Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 7 luglio 2020
Tempistica
lunedì 6 luglio 2020
Grazie per la musica, Maestro!
Per comprendere quanto contribuisca la colonna sonora in un film, il pensiero deve necessariamente andare ad Ennio Morricone, scomparso oggi all'età di 92 anni.
Tra le immagini e le parole, il Maestro rendeva effervescente le scene che ebbero l'onore di essere accompagnate dalla sue meravigliose ed uniche colonne sonore.
Fra le innumerevoli, conservo nel cuore, come un caminetto perennemente acceso, quella di Mission e, soprattutto, l'accompagnamento musicale di "Nuovo Cinema Paradiso" con la celebre scena in cui il protagonista Salvatore, dopo tanti anni, visiona la bobina ricevuta dopo la morte del proiezionista ed amico Alfredo, rivedendo tutti gli spezzoni tagliati dalla censura di don Adelfio, le innumerevoli scene di amore con baci appassionati che non potevano essere proiettati in sala.
Ebbene, quella scena, grazie alla musica di Ennio Morricone è l'unica che riesce sempre a farmi commuovere all'inverosimile, grazie a quel sottofondo capace di emozionare oltre l'immaginazione, in virtù dell'arte che il compositore scomparso ha saputo infondere in quell'eterno attimo cinematografico.
Le sia lieve la terra, e grazie per la Musica, Maestro!
Deterrente
E se venisse il giorno dell’invasione aliena, l’unico baluardo evitante la sottomissione del genere umano alle specie extraterrestri occupanti, sarà probabilmente questa immagine, con le ciabatte Ferragni vendute a 175 euro. Gli innumerevoli occhi di ciascun alieno si guarderanno tra loro, apprendendo che costei ha una ventina di milioni di seguaci, che le ciabatte stanno andando a ruba, che i follower Ferragni sono entusiasti del prodotto che, seppur di plastica con un costo di produzione di circa tre euro, inorgoglisce il loro cuore portarle ai piedi in puro stile fashion. Comprenderanno gli alieni di battere in ritirata, lasciando fulmineamente il suolo terrestre così madido di frescacce di questa natura, offendenti sinapsi, cultura e libertà, si anche libertà perché se mi capitasse vicino qualcuno che le sfoggiasse per evidenziare il suo status altolocato, cercherei di calzare scarponi d’alta quota per danzare una macarena sui suoi alluci, quale segno del diritto universale, riconosciuto pure dagli invadenti alieni, a non avere attorno idioti di tale portata, per di più griffati Ferragni!
domenica 5 luglio 2020
Una Lettera per ricordare
Allego qui sotto la lettera scritta da mamma Daniela ai due bimbi assassinati dal padre.
Non aggiungo altro, perché non c'è nulla da aggiungere.
Riposate in pace amici cari.
Ciao nanetti, vi chiamo come vi ho sempre chiamato anche se ormai eravate alti quasi quanto me. Non riesco ancora a realizzare che non potrò più rivedervi, abbracciarvi, sentire la vostra voce o il suono delle vostre risate, ma soprattutto quell’intercalare «mamma» che sentivo nominare miliardi di volte al giorno e che ora non sentirò mai più. La felicità è una scelta e voi avevate scelto di vivere sereni e felici nella vostra breve vita, con due caratteri molto differenti, entrambi accomunati dal sorriso, da quello sguardo attento e dalla voglia di vivere e affrontare il mondo. Elena un vulcano, portava allegria in ogni luogo, Diego riflessivo e osservatore. Inutile dilungarmi oltre nel descrivervi ai vostri amici, non era sbagliato essere diversi: eravate due individui separati e sarebbe stato grave sforzarsi di essere uguali. Sono stata fortunata a essere la vostra mamma. In questi dodici anni ci siamo accompagnati, coccolati, abbracciati, baciati, fatto tanto solletico, giocato, discusso, fatto sport diversi, studiato, viaggiato e mille altre cose. Non importa se ho dormito poco e ho corso. Quando vi vedevo sorridere, senza che ve ne accorgeste, o mi dicevate di amarmi, per me era la felicità, e sono le piccole cose che rendono felici. Non sono sicuramente stata una mamma perfetta come voi non siete stati figli perfetti. Ma sono stata me stessa come voi siete stati voi stessi. Voi perdutamente e profondamente innamorati della vita, io