lunedì 29 giugno 2020

Osservazione

I saggi, gli anziani di una volta sapevano comprendere il mondo attraverso i segni della natura. Oggi al loro posto abbiamo le indicazioni dei social. 
Guardo molto Instagram, tra l'altro seguo tante dive o divette, e mi diverto a captarne i segnali del momento. 
Ad esempio il post pandemico lo posso riassumere con una carrellata di immagini di mare con al seguito i bicchieri simbolo della movida. 
Pose e sorrisi indicanti il passatempo marchio dell'attuale spensieratezza. 
Piscine, poco mare e uniformità di messaggio: siamo in auge col bicchiere nella mano. 
Ognuno fa quel che vuole, ci mancherebbe! Ma capziosa normalità irride il buon senso. Il lockdown non ha apportato nulla di positivo. La conigliera è la solita, stancante, sfinente. Dalle biblioteche alle spalle della quarantena, dalla ginnastica da casa siamo passati al culto del bicchiere per l'apericena o come cavolo la definiscono gli stolti gaudenti. 
Molti cercano di trasmettere la continuità della vita, nonostante le passate avversità. I più continuano a supplicarci, d'informarci che esistono e vorrebbero rimanere visibili. 
L'ovvio spettacolarizzante la normalità è la triste conseguenza di portare avanti un nulla riempiendolo di ovvietà. 
Se si riuscisse, se riuscissi, a comprendere che nella quotidianità si celano sempre dei cammei originali ed unici, avremmo, avrei, vinto la partita più complicata: normalmente vivo in questo attimo storico e normalmente me ne andrò un giorno. Tranquillamente e senza nulla pretendere dal presenzialismo, anticamera del vuoto non riempibile dal nulla.  

Alla fiera dell'eros

Tranquilli! Non parlerò di eros ed erotomani. Parlo di una vaga idea di inappetenza che rilevo nella nuova sfornata di quasi diciottenni, che attendono i segnali vitali per entrare nel loro mondo, che auguro loro sia il più elettrizzante possibile. 
Non ho figli. 
Detto questo mi capita a volte di attraversare le muraglie di giovanissimi in attesa dell'evento notturno, registro infatti che ancora non siamo, non sono, riusciti a ridimensionare il teorema che esige far l'alba per divertirsi. Lo era anche ai miei tempi, lo è oggi. Ed è una cagata pazzesca (cit.)
Detto questo, sabato sera sono rientrato attorno alla mezzanotte, incontrando ragazzine probabilmente uscite di casa a quell'ora, è la moda bellezza, con destinazione le classiche mete della movida. 
Quello che risaltava era di carattere estetico: truccatissime, abiti succinti, non sono assolutamente un fustigatore e, grazie a Dio, non ho alluppamenti al riguardo; registro solo questa routine a mio parere molto abbacinante ora ma nel futuro, ahimè, generatrice di vite sbadiglianti, con incongruenze e noie frutto dell'anticipo forsennato delle tempistiche della vita. 
Tra l'altro una di queste, urlandolo pur essendoci attorno a lei altre persone tra cui io, ha detto, sbraitato, alle amiche che la precedevano "ma vi rendete conto? Non mi tromba, stasera non mi tromba!" il tutto contornato da una curiosa bestemmia. 
Il leone se invece di rincorrere ogni mattina quella cavolo di gazzella, se la trovasse già pronta all'azzanno, come si ridurrebbe psichicamente? 
E' un paradosso. Ma tra i giovani d'oggi, mi permetto di dirlo, la famosa corte è ricordo oramai sbiadito. E' scomparsa letteralmente l'insostituibile fase dell'innamoramento, quel frizzantino stordente gli atrii cardiaci che spingevano a dipingere la vita di quei colori in grado di farti ruggire, di fissare quegli stessi momenti come il faro le navi in tempesta. 
Il travolgere queste consuetudini ha portato ad un livellamento generante in seguito noia ed insoddisfazioni. 
Sono pensieri di un quasi sessantenne che ha solcato i mari calmi senza alcun timone, sempre in balia delle maree. E valgono per quello che sono. 
 

domenica 28 giugno 2020

Sanità tà tà!


