immagino.
Continuare a parlare, con un velo di alterigia, dall'alto di una fantomatica cattedra da sempre e misteriosamente da te mostrata, rende insalubre l'aria, nervoso il clima.
Sei stato Presidente della Camera, hai la tua doratissima pensione: bene, direi che non manchi nulla per entrare in quel salutare cono d'ombra evitante a noi, perdona il francesismo, di spedirti a fare in culo!
Di quale sinistra parli? Della tua? Se è quella, siamo tutti felicissimi che sia spirata, visto che era un ripieno di azzeccagarbugli stordenti molti, per il bene di pochi illuminati come te, sempre pronti a tagliare il capello in cento parti per dare apparenza di fermezza, di solidità, di certezze nel futuro, ahimè affogate oggi nelle innumerevoli verticali di Krug che ti vedono prezioso protagonista.
L'arte del cazzo&campana, di cui ti riconosco speciale profeta, ha permesso a molti di voi di avere vite agiate, al limite del sfarzoso, mentre contemporaneamente recitavate copioni insulsi di rivincite, di ribellioni, di protezioni del proletariato, vera vittima sacrificale della storia.
Sentirti parlare col porta occhiali sul petto era a volte pure coinvolgente, il frizzantino di quella vaga idea di socialismo (cit.) riusciva a penetrare nelle giunture piegate dalla fatica, corroborando ideali e facendo sognare molti ad occhi aperti.
Come in tutte le cose però, alle parole dovrebbero seguire i fatti, che mai realmente ci furono, a meno che non ci si riferisca ai soliti, ripetitivi e stancanti scioperi nazionali, o a quei riferimenti ai grandi del passato autoincensanti - perché come ce li dice il compagno Fausto, nessuno lo sa fare - viatico per quella cavalcata sui sentimenti che ti ha permesso di divenire oggi un riferimento della nobiltà.
Quella vecchia sinistra, saccente, fumosa, di casta, pensatrice, supercazzolara è un bene immenso che sia defunta! Qualcosa dalle sue ceneri dovrà pur rinascere, occorrono però uomini e donne capaci di elettrizzare, rianimando concetti attualmente ibernati. Da quella vecchia sinistra è nato uno schiavismo 2.0 e la colpa non è tutta dei "sior padron!" Tutt'altro!
Cin cin e salutami la nobiltà!

Chapeau!

 L’amaca

Il problema dei biondi
di Michele Serra
La gongolante volgarità con la quale Trump continua a chiamare "Chinavirus" il Covid fa il paio con la spocchia isolana di Boris Johnson quando attribuisce i molti morti britannici all’ "amore per la libertà", lasciando intendere che le restrizioni sanitarie vanno bene per popolini di tempra inferiore (noi italiani, per esempio).
Se fossi al bar direi che non esiste essere umano più razzista di un maschio bianco anglosassone, soprattutto se biondo, ma in questa sede sono tenuto a non dare il peggio di me stesso e dunque cerco di dirlo meglio.
L’imperialismo economico esiste ancora (la City maneggia una fetta enorme del capitale finanziario mondiale), ma l’imperialismo politico è morto, e ha lasciato degli orfani.
L’idea che esista un mondo non sottomesso, i cui destini non sono riconducibili all’esito del Superbowl o alla regina Elisabetta, la cui natura non corrisponde all’impronta imperialista prima inglese e poi americana, e neppure corrisponde all’impronta post-imperialista prima inglese e poi americana (c’era dell’altro prima e ci sarà dell’altro dopo) è qualcosa che nella sostanza ancora non è accettato da quelli come Trump e Johnson. L’anima della Brexit affonda anche in questo superiority complex anglosassone. E l’asse Londra-Washington, così anacronisticamente antieuropeo, è figlio della speranza (demente, se posso dire) che il mondo possa ancora obbedire, e per sempre, a un’isola dell’Europa settentrionale e alla sua ex colonia di oltreoceano. C’è un resto del mondo (circa il novanta per cento dell’umanità) che sfugge, anche per banali ragioni numeriche, a questo calcolo. Ma nessuno lo ha ancora spiegato ai maschi anglosassoni biondi.