profondamente e perdutamente innamorata di voi. Ho sempre cercato però di lasciarvi i vostri spazi, per fare, sperimentare e sbagliare. Liberi di scegliere perché non è con la forza o con l’imposizione che potevo trattenervi: il mio ruolo era di stare al vostro fianco, pronta a rialzarvi o consolarvi in caso di bisogno, oppure a gioire con voi. Voi non avevate scelto di essere i miei figli, ma io avevo scelto di essere mamma: il destino ha deciso di regalarmi voi, e sono stata una mamma privilegiata. So che da ora in poi sarete al mio fianco come io lo sono stata per voi. Il vostro sorriso mi porterà allegria e mi terrà compagnia nei momenti di paura e mi riscalderà il cuore: ho cercato di insegnarvi di trovare sempre il meglio negli altri, di mettere etica e passione in ogni vostro impegno, scuola o sport che fosse, di ridere spesso e con gusto e di rispettare gli altri. Stavate imparando a farlo bene e se seguendo questi consigli avete contribuito a un mondo un pochino migliore, credo di aver fatto un buon lavoro. Per me sarebbe un successo sapere che chi vi ha conosciuto quando vi penserà, sorriderà. Ed è per questo che chiedo a tutti di ricordarvi sorridenti e non nelle lacrime. Elena e Diego avrebbero preferito così. Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci abbracci, quando le cose non vanno bene, anzi, soprattutto quando è così. In questo ultimo saluto vi abbraccio e vi dico che andrà tutto bene, nonostante il male che vi è stato inferto. Questa mostruosa esperienza mi sta insegnando che non importa quanto forti possiamo essere, tutti prima o poi abbiamo bisogno di un abbraccio. Nella mia vita ho scoperto che un sorriso ha il potere di cambiare il mondo e che se vuoi qualcosa devi alzarti, impegnarti e affrontarlo. Soprattutto sto imparando che nella vita non bisogna essere perfetti, ma felici. E bisogna accettare l’aiuto degli amici. E noi tre di amici ne avevamo tanti. Purtroppo la vita è questa: niente è facile, ma nulla è impossibile. E per questo finché saprò ancora emozionarmi sentendo il vostro nome, Elena e Diego, saprò che questa enorme violenza e ingiustizia non ha vinto. Mi mancherete tantissimo.
La vostra mamma Dani
Nausea e ribrezzo
Si chiama Gabrio Vaccarin, il Coglione in foto, e dal 2016 il suddetto Coglione è consigliere comunale a Nimis, in provincia di Udine, nelle file del partito che li ospita tutti questi Coglioni, Fratelli D'Italia, e anche se, con due anni di ritardo, Walter Rizzetto deputato e coordinatore di Fratelli d'Italia per il Friuli, ne ha preso frettolosamente le distanze, il risultato non cambia, l'evidenza conclamata.
Gentaglia di questa bassezza non solo non dovrebbe essere accolta in qualsiasi formazione politica, ma occorrerebbe che la collettività predisponesse un TSO in grado di far ripartire almeno qualche neurone, in scatole craniche desolatamente vuote come quella di questo Coglione. E se il trattamento sanitario obbligatorio non fosse possibile, occorrerebbe richiamare almeno Elwood e Jake Blues per gettare in qualche rigagnolo friulano marmaglia di tale nauseabonda portata.
Il buonismo, la civetteria, gli sproloqui della Sora Cicoria non distolgano i sani di mente dalla realtà politica di quel partito: là dentro si celano fascisti della peggior specie e Coglioni ineguagliabili come questo imbecille in foto.
Gentaglia di questa bassezza non solo non dovrebbe essere accolta in qualsiasi formazione politica, ma occorrerebbe che la collettività predisponesse un TSO in grado di far ripartire almeno qualche neurone, in scatole craniche desolatamente vuote come quella di questo Coglione. E se il trattamento sanitario obbligatorio non fosse possibile, occorrerebbe richiamare almeno Elwood e Jake Blues per gettare in qualche rigagnolo friulano marmaglia di tale nauseabonda portata.
Il buonismo, la civetteria, gli sproloqui della Sora Cicoria non distolgano i sani di mente dalla realtà politica di quel partito: là dentro si celano fascisti della peggior specie e Coglioni ineguagliabili come questo imbecille in foto.
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