Mentre è scomparso quel senso di benevolenza, di gratitudine osannante la santità verso il personale medico e paramedico pubblico, facendo ritornare molti in movida, squacquerone culturale di questi tempi sonnolenti, ed efficaci politicamente come un rutto in un hangar per prova turbina dei Boeing, è molto motivante venire a sapere che il maggior polo privato sanitario, il San Donato di Paolo Rotelli, diciannove tra cliniche e ospedali, un miliardo e mezzo di fatturato annuo, il cui presidente dell’holding è quell’Angelino Alfano, ex chaffeur del Pregiudicato Puttaniere, a cui non affiderei neppure la gestione della carta igienica casalinga, se non fosse che Angelino tesse e trama grazie alle solite amicizie in grado di convogliare denari pubblici dentro le tasche immense di Rotelli, il quale non sembra non accontentarsi mai: è di oggi la notizia che dentro al consiglio di amministrazione entrerà Bobo Maroni, ex presidente della regione lombarda, esecutore finale dell’improvvida politica sanitaria innescata dal diversamente orante e memores domini Roberto Celeste Formigoni, attualmente ai domiciliari per una serie di reati da far impallidire Barabba. 
E, ciliegina sulla torta, entra a far parte del club degli assatanati di convenzioni statali anche Augusta Iannini, ex magistrato a Roma, già capo dell’ufficio legislativo del ministero della Giustizia e vice presidente dell’Autorità garante della privacy. Ma non è da queste cariche passate che la “ciliegina” ricava quella velatura di zucchero tipica delle prelibatezze del privato succhiante risorse al pubblico; l’Augusta infatti brilla perché consorte dell’Inossidabile per eccellenza, dell’Inamovibile epico, del baluardo per la difesa di questo granitico sistema di casta: si, proprio lui Bruno (Porta a Porta) Vespa!

Curricula


Il ministro Gualtieri ha scelto un consigliere per gli investimenti nella persona di Franco Bassanini, ottant’anni ed un curricula da far impallidire coloro che credono ancora nel ricambio generazionale, nel riposo di questi brontosauri della tecno-finanzia-plutocrazia, e perché no, pure rapto. Se da un lato emerge la consapevolezza che un ruolo tanto portante ed importante non possa essere affidato ad un novellino, dall’altro si staglia la necessità di mandare al sereno riposo personaggi come Bassanini, totem granitici di quel boiardismo capace con norme, paletti e cavilli di frenare, far sonnecchiare, imbolsire qualsiasi ipotesi di cambiamento sacrosanto, se guardato in un’ottica di lotta alla sperequazione, sia fiscale, che dei diritti lavorativi, che, soprattuto, delle retribuzioni salararie eque e dignitose. 
In conclusione non credo assolutamente che non vi sia qualcuno, d’età non superiore ai sessanta, in grado di gestire il basilare sviluppo degli investimenti futuri. A meno che non si voglia continuare a perseguire la canonica procedura idealizzata con “gli amici degli amici” che tante sconcezze procurò durante le Ere del Puttanesimo e del Ballismo.

PS per dovere di cronaca allego lo sterminato curricola di Bassanini, attinto dal Fatto Quotidiano odierno (leggete uno dei pochi quotidiani in grado di risvegliarvi, abbracciando la libertà d’opinione)

Franco Bassanini 
Incarichi in corso. 
Consigliere nel cda di Fimpa, l’azienda immobiliare di famiglia. Amministratore delegato di Astrid, la società di servizi legata all’omonima fondazione – creata con Giuliano Amato e di cui è presidente – per l’analisi, gli studi e le ricerche sulla riforma delle istituzioni democratiche e sull’innovazione nelle amministrazioni pubbliche. Presidente di Persidera, la società che gestisce le frequenze televisive di proprietà del fondo F2i. Presidente del consiglio di sorveglianza di Condotte spa, costruzioni e ingegneria. Presidente di Open Fiber, controllata con pari quota da Enel e da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). Titolare di un’impresa individuale per la coltivazione di olive in provincia di Grosseto. Azionista col 25 per cento di Fimpa, col 5,6 di Residence Campolongo, con lo 0,5 di Astrid servizi.

