mercoledì 26 agosto 2020

Amaca

 

L’amaca
Le tempeste di bava

di Michele Serra

Si appellano tutte all’educazione, alla scuola, alla pratica del rispetto le tante persone civili, di molte parti politiche (ma non di tutte) che esprimono solidarietà alla ministra Azzolina, colpita dalla consueta tempesta di bava sui social.
Tra i linciatori fallocrati brillano i maschi, ma ci sono anche parecchie femmine: ecco una condizione — essere linciatori, essere fallocrati — che prevale largamente sulla differenza di genere.
Ci appelliamo tutti all’educazione ed esprimiamo tutti convinta pietà per la canaglia cliccante, tanto miserabile è il livello degli insulti (mai dimenticare la Legge Fondamentale della Tastiera: l’insulto non descrive mai la vittima, descrive, con precisione assoluta, chi lo adopera). Ma se devo essere sincero, non ho molte speranze che si possa risalire la china. Molti di questi bestioni sono genitori, e sui loro poveri figli anche la migliore scuola difficilmente potrebbe contrastare l’esempio, il linguaggio, la mentalità, le pratiche di vita che ogni famiglia trasmette.
Se poi l’esercito dei linciatori, in questo e non solo in questo caso, coincide con chi della Famiglia fa un mito politico, un tabù inviolabile, e magari è autore di una famiglia meschina, rabbiosa, frustrata, voi capite bene che le speranze che la scuola salvi i ragazzini si riducono al lumicino.
Solo un miracolo può salvare chi augura lo stupro a un’avversaria politica; e solo un miracolo può salvare i figli da padri e madri così violenti e così abbrutiti.
Purtroppo non credo nei miracoli.

Sorridete dai!

 



Calenda, Calenda!

 



martedì 25 agosto 2020

Certezza

 


Dunque Esiste! Sono certo che Esista! Eccome se Esiste! Vede e agisce sempre con Giustizia! Sia lode a Lui!

(Al momento di scrivere questo post non sapevo nulla del ricovero di Flavio Briatore a cui auguro una pronta guarigione.) 

Anomalia spinta

 

Stamani mi sono alzato con un obbiettivo: scrivere qualcosa di impopolare. Ma si dai! Perché cercare sempre l'anomala approvazione, il vezzeggiamento mediatico, l'apprezzamento di molti, e soprattutto: scrivo gratis, non per fini commerciali, solo perché mi sento di farlo. E allora diciamocelo: c'è qualcosa di molto ottenebrato attorno a noi, fatichiamo pure ad intravederlo. E' un modus operandi particolarmente privilegiato, che non si nota, non si ode, non facendo rumore per paura di innescare, a mio parere giusto, mugugno generalizzato. E' una pattuglia molto numerosa, oserei dire sotto certi aspetti, di casta. Vado avanti: è composta da tutti coloro che lavorano sotto la pubblica amministrazione. 

Ah l'ho detto! Molti di loro sono in un anomalo smart working, anomalo perché molto libero, incontrollato. Alcuni azzardano che resteranno in questa modalità fino alla fine del 2020, altri smentiscono, dicendo che molti sono già operativi, negli uffici pubblici. 

La stragrande maggioranza dei cosiddetti statali stanno lavorando da casa, dove per "lavorando" s'intende, per certi settori, una cassa integrazione mascherata da pieno stipendio. Attenzione: sto dicendo quello che penso e quello che la documentazione in merito mi agevola a dire. Non ho rancori ed invidie per questa enorme categoria. Ma per alcuni settori annuso un certo approfittare della pandemica realtà, quasi che sia dovuto di diritto il ricorrere a restare a casa, mentre altre realtà, cameriere, operatori in autogrill per intenderci, parrebbe esserne esenti. E' il silenzio dei fortunati a rombarmi in cervice e la prova del nove arrivata da poco e riferita al mondo della scuola: molti insegnanti e operatori scolastici infatti, pare si stiano lamentando per la prossima riapertura delle aule, invocando un paritario diritto riferito al mondo pubblico, per cui chiunque sia protetto dalle ali dello stato, dovrebbe essere esentato ad andare sul posto di lavoro. 

Estikazzi! Piacerebbe anche a me starmene a casa a spedire mail confermanti l'essere in vita! Ma così non è, lavorando nel privato! Ed ha pienamente ragione la ministra dell'Istruzione, quando ha accusato i sindacati di dar man forte a questa assurda, e patetica, richiesta di parte degli insegnanti. 

Non comprendo perché chi lavori nell'apparato statale debba usufruire dell'esenzione ad andare sul posto di lavoro e chi invece soffre le pene del privato, no. 

Ecco, volevo dirlo! Perché fondamentalmente mi ritengo libero di farlo. Piaccia o no. 


Flash da Charlotte!

 


Bella Amaca!

 

Come i vescovi simoniaci

di Michele Serra

Bisogna riconoscere che essere arrestati per truffa mentre si scende dal panfilo di un miliardario cinese non è una cosa alla portata di tutti.
Se poi l’arrestato è un signore che ha costruito la sua fama sulla lotta contro l’establishment che affama il popolo, il reato di truffa riluce di una sua speciale efferatezza.
Come il digiunatore sorpreso in un all you can eat, come la vergine che rivela di avere dodici figli, Steve Bannon ci fa capire che tutta la solfa anti-plutocratica della destra populista è un clamoroso caso di simulazione. Sulla scia dei vescovi simoniaci che trafficavano in indulgenze, questo signore, non bastandogli il fiume di denaro (di gente ricca, mica di poverelli) che finanzia il nuovo fascismo mondiale, vendeva ai fedeli pezzi del fantomatico Muro di Trump perché potessero salvarsi l’anima blindando il loro pollice quadrato di Paradiso Americano. Un’esca per poveri gonzi spaventati i cui proventi, secondo l’accusa, non servivano per comperare il calcestruzzo ma per finanziare lo stesso Bannon, la cui intera vita si è dipanata, con alterne fortune, nell’anticamera del famoso establishment, vedi la rocambolesca vicenda della magnifica certosa duecentesca che l’ideologo vorrebbe trasformare in Accademia dell’Occidente Cristiano-Giudaico, non si sa se per muovere guerra ai Mori o all’Imu.
L’odio di classe è sempre esistito, ha una sua fisiologia e perfino una sua legittimità etica.
Ma agitarlo in funzione del proprio successo personale, anche economico, è abbastanza disgustoso. I quattro quinti degli ideologhi e degli agitatori del populismo mondiale detestano l’establishment solo perché non riescono a farne parte.