Incarichi cessati. 
Ultimo decennio: presidente di Cdp (2008/15), Cdp Reti, Metroweb, Metroweb Sviluppo, aziende pubbliche; consigliere nel cda di Risberme, società privata. Anni ‘90: consigliere del cda di Errepi Radio Popolare; socio accomandante dell’azienda agricola La Capriola.

Politica e istituzioni. Responsabile dell’ufficio legislativo del Psi 1977/80. Deputato dal ‘79 al ‘96, prima legislatura col Psi, poi indipendente con Pci e Pds. Presidente del gruppo dei deputati della Sinistra indipendente ‘89/’91. Senatore dal ‘96 al 2006 con Pds/Ds. Consigliere comunale di Milano ‘90/’93 e ‘97/’99. Membro della direzione nazionale del Psi dal ‘78 al 1981, del Pds/Ds/Pd dal ‘92 al 2008 e della segreteria nazionale del Pds ‘91/’96. Relatore della commissione bicamerale De Mita-Iotti ‘93/’94. Presidente del comitato parlamentare per le politiche finanziarie e di bilancio ‘84/’87. Presidente della commissione interministeriale ‘79/’82 per la riforma dei rapporti fra Regioni e Stati del ministro Massimo Severo Giannini. Capo di gabinetto ‘73/’76 di Mario Toros, ministro agli Affari regionali. Ministro della Funzione pubblica e agli Affari regionali nel governo di Romano Prodi ‘96/’98. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo di Massimo D’Alema ‘98/’99. Ministro della Funzione Pubblica nei governi di D’Alema e Amato 1999/01. Autore e ispiratore della riforma Bassanini per semplificare e decentrare l’amministrazione pubblica ‘97/’99. Già membro della commissione Roma Capitale con Gianni Alemanno sindaco nel 2008 e consulente per l’innovazione dei presidenti Paolo Gentiloni e Matteo Renzi 2015/18.

Esperienze francesi. Consigliere economico del primo ministro Jean-Pierre Raffarin nel 2002. Membro della commissione Attali per la “liberazione della crescita” e della commissione Milhaud per la “cooperazione finanziaria nell’area del Mediterraneo” istituite dal presidente Nicolas Sarkozy nel 2007. Già consigliere nei cda dell’Accademia di Francia in Italia e della Scuola nazionale dell’amministrazione (Ena). Consulente di Ffsa, la Federazione delle assicurazioni francesi. Ufficiale della Legion d’onore dal 2002.

Varie ed eventuali. Membro del comitato scientifico del centro studi di Confindustria, della fondazione Accademia nazionale Santa Cecilia, del comitato di presidenza di Assonime, l’associazione fra le Spa italiane. Consigliere nel cda della fondazione per le Scienze religiose di Bologna. Consulente di Febaf, la federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza. Presidente onorario dell’organismo europeo Long term investors’ club. Già consigliere del segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, in materia di tecnologie di informazione e di comunicazione ‘01/’06. Già docente di Diritto costituzionale all’università la Sapienza di Roma e collaboratore degli atenei di Milano Statale, Firenze, Sassari e Trento e del Consiglio nazionale delle ricerche. Ha scritto 19 libri e 350 articoli scientifici. Marito di Linda Lanzillotta, ex capo di gabinetto del ministro Amato, ministro nel governo Prodi II e vicepresidente del Senato nel ‘13/’18. Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica su iniziativa del presidente Giorgio Napolitano. Il futuro d’Italia è ieri.

Bombastic!



Arrivato con un'ora di ritardo, come ai bei tempi andati quando dopo l'"enricostaisereno" governò il paese, il Bomba ieri sera ha presentato il suo ultimo libro, dai non mi fate dire nulla al proposito che costui è molto amante delle querele, accompagnato e presentato dalla Lella di tutti loro. 
Sono andato a vederlo in qualità di amante del genere comico, e lui è il più grande dei comici italiani, un Groucho Marx di no' antri. L'ho ascoltato solo per una mezzoretta, il tempo per deliziarmi del suo innato senso dell'umorismo, le battute ai penta stellati con cui è al governo, gli alti ragionamenti da bar su come rinvigorire il paese, l'evidente sua convinzione di essere ancora, nonostante un 2,5% di gradimento, l'ago, la via, il nettare delle istituzioni. 


Posizionato il palco vicino ad una giostra funzionante, subliminale della sua attuale funzione, il Bomba ha condotto magistralmente, da esperto saltimbanco, il suo show costellato da riferimenti ai grandi del pianeta di cui lui stesso si sente pietra miliare, da battute da osteria, da ricerca di consensi e di incensazioni tipiche del suo ego debordante.

La madre di tutte le battute, mi è stata riferita perché nel frattempo avevo lasciato l'ilare compagnia, è stata la seguente: 

"Siete d'accordo che sarebbe meglio avere un governo legittimamente scelto dal popolo?" 

Si, ha detto proprio così il nostro Groucho, dimenticandosi dell'oramai storica "enricostaisereno"

Standing ovation a Groucho Bomba! 

Travaglione!!!


domenica 28/06/2020
Todo cambia

di Marco Travaglio

Ci avevano giurato che, dopo la pandemia, nulla sarebbe stato come prima e tutto sarebbe cambiato. Detto, fatto.
Il Senato resuscita il vitalizio, privilegio che definire medievale è offendere un’epoca seria come il Medioevo. E tutti quelli che 13 anni fa tuonavano e scrivevano articoli e libri contro la casta ridacchiano soddisfatti perché i 5Stelle sono stati sconfitti con la loro antipolitica, mentre la Politica con la P maiuscola è riempire le tasche finché morte non ci separi a vecchi arnesi mantenuti da noi dalla notte dei tempi. Fra le migliori esultanze degli incassatori per lo scampato pericolo, vince “Dalla politica ho avuto solo svantaggi”: parola di Francesco Speroni, leghista della prima ora, pensionato baby Alitalia a 50 anni, in politica dal 1986, parlamentare italiano e/o europeo dal 1989 al 2014 e financo ministro, sempre grazie alle leggendarie campagne contro “Roma ladrona”. Seguita da quest’altra: “Il taglio dei vitalizi fu una decisione pessima che ha messo alla fame alcuni ex parlamentari”: parola di un pesce di nome Zanda, già consigliere del gruppo Espresso, poi portaborse di Cossiga, poi presidente del Mose, di Lottomatica, del Giubileo2000, consigliere Rai, senatore del centrosinistra per appena 5 legislature, tesoriere del Pd (sua l’idea, l’anno scorso, di aumentare un po’ i magri stipendi dei parlamentari) dimissionario ma ancora in carica, perché nominato di fresco, alla tenera età di 78 anni, presidente della fondazione di Carlo De Benedetti (85 anni) che sta per dare alle stampe un nuovo giornale-ossimoro: Domani. Ridateci Storia Illustrata.

La Camera intanto espelle Vittorio Sgarbi perché dice dei magistrati e di chiunque lo contraddica (“vaffanculo stronza troia”) quel che diceva 30 anni fa su Canale5, prima che B. lo mandasse a spasso per non pagargli più le querele perse (tutte). Ma continuerà a essere invitato in tutti i salotti di Rai, Mediaset e La7, intervistato da tutti i giornaloni e giornalini e candidato a parlamentare, sindaco, assessore, ministro, viceministro, sottosegretario perché è tanto colto (sul fatto). Ridateci Sgarbi quotidiani.

Angela Merkel sul Mes dice un’ovvietà (“può essere usato da tutti”, ma quella dell’Italia “è una decisione italiana”), Conte risponde un’ovvietà (“A far di conto per l’Italia ci siamo io e i ministri italiani”) e tutti i giornali italiani titolano sul “gelo”, lo “scontro”, la “lite” Merkel-Conte e La Stampa su una frase mai detta dalla cancelliera (“L’Italia utilizzi tutte le risorse Ue”). Perché ovviamente ha ragione la Merkel: come osa l’Italia di non prendere ordini dalla Germania (che peraltro non s’è mai sognata di dargliene)?

Ridateci l’asse Roma-Berlino-Tokyo e la Repubblica di Salò.
Il ministro Gualtieri ha un nuovo consulente: il giovane millennial Franco Bassanini, classe 1940, una dozzina di cattedre, 7 legislature, mezza dozzina di partiti dal Psi al Pci Pd, un ministero, una decina di Cda, banche, assicurazioni (la lista completa di poltronissime è a pag.4). Ridateci i dinosauri.
Aria nuova anche nei servizi segreti: pare che Conte e altri nel governo pensino, per la vicedirezione dell’Aise, a Marco Mancini. Che non è omonimo del Marco Mancini arrestato due volte nel 2006, quand’era capo del Controspionaggio del Sismi, per concorso nel sequestro dell’imam di Milano Abu Omar e per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla rivelazione di segreto d’ufficio per aver passato dossier segreti alla Security Telecom, poi condannato a 9 anni per la prima accusa e infine salvato sia per la prima sia per la seconda dal segreto di Stato apposto dai governi di destra e di sinistra: è sempre lui. Eppure la Corte dei diritti umani di Strasburgo nel 2016 ha stabilito che il Sismi e la Cia, sequestrando Abu Omar e mandandolo a torturare in Egitto, e i governi italiani, coprendoli, hanno violato ben cinque principi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e “applicato il legittimo principio del segreto di Stato in modo improprio e tale da assicurare che i responsabili del rapimento, della detenzione illegale e dei maltrattamenti ad Abu Omar non dovessero rispondere delle loro azioni”. Ridateci Pollari&Pompa.
Salvini, noto leader del futuro visto che politicamente è più vecchio di B., non perde occasione per guardare all’avvenire con la strenua difesa dei pagamenti in contanti fino ad almeno 3mila euro a botta, in tandem con l’altro giovane vecchio che porta il suo stesso nome, ma ha un dodicesimo dei suoi voti. E, siccome il Matteo maior chiede a gran voce il condono tombale per gli evasori, il Matteo minor per non essere da meno lancia l’ideona di una “voluntary disclosure”, cioè di un bel condono sui contanti in nero. Poi, per essere ancora più moderno, rilancia sul Ponte sullo Stretto. Ridateci il decreto Biondi, i lodi Schifani e Alfano, la Cirami, la Cirielli e l’immunità parlamentare.
La gara di modernità fra i due Matteo prosegue sulla campagna acquisti di parlamentari. Salvini annuncia “altri 5Stelle pronti a passare alla Lega” e l’Innominabile risponde che “nel centrodestra c’è una miniera” di voltagabbana sul mercato. Ridateci Scilipoti, Razzi e De Gregorio.
Si attende ad horas il ritorno del borsello a tracolla, del telefono a gettoni, degli scubidù, delle pastiglie Valda e dell’Amaro Medicinale Giuliani.

Parola



Ma sai che passando da piazza del Bastione mi è sorta in cuore una parola che non riesco ad esprimere? Finanziamento? No, no... fraintendimento? No, neppure questa... scivolamento? Nein! Non ci siamo... distanziamento? Forse, ma che c’entra con la foto?